zerit 56 capsule 40mg stavudina bristol-myers squibb srl

Che cosa è zerit 56cps 40mg?

Zerit capsule rigide prodotto da bristol-myers squibb srl
è un farmaco osped. esitabile della categoria specialita' medicinali con prescrizione medica che appartiene alla fascia H che comprende i farmaci di esclusivo uso ospedaliero, non vendibili ai cittadini presso le farmacie aperte al pubblico, ma utilizzabili o distribuibili solo nell'ambito delle strutture sanitarie pubbliche .
Zerit risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di antivirali per uso sistemico, nucleosidi e nucleotidi inibitori dellatrascrittasi inversa.
Contiene i principi attivi: stavudina
Composizione Qualitativa e Quantitativa: ciascuna capsula rigida contiene 40 mg di stavudina.
Codice AIC: 032803088 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

In combinazione con altri farmaci antiretrovirali per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici (di eta' superiore ai 3 mesi) infetti dal virus HIV solo quando gli altri antiretrovirali non possono essereutilizzati. La durata del trattamento deve essere limitata al tempo piu' breve possibile.

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Posologia

La durata della terapia deve essere limitata al tempo piu' breve possibile seguita dal passaggio ad una terapia alternativa appropriata ogni qualvolta cio' sia possibile. Adulti < 60 kg: 30 mg due volte al giorno (ogni 12 ore); adulti >= 60 kg: 40 mg due volte al giorno. Adolescenti, bambini e prima infanzia al di sopra dei 3 mesi di eta'. < 30 kg: 1 mg/kg due volte al giorno (ogni 12 ore); >= 30 kg: dosaggio per adulti. La formulazione in polvere deve essere usata nei bambini di eta'inferiore ai tre mesi. I pazienti adulti che hanno problemi a deglutire le capsule possono passare alla formulazione in polvere di questo medicinale. Se si manifestano sintomi di neuropatia periferica, bisognaconsiderare il passaggio del paziente ad una terapia alternativa. Neirari casi nei quali non e' appropriato, si puo' prendere in considerazione una riduzione del dosaggio della stavudina, tenendo sotto stretto controllo i sintomi di neuropatia periferica e mantenendo una soddisfacente soppressione virologica. Il farmaco non e' stato studiato in modo specifico nei pazienti al di sopra dei 65 anni di eta'. Insufficienza epatica: non e' necessario alcun iniziale aggiustamento di dosaggio. Insufficienza renale. Peso < 60 kg, clcr > 26 e < 50 ml/min: 15 mg due volte al giorno; peso < 60 kg, clcr <= 25 ml/min (compresi i pazienti in dialisi): 15 mg ogni 24 ore; peso >= 60 kg, clcr > 26 e < 50: 20 mg due volte al giorno; peso >= 60 kg, clcr <= 25 ml/min (compresi pazienti in dialisi): 20 mg ogni 24 ore. La clearance della stavudina puo' risultare alterata nei pazienti pediatrici con disfunzione renale:considerare una riduzione della dose e/o un aumento dell'intervallo tra le somministrazioni proporzionale alla riduzione del dosaggio per ipazienti adulti. Non ci sono raccomandazioni sul dosaggio per i pazienti pediatrici con meno di 3 mesi di eta' e con compromissione renale.Per un assorbimento ottimale, il farmaco deve essere assunto a stomaco vuoto (almeno 1 ora prima dei pasti), ma se cio' non fosse possibile, puo' essere assunto con un pasto leggero. Il medicinale puo' anche essere somministrato aprendo con attenzione la capsula rigida e mescolandone il contenuto con il cibo.

Effetti indesiderati

Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro da > 1/10000 a < 1/100: anemia; molto raro < 1/10000: trombocitopenia, neutropenia. Patologie endocrine. Non comune da > 1/1000 a < 1/100: ginecomastia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune da > 1/100 a < 1/10: lipoatrofia, lipodistrofia, iperlattatemia asintomatica; non comune: acidosi lattica (in alcuni casi con debolezza motoria), anoressia; raro: iperglicemia; molto raro: diabete mellito. Disturbi psichiatrici. Comune: depressione; non comune: ansia, labilita' emozionale. Patologie del sistema nervoso. Comune: sintomi neurologici periferici, inclusa neuropatia periferica, parestesie e neurite periferica, vertigini, alterazioni dell'attivita' onirica, cefalea, insonnia, disturbi del pensiero, sonnolenza; molto raro: debolezza motoria (piu' spesso riportata in caso di iperlattatemia sintomatica o della sindrome da acidosi lattica). Patologie gastrointestinali. Comune: diarrea, dolore addominale, nausea, dispepsia; non comune: pancreatite, vomito. Patologie epatobiliari. Non comune: epatite o ittero; raro: steatosi epatica; molto raro: insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comune: rash, prurito; non comune: orticaria. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: artralgia, mialgia.Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: stanchezza; non comune: astenia. In pazienti affetti da HIV con deficienza immunitaria grave al momento dell'inizio della terapia antiretrovirale di combinazione (CART), puo' insorgere una reazioneinfiammatoria a infezioni opportunistiche asintomatiche o residuali. La terapia antiretrovirale di combinazione e' stata associata alla ridistribuzione del grasso corporeo (lipodistrofia) nei pazienti con infezione da HIV. La terapia antiretrovirale di combinazione e' stata associata ad anormalita' metaboliche come ipertrigliceridemia, ipercolesterolemia, insulino resistenza, iperglicemia e iperlattemia. Sono stati riportati casi di osteonecrosi. Sono state riportate alterazioni dei test di laboratorio: rialzi delle ALT, delle AST, della lipasi. E' stata riportata neutropenia, trombocitopenia e bassi livelli di emoglobina. Popolazione pediatrica: le reazioni avverse e le anormalita' segnalate sono stati generalmente simili, come tipo e frequenza, a quelli riscontrati negli adulti. Comunque, una neuropatia periferica clinicamente rilevante e' meno frequente. Anormalita' di laboratorio rilevanti digrado 3-4 riscontrate nei bambini trattati con stavudina sono state: abbassamento dei neutrofili, dell'emoglobina, aumento della ALT e nessuna anormalita' della lipasi. Si e' rilevato un aumento della mortalita' dei bambini nel gruppo di trattamento stavudina + didanosina rispetto ai gruppi di trattamento con stavudina, didanosina o zidovudina, con una maggiore incidenza di nascite di bambini nati morti nel gruppo stavudina + didanosina. Reazioni avverse indicative di disfunzione mitocondriale sono state riportate nei neonati e nei bambini esposti ad uno o piu' analoghi nucleosidici. Lo stato di HIV per i neonati ed i bambini di eta' uguale o inferiore a tre mesi e' stato negativo, mentre per bambini piu' grandi tendeva ad essere positivo. Il profilo degli eventi avversi per i neonati ed i bambini di eta' uguale o inferiore a tre mesi ha mostrato aumenti nei livelli dell'acido lattico, neutropenia, anemia, trombocitopenia, aumento delle transaminasi epatiche e dei lipidi, inclusa l'ipertrigliceridemia.

Indicazioni

In combinazione con altri farmaci antiretrovirali per il trattamento di pazienti adulti e pediatrici (di eta' superiore ai 3 mesi) infetti dal virus HIV solo quando gli altri antiretrovirali non possono essereutilizzati. La durata del trattamento deve essere limitata al tempo piu' breve possibile.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Composizione ed Eccipienti

Contenuto della capsula: lattosio, magnesio stearato, cellulosa microcristallina, sodio amido glicolato. Involucro della capsula: gelatina,ferro ossido colorante (E172), silicio diossido, sodio laurilsolfato,titanio diossido (E171). Gli involucri delle capsule sono marchiati con inchiostro nero edibile contenente: shellac, glicole propilenico, acqua depurata, potassio idrossido, ferro ossido (E172).

Avvertenze

La terapia con stavudina e' associata a numerosi effetti indesideratigravi, come acidosi lattica, lipoatrofia e polineuropatia. Con l'uso di analoghi nucleosidici inibitori della trascrittasi inversa (NRTI) e' stata riportata acidosi lattica. Sintomi precoci (iperlattatemia sintomatica) includono sintomi non gravi a carico dell'apparato digerente, malessere non specifico, perdita di appetito, perdita di peso, sintomi respiratori o neurologici. L'acidosi lattica presenta elevata mortalita' e puo' essere associata a pancreatite, insufficienza epatica, insufficienza renale, o paralisi motoria. L'acidosi lattica si manifestageneralmente dopo alcuni o diversi mesi di trattamento. Il trattamento deve essere interrotto in caso di iperlattatemia sintomatica e acidosi metabolico/lattica, epatomegalia progressiva, o rapido innalzamentodei valori di aminotransferasi. Deve porsi attenzione nel somministrare NRTI a pazienti con epatomegalia, epatite od altri noti fattori di rischio di patologia epatica e steatosi epatica. Pazienti con infezione concomitante da epatite C e trattati con interferone alfa e ribavirina possono costituire una categoria a rischio speciale. Sono stati riportati casi di epatite o insufficienza epatica, talora fatali. Il rischio di reazioni avverse gravi e potenzialmente fatali a carico del fegato e' aumentato nei pazienti con epatite cronica B o C. In presenza di segni di deterioramento dell'epatopatia, si deve prendere in considerazione la sospensione o l'interruzione del trattamento. In caso di rapido aumento dei livelli delle transaminasi, dovra' essere presa in considerazione l'interruzione della terapia e con qualunque medicinale potenzialmente epatotossico. La terapia antiretrovirale combinata e' stata associata a lipodistrofia in pazienti con infezione da HIV. Un rischio maggiore di lipodistrofia e' stato associato alla presenza di fattori individuali ed a fattori legati al farmaco. In pazienti mai sottoposti a trattamento, si e' sviluppata lipoatrofia clinica in una maggiore proporzione di pazienti trattati con stavudina in confronto ad altri nucleosidi. E' stata dimostrata una perdita generalizzata di grassoagli arti nei pazienti trattati con stavudina in confronto all'aumento di grasso agli arti o nessun cambiamento nei pazienti trattati con altri NRTI. Il passaggio dalla stavudina ad altri nucleosidi ha portatoad aumenti del grasso negli arti con miglioramento da modesto a nullodella lipoatrofia clinica. I pazienti trattati devono essere frequentemente esaminati ed interrogati sui sintomi di lipoatrofia. Quando si evidenziano tali segni, si deve considerare l'interruzione della terapia. Occorre prendere in considerazione la misurazione dei lipidi sierici e della glicemia a digiuno. I disordini del metabolismo lipidico devono essere trattati in maniera clinicamente appropriata. Alcuni pazienti sviluppano una neuropatia periferica, spesso avente inizio dopo alcuni mesi di trattamento. I pazienti devono essere controllati per i sintomi e se tali sintomi sono presenti, si deve passare ad una terapiaalternativa. I pazienti con precedenti di pancreatite presentavano una ricomparsa della malattia durante il trattamento. In pazienti affetti da HIV con deficienza immunitaria grave al momento della istituzionedella terapia antiretrovirale di combinazione (CART), puo' insorgere una reazione infiammatoria a patogeni opportunisti asintomatici o residuali e causare condizioni cliniche serie, o il peggioramento dei sintomi. Esempi rilevanti di cio' sono le retiniti da citomegalovirus, le infezioni micobatteriche generalizzate e/o focali e la polmonite da Pneumocystis carinii. Qualsiasi sintomo infiammatorio deve essere valutato e deve essere instaurato un trattamento. Sono stati riportati casi di osteonecrosi. Ai pazienti deve essere raccomandato di rivolgersi almedico in caso di comparsa di fastidi, dolore e rigidita' alle articolazioni, o difficolta' nel movimento. In pazienti infetti dal virus HIV, in trattamento con stavudina in associazione con idrossiurea e didanosina, sono state riportate pancreatite e neuropatia periferica. In pazienti trattati con agenti antiretrovirali ed idrossiurea, sono stateriportate epatotossicita' ed insufficienza epatica che hanno causato la morte: l'idrossiurea non deve essere usata nel trattamento dell'infezione da HIV. Contiene lattosio. Il farmaco non e' stato studiato in pazienti con piu' di 65 anni di eta'. Bambini di eta' inferiore ai 3 mesi: si deve porre particolare attenzione alla storia del trattamento antiretrovirale ed al profilo di resistenza del ceppo HIV della madre.Gli analoghi nucleosidici e nucleotidici hanno dimostrato di provocare danno mitocondriale di vario grado. Ci sono stati casi di disfunzione mitocondriale in bambini HIV-negativi esposti in utero e/o dopo la nascita ad analoghi nucleosidici. Le principali reazioni avverse riportate sono i disordini ematologici ed i disordini metabolici: spesso transitori. Sono stati riportati alcuni disordini neurologici tardivi. Tutti i bambini, esposti in utero ad analoghi nucleosidici e nucleotidici devono essere sottoposti periodicamente ad esami clinici e di laboratorio e devono essere completamente esaminati, in caso di importanti segni o sintomi, per possibile disfunzione mitocondriale.

Gravidanza e Allattamento

Il farmaco non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di assoluta necessita'. L'esperienza clinica nelle donne incinte e' limitata, ma sono state riportate anomalie congenite ed aborti. Profilassi antiretrovirale, con gli stessi farmaci somministrati alla madre,e' stata somministrata al neonato entro 36 ore dal parto e per le successive 6 settimane. In donne in gravidanza in trattamento con una combinazione di didanosina e stavudina con o senza altra terapia anti-retrovirale e' stata riportata acidosi lattica, talvolta fatale. Tossicita' embrio-fetale e' stata osservata solo negli animali esposti ad altidosaggi. Non ci sono informazioni sufficienti per raccomandare il medicinale nella prevenzione della trasmissione dell'HIV da madre a figlio. La combinazione di stavudina e didanosina deve essere usata con cautela durante la gravidanza. Si raccomanda che donne infette dall'HIV non allattino al seno in alcun caso al fine di evitare la trasmissione del virus. Le madri devono essere avvisate di interrompere l'allattamento al seno prima di assumere il prodotto. Non e' stata rilevata evidenza di infertilita' nei ratti ad elevati livelli di esposizione.

Interazioni con altri prodotti

Dal momento che la stavudina e' attivamente escreta dai tubuli renali, sono possibili interazioni con altri farmaci attivamente escreti perla stessa via. Tuttavia, non si e' osservata alcuna interazione farmacocinetica clinicamente rilevante con lamivudina. La zidovudina e la stavudina sono fosforilate dall'enzima cellulare, che fosforila preferenzialmente la zidovudina, diminuendo percio' la fosforilazione della stavudina alla forma attiva trifosfato. La zidovudina non e' raccomandata per l'uso in combinazione con la stavudina. L'attivazione della stavudina e' inibita dalla doxorubicina e dalla ribavirina ma non da altri farmaci usati nell'infezione da HIV che sono similarmente fosforilati, comunque, la co-somministrazione di stavudina con doxorubicina o ribavirina deve essere effettuata con cautela. Non si sono osservate interazioni clinicamente significative della stavudina o della stavudina piu' la didanosina con il nelfinavir. La stavudina non inibisce le principali isoforme del citocromo P450 CYP1A2, CYP2C9, CYP2C19, CYP2D6 e CYP3A4; percio' e' improbabile che si verifichino interazioni clinicamente significative con medicinali metabolizzati attraverso queste vie.Dato che la stavudina non e' legata alle proteine, non si pensa possainfluenzare la farmacocinetica di medicinali legati alle proteine. Non ci sono stati studi specifici di interazione con altri medicinali. Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C (blister in alluminio/aclar). Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C (flaconiin HDPE). Conservare nella confezione originale.