rebif*sc 12sir 12mui 44mcg interferone merck serono spa

Che cosa è rebif sc 12sir 12mui 44mcg?

Rebif soluzione iniettabile prodotto da merck serono spa
è un farmaco etico della categoria specialita' medicinali con prescrizione medica che appartiene alla fascia A che comprende tutti i farmaci essenziali e per malattie croniche, che sono gratuiti per il cittadino, su questi farmaci le Regioni sono comunque libere di applicare eventualmente un ticket .
Rebif risulta in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di immunostimolanti.
Contiene i principi attivi: interferone beta 1a
Composizione Qualitativa e Quantitativa: ogni siringa pre-riempita (0,5 ml) contiene 44 mcg (12 mui) di interferone beta-1a.
Codice AIC: 034091064 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Trattamento di pazienti che hanno manifestato un singolo evento demielinizzante con processo infiammatorio attivo, se altre diagnosi sono state escluse e se sono considerati ad alto rischio per lo sviluppo di una sclerosi multipla clinicamente definita; pazienti affetti da sclerosi multipla con recidive. Negli studi clinici, cio' veniva caratterizzato da due o piu' esacerbazioni nei due anni precedenti. Non e' statadimostrata l'efficacia nei pazienti con sclerosi multipla secondaria progressiva in assenza di esacerbazioni.

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Posologia

Il trattamento dovra' essere iniziato sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento della malattia. Il medicinale e' disponibile in tre dosaggi: 8,8 mcg , 22 mcg e 44 mcg . Per i pazienti che iniziano il trattamento, e' disponibile una confezione contenente 8,8 mcg e 22 mcg, che corrisponde alle necessita' del paziente durante il primo mese di inizio terapia. Quando si inizia per la prima volta il trattamento, per permettere lo sviluppo della tachifilassi e quindi una riduzione delle reazioni avverse, si raccomanda di iniziare con la dose di 8,8 mcg per via sottocutanea e di aumentare il dosaggio nell'arco di4 settimane fino a raggiungere la dose finale. >>Schema posologico. Settimana 1-2: 20% della dose finale; 8,8 mcg tiw. Settimana 3-4: 50% della dose finale; 22 mcg tiw. Settimana 5+: 100% della dose finale; 44mcg tiw. Primo evento demielinizzante: 44 mcg somministrati tre voltealla settimana tramite iniezione sottocutanea. Sclerosi multipla recidivante: 44 mcg tre volte a settimana per iniezione sottocutanea. Una dose inferiore, di 22 mcg , sempre tre volte a settimana per iniezionesottocutanea, e' consigliabile per i pazienti che non tollerano il dosaggio piu' elevato, secondo parere medico. Popolazione pediatrica: non sono stati condotti studi clinici formali o di farmacocinetica su bambini o adolescenti. Tuttavia i pochi dati pubblicati suggeriscono cheil profilo di sicurezza del medicinale in adolescenti fra 12 e 16 anni di eta', che ricevono 22 mcg tre volte alla settimana per iniezione sottocutanea, e' simile a quello osservato in pazienti adulti. Le informazioni sull'uso del farmaco in bambini al di sotto dei 12 anni di eta' sono molto limitate e percio' il medicinale non deve essere usato in questa popolazione. Modo di somministrazione: il prodotto viene somministrato tramite iniezione sottocutanea. Prima di effettuare l'iniezione e 24 ore dopo ogni iniezione si consiglia di somministrare un analgesico antipiretico per attenuare i sintomi simil-influenzali associati alla somministrazione del medicinale. Al momento non e' noto per quanto tempo i pazienti devono essere trattati. La sicurezza e l'efficacia del farmaco non sono state dimostrate oltre 4 anni di trattamento. Si raccomanda di monitorare i pazienti almeno ogni 2 anni nei primi 4 anni di trattamento, e la decisione di proseguire con una terapia a lungo termine sara' presa in base alla situazione di ogni singolo paziente.

Effetti indesiderati

La piu' alta incidenza di reazioni avverse associate al trattamento con il farmaco e' correlata alla sindrome simil-influenzale. I sintomi simil-influenzali tendono ad essere maggiori all'inizio del trattamento e a diminuire di frequenza con il proseguimento del trattamento. Durante i primi 6 mesi di trattamento il 70% circa dei pazienti potrebbe manifestare i sintomi della sindrome simil-influenzale caratteristica dell'interferone. Nel 30% circa dei pazienti si osservano anche reazioni nel sito di iniezione, quali lievi infiammazioni o eritema. Sono frequenti aumenti asintomatici dei parametri di funzionalita' epatica e riduzioni della conta leucocitaria (WBC). La maggior parte delle reazioni avverse osservate durante il trattamento con l'interferone beta-1asono lievi e reversibili, e rispondono bene a riduzioni del dosaggio.Nel caso di effetti indesiderati gravi o persistenti, la dose puo' essere temporaneamente ridotta o sospesa. Le reazioni avverse riportate di seguito sono classificate in base alla loro frequenza: molto comuni(>= 1/10); comuni (>= 1/100 - < 1/10); non comuni (>= 1/1.000 - < 1/100); rare (>= 1/10.000 - < 1/1.000); molto rare ( < 1/10.000); non nota. I dati sono estrapolati da studi clinici controllati nella sclerosimultipla e mostrano la frequenza delle reazioni avverse in eccesso rispetto al gruppo trattato con placebo. Le reazioni avverse sono elencate di seguito in base alla loro frequenza e al sistema di classificazione organi MedDRA. Infezioni e infestazioni. Non comuni: ascesso al sito di iniezione; non nota: infezioni al sito di iniezione, inclusa la comparsa di cellulite. Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comuni: neutropenia, linfopenia, leucopenia, trombocitopenia, anemia; non nota: purpura trombotica trombocitopenica/ Sindrome emolitica uremica. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: reazioni anafilattiche. Patologie endocrine. Non comuni: disfunzione tiroidea che si manifesta piu' frequentemente come ipotiroidismo o ipertiroidismo. Disturbi psichiatrici. Comuni: depressione, insonnia; non nota: tentativo di suicidio. Patologie del sistema nervoso. Molto comuni: cefalea; non nota:epilessia, sintomi neurologici transitori (ad esempio ipoestesia, spasmo muscolare, parestesia, difficolta' nel camminare, rigidita' muscoloschetrica) che possono mimare una esacerbazione da sclerosi multipla.Patologie dell'occhio. Non nota: disordini vascolari retinici (ad esempio retinopatia, macchia a fiocco di cotone e ostruzione dell'arteriao vena retinica). Patologie vascolari. Non nota: eventi trombo embolici. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non nota: dispnea. Patologie gastrointestinali. comuni: diarrea, vomito, nausea. Patologie epatobiliari. Non nota: insufficienza epatica, epatiti con o senza ittero, epatite autoimmune. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Comuni: prurito, rash, rash eritematoso, rash maculo-papulare; non nota: angioedema, orticaria, eritema multiforme, reazioni cutanee simil-eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson, alopecia. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comuni: mialgia, artralgia; non nota: lupus eritematoso iatrogeno. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comuni: infiammazione al sito di iniezione, reazione al sito di iniezione, sindrome simil-influenzale; comuni: dolore al sito di iniezione, astenia, brividi, febbre; non comuni: necrosi al sito di iniezione, nodulo al sito di iniezione. Esami diagnostici. Molto comuni: aumento asintomatico delle transaminasi; comuni: rialzo delle transaminasi di grado severo. L'interferone beta puo' causare danni epatici gravi. None' noto il meccanismo d'azione dei rari casi di disfunzione epatica sintomatica. La maggior parte dei casi di danno epatico grave si manifesta durante i primi sei mesi di trattamento. Non sono stati identificati specifici fattori di rischio. Il trattamento con il farmaco deve essere interrotto in caso di comparsa di ittero o di altri sintomi clinici di disfunzione epatica. La somministrazione di interferoni e' stataassociata alla comparsa di anoressia, vertigini, ansia, aritmie, vasodilatazione e palpitazioni, menorragia e metrorragia. Un'aumentata produzione di autoanticorpi puo' svilupparsi durante il trattamento con interferone beta.

Indicazioni

Trattamento di pazienti che hanno manifestato un singolo evento demielinizzante con processo infiammatorio attivo, se altre diagnosi sono state escluse e se sono considerati ad alto rischio per lo sviluppo di una sclerosi multipla clinicamente definita; pazienti affetti da sclerosi multipla con recidive. Negli studi clinici, cio' veniva caratterizzato da due o piu' esacerbazioni nei due anni precedenti. Non e' statadimostrata l'efficacia nei pazienti con sclerosi multipla secondaria progressiva in assenza di esacerbazioni.

Controindicazioni ed effetti secondari

Inizio del trattamento in gravidanza; ipersensibilita' all'interferone beta naturale o ricombinante, o ad uno qualsiasi degli eccipienti; depressione grave e/o ideazioni suicide.

Composizione ed Eccipienti

Mannitolo, polossamero 188, l-metionina, alcool benzilico, sodio acetato, acido acetico per regolazione del pH, sodio idrossido per regolazione del pH, acqua per preparazioni iniettabili.

Avvertenze

I pazienti devono essere informati sulle piu' frequenti reazioni avverse associate alla somministrazione di interferone beta, inclusi i sintomi della sindrome simil-influenzale. Questi sintomi sono piu' evidenti all'inizio della terapia e diminuiscono in frequenza e gravita' conil proseguire del trattamento. Il farmaco deve essere somministrato con cautela ai pazienti con disturbi depressivi pregressi o in corso edin particolare a quelli con precedenti ideazioni suicide. E' noto chedepressione e ideazioni suicide sono presenti con maggior frequenza nella popolazione dei malati di sclerosi multipla ed in associazione con l'uso dell'interferone. I pazienti in trattamento con il farmaco devono essere avvisati di riferire immediatamente al loro medico l'eventuale comparsa di sintomi depressivi o ideazioni suicide. I pazienti affetti da depressione devono essere tenuti sotto stretto controllo medico durante la terapia e trattati in modo appropriato. La sospensione della terapia deve essere presa in considerazione. Il medicinale deve essere somministrato con cautela ai pazienti con una storia di epilessia, a quelli in trattamento con farmaci anti-epilettici ed in particolare se la loro epilessia non e' adeguatamente controllata dagli anti-epilettici. I pazienti con malattia cardiaca, quale angina, scompenso cardiaco congestizio o aritmie, devono essere tenuti sotto stretto controllo per osservare eventuali peggioramenti delle loro condizioni cliniche durante l'inizio della terapia con interferone beta-1a. I sintomi della sindrome simil-influenzale associati alla terapia con interferonebeta-1a possono essere fonte di stress nei pazienti con problemi cardiaci. Sono stati descritti casi di necrosi sul sito di iniezione (NSI)in pazienti in terapia con il farmaco. Per ridurre al minimo il rischio di necrosi sul sito di iniezione i pazienti devono essere informati: di usare tecniche di iniezione asettiche, di variare il sito di iniezione ad ogni dose. Le procedure per l'auto-somministrazione devono essere periodicamente riesaminate soprattutto se si sono verificate reazioni nel sito di iniezione. Se il paziente presenta un qualsiasi tipo di lesione cutanea, accompagnata da edema o essudazione dal sito di iniezione, il paziente deve essere avvisato di consultare il proprio medico prima di continuare le iniezioni di medicinale. Se i pazienti presentano lesioni multiple, il farmaco deve essere interrotto fino alla completa cicatrizzazione delle lesioni. I pazienti con lesioni singole possono continuare la terapia se la necrosi non e' troppo estesa. In studi clinici con il farmaco aumenti asintomatici dei livelli delle transaminasi epatiche (in particolare alanina-aminotransferasi (ALT)) sono stati frequenti e una percentuale pari al 1-3% dei pazienti ha sviluppato incrementi delle transaminasi epatiche alti piu' di 5 volte il limite superiore della norma. In assenza di sintomi clinici, i livelli sierici di ALT devono essere monitorati prima dell'inizio della terapia e a 1, 3 e 6 mesi dall'inizio della terapia, e in seguito, controllati periodicamente. Una riduzione della dose deve essere presa in considerazione nel caso i livelli di ALT siano alti piu' di 5 volte il limite superiore della norma e la dose deve essere gradualmente riaumentata quando i livelli enzimatici si normalizzano. Il medicinale deve essere somministrato con cautela nei pazienti con anamnesi di patologie epatiche significative o evidenza clinica di patologia epatica in forma attiva o abuso di alcool o incremento dei livelli di ALT (>2,5 volte ilimiti superiori della norma). Il trattamento deve essere interrotto in caso di comparsa di ittero o altri sintomi clinici di disfunzione epatica. Il medicinale puo' causare danni epatici gravi, tra cui l'insufficienza epatica acuta. Non e' noto il meccanismo d'azione dei rari casi di disfunzione epatica sintomatica. Non sono stati identificati specifici fattori di rischio. All'impiego di interferoni sono associate alterazioni degli esami di laboratorio. L'incidenza globale di queste alterazioni e' leggermente piu' alta con il farmaco 44 mcg che con il farmaco 22 mcg. Pertanto, si raccomanda di eseguire il monitoraggio degli enzimi epatici, e la conta leucocitaria con formula e la conta delle piastrine ad intervalli regolari (1, 3 e 6 mesi) dopo l'inizio della terapia e in seguito periodicamente anche in assenza di sintomi clinici. Questi controlli devono essere piu' frequenti quando si inizia laterapia con 44 mcg. I pazienti in trattamento con il prodotto possonooccasionalmente sviluppare alterazioni alla tiroide o peggioramento di alterazioni preesistenti. Un test di funzionalita' tiroidea deve essere effettuato al basale e, se alterato, ripetuto ogni 6-12 mesi dall'inizio del trattamento. Se i valori sono normali al basale, non e' necessario un esame di controllo che deve invece essere effettuato qualora si manifesti una sintomatologia clinica di disfunzione tiroidea. Cautela e stretta sorveglianza devono essere adottate nella somministrazione dell'interferone beta-1a a pazienti con grave insufficienza renaleed epatica e a pazienti con grave mielosoppressione. Possono svilupparsi anticorpi neutralizzanti anti-interferone beta-1a. L'esatta incidenza di tali anticorpi non e' ancora definita. I dati clinici suggeriscono che tra i 24 e 48 mesi di trattamento con 44 mcg, circa il 13-14% dei pazienti sviluppa anticorpi sierici persistenti contro l'interferone beta-1a. E' stato dimostrato che la presenza di anticorpi attenua la risposta farmacodinamica all'interferone beta-1a (Beta-2 microglobulina e neopterina). Sebbene l'importanza clinica della comparsa degli anticorpi non sia stata completamente chiarita, lo sviluppo di anticorpi neutralizzanti si associa ad una riduzione dell'efficacia su parametri clinici e di risonanza magnetica. Qualora un paziente dimostri una scarsa risposta alla terapia con il farmaco ed abbia sviluppato anticorpi neutralizzanti, il medico rivalutera' il rapporto beneficio/rischio per proseguire o meno il trattamento. L'uso di vari metodi per la determinazione degli anticorpi sierici e le diverse definizioni di positivita' degli anticorpi limitano la possibilita' di confrontare l'antigenicita' tra prodotti differenti. Solo scarsi dati di sicurezza ed efficacia sono disponibili nei pazienti, non in grado di deambulare, affetti da sclerosi multipla. Il medicinale non e' stato sperimentato su pazienti con sclerosi multipla progressiva primaria e non deve essere usato su questi pazienti. Questo medicinale contiene 2,5 mg di alcool benzilico per ogni dose.

Gravidanza e Allattamento

Le donne in eta' fertile devono adottare opportune misure contraccettive. Le pazienti in trattamento con il medicinale che iniziano una gravidanza o che stanno pianificando una gravidanza devono essere informate sui rischi potenziali e la possibilita' di interrompere il trattamento deve essere presa in considerazione. Nelle pazienti che, prima dell'inizio del trattamento, presentano un elevato tasso di ricadute, deve essere valutata, in caso di gravidanza, la decisione di interrompereil trattamento, rischiando una grave ricaduta o di proseguire il trattamento, aumentando il rischio di aborto spontaneo. Sull'uso del medicinale in gravidanza, sono disponibili informazioni limitate. I dati disponibili indicano che si potrebbe verificare un aumento del rischio di aborto spontaneo. Pertanto l'inizio del trattamento in gravidanza e'controindicato. Non e' noto se il medicinale venga escreto nel latte materno. Tenuto conto del potenziale rischio di gravi effetti collaterali nei lattanti, e' necessario decidere se interrompere l'allattamento o la terapia con il farmaco.

Interazioni con altri prodotti

Non sono stati effettuati studi di interazione con interferone beta-1a nell'uomo. E' noto che gli interferoni riducono l'attivita' degli enzimi dipendenti dal citocromo epatico P450 nell'uomo e negli animali. Occorre prestare attenzione quando si somministra il medicinale in associazione ad altri farmaci con stretto indice terapeutico e in larga misura dipendenti per la loro eliminazione dal sistema epatico del citocromo P450, quali antiepilettici ed alcune classi di antidepressivi. Non e' stata studiata in maniera sistematica l'interazione del medicinale con corticosteroidi o con l'ormone adrenocorticotropico (ACTH). Studi clinici indicano che i pazienti con sclerosi multipla possono essere trattati con il farmaco e corticosteroidi o ACTH durante le riacutizzazioni.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Conservare in frigorifero (2 gradi C - 8 gradi C) lontano dalla griglia refrigerante. Non congelare. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Il paziente puo' conservare la confezione del medicinale in uso fuori dal frigorifero ad una temperatura non superiore ai 25 grado C per una sola volta per un periodo della durata massima di 14 giorni. Successivamente il farmaco deve essere riposto nuovamente nel frigorifero ed utilizzato prima della data discadenza.