rixil*28cps 80mg valsartan sandoz spa

Che cosa è rixil 28cps 80mg?

Rixil capsule rigide prodotto da sandoz spa
è un farmaco etico della categoria specialita' medicinali con prescrizione medica che appartiene alla fascia A che comprende tutti i farmaci essenziali e per malattie croniche, che sono gratuiti per il cittadino, su questi farmaci le Regioni sono comunque libere di applicare eventualmente un ticket .
Rixil risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di antagonisti dell'angiotensina ii, non associati.
Contiene i principi attivi: valsartan
Composizione Qualitativa e Quantitativa: valsartan.
Codice AIC: 034776017 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale. Trattamento di pazienti clinicamente stabili con insufficienza cardiaca sintomatica o disfunzione sistolica ventricolare sinistra asintomatica secondaria a infarto miocardico recente (12 ore - 10 giorni). Trattamento dell'insufficienza cardiaca sintomatica quando non possono essere utilizzati ACEinibitori o come terapia aggiuntiva agli ACE inibitori quando non possono essere utilizzati betabloccanti.

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Posologia

>>Ipertensione: 80 mg una volta al giorno. L'effetto antipertensivo massimo si osserva dopo 4 settimane. In alcuni pazienti, in cui non viene raggiunto un adeguato controllo dei valori pressori, il dosaggio puo' essere aumentato a 160 mg. Puo' anche essere somministrato in associazione ad altri farmaci antipertensivi. L'aggiunta di un diuretico, come l'idroclorotiazide, diminuira' ancor di piu' la pressione arteriosa in questi pazienti. >>Infarto miocardico recente: nei pazienti clinicamente stabili, la terapia puo' essere iniziata 12 ore dopo un infarto miocardico. Dopo una dose iniziale di 20 mg due volte al giorno, la dose di valsartan deve essere aumentata a 40 mg, 80 mg e 160 mg due volte al giorno nelle settimane successive. La dose iniziale puo' essereottenuta mediante la compressa divisibile da 40 mg. La dose massima da raggiungere e' 160 mg due volte al giorno. In generale si raccomandache i pazienti raggiungano una dose di 80 mg due volte al giorno entro 2 settimane dall'inizio della terapia e la dose massima, 160 mg due volte al giorno, entro 3 mesi, a seconda della tollerabilita' individuale. Nel caso si verifichi ipotensione sintomatica o disfunzione renale si deve considerare una riduzione del dosaggio. Puo' essere utilizzato in pazienti trattati con altre terapie per il post-infarto, quali trombolitici, acido acetilsalicilico, betabloccanti, statine e diuretici. Il trattamento concomitante con ACE inibitori non e' raccomandato. La valutazione dei pazienti con infarto miocardico recente deve sempreincludere un esame della funzionalita' renale. >>Insufficienza cardiaca: 40 mg due volte al giorno. La dose puo' essere aumentata fino a 80mg e 160 mg due volte al giorno, ad intervalli di almeno due settimane, fino al massimo dosaggio tollerato dal paziente. E' opportuno considerare una riduzione della dose dei diuretici somministrati contemporaneamente. La dose massima giornaliera somministrata durante gli studi clinici e' di 320 mg, suddivisa in due somministrazioni. Puo' essere somministrato in concomitanza ad altre terapie per l'insufficienza cardiaca. Non e' tuttavia raccomandato il suo utilizzo con un ACE inibitore e un beta-bloccante. La valutazione di pazienti con insufficienza cardiaca deve sempre includere un esame della funzionalita' renale. Puo'essere assunto sia durante che lontano dai pasti e deve essere somministrato con un liquido. Non e' richiesto un aggiustamento del dosaggionei pazienti con compromissione della funzionalita' renale (clearancedella creatinina >10 ml/min). In pazienti con compromissione della funzionalita' epatica lieve o moderata, senza colestasi, la dose di valsartan non deve superare gli 80 mg. Ai pazienti anziani possono essere somministrate le stesse dosi dei pazienti piu' giovani. Non e' raccomandato nei bambini al di sotto di 18 anni di eta' a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e efficacia.

Effetti indesiderati

Nelle sperimentazioni cliniche controllate in pazienti con ipertensione, l'incidenza complessiva di eventi avversi (EA) era sovrapponibile a quella riscontrata con il placebo. L'incidenza degli eventi avversi non e' sembrata correlata alla dose o alla durata del trattamento ne' e' stata individuata alcuna associazione con il sesso, l'eta' o la razza. Gli eventi avversi riportati nelle sperimentazioni cliniche in pazienti ipertesi, indipendentemente dalla loro associazione causale con valsartan, e verificatisi con maggior frequenza con valsartan che con placebo e le reazioni avverse al farmaco derivanti da segnalazioni individuali sono qui presentati secondo la classificazione per organo. Ilprofilo di sicurezza di valsartan in pazienti con infarto miocardico recente e' consistente con la farmacologia del principio attivo ed in genere correlato alla patologia sottostante. Molto comune (>=1/10); comune (>=1/100 =1/1.000 =1/10.000 20%) dell'ematocrito, mentre riduzioni analoghe dell'emoglobina sono state riscontrate nello 0,4% dei pazienti appartenenti al medesimo gruppo. In confronto, lo0,1% dei pazienti trattati con il placebo ha presentato una riduzionesia dell'ematocrito che dell'emoglobina. E' stata osservata neutropenia nell'1,9% dei pazienti trattati con valsartan rispetto all'1,6% deipazienti trattati con un ACE inibitore, come ad es. enalapril o lisinopril rispettivamente a dosi di 20 mg e di 10 o 20 mg, rispetto allo 0,8% dei pazienti trattati con placebo. Nelle sperimentazioni cliniche controllate sono stati rilevati aumenti significativi della creatininasierica, del potassio e della bilirubina totale, rispettivamente nello 0,8%, nel 4,4% e nel 6% dei pazienti trattati con valsartan rispettoall'1,6%, 6,4% e 12,9% di quelli trattati con un ACE inibitore. Nei pazienti post-infartuati si e' osservato un raddoppio della creatinina sierica nel 4,2% dei pazienti trattati con valsartan, nel 4,8% dei pazienti trattati con valsartan + captopril e nel 3,4% dei pazienti trattati con captopril. Nei pazienti con insufficienza cardiaca, nel 3,9% dei pazienti trattati sono stati osservati aumenti della creatinina sierica superiori al 50%, in confronto allo 0,9% dei pazienti trattati con placebo; nel 10% dei pazienti trattati con il medicinale sono stati osservati aumenti del potassio sierico superiori al 20%, in confronto al 5,1% dei pazienti trattati con placebo. Negli studi sull'insufficienza cardiaca, nel 16,6% dei pazienti trattati con valsartan sono statiosservati aumenti dell'azotemia (BUN) superiori al 50%, in confronto al 6,3% dei pazienti trattati con placebo. Sono stati riportati occasionali aumenti degli indici della funzionalita' epatica nei pazienti ipertesi trattati con valsartan.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOL'uso degli antagonisti del recettore dell'angiotensina II (ARAII) non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. E' controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un lieve aumento del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con antagonisti del recettore dell'angiotensina II (ARAII), un simile rischio puo' esistere anche per questa classe di medicinali. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, concomprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che l'esposizione ad ARAII durante il secondo ed il terzotrimestre induce tossicita' fetale (ridotta funzionalita' renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia). Se dovesse verificarsi esposizione ad un ARAII dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e delcranio. I neonati le cui madri abbiano assunto il medicinale devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l'ipotensione. Non e' noto se il valsartan venga escreto nel latte umano. Il valsartan e' stato escreto nel latte di ratte. Le madri in terapia con valsartan non devono allattare al seno.

Indicazioni

Trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale. Trattamento di pazienti clinicamente stabili con insufficienza cardiaca sintomatica o disfunzione sistolica ventricolare sinistra asintomatica secondaria a infarto miocardico recente (12 ore - 10 giorni). Trattamento dell'insufficienza cardiaca sintomatica quando non possono essere utilizzati ACEinibitori o come terapia aggiuntiva agli ACE inibitori quando non possono essere utilizzati betabloccanti.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Insufficienza epatica grave, cirrosi biliare e colestasi. Insufficienza renale grave (clearance della creatinina POSOLOGIA>>Ipertensione: 80 mg una volta al giorno. L'effetto antipertensivo massimo si osserva dopo 4 settimane. In alcuni pazienti, in cui non viene raggiunto un adeguato controllo dei valori pressori, il dosaggio puo' essere aumentato a 160 mg. Puo' anche essere somministrato in associazione ad altri farmaci antipertensivi. L'aggiunta di un diuretico, come l'idroclorotiazide, diminuira' ancor di piu' la pressione arteriosa in questi pazienti. >>Infarto miocardico recente: nei pazienti clinicamente stabili, la terapia puo' essere iniziata 12 ore dopo un infarto miocardico. Dopo una dose iniziale di 20 mg due volte al giorno, la dose di valsartan deve essere aumentata a 40 mg, 80 mg e 160 mg due volte al giorno nelle settimane successive. La dose iniziale puo' essereottenuta mediante la compressa divisibile da 40 mg. La dose massima da raggiungere e' 160 mg due volte al giorno. In generale si raccomandache i pazienti raggiungano una dose di 80 mg due volte al giorno entro 2 settimane dall'inizio della terapia e la dose massima, 160 mg due volte al giorno, entro 3 mesi, a seconda della tollerabilita' individuale. Nel caso si verifichi ipotensione sintomatica o disfunzione renale si deve considerare una riduzione del dosaggio. Puo' essere utilizzato in pazienti trattati con altre terapie per il post-infarto, quali trombolitici, acido acetilsalicilico, betabloccanti, statine e diuretici. Il trattamento concomitante con ACE inibitori non e' raccomandato. La valutazione dei pazienti con infarto miocardico recente deve sempreincludere un esame della funzionalita' renale. >>Insufficienza cardiaca: 40 mg due volte al giorno. La dose puo' essere aumentata fino a 80mg e 160 mg due volte al giorno, ad intervalli di almeno due settimane, fino al massimo dosaggio tollerato dal paziente. E' opportuno considerare una riduzione della dose dei diuretici somministrati contemporaneamente. La dose massima giornaliera somministrata durante gli studi clinici e' di 320 mg, suddivisa in due somministrazioni. Puo' essere somministrato in concomitanza ad altre terapie per l'insufficienza cardiaca. Non e' tuttavia raccomandato il suo utilizzo con un ACE inibitore e un beta-bloccante. La valutazione di pazienti con insufficienza cardiaca deve sempre includere un esame della funzionalita' renale. Puo'essere assunto sia durante che lontano dai pasti e deve essere somministrato con un liquido. Non e' richiesto un aggiustamento del dosaggionei pazienti con compromissione della funzionalita' renale (clearancedella creatinina >10 ml/min). In pazienti con compromissione della funzionalita' epatica lieve o moderata, senza colestasi, la dose di valsartan non deve superare gli 80 mg. Ai pazienti anziani possono essere somministrate le stesse dosi dei pazienti piu' giovani. Non e' raccomandato nei bambini al di sotto di 18 anni di eta' a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e efficacia.CONSERVAZIONENon conservare a temperatura superiore a 30 gradi C. Conservare nel contenitore originale.AVVERTENZEL'uso contemporaneo di integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, sostituti del sale contenenti potassio, o di altri medicinali che possono aumentare i livelli di potassio (eparina, ecc.) deve essere effettuato con cautela, controllando frequentemente i livelli ematici di potassio. In pazienti fortemente sodio e/o volume depleti, quali coloro che ricevono elevati dosaggi di diuretici, puo', in rari casi, verificarsi ipotensione sintomatica dopo l'inizio della terapia. La deplezione di sodio e/o di volume deve essere corretta prima di iniziare il trattamento, ad es. riducendo la dose di diuretico. Non e'stata stabilita la sicurezza d'impiego in pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi di rene unico. La somministrazione a breve termine a dodici pazienti affetti da ipertensione reno-vascolare secondaria a stenosi unilaterale dell'arteria renale non ha indottoalcuna alterazione significativa dell'emodinamica renale, della creatinina sierica o dell'azotemia (BUN). Tuttavia, poiche' altri medicinali che alterano il sistema renina-angiotensina-aldosterone possono aumentare l'azotemia e la creatinina sierica nei pazienti con stenosi unilaterale dell'arteria renale, si raccomanda il monitoraggio come misuraprecauzionale. Non esiste esperienza sulla sicurezza d'impiego in pazienti sottoposti a trapianto renale recente. I pazienti con iperaldosteronismo primario non devono essere trattati in quanto il loro sistemarenina-angiotensina e' gia' alterato dalla malattia di base. E' necessaria particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi aortica o mitralica o da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Non e' richiesto alcun aggiustamento del dosaggio nei pazienti con compromissione della funzionalita'renale con clearance della creatinina >10 ml/min. Nei pazienti con compromissione della funzionalita' epatica lieve o moderata,senza colestasi, valsartan deve essere utilizzato con cautela. Il dosaggio non deve superare gli 80 mg. La terapia con antagonisti del recettore dell'angiotensina II (ARAII) non deve essere iniziata durante lagravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza sideve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ARAII. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa. La somministrazione combinata di captopril e valsartan non ha evidenziato alcun beneficio clinico addizionale, mentre il rischio di effetti indesiderati e' aumentato, in confronto al trattamento con le rispettive monoterapie; non e' pertanto raccomandata. Quando si inizia una terapia in pazienti post-infartuati si deve procedere con cautela. La valutazione dei pazienti post-infartuati deve sempre includere un esame della funzionalita' renale. L'uso nei pazienti post-infartuati produce generalmente una riduzione della pressione arteriosa,ma non e' di solito necessario interrompere la terapia a causa di un'ipotensione sintomatica persistente, purche' vengano utilizzati i dosaggi consigliati. Nei pazienti con insufficienza cardiaca, l'associazione tripla di un ACE inibitore, un betabloccante e valsartan non ha dimostrato alcun beneficio clinico; non e' pertanto raccomandata. L'uso in pazienti con insufficienza cardiaca generalmente provoca una riduzione della pressione arteriosa, ma non e' normalmente necessaria la sospensione della terapia a causa di ipotensione sintomatica persistente, purche' vengano seguite le avvertenze posologiche. E' necessaria cautela quando si inizia una terapia in pazienti con insufficienza cardiaca. Nei pazienti in cui la funzionalita' renale puo' dipendere dall'attivita' del sistema renina-angiotensina-aldosterone (ad es. pazienti congrave insufficienza cardiaca congestizia), il trattamento con gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina e' stato associatocon oliguria e/o progressiva azotemia e, raramente, con insufficienzarenale acuta. Poiche' il valsartan e' un antagonista dei recettori dell'angiotensina II, ha un'azione inibitoria sul sistema renina-angiotensina-aldosterone e pertanto non puo' essere escluso che l'uso di valsartan possa essere associato con un peggioramento della funzionalita' renale.INTERAZIONINon sono state riscontrate interazioni farmacocinetiche aventi rilevanza clinica con i seguenti medicinali, comunemente usati per trattare pazienti ipertesi: cimetidina, warfarin, furosemide, digossina, atenololo, indometacina, idroclorotiazide, amlodipina, glibenclamide. E' necessaria cautela quando viene usato contemporaneamente a supplementi dipotassio, diuretici risparmiatori di potassio, sostitutivi del sale da cucina contenenti potassio, o altri medicinali che possono aumentarei livelli di potassio (eparina, ecc.). In tali casi si raccomanda di controllare frequentemente i livelli ematici di potassio. L'effetto antipertensivo puo' essere potenziato da altri farmaci antipertensivi. Quando gli antagonisti dell'angiotensina II sono somministrati insieme a farmaci antinfiammatori non steroidei (ad esempio inibitori selettivi della COX-2, acido acetilsalicilico > 3 g/die e FANS non selettivi),puo' verificarsi un'attenuazione dell'effetto antipertensivo. Inoltre, l'uso concomitante di antagonisti dell'angiotensina II e FANS puo' condurre ad un aumento del rischio di peggioramento della funzionalita'renale e ad un aumento del potassio sierico. All'inizio del trattamento e' pertanto raccomandato il controllo della funzionalita' renale, nonche' un'adeguata idratazione del paziente. In caso di contemporaneo impiego di ACE inibitori, sono stati riportati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche e della tossicita' del litio. Non esistono dati sull'uso contemporaneo di valsartan e litio, per cui si raccomanda di controllare i livelli sierici di litio in caso di somministrazione simultanea. Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.EFFETTI INDESIDERATINelle sperimentazioni cliniche controllate in pazienti con ipertensione, l'incidenza complessiva di eventi avversi (EA) era sovrapponibile a quella riscontrata con il placebo. L'incidenza degli eventi avversi non e' sembrata correlata alla dose o alla durata del trattamento ne' e' stata individuata alcuna associazione con il sesso, l'eta' o la razza. Gli eventi avversi riportati nelle sperimentazioni cliniche in pazienti ipertesi, indipendentemente dalla loro associazione causale con valsartan, e verificatisi con maggior frequenza con valsartan che con placebo e le reazioni avverse al farmaco derivanti da segnalazioni individuali sono qui presentati secondo la classificazione per organo. Ilprofilo di sicurezza di valsartan in pazienti con infarto miocardico recente e' consistente con la farmacologia del principio attivo ed in genere correlato alla patologia sottostante. Molto comune (>=1/10); comune (>=1/100 =1/1.000 =1/10.000 20%) dell'ematocrito, mentre riduzioni analoghe dell'emoglobina sono state riscontrate nello 0,4% dei pazienti appartenenti al medesimo gruppo. In confronto, lo0,1% dei pazienti trattati con il placebo ha presentato una riduzionesia dell'ematocrito che dell'emoglobina. E' stata osservata neutropenia nell'1,9% dei pazienti trattati con valsartan rispetto all'1,6% deipazienti trattati con un ACE inibitore, come ad es. enalapril o lisinopril rispettivamente a dosi di 20 mg e di 10 o 20 mg, rispetto allo 0,8% dei pazienti trattati con placebo. Nelle sperimentazioni cliniche controllate sono stati rilevati aumenti significativi della creatininasierica, del potassio e della bilirubina totale, rispettivamente nello 0,8%, nel 4,4% e nel 6% dei pazienti trattati con valsartan rispettoall'1,6%, 6,4% e 12,9% di quelli trattati con un ACE inibitore. Nei pazienti post-infartuati si e' osservato un raddoppio della creatinina sierica nel 4,2% dei pazienti trattati con valsartan, nel 4,8% dei pazienti trattati con valsartan + captopril e nel 3,4% dei pazienti trattati con captopril. Nei pazienti con insufficienza cardiaca, nel 3,9% dei pazienti trattati sono stati osservati aumenti della creatinina sierica superiori al 50%, in confronto allo 0,9% dei pazienti trattati con placebo; nel 10% dei pazienti trattati con il medicinale sono stati osservati aumenti del potassio sierico superiori al 20%, in confronto al 5,1% dei pazienti trattati con placebo. Negli studi sull'insufficienza cardiaca, nel 16,6% dei pazienti trattati con valsartan sono statiosservati aumenti dell'azotemia (BUN) superiori al 50%, in confronto al 6,3% dei pazienti trattati con placebo. Sono stati riportati occasionali aumenti degli indici della funzionalita' epatica nei pazienti ipertesi trattati con valsartan.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOL'uso degli antagonisti del recettore dell'angiotensina II (ARAII) non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. E' controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un lieve aumento del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con antagonisti del recettore dell'angiotensina II (ARAII), un simile rischio puo' esistere anche per questa classe di medicinali. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, concomprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che l'esposizione ad ARAII durante il secondo ed il terzotrimestre induce tossicita' fetale (ridotta funzionalita' renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia). Se dovesse verificarsi esposizione ad un ARAII dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e delcranio. I neonati le cui madri abbiano assunto il medicinale devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l'ipotensione. Non e' noto se il valsartan venga escreto nel latte umano. Il valsartan e' stato escreto nel latte di ratte. Le madri in terapia con valsartan non devono allattare al seno.

Composizione ed Eccipienti

Contenuto: cellulosa microcristallina; povidone; sodio laurilsolfato;crospovidone; magnesio stearato. Involucro: gelatina; titanio diossido (E 171); ferro ossido nero (E 172); ferro ossido rosso (E 172). Inchiostro: lacca; alcol denaturato industriale 74 OP; ferro ossido nero (E 172).

Avvertenze

L'uso contemporaneo di integratori di potassio, diuretici risparmiatori di potassio, sostituti del sale contenenti potassio, o di altri medicinali che possono aumentare i livelli di potassio (eparina, ecc.) deve essere effettuato con cautela, controllando frequentemente i livelli ematici di potassio. In pazienti fortemente sodio e/o volume depleti, quali coloro che ricevono elevati dosaggi di diuretici, puo', in rari casi, verificarsi ipotensione sintomatica dopo l'inizio della terapia. La deplezione di sodio e/o di volume deve essere corretta prima di iniziare il trattamento, ad es. riducendo la dose di diuretico. Non e'stata stabilita la sicurezza d'impiego in pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o stenosi di rene unico. La somministrazione a breve termine a dodici pazienti affetti da ipertensione reno-vascolare secondaria a stenosi unilaterale dell'arteria renale non ha indottoalcuna alterazione significativa dell'emodinamica renale, della creatinina sierica o dell'azotemia (BUN). Tuttavia, poiche' altri medicinali che alterano il sistema renina-angiotensina-aldosterone possono aumentare l'azotemia e la creatinina sierica nei pazienti con stenosi unilaterale dell'arteria renale, si raccomanda il monitoraggio come misuraprecauzionale. Non esiste esperienza sulla sicurezza d'impiego in pazienti sottoposti a trapianto renale recente. I pazienti con iperaldosteronismo primario non devono essere trattati in quanto il loro sistemarenina-angiotensina e' gia' alterato dalla malattia di base. E' necessaria particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi aortica o mitralica o da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Non e' richiesto alcun aggiustamento del dosaggio nei pazienti con compromissione della funzionalita'renale con clearance della creatinina >10 ml/min. Nei pazienti con compromissione della funzionalita' epatica lieve o moderata,senza colestasi, valsartan deve essere utilizzato con cautela. Il dosaggio non deve superare gli 80 mg. La terapia con antagonisti del recettore dell'angiotensina II (ARAII) non deve essere iniziata durante lagravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza sideve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ARAII. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa. La somministrazione combinata di captopril e valsartan non ha evidenziato alcun beneficio clinico addizionale, mentre il rischio di effetti indesiderati e' aumentato, in confronto al trattamento con le rispettive monoterapie; non e' pertanto raccomandata. Quando si inizia una terapia in pazienti post-infartuati si deve procedere con cautela. La valutazione dei pazienti post-infartuati deve sempre includere un esame della funzionalita' renale. L'uso nei pazienti post-infartuati produce generalmente una riduzione della pressione arteriosa,ma non e' di solito necessario interrompere la terapia a causa di un'ipotensione sintomatica persistente, purche' vengano utilizzati i dosaggi consigliati. Nei pazienti con insufficienza cardiaca, l'associazione tripla di un ACE inibitore, un betabloccante e valsartan non ha dimostrato alcun beneficio clinico; non e' pertanto raccomandata. L'uso in pazienti con insufficienza cardiaca generalmente provoca una riduzione della pressione arteriosa, ma non e' normalmente necessaria la sospensione della terapia a causa di ipotensione sintomatica persistente, purche' vengano seguite le avvertenze posologiche. E' necessaria cautela quando si inizia una terapia in pazienti con insufficienza cardiaca. Nei pazienti in cui la funzionalita' renale puo' dipendere dall'attivita' del sistema renina-angiotensina-aldosterone (ad es. pazienti congrave insufficienza cardiaca congestizia), il trattamento con gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina e' stato associatocon oliguria e/o progressiva azotemia e, raramente, con insufficienzarenale acuta. Poiche' il valsartan e' un antagonista dei recettori dell'angiotensina II, ha un'azione inibitoria sul sistema renina-angiotensina-aldosterone e pertanto non puo' essere escluso che l'uso di valsartan possa essere associato con un peggioramento della funzionalita' renale.

Gravidanza e Allattamento

L'uso degli antagonisti del recettore dell'angiotensina II (ARAII) non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. E' controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un lieve aumento del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con antagonisti del recettore dell'angiotensina II (ARAII), un simile rischio puo' esistere anche per questa classe di medicinali. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, concomprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia. Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che l'esposizione ad ARAII durante il secondo ed il terzotrimestre induce tossicita' fetale (ridotta funzionalita' renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia). Se dovesse verificarsi esposizione ad un ARAII dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e delcranio. I neonati le cui madri abbiano assunto il medicinale devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l'ipotensione. Non e' noto se il valsartan venga escreto nel latte umano. Il valsartan e' stato escreto nel latte di ratte. Le madri in terapia con valsartan non devono allattare al seno.

Interazioni con altri prodotti

Non sono state riscontrate interazioni farmacocinetiche aventi rilevanza clinica con i seguenti medicinali, comunemente usati per trattare pazienti ipertesi: cimetidina, warfarin, furosemide, digossina, atenololo, indometacina, idroclorotiazide, amlodipina, glibenclamide. E' necessaria cautela quando viene usato contemporaneamente a supplementi dipotassio, diuretici risparmiatori di potassio, sostitutivi del sale da cucina contenenti potassio, o altri medicinali che possono aumentarei livelli di potassio (eparina, ecc.). In tali casi si raccomanda di controllare frequentemente i livelli ematici di potassio. L'effetto antipertensivo puo' essere potenziato da altri farmaci antipertensivi. Quando gli antagonisti dell'angiotensina II sono somministrati insieme a farmaci antinfiammatori non steroidei (ad esempio inibitori selettivi della COX-2, acido acetilsalicilico > 3 g/die e FANS non selettivi),puo' verificarsi un'attenuazione dell'effetto antipertensivo. Inoltre, l'uso concomitante di antagonisti dell'angiotensina II e FANS puo' condurre ad un aumento del rischio di peggioramento della funzionalita'renale e ad un aumento del potassio sierico. All'inizio del trattamento e' pertanto raccomandato il controllo della funzionalita' renale, nonche' un'adeguata idratazione del paziente. In caso di contemporaneo impiego di ACE inibitori, sono stati riportati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche e della tossicita' del litio. Non esistono dati sull'uso contemporaneo di valsartan e litio, per cui si raccomanda di controllare i livelli sierici di litio in caso di somministrazione simultanea. Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.

Equivalenti in base alle liste di trasparenza

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Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Non conservare a temperatura superiore a 30 gradi C. Conservare nel contenitore originale.