L'alimentazione parenterale va praticata solo da personale pratico diquesta metodica terapeutica ed a conoscenza delle possibili complicazioni. L'uso sicuro ed efficace dell'alimentazione parenterale richiedeuna conoscenza approfondita dei problemi nutritivi, come pure un'esperienza clinica adeguata delle complicazioni che possono verificarsi. Per un giusto controllo dell'alimentazione parenterale e' necessario eseguire frequenti valutazioni cliniche e determinazioni di laboratorio.Queste ricerche di laboratorio dovrebbero comprendere la
glicemiatermine che indica il livello di zuccheri presenti nel sangue. Si misura con un semplice prelievo.... Leggi, laproteinemia, i test sulla funzionalita' epatica e renale, gli elettroliti, l'emogramma, il potere di combinazione della CO2, l'osmolarita' serica, l'ammoniemia, eventuali culture ematiche. Usare il Freamine III soltanto se la soluzione e' limpida, se la chiusura e' intatta e se e' presente il vuoto. Le soluzioni nutritive fortemente ipertoniche vanno somministrate tramite un catetere a dimora inserito nella vena cava superiore. Se, dopo
diluizioneè il sistema con cui si prepara un rimedio omeopatico partendo da una sostanza base e un solvente.... Leggi con “Acqua per preparazioni iniettabili” o con soluzioni di Glucosio, il Freamine III viene somministrato nelle vene periferiche, assicurarsi attentamente che l'ago sia posto correttamente nel
lumediametro del vaso sanguigno attraverso cui scorre il sangue.... Leggi della vena. La zona della venipuntura va controllata frequentemente per segni di infiltrazioni. Se si manifestano trombosi o flebite sospendere l'infusione o cambiare la zona di infusione ed iniziare il trattamento appropriato. Si deve evitare un sovraccaricocircolatorio, soprattutto nei pazienti con
insufficienza cardiacamalattia per cui il cuore non è più in grado di pompare sangue in maniera adeguata.... Leggi. Nei pazienti con infarto del miocardio, l'infusione di aminoacidi va associata al glucosio poiche' nell'anossia gli acidi grassi liberi non possono essere utilizzati dal miocardio e l'energia deve essere prodottaanaerobicamente dal
glicogenozucchero immagazzinato che fornisce energia ai muscoli e al fegato durante gli sforzi fisici.... Leggi o dal glucosio. L'alimentazione venosa centrale puo' comportare complicazioni che possono essere ridotte o prevenute tenendo conto di tutti gli aspetti del procedimento, compresi la preparazione della soluzione, la somministrazione e il monitoraggiodel paziente. E' indispensabile seguire un programma preparato con lamassima precisione e basato sulla pratica medica piu' aggiornata; e' opportuno che se ne occupino medici esperti in alimentazione parenterale. Benche' una discussione dettagliata sulle complicazioni dell'alimentazione parenterali esuli dagli scopi di questa pubblicazione, il seguente sommario riporta le piu' recenti acquisizioni in questo campo. L'inserimento del catetere venoso centrale va considerato un vero e proprio intervento chirurgico. Si dovrebbero conoscere in modo approfondito le varie tecniche per l'inserimento del catetere, come pure le misure da adottare per l'identificazione ed il trattamento di eventuali complicazioni. Per informazioni di carattere tecnico e per ragguagli circa le zone piu' adatte per l'introduzione del catetere, leggere la letteratura medica che tratta questi argomenti. L'esame radiologico consente di verificare se il catetere e' stato inserito correttamente. In seguito ad un inserimento errato si possono avere: pneumotorace, emotorace, idrotorace, puntura dell'
arteriavaso sanguigno dentro il quale scorre il sangue ricco di ossigeno che esce dal cuore.... Leggi e sua sezione trasversale, lesione del
plessoIntreccio di nervi o vasi sanguigni.... Leggi brachiale, malposizione del catetere, formazione di una fistola arteriovenosa, flebite, trombosi, tamponamento pericardico, penetrazione di aria o di un
emboloframmento di trombo che si stacca e che è trasportato dal sistema circolatorio fino a quando trova un vaso piccolo dove si arena.... Leggi nel catetere. Durante la nutrizione parenterale totale il rischio di sepsi e' sempre presente. Poiche' le soluzioni contaminate ed i cateteri sono fonti potenziali di infezione, e' essenziale che la preparazione delle soluzioni, nonche' l'inserimento e la cura del catetere avvengano nella asepsi piu' rigorosa. E' preferibile che le miscele delle soluzioni vengano effettuate nella Farmacia dell'Ospedale sotto cappa a flusso laminare. Il fattore “chiave”nella preparazione delle miscele e' costituito dalla tecnica rigorosamente asettica, che impedisce la contaminazione inavvertita da contatto, sia durante la preparazione che dopo. Vari studi hanno dimostrato che gli idrolisati di caseina e di fibrina favoriscono lo sviluppo di germi molto piu' del Freamine III. Dopo la preparazione, le soluzioni per iperalimentazione parenterale vanno usate al piu' presto. La conservazione in frigorifero dovrebbe durare il meno possibile. La somministrazione di un singolo flacone non dovrebbe mai superare le 12 ore. Consultare la letteratura per conoscere a fondo e poter discutere con cognizione di causa le misure da adottare in presenza di sepsi insorta durante l'iperalimentazione. In breve, la terapia “classica” della sepsie' costituita dalla sostituzione del flacone somministrato con un altro appena preparato e con l'adozione di un nuovo raccordo, e dalla cultura della soluzione eliminata per la ricerca di eventuali contaminazioni batteriche o da funghi. Se la sepsi persiste e non si riesce ad identificare un'altra fonte di infezione, rimuovere il catetere e coltivarne l'estremita' prossimale. Quando la
febbreÈ l'innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei livelli normali. È causata dall'alterazione dei nostri meccanismi di regolazione termica c... Leggi diminuisce, inserire unnuovo catetere. La somministrazione di
antibioticiSono farmaci in grado di rallentare o arrestare la moltiplicazione dei batteri. Hanno un'elevata specificità; questo significa che un singolo antibiot... Leggi per un trattamentoprofilattico, non specifico, e' controindicata. L'esperienza clinica ha dimostrato che il catetere e' la fonte principale di infezioni, mentre le soluzioni preparate con tecnica rigorosamente asettica raramente sono causa di sepsi. Si sono avute le seguenti complicazioni metaboliche: acidosi metabolica, ipofosfatemia,
alcalosiEccesso nel sangue di sostanze contenenti il gruppo OH: ossigeno e idrogeno.... Leggi, iperglicemia e glicosuria,
diuresiEmissione di urina.... Leggi osmotica e deidratazione, ipoglicemia da rimbalzo, aumento degli enzimi epatici, ipo e ipervitaminosi, squilibri elettrolitici, iperammoniemia nei bambini,
allergiaÈ una reattività anomala dell'organismo a determinate sostanze esterne (dette allergeni). In sostanza, il sistema immunitario reagisce contro agenti c... Leggi quando si usano idrolisati proteici. Allo scopo di prevenire o di ridurre al minimo il rischio di queste complicazioni e' opportuno sottoporre il paziente a frequenti valutazioni cliniche e ad esami di laboratorio, specie durante i primi giorni di trattamento. La somministrazione di glucosio in quantita' superiore a quelle utilizzate dal paziente puo' provocare l'insorgere di iperglicemia e portare il malato al coma o alla morte. E' possibile prevenire l'acidosi metabolica e controllarla rapidamente mantenendo a livelli minimi la
concentrazioneQuantita di sostanza in un miscuglio.... Leggi totale del cloruro somministrato con il liquido di perfusione e aggiungendo alla miscela una parte dei cationi come acetati o lattati. L'ipofosfatemia e' la conseguenza tipica dell'inavvertita omissione del fosfato dalla miscela: questa complicazione viene combattuta rapidamente e con successo mediante aggiunta di fosfato inorganico. Per prevenire l'ipocalcemia, la somministrazione di fosfato va sempre integrata da un supplemento di calcio.