serobif*ung 1sir 5g 100000ui antivirali merck serono spa

Che cosa è serobif ung 1sir 5g 100000ui?

Serifon pomata prodotto da merck serono spa
è un farmaco etico della categoria specialita' medicinali con prescrizione medica che appartiene alla fascia C che comprende quei farmaci che, non essendo considerati essenziali, sono completamente a carico del cittadino ma richiedono comunque prescrizione .
Serifon risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di polvere e unguento: immunostimolanti, interferoni. collirio: oftalmologici, antivirali.
Contiene i principi attivi: interferone beta
Codice AIC: 028698102 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Oftalmologia: Cheratocongiuntiviti da adenovirus, compresa la forma epidemica da tipo 8. Cheratocongiuntiviti da herpes virus. Ginecologia/Urologia: Herpes genitalis. Lesioni da virus del papilloma (HPV): condilomi piani ed acuminati. Dermatologia: Herpes labialis. Herpes genitalis. Herpes zoster (localizzato o generalizzato). Lesioni da virus delpapilloma (HPV): condilomi piani ed acuminati. Epatologia: Epatite cronica da virus B in pazienti adulti con positivita' dei marcatori della replicazione virale. Epatite cronica da virus non A-non B: riduzionea breve termine della attivita' della malattia in pazienti adulti affetti da epatite cronica attiva non A-non B con elevati livelli enzimatici e senza scompenso epatico. Non esiste evidenza, su basi cliniche ed istologiche, di un beneficio a lungo termine. Oncologia: neoplasia intraepiteliale della cervice uterina (CIN). Versamenti pleurici neoplastici. Tricoleucemia (leucemia a cellule capellute). Induzione dei recettori steroidei nel carcinoma mammario avanzato e nel carcinoma endometriale in pazienti in post-menopausa da sottoporre, successivamente, ad endocrinoterapia.

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Posologia

CHERATOCONGIUNTIVITI DA ADENOVIRUS. Instillare nel sacco congiuntivale una goccia ogni 2 ore per 8 volte nel corso della giornata (dose giornaliera 200.000 UI). Continuare il trattamento per 7-10 giorni. CHERATOCONGIUNTIVITI ERPETICHE. Instillare nel sacco congiuntivale 2 gocce ogni 2 ore per 6 volte nel corso della giornata (dose giornaliera 300.000 Ul). Continuare il trattamento per 7 giorni. E' consigliabile iniziare la terapia molto precocemente in coincidenza con la comparsa dei primi sintomi. Le gocce non sono irritanti ne' provocano effetti indesiderati degni di menzione. HERPER LABIALIS. HERPES GENITALIS. HERPER ZOSTER. Applicare l'unguento in modo da ricoprire l'intera superficie della lesilone con un leggero velo. Devono essere effettuate 4-6 applicazioni al giorno (sino ad 8-10 nei casi di lesioni ai genitali esterni), ed ogni applicazione deve essere seguita da un leggero massaggio. Puo' essere necessario, in base alla severita' o alla localizzazione della/e lesioni (per es. lesioni degli organi sessuali interni), che le medicazioni vengano effettuate inizialmente dal medico al fine di garantire la correttezza dell'applicazione. In lesioni erpetiche diffuse oa piu' lenta responsivita' e' consigliabile procedere al trattamento sistemico per via intramuscolare alla dose indicativa di 2 milioni di unita'/die per 10 giorni consecutivi. CONDILOMI VIRALI PIANI ED ACUMINATI. Applicare l'unguento secondo le modalita' descritte precedentemente per 14-21 giorni consecutivi. L'uso di Serobif iniettabile, somministrato per via intra e peri-lesionale o per via intramuscolare, e' consigliabile nei casi di condilomatosi di maggiore gravita' o di piu' lenta responsivita'. In particolare la via intramuscolare e' da preferire nelle forme a localizzazione multiple e/o di difficile accesso all'iniezione intra e peri-lesionale. Gli schemi posologici consigliati sono: 1-3 milioni di unita'/die per 1-3 cicli settimanali di 5 giorni consecutivi ciascuno mediante la somministrazione intra e peri-lesionale;2 milioni di unita'/die per 10 giorniconsecutivi con la somministrazione intramuscolare. EPATITI CRONICHE. Virus B: non e' stato ancora stabilito lo schema di adattamento ottimale. Si consigliano: 5 milioni diUnita'/m2 per via intramuscolare 3 volte a settimana per 6 mesi. La dose puo' essere aumentata se i marcatori della replicazione virale o l'HBeAg non si riducono dopo un mese di terapia. Il dosaggio puo' essere ulteriormente modificato in rapporto alla tollerabilita' che il paziente dimostra verso la cura. Dovrebbe essere presa in esame un'interruzione della terapia nei casi in cui non si osservi alcun miglioramentodopo 3-4 mesi di trattamento. Virus C: non e' stato ancora stabilito lo schema di trattamento ottimale. Si consigliano: 6 milioni di unita'per via intramuscolare 3 volte alla settimana per i primi 2 mesi, quindi 3 milioni di unita' per via intramuscolare 3 volte alla settimana per 3-6 mesi secondo parere medico. La maggior parte dei pazienti che rispondono al trattamento evidenziano un miglioramento dei livelli delle transaminasi entro le 16 settimane. Per quanto riguarda i pazienti non responsivi dopo 16 settimane di trattamento deve essere presa in esame l'interruzione della terapia. L'esperienza in materia di ripetizione del trattamento e' limitata. NEOPLASIA INTRAEPITELIALE DELLA CERVICE UTERINA. 3 milioni di unita'/die iniettati per via intralesionale per 5 giorni consecutivi; quindi 3 milioni di unita' a giorni alterni per altre 2 settimane. VERSAMENTI PLEURICI NEOPLASTICI. Previa toracentesi, introdurre nel cavo pleurico 5 milioni di unita' diluiti in 50 ccdi soluzione fisiologica. In caso di recidiva del versamento, dopo 7-15 glorni effettuare una nuova toracentesi ed iniettare nel cavo pleurico 10 milioni di unita' con la stessa quantita' di soluzione fisiologica. Nel caso di ulteriore recidiva del versamento dopo altri 15 giorni, somministrare 20 milioni di unita' sempre con la stessa quantita' di solvente. TRICOLEUCEMIA. Terapia di induzione: 6 milioni di unita'/m2/die per infusione endovenosa lenta per 7 giorni, per 3 cicli con intervalli settimanali tra un ciclo e l'altro. Terapia di consolidamento-mantenimento: 6 milioni di unita'/m2 per infusione endovenosa lenta bisettimanalmente per 24 settimane. INDUZIONE DEl RECETTORI STEROIDEl NEL CARCINOMA MAMMARIO E NEL CARCINOMA ENDOMETRIALE. 2-6 milioni di unita' iniettati per via intramuscolare a giorni alterni per 2 settimane. Tale posologia puo' essere ciclicamente ripetuta in corso di endocrinoterapia ad intervalli di 4 settimane.

Effetti indesiderati

Durante il trattamento devono essere attentamente controllati il bilancio elettrolitico ed il quadro ematico. In presenza di valori limite di leucociti, delle piastrine e dell'emoglobina e' opportuno procederea controlli del quandro ematico 1-2 volte alla settimana. Se si verifica un prolungamento del tempo di protrombina lo stesso deve essere controllato giornalmente. Nei casi di somministrazione parenterale possono manifestarsi effetti collaterali anche a carico del Sistema NervosoCentrale e cardiocircolatorio. La somministrazione parenterale di interferone beta impiegato per via sistemica, specie a dosi giornaliere elevate, puo' determinare aumento della temperatura corporea, astenia, mialgia, cefalea transitoria, nausea, vomito. In particolare, durante trattamenti protratti sono stati segnalati leucopenia, trombocitopenia, eritrocitopenia, allungamento del tempo di protrombina, transitorio aumento delle transaminasi, tachicardia, inappetenza, dimagrimento, dolori osteoarticolari, sonnolenza, insonnia, diarrea, ipotensione, dispnea, perdita di capelli. Questi effetti collaterali sono reversibili anche dopo trattamenti prolungati. In casi di iperpiressia (oltre 40 øC) con prolungati brividi, vomito, variazioni della pressione arteriosa, la terapia dovrebbe essere sospesa o dovrebbe essere diminuita la posologia a giudizio del medico.

Indicazioni

Oftalmologia: Cheratocongiuntiviti da adenovirus, compresa la forma epidemica da tipo 8. Cheratocongiuntiviti da herpes virus. Ginecologia/Urologia: Herpes genitalis. Lesioni da virus del papilloma (HPV): condilomi piani ed acuminati. Dermatologia: Herpes labialis. Herpes genitalis. Herpes zoster (localizzato o generalizzato). Lesioni da virus delpapilloma (HPV): condilomi piani ed acuminati. Epatologia: Epatite cronica da virus B in pazienti adulti con positivita' dei marcatori della replicazione virale. Epatite cronica da virus non A-non B: riduzionea breve termine della attivita' della malattia in pazienti adulti affetti da epatite cronica attiva non A-non B con elevati livelli enzimatici e senza scompenso epatico. Non esiste evidenza, su basi cliniche ed istologiche, di un beneficio a lungo termine. Oncologia: neoplasia intraepiteliale della cervice uterina (CIN). Versamenti pleurici neoplastici. Tricoleucemia (leucemia a cellule capellute). Induzione dei recettori steroidei nel carcinoma mammario avanzato e nel carcinoma endometriale in pazienti in post-menopausa da sottoporre, successivamente, ad endocrinoterapia.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' individuale accertata verso il prodotto. Gravidanza,poiche' gli effetti dell'interferone sul feto non sono ancora ben conosciuti. Grave patologia cardiaca preesistente; grave disfunzione renale od epatica; epilessia e/o compromessa funzionalita' del sistema nervoso centrale; epatite cronica con cirrosi epatica scompensata in faseavanzata; epatite cronica in pazienti in corso di trattamento o sottoposti recentemente a terapia con agentl immunosoppressivi con l'esclusione di una recente interruzione di un trattamento a breve termine concorticosteroidi; epatite autoimmune; patologia tiroidea preesistente , salvo che possa essere controllata con trattamento convenzionale.

Interazioni con altri prodotti

Nelle indicazioni di cui ai rispettivi paragrafi e' sconsigliata l'associazione con i cortisonici. E' anche sconsigliata l'associazione conacido acetilsalicilico, indometacina ed, in genere, con farmaci che interferiscono nel metabolismo delle prostaglandine poiche' ne puo' derivare una riduzione dell'azione biologica dell'interferone. Dovendosi ricorrere ad antinevralgici la preferenza sara' eventualmente riservata ad altri prodotti, come ad esempio il paracetamolo. Si tenga presente che in analogia con quanto osservato con prodotti a base di interferone alfa anche Serobif potrebbe determinare una ridotta clearance ed un allungamento dell'emivita plasmatica della teofillina.

Forme Farmacologiche


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