thelin*14cpr riv 100mg sitaxentan pfizer italia srl

Che cosa è thelin 14cpr riv 100mg?

Thelin compresse rivestite prodotto da pfizer italia srl
è un farmaco solo uso ospedaliero della categoria specialita' medicinali con prescrizione medica .
Thelin risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di antipertensivi.
Contiene i principi attivi: sitaxentan sodico
Composizione Qualitativa e Quantitativa: ogni compressa rivestita con film contiene 100 mg di sitaxentan sodico.
Codice AIC: 037758012 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Trattamento di pazienti affetti da ipertensione arteriosa polmonare (PAH) di classe funzionale III (secondo la classificazione dell'OMS) per migliorare la capacita' di fare esercizio fisico. E' stata dimostrata l'efficacia nei pazienti che presentano ipertensione polmonare primaria e ipertensione polmonare associata a patologie del tessuto connettivo.

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Posologia

La terapia deve essere iniziata e monitorata soltanto da un medico esperto nel trattamento della PAH. Il medicinale deve essere assunto pervia orale alla dose di 100 mg una volta al giorno. Puo'essere assuntocon o senza cibo e a qualsiasi ora del giorno. In caso di peggioramento clinico nonostante il trattamento con il prodotto per almeno 12 settimane, occorre considerare terapie alternative. Tuttavia, un certo numero di pazienti che non hanno beneficiato di una risposta entro la settimana 12 di trattamento con il farmaco, ha risposto in modo positivoentro la settimana 24, quindi si puo' prendere in considerazione un trattamento di ulteriori 12 settimane. Dosi piu'elevate non conferiscono ulteriori benefici sufficienti a compensare l'aumento di rischio di reazioni avverse, in modo particolare di danno epatico. >>Sospensione del trattamento. Esiste un'esperienza limitata sull'improvvisa interruzione del sitaxentan sodico. Non e'stata osservata alcuna evidenza di un effetto rebound acuto. >>Dosaggio in pazienti con insufficiente funzionalita' epatica. Non sono stati eseguiti studi in pazienti con alterata funzionalita' epatica pre-esistente. Il prodotto e' controindicato in pazienti con aminotransferasi epatica elevata (> 3 x il Limite Superiore della Norma (ULN)) prima dell'inizio del trattamento. >>Dosaggio in pazienti con insufficiente funzionalita' renale. Nei pazienti con alterata funzionalita' renale non sono necessari aggiustamenti posologici. >>Uso in bambini e adolescenti (< 18 anni). L'uso del farmaco non e'raccomandato nei bambini e negli adolescenti di eta' inferiore ai18 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e l'efficacia.>>Pazienti anziani. Nei pazienti di eta' superiore ai 65 anni, non sono necessari aggiustamenti posologici. >>Uso in pazienti in trattamento con altri medicinali. L'efficacia e la sicurezza del prodotto somministrato con altri trattamenti perla PAH (ad es. epoprostenolo, sildenafil, iloprost) non sono state studiate in studi clinici controllati. Occorre pertanto prestare attenzione in caso di somministrazione concomitante.

Effetti indesiderati

La sicurezza e'stata valutata nell'ambito degli studi clinici condotti su oltre 1200 pazienti affetti da PAH, cosi'come sulla base dei datipost- marketing. Alla dose raccomandata, durante gli studi controllati con placebo sulla PAH, le reazioni avverse piu' comuni, considerate come almeno possibilmente correlate alla terapia con il prodotto, sonostate cefalea nel 15% dei pazienti ed edema periferico e congestione nasale, entrambi nel 9% dei pazienti. All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravita'. Le frequenze sono riportate come molto comuni (>=1/10), comuni (>1/100, 1/1000, <=1/100), rare (>1/10.000, <=1/1000) e molto rare (<=1/10.000). Patologie del sistema emolinfopietico. Non comune: riduzine dell'emoglobina (raramente associata ad anemia), riduzione dell'ematocrito. Patologie del sistema nervoso. Molto comune: cefalea. Comune: insonnia, capogiri. Patologie vascolari. Comuni: sanguinamento gengivale, vampate. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: congestione nasale, epistassi. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, stipsi, dolore alla parte superiore dell'addome, vomito, dispepsia e diarrea. Patologie epatobiliari.Comune: aumento delle transaminasi epat iche, aumento della bilirubina (associata ad aumento delle aminotransferasi epatiche). Raro: epatite sintomatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro rash (diverse tipologie e manifestazioni). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: crampi muscolari. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento, edema (piu' comunemente periferico). Esami diagnostici. Comune: INR aumentato (con terapia concomitante a base di antagonisti della vitamina K). Tempo di protrombina aumentato (PT) (con terapia concomintante a base di antagonisti della vitamina K). Aumenti della ALT e/o AST sono associati a sitaxentan sodico. In studi di fase 2 e 3 con somministrazione del farmaco per via orale in pazienti affetti da PAH, sono stati osservati aumenti della ALT e/o AST > 3 ULN nel 5 % dei pazienti trattati con placebo (N=155) rispetto al 7 % dei pazienti trattati con 100 mg (N=887). Aumenti dei valori di ALT > 5 ULN sono stati osservati nel 4% (36/887) dei pazienti trattati con sitaxentan sodico 100 mg una volta al giorno e nello 0,6 % dei pazienti del gruppo placebo (1/155). La popolazione trattata con sitaxentan ha inclusoanche i pazienti (N=53) che hanno interrotto un altro antagonista deirecettori dell'endotelina a causa di alterazioni della funzionalita' epatica. Questo specifico gruppo di pazienti presentava un maggior rischio (19%; N=10/53) di sviluppare incrementi di ALT e/o AST > 3 x ULN e cio' indica che e' necessario prestare adeguata attenzione quando iltrattamento con sitexentan viene iniziato in questa popolazione di pazienti. La riduzione media totale della concentrazione di emoglobina per i pazienti trattati con il prodotto era di 0,5 g/dl (variazione alla fine del trattamento). In studi controllati con placebo, una riduzione marcata dell'emoglobina (diminuzione maggiore del 15 % rispetto al valore basale, con valore inferiore al limite inferiore del normale) e' stata osservata nel 7% dei pazienti trattati con il farmaco (N = 149) e nel 3% dei pazienti trattati con placebo (N = 155). Una diminuzione della concentrazione di emoglobina di almeno 1 g/dl e'stata osservata nel 60% dei pazienti trattati con il medicinale rispetto al 32% dei pazienti trattati con placebo. Gli eventi avversi osservati sino ad oggi nella fase post-marketing sono stati simili a quelli osservati nell'ambito degli studi clinici.

Indicazioni

Trattamento di pazienti affetti da ipertensione arteriosa polmonare (PAH) di classe funzionale III (secondo la classificazione dell'OMS) per migliorare la capacita' di fare esercizio fisico. E' stata dimostrata l'efficacia nei pazienti che presentano ipertensione polmonare primaria e ipertensione polmonare associata a patologie del tessuto connettivo.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Insufficiente funzionalita' epatica da lieve a grave (Classe Child-Pugh A-C). Livelli elevati di aminotransferasi prima dell'inizio deltrattamento (aspartato aminotransferasi (AST) e/o alanina aminotransferasi (ALT) > 3 x ULN). Co-somministrazione con ciclosporina A. Allattamento.

Composizione ed Eccipienti

Interno delle compresse: cellulosa microcristallina (E460), lattosio monoidrato, ipromellosa (E464), sodio amido-glicolato, magnesio stearato (E470b), sodio fosfato dibasico anidro (E339), ascorbil palmitato (E304), sodio edetato, sodio fosfato monobasico (E339). Rivestimento: acido stearico (E570b), ipromellosa (E464), cellulosa microcristallina (E460), titanio diossido (E171), ossido di ferro giallo deidrato (E172), ossido di ferro rosso deidrato (E172), talco (E553b).

Avvertenze

L'efficacia in monoterapia non e' stata stabilita in pazienti con PAHdi classe funzionale IV secondo la classificazione NYHA/OMS. Se le condizioni cliniche peggiorano, considerare il passaggio a una terapia raccomandata per uno stadio grave della malattia (ad es. epoprostenolo). Anomalie della funzionalita' epatica sono state associate alla PAH. Gli antagonisti dei recettori dell'endotelina, come classe, sono statiassociati ad anomalie della funzionalita' epatica. Aumenti dell'AST e/o dell'ALT associati al prodotto si manifestano sia subito che durante il trattamento, generalmente progrediscono lentamente e sono tipicamente asintomatici. Durante gli studi clinici queste alterazioni sono state generalmente reversibili quando sono state seguite le linee guidasul monitoraggio e sulla sospensione del trattamento. Gli aumenti di aminotransferasi epatiche possono risolversi spontaneamente durante iltrattamento con sitaxentan sodico. Poiche'gli aumenti di AST e/o ALT associati al trattamento sono indice di un potenziale danno epatico grave i livelli di aminotransferasi epatiche devono essere misurati prima dell'inizio del trattamento e successivamente ogni mese. Se i valoridi AST e/o ALT sono > 3 x ULN prima dell'inizio della terapia, l'uso del prodotto e'controindicato. Il meccanismo della tossicita' epatica non e'pienamente documentato e puo' variare tra diversi antagonisti dell'endotelina. Prestare attenzione quando si inizia il trattamento consitaxentan nei pazienti che hanno interrotto il trattamento con altriantagonisti dei recettori dell'endotelina a causa di alterazioni degli enzimi epatici. Se i valori di ALT/AST aumentano ai livelli seguenti, devono essere apportate delle modifiche alla frequenza del monitoraggio o al trattamento. > 3 e <= 5 x ULN: confermare tramite un altro esame di valutazione della funzionalita' epatica entro 2 settimane. Se confermato, continuare a monitorare i livelli di aminotransferasi almeno ogni 2 settimane. Se i livelli di aminotransferasi ritornano ai valori osservati prima del trattamento, riprendere la valutazione della funzionalita' epatica con cadenza mensile. > 5 e <= 8 × ULN: confermare tramite un altro esame di valutazione della funzionalita' epatica; se confermato, interrompere il trattamento e monitorare i livelli di aminotransferasi almeno ogni 2 settimane fino a quando non si sono normalizzati. Se i livelli di aminotransferasi ritornano ai valori osservati prima del trattamento, considerare la possibilita' di riprendere la terapia con il prodotto. > 8 x ULN: il trattamento deve essere interrotto e non deve essere presa in considerazione la possibilita' di riprendere la terapia con il farmaco. Se gli aumenti delle transferasi epatiche sono accompagnati da sintomi clinici di danno epatico (quali nausea, vomito, anoressia, febbre, dolore addominale, ittero oppure letargiao affaticamento insoliti) o aumenti della bilirubina totale oltre > 2x ULN, il trattamento deve essere interrotto e non va presa in considerazione la possibilita' di riprendere la terapia con il farmaco. La ripresa del trattamento con il medicinale deve essere considerata solo se i benefici potenziali della terapia superano i rischi potenziali e quando i valori di aminotransferasi epatiche sono entro i livelli osservati prima dell'inizio del trattamento. Si consiglia di consultare unepatologo. I livelli di aminotransferasi devono essere quindi controllati entro 3 giorni dopo la ripresa del trattamento e poi ancora dopo due settimane. I controlli successivi devono seguire le raccomandazioni sopra riportate. Non sono stati eseguiti studi in pazienti con alterata funzionalita' epatica pre-esistente. Il prodotto e' controindicatoin pazienti con aminotransferasi epatiche elevate (> 3 x ULN) prima dell'inizio del trattamento. Con il prodotto esiste un rischio aumentato di sanguinamento principalmente sotto forma di epistassi e di sanguinamento gengivale. Il farmaco determina l'aumento dei livelli plasmatici degli antagonisti della vitamina K, quali warfarina, acenocumarolo e fenprocumone. Non e'nota l'entita' dell'interazione con i potenti inibitori degli OATP (ad esempio alcune statine, inibitori della proteinasi, tubercolostatici). Poiche' tale interazione potrebbe aumentare i livelli plasmatici di sitaxentan sodico, i pazienti che necessitino diuna terapia con questa combinazione devono essere attentamente monitorati per identificare eventi indesiderati correlati al sitaxentan sodico. L'uso del prodotto aumenta l'esposizione agli estrogeni quando viene somministrato in concomitanza con agenti contraccettivi orali. Quindi, specialmente in donne che fumano, esiste un rischio aumentato di tromboembolia. Dato il teorico rischio piu' elevato di tromboembolia, deve essere preso in considerazione l'uso concomitante di antagonisti della vitamina K. A causa della possibile teratogenicita', la terapia con il medicinale non deve essere iniziata in donne in eta' fertile a meno che queste non usino un tipo di contraccezione affidabile. Se occorre, si deve eseguire un test di gravidanza. Non sono ad oggi disponibili dati sull'uso in pazienti con malattia polmonare associata a malattia polmonare veno-occlusiva. Tuttavia, sono stati riportati casi di edema potenzialmente fatale quando i vasodilatatori (principalmente prostacicline) sono stati impiegati in questi pazienti. Di conseguenza, quando il medicinale viene somministrato in pazienti con ipertensione polmonare, in presenza di segni di edema polmonare deve essere presa inconsiderazione la possibilita' di una malattia venoocclusiva associata. Il trattamento con il prodotto e'associato a una diminuzione dei valori dell'emoglobina correlata alla dose. La maggior diminuzione dellaconcentrazione emoglobinica e'stata rilevata durante le prime settimane di trattamento e i livelli di emoglobina si sono stabilizzati dopo 4 settimane di terapia con il prodotto. Si raccomanda di controllare le concentrazioni di emoglobina prima del trattamento, dopo 1 e dopo 3 mesi; successivamente continuare a controllarle ogni 3 mesi. Se si verifica una diminuzione rilevante della concentrazione emoglobinica, occorre effettuare ulteriori valutazioni per determinarne la causa e considerare l'eventuale necessita' di un trattamento specifico. Le compresse contengono lattosio monoidrato. I pazienti affetti da rari problemiereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Gravidanza e Allattamento

Non vi sono dati riguardo l'uso di sitaxentan sodico in donne in gravidanza. Il sitaxentan sodico ha causato teratogenicita' nei ratti. Glieffetti potenziali sulla specie umana sono sconosciuti. Il prodotto non deve essere usato durante la gravidanza se non in caso di assoluta necessita', cioe'nei casi in cui nessuna altra alternativa terapeuticasia disponibile. Il sitaxentan sodico e'stato rilevato nel plasma deipiccoli allattati da ratti femmina trattate con sitaxentan sodico, indicando che il sitaxentan sodico era presente nel latte. Non e'noto seil sitaxentan sodico sia escreto nel latte umano. Le donne che usano il medicinale non devono allattare. Il trattamento non deve essere iniziato in donne in eta' fertile a meno che non usino un tipo di contraccezione totalmente affidabile, a causa della possibile teratogenicita'. Se occorre, si deve eseguire un test di gravidanza.

Interazioni con altri prodotti

Sitexentan sodico viene metabolizzato nel fegato dal citocromo P450 CYP2C9 e dagli isoenzimi CYP3A4/5. Sitaxentan sodico e'un inibitore delCYP2C9 e, in maniera inferiore, del CYP2C19, CYP3A4/5 e CYP 2C8. Le concentrazioni plasmatiche di farmaci metabolizzati principalmente dal CYP2C9, potrebbero aumentare con la somministrazione concomitante di sitaxentan sodico. La cosomministrazione di farmaci metabolizzati da CYP2C19 o CYP3A4/5 non dovrebbe comportare un'interazione farmacologica clinicamente significativa. Sitaxentan sodico non influenza il trasportatore p-glicoproteina, ma si presuppone che sia un substrato delle proteine di trasporto OATP. >>Inibitori dei Polipeptidi di Trasporto di Anioni Organici (OATP). La somministrazione concomitante di ciclosportina A, inibitore potente degli OATP, ha determinato un aumento di 6 volte della Cmin ed un aumento del 67% della AUC di sitaxentan; pertanto, l'uso del prodotto in pazienti in trattamento con ciclosporina A pervia sistemica e' controindicato. La clearance della ciclosporina A non e'stata modificata. L'entita' dell'interazione con altri inibitori degli OATP (alcuni inibitori della HMG-CoA reduttasi, ad es. atorvastatina, inibitori delle proteasi, ad es. ritonavir, farmaci tubercolostatici, ad es. rifampicina) non e'nota, ma potrebbe comportare un aumentodei livelli plasmatici di sitaxentan il cui significato clinico e'sconosciuto. I pazienti che necessitano di questa associazione di farmacidevono essere attentamente monitorati. Inoltre, gli studi di interazione con nelfinavir, un inbitore moderatamente potente degli OATP, e pravastatina, un inibitore con bassa affinita' per gli OATP, non hanno evidenziato alterazioni clinicamente significative dei livelli plasmatici di sitaxentan. >>Fluconazolo (inibitore del CYP2C19, CYP2C9 e CYP3A4/5). La somministrazione concomitante del farmaco e fluconazolo non ha avuto effetti sulla clearance di sitaxentan sodico. >>Ketoconazolo (substrato ed inibitore del CYP 3A4/5). La somministrazione concomitante del medicinale non ha causato un'alterazione clinicamente significativa della clearance di sitaxentan sodico o di nelfinavir. La clearancedi nelfinavir non e' cambiata in modo significativo in un soggetto classificato come scarso metabolizzatore del CYP2C19. >>Nelfinavir (substrato del CYP3A4/5, CYP2C19). La somministrazione concomitante del medicinale con nelfinavir non ha causato variazioni clinicamente significative nella clearance di sitaxentan sodico o di nelfinavir. La clearance di nelfinavir non e' cambiata in maniera clinicamente significativain un soggetto che era stato classificato come metabolizzatore deboledel CYP2C19. >>Warfarin (antagonista della vitamina K, substrato del CYP2C9). Il trattamento concomitante con sitaxentan sodico ha causato un aumento di 2,4 volte dell'esposizione al S-warfarin. I soggetti chericevono warfarin e sitaxentan sodico raggiungono il livello desiderato di terapia anticoagulante (valore target secondo l'International Normalised Ratio (INR)) con dosi inferiori di anticoagulante. Ci si aspetta di osservare un aumento simile dell'effetto anticoagulante con glianaloghi del warfarin, inclusi acenocumarolo, fenprocumone e fluindione. Quando si intraprende una terapia con un antagonista della vitamina K in un paziente in trattamento con sitaxentan sodico, si raccomandadi iniziare con la dose piu'bassa disponibile. Nei pazienti gia' in terapia con un antagonista della vitamina K, si raccomanda di ridurre la dose della vitamina K quando si inizia il trattamento con il sitaxentan sodico. In tutti i casi occorre monitorare con regolarita' l'INR. Aumenti della dose della vitamina K devono essere eseguiti con piccoliincrementi per raggiungere un valore target INR appropriato. Se l'INRnon viene monitorato in modo appropriato e l'aumento dell'esposizioneagli antagonisti della vitamina K non viene rilevato, possono verificarsi episodi di sanguinamento gravi o potenzialmente fatali.>> Contraccettivi orali (substrato del CYP3A4). La somministrazione concomitantedel prodotto e Ortho -Novum 1/35 (1 mg noretindrone/ 0,035 mg etinilestradiolo) ha causato aumenti dell'esposizione all'etinilestradiolo (substrato di CYP3A4/5) e al noretindrone (CYP3A4/5) rispettivamente del59% e del 47%. Tuttavia, il sitaxentan sodico non ha avuto effetti sull'azione antiovulatoria del contraccettivo orale come valutato in base alle concentrazioni plasmatiche dell'ormone follicolo stimolante (FSH), dell'ormone luteinezzante (LH) e del progesterone. >>Sildenafil (substrato del CYP3A4). Una singola dose di sildenafil 100 mg somministrato in concomitanza con il prodotto ha aumentato la Cmax e l'AUCinfinito del sildenafil rispettivamente del 18% e del 28%. Non e'stata osservata una variazione della Cmax o dell'AUC per il metabolita attivo, n-desmetilsildenafil. Queste variazioni delle concentrazioni plasmatichedel sildenafil non sono state considerate clinicamente significative.L'interazione con il sildenafil puo' essere seria se si verifica ipotensione oltre il livello di sicurezza. I risultati di alcuni studi suggeriscono che la dose di sildenafil non deve essere adattata durante la somministrazione concomitante con il sitaxentan sodico. >>Nifedipina(substrato del CYP3A4/5). La clearance della nifedipina non e'stata modificata in misura clinicamente significativa quando somministrata insieme al farmaco. Gli studi sono stati effettuati solo con basse dosi di nifedipina. Pertanto, non e' possibile escludere un aumento dell'esposizione con dosi di nifedipina piu'elevate. >>Omeprazolo (substrato di CYP2C19). La somministrazione concomitante del medicinale e omeprazolo ha aumentato l'AUC0-24 dell'omeprazolo del 30%; la Cmax e'rimasta invariata. La variazione dell'AUC non e' stata considerata clinicamente significativa. >>Digossina (substrato della p-glicoproteina). La somministrazione concomitante del farmaco non ha alterato la farmacocinetica della digossina indicando che non si causano effetti sul trasportatore pglicoproteina. Nessuno studio clinico di interazione e' stato eseguito con un substrato di CYP 2C8. Quindi un'interazione con tale tipologia di farmaci non puo' essere esclusa.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Conservare a temperatura inferiore a 25 gradi C.