losartan id eg*30cpr 50+12,5mg losartan e eg spa

Che cosa è losartan id eg 30cpr 50+12,5mg?

Losartan id eg compresse rivestite prodotto da eg spa
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici .
Losartan id eg risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di antagonisti dell'angiotensina ii, associazioni.
Contiene i principi attivi: losartan potassico/idroclorotiazide
Composizione Qualitativa e Quantitativa: losartan potassico 50 mg e idroclorotiazide 12,5; losartan potassico 100 mg e idroclorotiazide 25 mg.
Codice AIC: 038601047 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Trattamento dell'ipertensione essenziale in pazienti la cui pressionearteriosa non viene adeguatamente controllata da losartan o idroclorotiazide quando somministrati da soli.

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Posologia

Losartan/Idroclorotiazide puo' essere usato contemporaneamente con altri antipertensivi. Le compresse rivestite con film di Losartan/Idroclorotiazide devono essere assunte intere (senza masticarle) una volta al giorno con un bicchiere d'acqua. Losartan/Idroclorotiazide puo' essere assunto indipendentemente dai pasti. Ipertensione: losartan /idroclorotiazide non deve essere impiegata come terapia iniziale, ma in pazienti la cui pressione arteriosa non viene adeguatamente controllata con losartan potassico o idroclorotiazide quando somministrati da soli. Si raccomanda la titolazione dei singoli componenti (losartan e idroclorotiazide). Quando clinicamente indicato, si consideri il passaggio diretto dalla monoterapia alla combinazione fissa in quei pazienti la cui pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata. L'usuale dose di mantenimento di losartan/idroclorotiazide e' di 50 mg/12.5 mg (losartan 50 mg/HCT 12,5 mg) una volta al giorno. Nei pazienti che non rispondono in maniera adeguata alla somministrazione di losartan/idroclorotiazide 50 mg/12.5 mg, il dosaggio puo' essere aumentato a losartan/idroclorotiazide 100 mg/25 mg (losartan 100 mg/HCT 25 mg) una volta algiorno. In generale, l'effetto antipertensivo viene raggiunto nell'arco di tre o quattro settimane dall'inizio della terapia. Uso in pazienti con ridotta funzionalita' renale ed in pazienti emodializzati: non e' necessario alcun iniziale adattamento posologico in pazienti con moderata compromissione della funzione renale (ad es. clearance della creatinina 30-50 ml/min). Si sconsiglia l'uso delle compresse di losartan/idroclorotiazide nei pazienti emodializzati. Losartan/idroclorotiazide compresse non deve essere impiegato in pazienti con grave compromissione della funzione renale (ad es. clearance della creatinina CONSERVAZIONENon conservare a temperatura superiore a 30 gradi C.AVVERTENZE>>Losartan. Angioedema: pazienti con anamnesi di angioedema (rigonfiamento di viso, labbra, gola e/o lingua) devono essere attentamente monitorati. Ipotensione e deplezione di volume endovascolare: e' possibile l'insorgenza di ipotensione sintomatica, soprattutto dopo la somministrazione della prima dose, nei pazienti ipovolemici ed iposodici in seguito ad una terapia diuretica vigorosa, ad una dieta iposodica, a diarrea o vomito. Tali condizioni devono essere corrette prima della somministrazione di losartan/idroclorotiazide compresse. Squilibri elettrolitici: sono comuni nei pazienti con insufficienza renale, con o senza diabete, e devono essere corretti. E' pertanto necessario monitorarecon attenzione le concentrazioni plasmatiche di potassio ed i valori di clearance della creatinina; devono essere attentamente monitorati soprattutto i pazienti cardiopatici e le cui concentrazioni di creatinina plasmatica si collocano tra 30 - 50 ml/min. Non e' raccomandato conlosartan/idroclorotiazide l'uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio e sostituti del sale contenenti potassio. Ridotta funzionalita' epatica: sulla base dei dati farmacocinetici che dimostrano un significativo aumento delle concentrazioni plasmatiche di losartan nei pazienti cirrotici, e' richiesta cautela quando losartan/idroclorotiazide viene somministrato a pazienti con anamnesi di compromissione epatica da lieve a moderata. Non vi e' esperienza terapeutica con losartan nei pazienti con insufficienza epatica grave. Losartan/idroclorotiazide e' controindicato in pazienti con gravecompromissione epatica. Compromissione della funzione renale: conseguentemente all'inibizione del sistema renina- angiotensina-aldosterone sono state segnalate alterazioni della funzione renale, inclusa l'insufficienza renale (in particolare in pazienti la cui funzione renale e'dipendente dal sistema renina-angiotensina-aldosterone, quali quelli affetti da grave insufficienza cardiaca oppure preesistente disfunzione renale). E' stato osservato un aumento dell'azotemia e della creatinina sierica nei pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria in rene funzionalmente unico; questi cambiamenti della funzione renale possono essere reversibili alla sospensione del trattamento. Losartan/idroclorotiazide deve essere usato con cautela nei pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria in rene funzionalmente unico. Trapianto di rene: non vi e' esperienza in pazienti sottoposti di recente a trapianto di rene. Iperaldosteronismo primario: i pazienti affetti da aldosteronismo primario non rispondono in genere a farmaci ipotensivi che agiscono tramite inibizione del sistema renina-angiotensina. Si sconsiglia pertanto la somministrazione di losartan/idroclorotiazide. Malattia coronarica e cerebrovascolare: un eccessivo calo della pressione arteriosa in pazienti con malattia cardiovascolare e cerebrovascolare ischemica puo' condurre a infarto del miocardio o ictus. Insufficienza cardiaca: nei pazienti con insufficienza cardiaca, con o senza compromissione della funzione renale, sussiste un rischio di grave ipotensione arteriosa e di insufficienza renale (spesso acuta). Stenosi delle valvole aortica e mitrale, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva: si richiede cautela nei pazienti affetti da stenosi delle valvole aortica e mitrale oppure da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Differenze etniche: il losartan e gli altri antagonisti dell'angiotensina sembrano essere meno efficaci nel diminuire la pressione arteriosa nei neri che nei non-neri, possibilmente a causa di una maggiore prevalenza di condizioni di bassa reninanella popolazione nera ipertesa. Gravidanza: la terapia con antagonisti del recettore dell'angiotensina II (AIIRAs) non deve essere iniziata durante la gravidanza. A meno che la prosecuzione della terapia con AIIRA sia ritenuta essenziale, le pazienti che intendono avere una gravidanza devono passare ad una terapia antiipertensiva alternativa che abbia un documentato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento con AIIRAs deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, si deve iniziare una terapia alternativa. >>Idroclorotiazide. Ipotensione e squilibrio idro/elettrolitico: in alcuni pazienti puo' manifestarsi ipotensione sintomatica. I pazienti devono essere osservati per i segni clinici di squilibrio idrico o elettrolitico, ad es. deplezione di volume, iponatremia, alcalosi ipocloremica, ipomagnesiemia o ipokaliemia che possono presentarsi durante intercorrenti vomito o diarrea. In alcuni pazienti deve essere effettuato il controllo periodico degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati. Puo' verificarsi iponatriemia diluzionale inpazienti edematosi col tempo caldo. Effetti metabolici ed endocrini: la terapia con diuretici tiazidici puo' compromettere la tolleranza del glucosio. Potrebbe essere necessario un adattamento del dosaggio deifarmaci antidiabetici, inclusa l'insulina. Un diabete mellito latentepuo' diventare palese durante la terapia con tiazidici. I tiazidici possono diminuire l'escrezione urinaria di calcio e provocare l'incremento leggero e intermittente di calcio sierico. Un'ipercalcemia marcatapuo' essere prova di latente iperparatiroidismo. I tiazidici devono venire sospesi prima di eseguire i test per la funzione paratiroidea. Aumenti nei livelli di colesterolo e trigliceridi possono essere associati alla terapia diuretica a base di tiazidici. La terapia a base di tiazidici puo' precipitare l'iperuricemia e/o la gotta in alcuni pazienti. Poiche' losartan riduce l'acido urico, la sua combinazione con idroclorotiazide comporta un'attenuazione dell'iperuricemia indotta dal diuretico. Compromissione epatica: i tiazidici devono essere usati con prudenza in pazienti con ridotta funzione epatica o malattia epatica progressiva, in quanto puo' causare colestasi intraepatica e poiche' minime alterazioni del bilancio idroelettrolitico possono precipitare ilcoma epatico. Losartan/idroclorotiazide e' controindicato in pazienticon grave compromissione epatica. Si possono verificare reazioni di ipersensibilita' nei pazienti in trattamento con tiazidici con o senza episodi di allergie o asma bronchiale in anamnesi. La possibilita' di esacerbazione o attivazione di un lupus eritematoso sistemico e' statasegnalata con l'uso di tiazidici. Questa specialita' medicinale contiene lattosio monoidrato.INTERAZIONI>>Losartan. E' stato segnalato che la rifampicina e il fluconazolo riducono i livelli del metabolita attivo. Le conseguenze cliniche di queste interazioni non sono state valutate. L'uso concomitante di altri farmaci che provocano ritenzione di potassio, integratori di potassio, o sostituti del sale contenenti potassio possono portare ad incrementidel potassio sierico. La co-somministrazione non e' consigliabile. L'escrezione di litio puo' essere ridotta. Pertanto, i livelli sierici di litio devono essere monitorati attentamente se i sali di litio devono essere co-somministrati con antagonisti del recettore dell'angiotensina II. Quando gli antagonisti dell'angiotensina II vengono somministrati simultaneamente con FANS (come inibitori selettivi della COX-2, acido acetilsalicilico a dosaggi antinfiammatori) e FANS non selettivi, puo' verificarsi un'attenuazione dell'effetto antiipertensivo. La co-somministrazione di antagonisti dell'angiotensina II o diuretici e FANSpuo' portare ad un aumento del rischio di peggioramento della funzione renale, compresa una possibile insufficienza renale acuta, e ad un incremento dei livelli sierici di potassio, specialmente nei pazienti con disfunzione renale preesistente. Effettuare la co-somministrazione con cautela, specialmente nel paziente anziano. Idratare i pazienti e si prendere in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante, e tale monitoraggio deve poi essere effettuato periodicamente. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa che hanno iniziato un trattamento con un farmaco antiinfiammatorio non steroideo, puo' risultare in un ulteriore peggioramentodella funzione renale. Questi effetti sono generalmente reversibili. Altre sostanze inducono ipotensione come antidepressivi triciclici, antipsicotici, baclofene, amifostina. L'uso concomitante con questi farmaci che abbassano la pressione sanguigna, come effetto principale o come effetto indesiderato, puo' aumentare il rischio di ipotensione. >>Idroclorotiazide. Quando assunti contemporaneamente, i seguenti farmacipossono interagire con i diuretici tiazidici: alcool, barbiturici, narcotici o antidepressivi. Puo' verificarsi un potenziamento dell'ipotensione ortostatica. Farmaci antidiabetici (agenti orali ed insulina): il trattamento con un tiazidico puo' influenzare la tolleranza al glucosio. Potrebbe essere necessario adattare il dosaggio del farmaco antidiabetico. La metformina deve essere usata con cautela a causa del rischio di acidosi lattica indotta dalla possibile insufficienza renale secondaria all'uso dell'idroclorotiazide. Altri farmaci antiipertensivi: effetto additivo. Resine di colestiramina e colestipolo: in presenzadi resine a scambio anionico l'assorbimento dell'idroclorotiazide potrebbe risultare compromesso. Dosi singole di una delle resine di colestiramina o colestipolo legano l'idroclorotiazide e riducono il suo assorbimento dal tratto gastrointestinale fino all'85 e al 43% rispettivamente. Corticosteroidi, ACTH: deplezione elettrolitica intensificata, in particolare ipokaliemia. Amine pressorie: si potrebbe verificare una diminuzione dell'effetto delle amine pressorie, ma non sufficiente da precluderne l'uso. Miorilassanti non depolarizzanti: possibile potenziamento dell'effetto del miorilassante. Litio: i farmaci diuretici riducono la clearance del litio e aumentano l'alto rischio di tossicita'del litio; non e' raccomandato l'uso concomitante. Medicinali usati per il trattamento della gotta: puo' essere necessario riaggiustare il dosaggio dei farmaci uricosurici, in quanto l'idroclorotiazide puo' aumentare i livelli sierici di acido urico. Puo' essere necessario aumentare il dosaggio di probenecid o sulfinpirazone. La somministrazione contemporanea con diuretici tiazidici puo' aumentare l`incidenza delle reazioni di ipersensibilita' all'allopurinolo. Farmaci anticolinergici: aumento della biodisponibilita' dei diuretici tiazidici con risultante diminuzione della motilita' gastrointestinale e della velocita' di svuotamento dello stomaco. Farmaci citotossici: i tiazidici possono ridurre l'escrezione renale dei farmaci citotossici e potenziare i loro effetti mielosoppressivi. Salicilati: in caso di somministrazione di salicilati ad alte dosi, l'idroclorotiazide potrebbe potenziare l'effetto tossico dei salicilati sul sistema nervoso centrale. Metildopa: ci sono state segnalazioni isolate di anemia emolitica secondaria all'usoconcomitante di idroclorotiazide e metildopa. Ciclosporina: il trattamento concomitante con ciclosporina potrebbe determinare un aumento del rischio di iperuricemia e di complicazioni di tipo gottoso. Glicosidi digitalici: l'ipopotassiemia indotta dai tiazidici oppure l'ipomagnesiemia possono favorire l'insorgenza di aritmie cardiache indotte dalla digitale. Farmaci influenzati da alterazioni del potassio sierico: si raccomanda il monitoraggio periodico del potassio sierico ed un ECG in caso di somministrazione contemporanea di Losartan/Idroclorotiazidee farmaci influenzati da disturbi del potassio sierico ed i seguenti farmaci che inducono torsioni di punta (tachicardia ventricolare) (compresi alcuni antiaritmici), in quanto l'ipopotassiemia e' un fattore predisponente le torsioni di punta (tachicardia ventricolare): antiaritmici di classe Ia (per es. chinidina, idrochinidina, disopiramide); antiaritmici di classe III (per es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide); alcuni antipsicotici (per es. tioridazina, clorpromazina, levomepromazina, trifluoperazina, ciamemazina, sulpiride, sultopride, amisulpride, tiapride, pimozide, aloperidolo, droperidolo); altri (per es. bepridil, cisapride, difemanile, eritromicina e.v., alofantrina, mizolastina, pentamidina, terfenadina, vincamina e.v.). Sali di calcio: i diuretici tiazidici possono aumentare i livelli sierici di calcio inseguito ad una diminuita escrezione. Se devono essere prescritti integratori di calcio, i livelli sierici di calcio devono essere monitorati e la dose di calcio deve essere aggiustata di conseguenza. Interazioni tra farmaci/test di laboratorio: a causa del loro effetto sul metabolismo del calcio i tiazidici possono interferire con i test per la funzione paratiroidea. Carbamazepina: rischio di iponatremia sintomatica. E' richiesto un monitoraggio clinico e biologico. Mezzi di contrastoiodati: in caso di disidratazione indotta dai diuretici, c'e' il rischio di un'aumentata insufficienza renale acuta, soprattutto con elevate dosi di un prodotto iodato. I pazienti devono essere reidratati prima della somministrazione. Medicinali associati a perdita di potassio eipokaliemia, ad es. amfotericina B (parenterale), corticosteroidi, ACTH, lassativi stimolanti o glicirrizina (che si trova nella liquirizia): l'idroclorotiazide puo' intensificare lo squilibrio elettrolitico, in particolare l'ipokaliemia.EFFETTI INDESIDERATIGli effetti indesiderati di seguito definiti sono classificati, dove appropriato, da una classificazione per sistemi e organi e da una frequenza usando la seguente convenzione: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, =1/1.000, =1/10.000, >Losartan. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: anemia, porpora Henoch-Schonlein, ecchimosi, emolisi. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni anafilattiche, angioedema, orticaria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia, gotta. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia; non comune: ansia, disturbi d'ansia, disturbi da panico, confusione, depressione, sogni anomali,disturbi del sonno, sonnolenza, difficolta' di memoria. Patologie delsistema nervoso. Comune: cefalea, capogiri; non comune: nervosismo, parestesia, neuropatia periferica, tremori, emicrania, sincope. Patologie dell'occhio. Non comune: visione offuscata, bruciore/sensazione di puntura nell'occhio, congiuntivite, riduzione dell'acutezza visiva. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: vertigini, tinnito.Patologie cardiache. Non comune: ipotensione, ipotensione ortostatica, sternalgia, angina pectoris, blocco AV di grado II, evento cerebrovascolare, infarto miocardico, palpitazioni, aritmia (fibrillazione atriale, bradicardia sinusale, tachicardia, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare). Patologie vascolari. Non comune: vasculite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, infezione delle vie respiratorie superiori, congestione nasale, sinusite, disturbi del seno; non comune: disagio alla faringe, faringite, laringite, dispnea, bronchite, epistassi, rinite, congestione respiratoria. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, nausea, diarrea, dispepsia; non comune: stipsi, mal di denti, bocca secca, flatulenza, gastrite, vomito. Patologie epatobiliari. Non nota: anomalia della funzionalita' epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Non comune: alopecia, dermatite, pelle secca, eritema, vampate, fotosensibilita', prurito, eruzione cutanea, orticaria, sudorazione. Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Comune: crampi muscolari, mal di schiena, dolori alle gambe, mialgia; non comune: dolori alle braccia, gonfiore alle giunture, dolori alle ginocchia, dolori muscolo scheletrici, dolori alle spalle, rigidita', artralgia, artrite, coxalgia, fibromialgia, debolezza muscolare; non nota: rabdomiolisi. Patologie renali e urinarie. Non comune: nicturia, frequenzaurinaria, infezione del tratto urinario. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: diminuzione della libido, impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: astenia, affaticamento, dolore al petto; non comune:edema facciale, febbre. Esami diagnostici. Comune: iperkaliemia, lieve riduzione dell'ematocrito e dell'emoglobina; non comune: lieve aumento dell'urea e dei livelli della creatinina sierica; molto raro: aumento dei livelli degli enzimi epatici e della bilirubina. >>Idroclorotiazide. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica, leucopenia, porpora, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni anafilattiche. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia, iperglicemia, iperuricemia, ipokaliemia, iponatriemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalalgia. Patologie dell'occhio. Non comune: transitoria visione offuscata, xantopsia. Patologie vascolari. Non comune: angioite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: distress respiratorio inclusa polmonite ed edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Non comune: sialoadenite, spasmi, irritazione gastrica, nausea, vomito, diarrea, stipsi. Patologie epatobiliari. Non comune: ittero (colestatico intraepatico), pancreatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: fotosensibilita', orticaria, necrolisi epidermica tossica. Patologiedell'apparato muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: crampi muscolari. Patologie renali e urinarie. Non comune: glicosuria, nefrite interstiziale, disfunzione renale, insufficienza renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: febbre, capogiri.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOVisti gli effetti dei singoli componenti in questo prodotto di combinazione in gravidanza, l'uso di inibitori dei recettori dell'Angiotensina II non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. L'uso di inibitori dei recettori dell'Angiotensina II e' controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza. Le evidenze epidemiologiche relative al rischio teratogeno in seguito all'esposizione adACE-inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non sono risolutive; non e' tuttavia possibile escludere un piccolo aumento del rischio. Non sono disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio connesso agli inibitori dei recettori dell'Angiotensina II (AIIRAs), tuttavia la possibilita' che esistano rischi simili per questa classe di farmaci non puo' essere esclusa. A meno che la continuazione della terapia con AIIRA non sia considerata essenziale, le pazienti che pianificano una gravidanza devono passare a trattamenti antiipertensivi alternativi, i cui profili di sicurezza per l'uso in gravidanza siano stabiliti. Quando la gravidanza viene confermata il trattamento con gli antagonisti dei recettori dell'angiotensina II deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, deve essere iniziata una terapia alternativa. E' noto che una esposizione a terapia con antagonisti dei recettori dell'angiotensina II durante il secondo e terzo trimestre inducefetotossicita' umana (diminuzione della funzionalita' renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale(insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia). Nel caso in cuisi sia verificata una esposizione agli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II a partire dal secondo trimestre di gravidanza si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio.I neonati le cui madri hanno assunto antagonisti dei recettori dell'Angiotensina II devono essere attentamente monitorati per ipotensione. Vi e' una limitata esperienza con l'idroclorotiazide durante la gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre. Gli studi sugli animali sono insufficienti. L'idrolorotiazide oltrepassa la barriera placentare. In base al meccanismo d'azione farmacologico dell'idroclorotiazide il suo utilizzo durante il secondo e il terzo trimestre puo' compromettere la perfusione feto-placentare e puo' causare effetti fetali e neonatali come ittero, disturbi dell'equilibrio elettrolitico e trombocitopenia. L'idroclorotiazide non deve essere usata per trattare l'edema gestazionale, l'ipertensione gestazionale o la preeclampsia a causa del rischio di diminuzione del volume plasmatico e ipoperfusione placentare, senza un effetto positivo sul decorso della patologia. L'idroclorotiazide non deve essere usata per trattare l'ipertensione essenziale in donne in gravidanza, ad eccezione di rare situazioni in cui non puo' essere utilizzato un altro trattamento. Non sono disponibili informazioni relative all'utilizzo del medicinale durante l'allattamento al seno. Idroclorotiazide e' escreto nel latte materno. Quindi l'uso del farmaco non e' raccomandato durante l'allattamento al seno e sono preferibili trattamenti con profili di sicurezza meglio stabiliti, soprattutto quando si allatta un neonato o un bambino pretermine.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati di seguito definiti sono classificati, dove appropriato, da una classificazione per sistemi e organi e da una frequenza usando la seguente convenzione: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, =1/1.000, =1/10.000, >Losartan. Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: anemia, porpora Henoch-Schonlein, ecchimosi, emolisi. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni anafilattiche, angioedema, orticaria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia, gotta. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia; non comune: ansia, disturbi d'ansia, disturbi da panico, confusione, depressione, sogni anomali,disturbi del sonno, sonnolenza, difficolta' di memoria. Patologie delsistema nervoso. Comune: cefalea, capogiri; non comune: nervosismo, parestesia, neuropatia periferica, tremori, emicrania, sincope. Patologie dell'occhio. Non comune: visione offuscata, bruciore/sensazione di puntura nell'occhio, congiuntivite, riduzione dell'acutezza visiva. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: vertigini, tinnito.Patologie cardiache. Non comune: ipotensione, ipotensione ortostatica, sternalgia, angina pectoris, blocco AV di grado II, evento cerebrovascolare, infarto miocardico, palpitazioni, aritmia (fibrillazione atriale, bradicardia sinusale, tachicardia, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare). Patologie vascolari. Non comune: vasculite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, infezione delle vie respiratorie superiori, congestione nasale, sinusite, disturbi del seno; non comune: disagio alla faringe, faringite, laringite, dispnea, bronchite, epistassi, rinite, congestione respiratoria. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, nausea, diarrea, dispepsia; non comune: stipsi, mal di denti, bocca secca, flatulenza, gastrite, vomito. Patologie epatobiliari. Non nota: anomalia della funzionalita' epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Non comune: alopecia, dermatite, pelle secca, eritema, vampate, fotosensibilita', prurito, eruzione cutanea, orticaria, sudorazione. Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Comune: crampi muscolari, mal di schiena, dolori alle gambe, mialgia; non comune: dolori alle braccia, gonfiore alle giunture, dolori alle ginocchia, dolori muscolo scheletrici, dolori alle spalle, rigidita', artralgia, artrite, coxalgia, fibromialgia, debolezza muscolare; non nota: rabdomiolisi. Patologie renali e urinarie. Non comune: nicturia, frequenzaurinaria, infezione del tratto urinario. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: diminuzione della libido, impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: astenia, affaticamento, dolore al petto; non comune:edema facciale, febbre. Esami diagnostici. Comune: iperkaliemia, lieve riduzione dell'ematocrito e dell'emoglobina; non comune: lieve aumento dell'urea e dei livelli della creatinina sierica; molto raro: aumento dei livelli degli enzimi epatici e della bilirubina. >>Idroclorotiazide. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica, leucopenia, porpora, trombocitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni anafilattiche. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia, iperglicemia, iperuricemia, ipokaliemia, iponatriemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalalgia. Patologie dell'occhio. Non comune: transitoria visione offuscata, xantopsia. Patologie vascolari. Non comune: angioite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: distress respiratorio inclusa polmonite ed edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Non comune: sialoadenite, spasmi, irritazione gastrica, nausea, vomito, diarrea, stipsi. Patologie epatobiliari. Non comune: ittero (colestatico intraepatico), pancreatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: fotosensibilita', orticaria, necrolisi epidermica tossica. Patologiedell'apparato muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: crampi muscolari. Patologie renali e urinarie. Non comune: glicosuria, nefrite interstiziale, disfunzione renale, insufficienza renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: febbre, capogiri.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOVisti gli effetti dei singoli componenti in questo prodotto di combinazione in gravidanza, l'uso di inibitori dei recettori dell'Angiotensina II non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. L'uso di inibitori dei recettori dell'Angiotensina II e' controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza. Le evidenze epidemiologiche relative al rischio teratogeno in seguito all'esposizione adACE-inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non sono risolutive; non e' tuttavia possibile escludere un piccolo aumento del rischio. Non sono disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio connesso agli inibitori dei recettori dell'Angiotensina II (AIIRAs), tuttavia la possibilita' che esistano rischi simili per questa classe di farmaci non puo' essere esclusa. A meno che la continuazione della terapia con AIIRA non sia considerata essenziale, le pazienti che pianificano una gravidanza devono passare a trattamenti antiipertensivi alternativi, i cui profili di sicurezza per l'uso in gravidanza siano stabiliti. Quando la gravidanza viene confermata il trattamento con gli antagonisti dei recettori dell'angiotensina II deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, deve essere iniziata una terapia alternativa. E' noto che una esposizione a terapia con antagonisti dei recettori dell'angiotensina II durante il secondo e terzo trimestre inducefetotossicita' umana (diminuzione della funzionalita' renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale(insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia). Nel caso in cuisi sia verificata una esposizione agli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II a partire dal secondo trimestre di gravidanza si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio.I neonati le cui madri hanno assunto antagonisti dei recettori dell'Angiotensina II devono essere attentamente monitorati per ipotensione. Vi e' una limitata esperienza con l'idroclorotiazide durante la gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre. Gli studi sugli animali sono insufficienti. L'idrolorotiazide oltrepassa la barriera placentare. In base al meccanismo d'azione farmacologico dell'idroclorotiazide il suo utilizzo durante il secondo e il terzo trimestre puo' compromettere la perfusione feto-placentare e puo' causare effetti fetali e neonatali come ittero, disturbi dell'equilibrio elettrolitico e trombocitopenia. L'idroclorotiazide non deve essere usata per trattare l'edema gestazionale, l'ipertensione gestazionale o la preeclampsia a causa del rischio di diminuzione del volume plasmatico e ipoperfusione placentare, senza un effetto positivo sul decorso della patologia. L'idroclorotiazide non deve essere usata per trattare l'ipertensione essenziale in donne in gravidanza, ad eccezione di rare situazioni in cui non puo' essere utilizzato un altro trattamento. Non sono disponibili informazioni relative all'utilizzo del medicinale durante l'allattamento al seno. Idroclorotiazide e' escreto nel latte materno. Quindi l'uso del farmaco non e' raccomandato durante l'allattamento al seno e sono preferibili trattamenti con profili di sicurezza meglio stabiliti, soprattutto quando si allatta un neonato o un bambino pretermine.

Indicazioni

Trattamento dell'ipertensione essenziale in pazienti la cui pressionearteriosa non viene adeguatamente controllata da losartan o idroclorotiazide quando somministrati da soli.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' al losartan, ai derivati solfonamidici (come l'idroclorotiazide) o ad uno qualsiasi degli eccipienti; ipocaliemia o ipercalcemia refrattarie alla terapia; grave compromissione epatica; colestasi e patologie biliari ostruttive; iponatriemia refrattaria; iperuricemia sintomatica/gotta; secondo e terzo trimestre di gravidanza; grave compromissione renale (ad es. clearance della creatinina < 30 ml/min);anuria.

Composizione ed Eccipienti

Nucleo della compressa: lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, amido di mais pregelatinizzato, silice colloidale anidra, magnesiostearato. Rivestimento: ipromellosa, macrogol 400, titanio diossido (E171).

Avvertenze

>>Losartan. Angioedema: pazienti con anamnesi di angioedema (rigonfiamento di viso, labbra, gola e/o lingua) devono essere attentamente monitorati. Ipotensione e deplezione di volume endovascolare: e' possibile l'insorgenza di ipotensione sintomatica, soprattutto dopo la somministrazione della prima dose, nei pazienti ipovolemici ed iposodici in seguito ad una terapia diuretica vigorosa, ad una dieta iposodica, a diarrea o vomito. Tali condizioni devono essere corrette prima della somministrazione di losartan/idroclorotiazide compresse. Squilibri elettrolitici: sono comuni nei pazienti con insufficienza renale, con o senza diabete, e devono essere corretti. E' pertanto necessario monitorarecon attenzione le concentrazioni plasmatiche di potassio ed i valori di clearance della creatinina; devono essere attentamente monitorati soprattutto i pazienti cardiopatici e le cui concentrazioni di creatinina plasmatica si collocano tra 30 - 50 ml/min. Non e' raccomandato conlosartan/idroclorotiazide l'uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio e sostituti del sale contenenti potassio. Ridotta funzionalita' epatica: sulla base dei dati farmacocinetici che dimostrano un significativo aumento delle concentrazioni plasmatiche di losartan nei pazienti cirrotici, e' richiesta cautela quando losartan/idroclorotiazide viene somministrato a pazienti con anamnesi di compromissione epatica da lieve a moderata. Non vi e' esperienza terapeutica con losartan nei pazienti con insufficienza epatica grave. Losartan/idroclorotiazide e' controindicato in pazienti con gravecompromissione epatica. Compromissione della funzione renale: conseguentemente all'inibizione del sistema renina- angiotensina-aldosterone sono state segnalate alterazioni della funzione renale, inclusa l'insufficienza renale (in particolare in pazienti la cui funzione renale e'dipendente dal sistema renina-angiotensina-aldosterone, quali quelli affetti da grave insufficienza cardiaca oppure preesistente disfunzione renale). E' stato osservato un aumento dell'azotemia e della creatinina sierica nei pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria in rene funzionalmente unico; questi cambiamenti della funzione renale possono essere reversibili alla sospensione del trattamento. Losartan/idroclorotiazide deve essere usato con cautela nei pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi dell'arteria in rene funzionalmente unico. Trapianto di rene: non vi e' esperienza in pazienti sottoposti di recente a trapianto di rene. Iperaldosteronismo primario: i pazienti affetti da aldosteronismo primario non rispondono in genere a farmaci ipotensivi che agiscono tramite inibizione del sistema renina-angiotensina. Si sconsiglia pertanto la somministrazione di losartan/idroclorotiazide. Malattia coronarica e cerebrovascolare: un eccessivo calo della pressione arteriosa in pazienti con malattia cardiovascolare e cerebrovascolare ischemica puo' condurre a infarto del miocardio o ictus. Insufficienza cardiaca: nei pazienti con insufficienza cardiaca, con o senza compromissione della funzione renale, sussiste un rischio di grave ipotensione arteriosa e di insufficienza renale (spesso acuta). Stenosi delle valvole aortica e mitrale, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva: si richiede cautela nei pazienti affetti da stenosi delle valvole aortica e mitrale oppure da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Differenze etniche: il losartan e gli altri antagonisti dell'angiotensina sembrano essere meno efficaci nel diminuire la pressione arteriosa nei neri che nei non-neri, possibilmente a causa di una maggiore prevalenza di condizioni di bassa reninanella popolazione nera ipertesa. Gravidanza: la terapia con antagonisti del recettore dell'angiotensina II (AIIRAs) non deve essere iniziata durante la gravidanza. A meno che la prosecuzione della terapia con AIIRA sia ritenuta essenziale, le pazienti che intendono avere una gravidanza devono passare ad una terapia antiipertensiva alternativa che abbia un documentato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento con AIIRAs deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, si deve iniziare una terapia alternativa. >>Idroclorotiazide. Ipotensione e squilibrio idro/elettrolitico: in alcuni pazienti puo' manifestarsi ipotensione sintomatica. I pazienti devono essere osservati per i segni clinici di squilibrio idrico o elettrolitico, ad es. deplezione di volume, iponatremia, alcalosi ipocloremica, ipomagnesiemia o ipokaliemia che possono presentarsi durante intercorrenti vomito o diarrea. In alcuni pazienti deve essere effettuato il controllo periodico degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati. Puo' verificarsi iponatriemia diluzionale inpazienti edematosi col tempo caldo. Effetti metabolici ed endocrini: la terapia con diuretici tiazidici puo' compromettere la tolleranza del glucosio. Potrebbe essere necessario un adattamento del dosaggio deifarmaci antidiabetici, inclusa l'insulina. Un diabete mellito latentepuo' diventare palese durante la terapia con tiazidici. I tiazidici possono diminuire l'escrezione urinaria di calcio e provocare l'incremento leggero e intermittente di calcio sierico. Un'ipercalcemia marcatapuo' essere prova di latente iperparatiroidismo. I tiazidici devono venire sospesi prima di eseguire i test per la funzione paratiroidea. Aumenti nei livelli di colesterolo e trigliceridi possono essere associati alla terapia diuretica a base di tiazidici. La terapia a base di tiazidici puo' precipitare l'iperuricemia e/o la gotta in alcuni pazienti. Poiche' losartan riduce l'acido urico, la sua combinazione con idroclorotiazide comporta un'attenuazione dell'iperuricemia indotta dal diuretico. Compromissione epatica: i tiazidici devono essere usati con prudenza in pazienti con ridotta funzione epatica o malattia epatica progressiva, in quanto puo' causare colestasi intraepatica e poiche' minime alterazioni del bilancio idroelettrolitico possono precipitare ilcoma epatico. Losartan/idroclorotiazide e' controindicato in pazienticon grave compromissione epatica. Si possono verificare reazioni di ipersensibilita' nei pazienti in trattamento con tiazidici con o senza episodi di allergie o asma bronchiale in anamnesi. La possibilita' di esacerbazione o attivazione di un lupus eritematoso sistemico e' statasegnalata con l'uso di tiazidici. Questa specialita' medicinale contiene lattosio monoidrato.

Gravidanza e Allattamento

Visti gli effetti dei singoli componenti in questo prodotto di combinazione in gravidanza, l'uso di inibitori dei recettori dell'Angiotensina II non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. L'uso di inibitori dei recettori dell'Angiotensina II e' controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza. Le evidenze epidemiologiche relative al rischio teratogeno in seguito all'esposizione adACE-inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non sono risolutive; non e' tuttavia possibile escludere un piccolo aumento del rischio. Non sono disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio connesso agli inibitori dei recettori dell'Angiotensina II (AIIRAs), tuttavia la possibilita' che esistano rischi simili per questa classe di farmaci non puo' essere esclusa. A meno che la continuazione della terapia con AIIRA non sia considerata essenziale, le pazienti che pianificano una gravidanza devono passare a trattamenti antiipertensivi alternativi, i cui profili di sicurezza per l'uso in gravidanza siano stabiliti. Quando la gravidanza viene confermata il trattamento con gli antagonisti dei recettori dell'angiotensina II deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, deve essere iniziata una terapia alternativa. E' noto che una esposizione a terapia con antagonisti dei recettori dell'angiotensina II durante il secondo e terzo trimestre inducefetotossicita' umana (diminuzione della funzionalita' renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale(insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia). Nel caso in cuisi sia verificata una esposizione agli antagonisti recettoriali dell'angiotensina II a partire dal secondo trimestre di gravidanza si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio.I neonati le cui madri hanno assunto antagonisti dei recettori dell'Angiotensina II devono essere attentamente monitorati per ipotensione. Vi e' una limitata esperienza con l'idroclorotiazide durante la gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre. Gli studi sugli animali sono insufficienti. L'idrolorotiazide oltrepassa la barriera placentare. In base al meccanismo d'azione farmacologico dell'idroclorotiazide il suo utilizzo durante il secondo e il terzo trimestre puo' compromettere la perfusione feto-placentare e puo' causare effetti fetali e neonatali come ittero, disturbi dell'equilibrio elettrolitico e trombocitopenia. L'idroclorotiazide non deve essere usata per trattare l'edema gestazionale, l'ipertensione gestazionale o la preeclampsia a causa del rischio di diminuzione del volume plasmatico e ipoperfusione placentare, senza un effetto positivo sul decorso della patologia. L'idroclorotiazide non deve essere usata per trattare l'ipertensione essenziale in donne in gravidanza, ad eccezione di rare situazioni in cui non puo' essere utilizzato un altro trattamento. Non sono disponibili informazioni relative all'utilizzo del medicinale durante l'allattamento al seno. Idroclorotiazide e' escreto nel latte materno. Quindi l'uso del farmaco non e' raccomandato durante l'allattamento al seno e sono preferibili trattamenti con profili di sicurezza meglio stabiliti, soprattutto quando si allatta un neonato o un bambino pretermine.

Interazioni con altri prodotti

>>Losartan. E' stato segnalato che la rifampicina e il fluconazolo riducono i livelli del metabolita attivo. Le conseguenze cliniche di queste interazioni non sono state valutate. L'uso concomitante di altri farmaci che provocano ritenzione di potassio, integratori di potassio, o sostituti del sale contenenti potassio possono portare ad incrementidel potassio sierico. La co-somministrazione non e' consigliabile. L'escrezione di litio puo' essere ridotta. Pertanto, i livelli sierici di litio devono essere monitorati attentamente se i sali di litio devono essere co-somministrati con antagonisti del recettore dell'angiotensina II. Quando gli antagonisti dell'angiotensina II vengono somministrati simultaneamente con FANS (come inibitori selettivi della COX-2, acido acetilsalicilico a dosaggi antinfiammatori) e FANS non selettivi, puo' verificarsi un'attenuazione dell'effetto antiipertensivo. La co-somministrazione di antagonisti dell'angiotensina II o diuretici e FANSpuo' portare ad un aumento del rischio di peggioramento della funzione renale, compresa una possibile insufficienza renale acuta, e ad un incremento dei livelli sierici di potassio, specialmente nei pazienti con disfunzione renale preesistente. Effettuare la co-somministrazione con cautela, specialmente nel paziente anziano. Idratare i pazienti e si prendere in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante, e tale monitoraggio deve poi essere effettuato periodicamente. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa che hanno iniziato un trattamento con un farmaco antiinfiammatorio non steroideo, puo' risultare in un ulteriore peggioramentodella funzione renale. Questi effetti sono generalmente reversibili. Altre sostanze inducono ipotensione come antidepressivi triciclici, antipsicotici, baclofene, amifostina. L'uso concomitante con questi farmaci che abbassano la pressione sanguigna, come effetto principale o come effetto indesiderato, puo' aumentare il rischio di ipotensione. >>Idroclorotiazide. Quando assunti contemporaneamente, i seguenti farmacipossono interagire con i diuretici tiazidici: alcool, barbiturici, narcotici o antidepressivi. Puo' verificarsi un potenziamento dell'ipotensione ortostatica. Farmaci antidiabetici (agenti orali ed insulina): il trattamento con un tiazidico puo' influenzare la tolleranza al glucosio. Potrebbe essere necessario adattare il dosaggio del farmaco antidiabetico. La metformina deve essere usata con cautela a causa del rischio di acidosi lattica indotta dalla possibile insufficienza renale secondaria all'uso dell'idroclorotiazide. Altri farmaci antiipertensivi: effetto additivo. Resine di colestiramina e colestipolo: in presenzadi resine a scambio anionico l'assorbimento dell'idroclorotiazide potrebbe risultare compromesso. Dosi singole di una delle resine di colestiramina o colestipolo legano l'idroclorotiazide e riducono il suo assorbimento dal tratto gastrointestinale fino all'85 e al 43% rispettivamente. Corticosteroidi, ACTH: deplezione elettrolitica intensificata, in particolare ipokaliemia. Amine pressorie: si potrebbe verificare una diminuzione dell'effetto delle amine pressorie, ma non sufficiente da precluderne l'uso. Miorilassanti non depolarizzanti: possibile potenziamento dell'effetto del miorilassante. Litio: i farmaci diuretici riducono la clearance del litio e aumentano l'alto rischio di tossicita'del litio; non e' raccomandato l'uso concomitante. Medicinali usati per il trattamento della gotta: puo' essere necessario riaggiustare il dosaggio dei farmaci uricosurici, in quanto l'idroclorotiazide puo' aumentare i livelli sierici di acido urico. Puo' essere necessario aumentare il dosaggio di probenecid o sulfinpirazone. La somministrazione contemporanea con diuretici tiazidici puo' aumentare l`incidenza delle reazioni di ipersensibilita' all'allopurinolo. Farmaci anticolinergici: aumento della biodisponibilita' dei diuretici tiazidici con risultante diminuzione della motilita' gastrointestinale e della velocita' di svuotamento dello stomaco. Farmaci citotossici: i tiazidici possono ridurre l'escrezione renale dei farmaci citotossici e potenziare i loro effetti mielosoppressivi. Salicilati: in caso di somministrazione di salicilati ad alte dosi, l'idroclorotiazide potrebbe potenziare l'effetto tossico dei salicilati sul sistema nervoso centrale. Metildopa: ci sono state segnalazioni isolate di anemia emolitica secondaria all'usoconcomitante di idroclorotiazide e metildopa. Ciclosporina: il trattamento concomitante con ciclosporina potrebbe determinare un aumento del rischio di iperuricemia e di complicazioni di tipo gottoso. Glicosidi digitalici: l'ipopotassiemia indotta dai tiazidici oppure l'ipomagnesiemia possono favorire l'insorgenza di aritmie cardiache indotte dalla digitale. Farmaci influenzati da alterazioni del potassio sierico: si raccomanda il monitoraggio periodico del potassio sierico ed un ECG in caso di somministrazione contemporanea di Losartan/Idroclorotiazidee farmaci influenzati da disturbi del potassio sierico ed i seguenti farmaci che inducono torsioni di punta (tachicardia ventricolare) (compresi alcuni antiaritmici), in quanto l'ipopotassiemia e' un fattore predisponente le torsioni di punta (tachicardia ventricolare): antiaritmici di classe Ia (per es. chinidina, idrochinidina, disopiramide); antiaritmici di classe III (per es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide); alcuni antipsicotici (per es. tioridazina, clorpromazina, levomepromazina, trifluoperazina, ciamemazina, sulpiride, sultopride, amisulpride, tiapride, pimozide, aloperidolo, droperidolo); altri (per es. bepridil, cisapride, difemanile, eritromicina e.v., alofantrina, mizolastina, pentamidina, terfenadina, vincamina e.v.). Sali di calcio: i diuretici tiazidici possono aumentare i livelli sierici di calcio inseguito ad una diminuita escrezione. Se devono essere prescritti integratori di calcio, i livelli sierici di calcio devono essere monitorati e la dose di calcio deve essere aggiustata di conseguenza. Interazioni tra farmaci/test di laboratorio: a causa del loro effetto sul metabolismo del calcio i tiazidici possono interferire con i test per la funzione paratiroidea. Carbamazepina: rischio di iponatremia sintomatica. E' richiesto un monitoraggio clinico e biologico. Mezzi di contrastoiodati: in caso di disidratazione indotta dai diuretici, c'e' il rischio di un'aumentata insufficienza renale acuta, soprattutto con elevate dosi di un prodotto iodato. I pazienti devono essere reidratati prima della somministrazione. Medicinali associati a perdita di potassio eipokaliemia, ad es. amfotericina B (parenterale), corticosteroidi, ACTH, lassativi stimolanti o glicirrizina (che si trova nella liquirizia): l'idroclorotiazide puo' intensificare lo squilibrio elettrolitico, in particolare l'ipokaliemia.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Non conservare a temperatura superiore a 30 gradi C.