ramipril id san*50cpr 2,5+12,5 ramipril e sandoz spa

Che cosa è ramipril id san 50cpr 2,5+12,5?

Ramipril id san compresse prodotto da sandoz spa
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici .
Ramipril id san risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di ace-inibitori e diuretici.
Contiene i principi attivi: ramipril/idroclorotiazide
Composizione Qualitativa e Quantitativa: ramipril e idroclorotiazide.
Codice AIC: 038004127 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Trattamento dell'ipertensione essenziale. L'associazione fissa e' indicata in pazienti con pressione sanguigna non adeguatamente controllata con ramipril o idroclorotiazide somministrati da soli.

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Posologia

Adulti: si raccomanda la somministrazione dell'associazione fissa solo dopo titolazione della dose con i singoli componenti, individualmente. La dose puo' essere aumentata, ad intervalli di almeno 3 settimane.La dose iniziale e' generalmente pari a 2,5 mg di ramipril e 12,5 mg di idroclorotiazide. La dose di mantenimento corrisponde a 2,5 mg di ramipril e 12,5 mg di idroclorotiazide oppure 5 mg di ramipril e 25 mg di idroclorotiazide. La dose giornaliera massima raccomandata e' pari a 5 mg di ramipril e 25 mg di idroclorotiazide. Solo in casi eccezionali, la dose massima giornaliera puo' essere incrementata a 10 mg di ramipril e 50 mg di idroclorotiazide. Pazienti anziani e pazienti con ridotta funzionalita' renale: nei pazienti anziani e in pazienti con clearance della creatinina compresa tra 30 e 60 ml/min, le dosi individuali dei singoli componenti, ramipril ed idroclorotiazide, devono esseretitolate con particolare cautela prima di passare al trattamento con il farmaco. Deve essere somministrato al dosaggio piu' basso possibile. La dose massima giornaliera e' pari a 5 mg di ramipril e 25 mg di idroclorotiazide. E' controindicato nei pazienti con grave compromissione della funzionalita' renale ( clearance della creatinina CONSERVAZIONENon conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.AVVERTENZERAMIPRIL. Ipotensione sintomatica: e' stata osservata raramente nei pazienti con ipertensione non complicata. Ipotensione sintomatica e' stata osservata anche nei pazienti con insufficienza cardiaca, associatao meno ad insufficienza renale. Nei pazienti a rischio elevato di ipotensione sintomatica, vanno attentamente monitorati l'inizio della terapia e gli aggiustamenti della dose. Le medesime considerazioni valgono per i pazienti con cardiopatia ischemica o malattia cerebrovascolarenei quali una eccessiva riduzione della pressione sanguigna puo' portare all'insorgenza di infarto miocardico o ictus cerebrovascolare. Stenosi aortica e della valvola mitrale/cardiomiopatia ipertrofica: somministrare con cautela a pazienti con stenosi della valvola mitrale e ostruzione nell'efflusso del ventricolo sinistro, come nei casi di stenosi aortica o cardiomiopatia ipertrofica. Nei casi rilevanti dal punto di vista emodinamico, l'associazione fissa di ramipril ed idroclorotiazide non deve essere somministrata. Aldosteronismo primario: i pazienti con aldosteronismo primario non rispondono al trattamento con antiipertensivi che agiscono inibendo il sistema renina-angiotensina. In alcuni pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o con stenosi arteriosa dell'unico rene, precedentemente sottoposti a terapia con ACE-inibitori, e' stato osservato un incremento dell'urea ematica e della creatinina sierica, solitamente reversibile dopo sospensione della terapia. Pazienti sottoposti a trapianto di rene: non esistono esperienze circa l'assunzione di ramipril da parte di pazienti che abbiano subito un recente trapianto di rene. Ipersensibilita'/Angioedema: in pazienti trattati con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, compreso il ramipril, sono stati raramente riportati casi di angioedema con interessamento del viso, delle estremita', delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe. Molto raramente sono stati riportati casi fatali dovuti ad angioedema associato a edema della lingua o della laringe. I pazienti con angioedema con interessamento della lingua, della glottide o della laringe, soprattutto quelli con precedenti interventi chirurgici alle vie aeree, e' piu' probabile che manifestino ostruzione delle vie aeree. Reazioni anafilattoidi in pazienti sottoposti a emodialisi: sono state riferite reazioni anafilattoidinei pazienti sottoposti a dialisi con membrane ad elevato flusso e trattati contemporaneamente con un ACE inibitore. Reazioni anafilattoididurante aferesi di lipoproteine a bassa densita' (LDL): raramente pazienti in trattamento con ACE-inibitori, durante aferesi delle lipoproteine a bassa densita' (LDL) mediante destrano solfato, hanno manifestato reazioni anafilattodi potenzialmente letali. Desensibilizzazione: pazienti in trattamento con ACE-inibitori in corso di terapia desensibilizzante hanno riportato reazioni anafilattoidi. Insufficienza epatica: molto raramente, l'uso di ACE-inibitori e' stato associato ad una sindrome che inizia con ittero colestatico o epatite e prosegue con necrosi epatica fulminante ed, alcune volte, porta alla morte. Neutropenia/agranulocitosi: sono state riportate da pazienti in trattamento con ACE-inibitori. Tosse: durante il trattamento con ACE-inibitori e' statariportata tosse. Chirurgia/Anestesia: in pazienti sottoposti ad intervento di chirurgia maggiore o che siano sotto anestesia con agenti cheprovocano ipotensione, il ramipril puo' inibire la formazione di angiotensina II secondaria al rilascio compensatorio di renina. Iperkaliemia: elevazione del potassio sierico e' stata osservata in alcuni pazienti trattati con ACE-inibitori, incluso il ramipril. Pazienti diabetici: durante il primo mese di trattamento con un ACE-inibitore, ai pazienti diabetici in trattamento con agenti antidiabetici orali o insulina, deve essere attentamente monitorato il livello di glicemia. Litio: generalmente l'associazione di litio e ramipril non e' raccomandata. Supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostitutidel sale contenenti potassio: sebbene nel corso delle sperimentazionicliniche con ACE-inibitori i livelli di potassio sierico erano solitamente entro i limiti normali, in alcuni pazienti si e' verificata l'iperkaliemia. L'uso contemporaneo di supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio, soprattutto da parte di pazienti con funzionalita' renale compromessa, puo' determinare un significativo incremento dei livelli di potassio sierico. Se il ramipril viene assunto in associazione ad un diuretico che causa perdita di potassio, puo' migliorare l'ipokaliemia indotta daldiuretico. Idroclorotiazide. Alterazione della funzionalita' renale: nei pazienti con nefropatia, i diuretici tiazidici possono precipitarel'azotemia. Compromissione della funzionalita' epatica: le tiazidi devono essere somministrate con cautela nei pazienti con funzionalita' epatica compromessa o con malattia epatica progressiva, in quanto minime alterazioni del bilancio idro-elettrolitico possono indurre un coma epatico. Effetti metabolici ed endocrini: la terapia a base di diuretici tiazidici puo' ridurre la tolleranza al glucosio. Gotta: la terapiaa base di tiazidi, in alcuni pazienti, puo' provocare iperuricemia e/o gotta. Squilibrio elettrolitico: le tiazidi, possono causare alterazioni dei fluidi o del bilancio elettrolitico. Segnali di allarme di squilibrio idrico o elettrolitico sono secchezza delle fauci, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, mialgia o crampi muscolari, affaticamento muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastrointestinali, come nausea o vomito. Sebbene a seguito di assunzione di diuretici tiazidici possa svilupparsi ipokaliemia, la terapiaconcomitante con ramipril puo' ridurre il rischio di ipokaliemia indotta dal diuretico. I diuretici tiazidici possono ridurre l'escrezione urinaria di calcio e provocare un'intermittente e leggera elevazione del calcio sierico in assenza di disturbi noti del metabolismo del calcio. Una marcata ipercalcemia puo' essere sintomo di iperparatiroidismoocculto. Prima di effettuare degli esami sulla funzionalita' paratiroidea, si deve interrompere l'assunzione di diuretici tiazidici. Tali farmaci hanno mostrato di incrementare l'escrezione urinaria di magnesio, il che puo' provocare ipomagnesiemia. Neutropenia/Agranulocitosi: l'associazione a dosaggio fisso di ramipril e idroclorotiazide deve essere interrotta in presenza di neutropenia manifesta o sospetta. Test anti-doping: l'idroclorotiazide presente in tale farmaco puo' produrre risultati positivi al test anti-doping.INTERAZIONISono state riportate le seguenti interazioni tra Ramipril/Idroclorotiazide compresse, altri ACE-inibitori o prodotti contenenti idroclorotiazide. RAMIPRIL. Diuretici. In caso di aggiunta di un diuretico alla terapia con ramipril, solitamente si verifica un effetto antiipertensivo aggiuntivo. I pazienti gia' in terapia con diuretici e soprattutto ipazienti per i quali sia stata istituita recentemente una terapia a base di diuretici, in caso di aggiunta di ramipril, possono manifestareoccasionalmente un eccessivo abbassamento della pressione sanguigna. Il possibile verificarsi di ipotensione sintomatica, in caso di assunzione di ramipril, puo' essere minimizzato interrompendo il diuretico prima di iniziare il trattamento con ramipril. FANS, incluso l'acido acetilsalicilico >= 3g/di': La somministrazione cronica di FANS puo' determinare una riduzione dell'efficacia antiipertensiva degli ACE-inibitori. I FANS e gli ACE-inibitori esercitano un effetto additivo sull'aumento del potassio sierico, e possono provocare un peggioramento dellafunzionalita' renale. Si tratta di effetti generalmente reversibili. Raramente, possono verificarsi insufficienza renale acuta, soprattuttoin pazienti con funzionalita' renale compromessa quali gli anziani o i pazienti disidratati. Altri farmaci antiipertensivi: l'assunzione contemporanea di questi farmaci puo' aumentare l'effetto ipotensivo del ramipril. L'uso concomitante di nitroglicerina e di altri nitrati, o di altri vasodilatatori, puo' determinare un ulteriore abbassamento della pressione sanguigna. Antidepressivi triciclici/Antipsicotici/Anestetici: l'assunzione contemporanea di ACE-inibitori e di taluni anestetici, antidepressivi triciclici e antipsicotici, puo' determinare un ulteriore abbassamento della pressione sanguigna. Farmaci adrenergici: i farmaci adrenergici possono ridurre l'effetto ipotensivo degli ACE-inibitori; pertanto, i pazienti vanno attentamente monitorati. Antidiabetici: gli studi epidemiologici condotti hanno dimostrato che la contemporanea assunzione di ACE-inibitori e farmaci antidiabetici puo' potenziare l'efficacia nel ridurre il glucosio presente nel sangue, con conseguente rischio di ipoglicemia. Questo fenomeno e' piu' probabile che si verifichi nel corso delle prime settimane di terapia combinata e incaso di pazienti con insufficienza renale. Nitrati, acido acetilsalicilico, trombolitici e/o beta bloccanti: il ramipril puo' essere assunto in associazione all'acido acetilsalicilico, a trombolitici, a beta bloccanti e/o a nitrati. Allopurinolo: la somministrazione contemporanea di ACE-inibitori ed allopurinolo aumenta il rischio di insufficienzarenale e puo' portare ad un aumento del rischio di leucopenia. Ciclosporina: l'assunzione contemporanea di ACE-inibitori e ciclosporina aumenta il rischio di insufficienza renale ed iperkaliemia. Lovastatina: la somministrazione concomitante di ACE-inibitori e lovastatina aumenta il rischio di iperkaliemia. Procainamide/farmaci citostatici o immunosoppressori: l'assunzione contemporanea di ACE-inibitori puo' portaread un aumento del rischio di leucopenia. Emodialisi: l'associazione di ramipril/idroclorotiazide e' controindicata nei pazienti in dialisi,a causa dell'elevata incidenza di reazioni anafilattoidi riportate dapazienti sottoposti a dialisi con membrane ad elevato flusso, e trattati in concomitanza con ACE-inibitori. Pertanto, tale associazione deve essere evitata. IDROCLOROTIAZIDE. Amfotericina B, carbenoxolone, corticosteroidi, corticotropina (ACTH) o lassativi stimolanti: l'idroclorotiazide puo' causare squilibrio elettrolitico, soprattutto ipokaliemia. Sali di calcio: quando somministrati in associazione a diuretici tiazidici, puo' verificarsi incremento dei livelli di calcio sierico, dovuto alla diminuita escrezione. Glucosidi cardioattivi: aumentato rischio di intossicazione da digitale, associata ad ipokaliemia indotta dalla tiazide. Resina colestiraminica e colestipolo: tali farmaci possono ridurre o rallentare l'assorbimento di idroclorotiazide. Pertanto, idiuretici sulfonamidici vanno somministrati almeno un'ora prima o da quattro a sei ore dopo l'assunzione di resine. Miorilassanti non depolarizzanti: l'idroclorotiazide puo' potenziare gli effetti di tali farmaci. Farmaci associati a torsioni di punta-tachicardia: a causa del rischio di ipokaliemia, deve essere prestata cautela quando l'idroclorotiazide e' somministrata in concomitanza a farmaci associati a torsionidi punta, quali alcuni antipsicotici ed altri farmaci noti per indurre torsioni di punta. Sotalolo: l'ipokaliemia indotta dal tiazidico puo' incrementare il rischio di aritmie indotte da sotalolo. Ramipril/idroclorotiazide: supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio: sebbene nel corso delle sperimentazioni cliniche con ACE-inibitori i livelli di potassio sierico sono solitamente rimasti entro i limiti normali, in alcuni pazienti si e' verificata l'iperkaliemia. I fattori di rischio per lo sviluppo di iperkaliemia, includono l'insufficienza renale, il diabete mellito ed l'uso contemporaneo di diuretici risparmiatori di potassio (quali spironolattone, triamterene o amiloride), i supplementi di potassio od i sostituti del sale contenenti potassio. L'uso contemporaneo di supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostitutidel sale contenenti potassio, soprattutto da parte di pazienti con funzionalita' renale compromessa, puo' determinare un significativo incremento dei livelli di potassio sierico. Se il ramipril viene assunto in associazione ad un diuretico che causa perdita di potassio, puo' migliorare l'ipocaliemia indotta dal diuretico. Litio: in caso di assunzione contemporanea di litio e di ACE-inibitori, sono stati riportati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e tossicita'.L'uso contemporaneo di diuretici tiazidici puo' incrementare il rischio di tossicita' del litio, oltre a potenziarne la gia' aumentata tossicita', derivante dall'assunzione di ACE-inibitori. Per questo motivo,l'assunzione contemporanea di ramipril e litio non e' raccomandata e,nel caso in cui tale associazione sia necessaria, devono essere attentamente monitorati i livelli di litio sierico. Trimetoprim: la somministrazione concomitante di ACE-inibitori e tiazidi con trimetoprim incrementa il rischio di iperkaliemia. Antidiabetici orali (ad esempio sulfaniluree/biguanidi quali la metformina), insulina L'idroclorotiazide puo' ridurre l'effetto dei farmaci antidiabetici o il loro effetto ipoglicemico puo' essere potenziato dal ramipril. Sodio cloruro: riduzione dell'efficacia anti-ipertensiva dell'associazione fissa di ramipril ed idroclorotiazide . Trattamento con alte dosi di salicilati (>3 g/die): l'idroclorotiazide puo' potenziare l'effetto tossico dei salicilati sul SNC.EFFETTI INDESIDERATILa valutazione degli effetti avversi si basa sulle seguenti informazioni sulle frequenze: Molto comune (>= 1/10) Comune (>= 1/100 a < 1/10)Non comune (>= 1/1.000 a < 1/100) Raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) Molto raro ( < 1/10.000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). I seguenti effetti indesiderati sonostati osservati in relazione alla terapia con gli ACE-inibitori, ramipril o idroclorotiazide. Ipotensione grave si e' verificata dopo l'inizio della terapia o con l'aumento della dose. Cio' si e' verificato soprattutto in alcuni gruppi di pazienti a rischio. Possono verificarsi sintomi quali: capogiri, debolezza generalizzata, visione offuscata, raramente con alterazione della coscienza (sincope). Durante la terapiacon gli ACE-inibitori, in associazione con ipotensione, sono stati segnalati singoli casi di tachicardia, palpitazioni, aritmie, angina pectoris, infarto del miocardio, ipotensione grave accompagnata da shock,attacchi ischemici transitori, emorragia cerebrale ed ischemia cerebrale. >>Patologie cardiache. Raro: sincope; Molto raro: angina pectoris, infarto del miocardio, aritmie, palpitazioni, tachicardia. >>Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: riduzione dei valori dell'emoglobina e dell'ematocrito, leucopenia, trombocitopenia; Molto raro: agranulocitosi, pancitopenia, eosinofilia, anemia emolitica in pazienti con deficit di G6PDH. >>Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiri,affaticamento, cefalea, debolezza; Non comune: sonnolenza; Raro: irrequietezza, alterazioni olfattive, disturbi dell'equilibrio, parestesia. >>Patologie dell'occhio. Non comune: congiuntivite, blefarite; Raro:miopia transitoria, visione offuscata. >>Patologie dell'orecchio e del labirinto. Raro: tinnito. >>Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, bronchite; Raro: dispnea, sinusite, rinite, faringite, broncospasmo, polmonite interstiziale allergica; Molto raro: edema angioneurotico con ostruzione fatale delle vie aeree, edema polmonare dovuto ad ipersensibilita' all'idroclorotiazide. >>Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, dolore addominale, vomito, indigestione; Non comune: crampi in sede epigastrica, sete, costipazione, diarrea, perdita di appetito; Raro: secchezza delle fauci, alterazioni del gusto, secchezza delle fauci, infiammazione delle membrane mucose di bocca e lingua, sialoadenite, glossite; Molto raro: ileo, pancreatite (emorragica). >>Patologie renali e urinarie. Non comune: proteinuria; Raro: deterioramento della funzionalita' renale, incremento dell'azoto ureico ematico (BUN) e della creatinina sierica, disidratazione; Moltoraro: insufficienza renale (acuta), sindrome nefrosica, nefrite interstiziale, oliguria. >>Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Comune: reazione allergica simile a un'eruzione cutanea. Non comune: fotosensibilita', prurito, orticaria. Raro: vampate, diaforesi, edema angioneurotico. Molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica, reazioni cutanee psoriasiformi e pemfigoidi, lupus eritematoso, alopecia, peggioramento della psoriasi,onicolisi. >>Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: crampi muscolari, mialgia, artralgia, debolezza muscolare, artrite; Molto raro: paralisi. >>Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: ipokaliemia, iperuricemia con incremento dell'urea ematica e della creatinina, Iperglicemia, Gotta; Non comune: iperkaliemia, iponatriemia, ipomagnesiemia, ipercloremia, ipercalcemia; Raro: disturbi dell'equilibrio idrico ed elettrolitico (soprattutto nei pazienti con malattia renale preesistente), Ipocloremia, Alcalosi metabolica; Molto raro: aumento dei trigliceridi, ipercolesterolemia, aumento dell'amilasi, peggioramento del diabete. >>Patologie vascolari. Comune: ipotensione; Non comune: edema delle caviglie (non angioneurotico); Raro: tromboembolia; Molto raro: attacchi ischemici transitori, emorragia cerebrale, peggioramento della sindrome di Raynaud, vasculite, disturbi alle vene, trombosi, emboli. >>Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto raro: razioni anafilattiche, edema angioneurotico. >>Patologie epatobiliari. Raro: aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina; Molto raro: ittero colestatico, epatite, ittero, colecistite (in caso di colelitiasi pre-esistente), Necrosi epatica. >>Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: riduzione della libido; Raro: impotenza. >>Disturbi psichiatrici. Non comune: apatia, nervosismo; Raro: paure, confusione depressione, disturbi del sonno. E' stata riportata una sintomatologia complessa, comprendente una o piu' delle seguenti manifestazioni: febbre, vasculite, mialgia, artralgia/artrite, positivita' degli anticorpi nucleari (ANA), incremento della velocita' di eritrosedimentazione(ESR) degli eritrociti, eosinofilia e leucocitosi, eruzioni cutanee, fotosensibilita' o altre manifestazioni dermatologiche.GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOL'uso di ACE inibitori non e' raccomandato durante il primo trimestredi gravidanza. L'uso di ACE inibitori e' controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza. Evidenze epidemiologiche riguardanti il rischio di teratogenicita' conseguenti all'esposizione a ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non sono state conclusive; comunque un lieve aumento nel rischio non puo' essere escluso.A meno che la continuazione della terapia con ACE inibitori non sia considerata essenziale, pazienti che hanno programmato una gravidanza devono passare a trattamenti anti-ipertensivi alternativi che hanno un profilo di sicurezza comprovato nell'utilizzo in gravidanza. Quando viene rilevata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto, e se necessario deve essere iniziata una terapia alternativa. E' noto che l'esposizione ad una terapia con ACE inibitori/AIIRAs durante il secondo e il terzo trimestre puo' indurre fetotossicita' (disfunzione renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale (disfunzione renale, ipotensione, ipercaliemia). Nel caso in cui l'esposizione ad ACE inibitori avvenisse dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzione renale e del cranio. I lattanti le cuimadri hanno assunto ACE inibitori devono essere strettamente monitorati per ipotensione. In caso di uso prolungato durante il terzo trimestre di gravidanza, l'idroclorotiazide puo' provocare ischemia della placenta/del feto ed un rischio di ritardo della crescita. Inoltre, in caso di esposizione in prossimita' della data del parto, sono stati riportati rari casi di ipoglicemia e trombocitopenia neonatale. L'idroclorotiazide puo' ridurre il volume plasmatico e la perfusione ematica utero/placentare. Allattamento. Sia il ramipril che l'idroclorotiazide sono entrambi escreti nel latte materno. L'assunzione di tiazidi durantel'allattamento ha portato ad una diminuzione e, talvolta, alla soppressione della produzione di latte. Inoltre, possono verificarsi ipersensibilita' ai derivati sulfonamidici, ipokaliemia e ittero nucleare. Dato che non sono disponibili sufficienti informazioni riguardo l'uso diramipril durante l'allattamento, l'utilizzo durante la gravidanza none' raccomandato, sono preferibili trattamenti alternativi con migliori profili di sicurezza comprovati durante la gravidanza, specialmente se il bambino e' appena nato o e' nato prematuro.

Effetti indesiderati

La valutazione degli effetti avversi si basa sulle seguenti informazioni sulle frequenze: Molto comune (>= 1/10) Comune (>= 1/100 a < 1/10)Non comune (>= 1/1.000 a < 1/100) Raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) Molto raro ( < 1/10.000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). I seguenti effetti indesiderati sonostati osservati in relazione alla terapia con gli ACE-inibitori, ramipril o idroclorotiazide. Ipotensione grave si e' verificata dopo l'inizio della terapia o con l'aumento della dose. Cio' si e' verificato soprattutto in alcuni gruppi di pazienti a rischio. Possono verificarsi sintomi quali: capogiri, debolezza generalizzata, visione offuscata, raramente con alterazione della coscienza (sincope). Durante la terapiacon gli ACE-inibitori, in associazione con ipotensione, sono stati segnalati singoli casi di tachicardia, palpitazioni, aritmie, angina pectoris, infarto del miocardio, ipotensione grave accompagnata da shock,attacchi ischemici transitori, emorragia cerebrale ed ischemia cerebrale. >>Patologie cardiache. Raro: sincope; Molto raro: angina pectoris, infarto del miocardio, aritmie, palpitazioni, tachicardia. >>Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: riduzione dei valori dell'emoglobina e dell'ematocrito, leucopenia, trombocitopenia; Molto raro: agranulocitosi, pancitopenia, eosinofilia, anemia emolitica in pazienti con deficit di G6PDH. >>Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiri,affaticamento, cefalea, debolezza; Non comune: sonnolenza; Raro: irrequietezza, alterazioni olfattive, disturbi dell'equilibrio, parestesia. >>Patologie dell'occhio. Non comune: congiuntivite, blefarite; Raro:miopia transitoria, visione offuscata. >>Patologie dell'orecchio e del labirinto. Raro: tinnito. >>Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, bronchite; Raro: dispnea, sinusite, rinite, faringite, broncospasmo, polmonite interstiziale allergica; Molto raro: edema angioneurotico con ostruzione fatale delle vie aeree, edema polmonare dovuto ad ipersensibilita' all'idroclorotiazide. >>Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, dolore addominale, vomito, indigestione; Non comune: crampi in sede epigastrica, sete, costipazione, diarrea, perdita di appetito; Raro: secchezza delle fauci, alterazioni del gusto, secchezza delle fauci, infiammazione delle membrane mucose di bocca e lingua, sialoadenite, glossite; Molto raro: ileo, pancreatite (emorragica). >>Patologie renali e urinarie. Non comune: proteinuria; Raro: deterioramento della funzionalita' renale, incremento dell'azoto ureico ematico (BUN) e della creatinina sierica, disidratazione; Moltoraro: insufficienza renale (acuta), sindrome nefrosica, nefrite interstiziale, oliguria. >>Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Comune: reazione allergica simile a un'eruzione cutanea. Non comune: fotosensibilita', prurito, orticaria. Raro: vampate, diaforesi, edema angioneurotico. Molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica, reazioni cutanee psoriasiformi e pemfigoidi, lupus eritematoso, alopecia, peggioramento della psoriasi,onicolisi. >>Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: crampi muscolari, mialgia, artralgia, debolezza muscolare, artrite; Molto raro: paralisi. >>Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: ipokaliemia, iperuricemia con incremento dell'urea ematica e della creatinina, Iperglicemia, Gotta; Non comune: iperkaliemia, iponatriemia, ipomagnesiemia, ipercloremia, ipercalcemia; Raro: disturbi dell'equilibrio idrico ed elettrolitico (soprattutto nei pazienti con malattia renale preesistente), Ipocloremia, Alcalosi metabolica; Molto raro: aumento dei trigliceridi, ipercolesterolemia, aumento dell'amilasi, peggioramento del diabete. >>Patologie vascolari. Comune: ipotensione; Non comune: edema delle caviglie (non angioneurotico); Raro: tromboembolia; Molto raro: attacchi ischemici transitori, emorragia cerebrale, peggioramento della sindrome di Raynaud, vasculite, disturbi alle vene, trombosi, emboli. >>Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto raro: razioni anafilattiche, edema angioneurotico. >>Patologie epatobiliari. Raro: aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina; Molto raro: ittero colestatico, epatite, ittero, colecistite (in caso di colelitiasi pre-esistente), Necrosi epatica. >>Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: riduzione della libido; Raro: impotenza. >>Disturbi psichiatrici. Non comune: apatia, nervosismo; Raro: paure, confusione depressione, disturbi del sonno. E' stata riportata una sintomatologia complessa, comprendente una o piu' delle seguenti manifestazioni: febbre, vasculite, mialgia, artralgia/artrite, positivita' degli anticorpi nucleari (ANA), incremento della velocita' di eritrosedimentazione(ESR) degli eritrociti, eosinofilia e leucocitosi, eruzioni cutanee, fotosensibilita' o altre manifestazioni dermatologiche.

Indicazioni

Trattamento dell'ipertensione essenziale. L'associazione fissa e' indicata in pazienti con pressione sanguigna non adeguatamente controllata con ramipril o idroclorotiazide somministrati da soli.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' al ramipril, agli altri ACE-inibitori, ai derivati tiazidici, ad altri derivati sulfonamidici o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Anamnesi di edema angioneurotico connesso con un precedente trattamento con ACE-inibitori. Edema angioneurotico ereditario/idiopatico. Grave compromissione della funzionalita' renale (clearance della creatinina POSOLOGIAAdulti: si raccomanda la somministrazione dell'associazione fissa solo dopo titolazione della dose con i singoli componenti, individualmente. La dose puo' essere aumentata, ad intervalli di almeno 3 settimane.La dose iniziale e' generalmente pari a 2,5 mg di ramipril e 12,5 mg di idroclorotiazide. La dose di mantenimento corrisponde a 2,5 mg di ramipril e 12,5 mg di idroclorotiazide oppure 5 mg di ramipril e 25 mg di idroclorotiazide. La dose giornaliera massima raccomandata e' pari a 5 mg di ramipril e 25 mg di idroclorotiazide. Solo in casi eccezionali, la dose massima giornaliera puo' essere incrementata a 10 mg di ramipril e 50 mg di idroclorotiazide. Pazienti anziani e pazienti con ridotta funzionalita' renale: nei pazienti anziani e in pazienti con clearance della creatinina compresa tra 30 e 60 ml/min, le dosi individuali dei singoli componenti, ramipril ed idroclorotiazide, devono esseretitolate con particolare cautela prima di passare al trattamento con il farmaco. Deve essere somministrato al dosaggio piu' basso possibile. La dose massima giornaliera e' pari a 5 mg di ramipril e 25 mg di idroclorotiazide. E' controindicato nei pazienti con grave compromissione della funzionalita' renale ( clearance della creatinina CONSERVAZIONENon conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.AVVERTENZERAMIPRIL. Ipotensione sintomatica: e' stata osservata raramente nei pazienti con ipertensione non complicata. Ipotensione sintomatica e' stata osservata anche nei pazienti con insufficienza cardiaca, associatao meno ad insufficienza renale. Nei pazienti a rischio elevato di ipotensione sintomatica, vanno attentamente monitorati l'inizio della terapia e gli aggiustamenti della dose. Le medesime considerazioni valgono per i pazienti con cardiopatia ischemica o malattia cerebrovascolarenei quali una eccessiva riduzione della pressione sanguigna puo' portare all'insorgenza di infarto miocardico o ictus cerebrovascolare. Stenosi aortica e della valvola mitrale/cardiomiopatia ipertrofica: somministrare con cautela a pazienti con stenosi della valvola mitrale e ostruzione nell'efflusso del ventricolo sinistro, come nei casi di stenosi aortica o cardiomiopatia ipertrofica. Nei casi rilevanti dal punto di vista emodinamico, l'associazione fissa di ramipril ed idroclorotiazide non deve essere somministrata. Aldosteronismo primario: i pazienti con aldosteronismo primario non rispondono al trattamento con antiipertensivi che agiscono inibendo il sistema renina-angiotensina. In alcuni pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o con stenosi arteriosa dell'unico rene, precedentemente sottoposti a terapia con ACE-inibitori, e' stato osservato un incremento dell'urea ematica e della creatinina sierica, solitamente reversibile dopo sospensione della terapia. Pazienti sottoposti a trapianto di rene: non esistono esperienze circa l'assunzione di ramipril da parte di pazienti che abbiano subito un recente trapianto di rene. Ipersensibilita'/Angioedema: in pazienti trattati con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, compreso il ramipril, sono stati raramente riportati casi di angioedema con interessamento del viso, delle estremita', delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe. Molto raramente sono stati riportati casi fatali dovuti ad angioedema associato a edema della lingua o della laringe. I pazienti con angioedema con interessamento della lingua, della glottide o della laringe, soprattutto quelli con precedenti interventi chirurgici alle vie aeree, e' piu' probabile che manifestino ostruzione delle vie aeree. Reazioni anafilattoidi in pazienti sottoposti a emodialisi: sono state riferite reazioni anafilattoidinei pazienti sottoposti a dialisi con membrane ad elevato flusso e trattati contemporaneamente con un ACE inibitore. Reazioni anafilattoididurante aferesi di lipoproteine a bassa densita' (LDL): raramente pazienti in trattamento con ACE-inibitori, durante aferesi delle lipoproteine a bassa densita' (LDL) mediante destrano solfato, hanno manifestato reazioni anafilattodi potenzialmente letali. Desensibilizzazione: pazienti in trattamento con ACE-inibitori in corso di terapia desensibilizzante hanno riportato reazioni anafilattoidi. Insufficienza epatica: molto raramente, l'uso di ACE-inibitori e' stato associato ad una sindrome che inizia con ittero colestatico o epatite e prosegue con necrosi epatica fulminante ed, alcune volte, porta alla morte. Neutropenia/agranulocitosi: sono state riportate da pazienti in trattamento con ACE-inibitori. Tosse: durante il trattamento con ACE-inibitori e' statariportata tosse. Chirurgia/Anestesia: in pazienti sottoposti ad intervento di chirurgia maggiore o che siano sotto anestesia con agenti cheprovocano ipotensione, il ramipril puo' inibire la formazione di angiotensina II secondaria al rilascio compensatorio di renina. Iperkaliemia: elevazione del potassio sierico e' stata osservata in alcuni pazienti trattati con ACE-inibitori, incluso il ramipril. Pazienti diabetici: durante il primo mese di trattamento con un ACE-inibitore, ai pazienti diabetici in trattamento con agenti antidiabetici orali o insulina, deve essere attentamente monitorato il livello di glicemia. Litio: generalmente l'associazione di litio e ramipril non e' raccomandata. Supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostitutidel sale contenenti potassio: sebbene nel corso delle sperimentazionicliniche con ACE-inibitori i livelli di potassio sierico erano solitamente entro i limiti normali, in alcuni pazienti si e' verificata l'iperkaliemia. L'uso contemporaneo di supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio, soprattutto da parte di pazienti con funzionalita' renale compromessa, puo' determinare un significativo incremento dei livelli di potassio sierico. Se il ramipril viene assunto in associazione ad un diuretico che causa perdita di potassio, puo' migliorare l'ipokaliemia indotta daldiuretico. Idroclorotiazide. Alterazione della funzionalita' renale: nei pazienti con nefropatia, i diuretici tiazidici possono precipitarel'azotemia. Compromissione della funzionalita' epatica: le tiazidi devono essere somministrate con cautela nei pazienti con funzionalita' epatica compromessa o con malattia epatica progressiva, in quanto minime alterazioni del bilancio idro-elettrolitico possono indurre un coma epatico. Effetti metabolici ed endocrini: la terapia a base di diuretici tiazidici puo' ridurre la tolleranza al glucosio. Gotta: la terapiaa base di tiazidi, in alcuni pazienti, puo' provocare iperuricemia e/o gotta. Squilibrio elettrolitico: le tiazidi, possono causare alterazioni dei fluidi o del bilancio elettrolitico. Segnali di allarme di squilibrio idrico o elettrolitico sono secchezza delle fauci, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, mialgia o crampi muscolari, affaticamento muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastrointestinali, come nausea o vomito. Sebbene a seguito di assunzione di diuretici tiazidici possa svilupparsi ipokaliemia, la terapiaconcomitante con ramipril puo' ridurre il rischio di ipokaliemia indotta dal diuretico. I diuretici tiazidici possono ridurre l'escrezione urinaria di calcio e provocare un'intermittente e leggera elevazione del calcio sierico in assenza di disturbi noti del metabolismo del calcio. Una marcata ipercalcemia puo' essere sintomo di iperparatiroidismoocculto. Prima di effettuare degli esami sulla funzionalita' paratiroidea, si deve interrompere l'assunzione di diuretici tiazidici. Tali farmaci hanno mostrato di incrementare l'escrezione urinaria di magnesio, il che puo' provocare ipomagnesiemia. Neutropenia/Agranulocitosi: l'associazione a dosaggio fisso di ramipril e idroclorotiazide deve essere interrotta in presenza di neutropenia manifesta o sospetta. Test anti-doping: l'idroclorotiazide presente in tale farmaco puo' produrre risultati positivi al test anti-doping.INTERAZIONISono state riportate le seguenti interazioni tra Ramipril/Idroclorotiazide compresse, altri ACE-inibitori o prodotti contenenti idroclorotiazide. RAMIPRIL. Diuretici. In caso di aggiunta di un diuretico alla terapia con ramipril, solitamente si verifica un effetto antiipertensivo aggiuntivo. I pazienti gia' in terapia con diuretici e soprattutto ipazienti per i quali sia stata istituita recentemente una terapia a base di diuretici, in caso di aggiunta di ramipril, possono manifestareoccasionalmente un eccessivo abbassamento della pressione sanguigna. Il possibile verificarsi di ipotensione sintomatica, in caso di assunzione di ramipril, puo' essere minimizzato interrompendo il diuretico prima di iniziare il trattamento con ramipril. FANS, incluso l'acido acetilsalicilico >= 3g/di': La somministrazione cronica di FANS puo' determinare una riduzione dell'efficacia antiipertensiva degli ACE-inibitori. I FANS e gli ACE-inibitori esercitano un effetto additivo sull'aumento del potassio sierico, e possono provocare un peggioramento dellafunzionalita' renale. Si tratta di effetti generalmente reversibili. Raramente, possono verificarsi insufficienza renale acuta, soprattuttoin pazienti con funzionalita' renale compromessa quali gli anziani o i pazienti disidratati. Altri farmaci antiipertensivi: l'assunzione contemporanea di questi farmaci puo' aumentare l'effetto ipotensivo del ramipril. L'uso concomitante di nitroglicerina e di altri nitrati, o di altri vasodilatatori, puo' determinare un ulteriore abbassamento della pressione sanguigna. Antidepressivi triciclici/Antipsicotici/Anestetici: l'assunzione contemporanea di ACE-inibitori e di taluni anestetici, antidepressivi triciclici e antipsicotici, puo' determinare un ulteriore abbassamento della pressione sanguigna. Farmaci adrenergici: i farmaci adrenergici possono ridurre l'effetto ipotensivo degli ACE-inibitori; pertanto, i pazienti vanno attentamente monitorati. Antidiabetici: gli studi epidemiologici condotti hanno dimostrato che la contemporanea assunzione di ACE-inibitori e farmaci antidiabetici puo' potenziare l'efficacia nel ridurre il glucosio presente nel sangue, con conseguente rischio di ipoglicemia. Questo fenomeno e' piu' probabile che si verifichi nel corso delle prime settimane di terapia combinata e incaso di pazienti con insufficienza renale. Nitrati, acido acetilsalicilico, trombolitici e/o beta bloccanti: il ramipril puo' essere assunto in associazione all'acido acetilsalicilico, a trombolitici, a beta bloccanti e/o a nitrati. Allopurinolo: la somministrazione contemporanea di ACE-inibitori ed allopurinolo aumenta il rischio di insufficienzarenale e puo' portare ad un aumento del rischio di leucopenia. Ciclosporina: l'assunzione contemporanea di ACE-inibitori e ciclosporina aumenta il rischio di insufficienza renale ed iperkaliemia. Lovastatina: la somministrazione concomitante di ACE-inibitori e lovastatina aumenta il rischio di iperkaliemia. Procainamide/farmaci citostatici o immunosoppressori: l'assunzione contemporanea di ACE-inibitori puo' portaread un aumento del rischio di leucopenia. Emodialisi: l'associazione di ramipril/idroclorotiazide e' controindicata nei pazienti in dialisi,a causa dell'elevata incidenza di reazioni anafilattoidi riportate dapazienti sottoposti a dialisi con membrane ad elevato flusso, e trattati in concomitanza con ACE-inibitori. Pertanto, tale associazione deve essere evitata. IDROCLOROTIAZIDE. Amfotericina B, carbenoxolone, corticosteroidi, corticotropina (ACTH) o lassativi stimolanti: l'idroclorotiazide puo' causare squilibrio elettrolitico, soprattutto ipokaliemia. Sali di calcio: quando somministrati in associazione a diuretici tiazidici, puo' verificarsi incremento dei livelli di calcio sierico, dovuto alla diminuita escrezione. Glucosidi cardioattivi: aumentato rischio di intossicazione da digitale, associata ad ipokaliemia indotta dalla tiazide. Resina colestiraminica e colestipolo: tali farmaci possono ridurre o rallentare l'assorbimento di idroclorotiazide. Pertanto, idiuretici sulfonamidici vanno somministrati almeno un'ora prima o da quattro a sei ore dopo l'assunzione di resine. Miorilassanti non depolarizzanti: l'idroclorotiazide puo' potenziare gli effetti di tali farmaci. Farmaci associati a torsioni di punta-tachicardia: a causa del rischio di ipokaliemia, deve essere prestata cautela quando l'idroclorotiazide e' somministrata in concomitanza a farmaci associati a torsionidi punta, quali alcuni antipsicotici ed altri farmaci noti per indurre torsioni di punta. Sotalolo: l'ipokaliemia indotta dal tiazidico puo' incrementare il rischio di aritmie indotte da sotalolo. Ramipril/idroclorotiazide: supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio: sebbene nel corso delle sperimentazioni cliniche con ACE-inibitori i livelli di potassio sierico sono solitamente rimasti entro i limiti normali, in alcuni pazienti si e' verificata l'iperkaliemia. I fattori di rischio per lo sviluppo di iperkaliemia, includono l'insufficienza renale, il diabete mellito ed l'uso contemporaneo di diuretici risparmiatori di potassio (quali spironolattone, triamterene o amiloride), i supplementi di potassio od i sostituti del sale contenenti potassio. L'uso contemporaneo di supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostitutidel sale contenenti potassio, soprattutto da parte di pazienti con funzionalita' renale compromessa, puo' determinare un significativo incremento dei livelli di potassio sierico. Se il ramipril viene assunto in associazione ad un diuretico che causa perdita di potassio, puo' migliorare l'ipocaliemia indotta dal diuretico. Litio: in caso di assunzione contemporanea di litio e di ACE-inibitori, sono stati riportati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e tossicita'.L'uso contemporaneo di diuretici tiazidici puo' incrementare il rischio di tossicita' del litio, oltre a potenziarne la gia' aumentata tossicita', derivante dall'assunzione di ACE-inibitori. Per questo motivo,l'assunzione contemporanea di ramipril e litio non e' raccomandata e,nel caso in cui tale associazione sia necessaria, devono essere attentamente monitorati i livelli di litio sierico. Trimetoprim: la somministrazione concomitante di ACE-inibitori e tiazidi con trimetoprim incrementa il rischio di iperkaliemia. Antidiabetici orali (ad esempio sulfaniluree/biguanidi quali la metformina), insulina L'idroclorotiazide puo' ridurre l'effetto dei farmaci antidiabetici o il loro effetto ipoglicemico puo' essere potenziato dal ramipril. Sodio cloruro: riduzione dell'efficacia anti-ipertensiva dell'associazione fissa di ramipril ed idroclorotiazide . Trattamento con alte dosi di salicilati (>3 g/die): l'idroclorotiazide puo' potenziare l'effetto tossico dei salicilati sul SNC.EFFETTI INDESIDERATILa valutazione degli effetti avversi si basa sulle seguenti informazioni sulle frequenze: Molto comune (>= 1/10) Comune (>= 1/100 a < 1/10)Non comune (>= 1/1.000 a < 1/100) Raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) Molto raro ( < 1/10.000), non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). I seguenti effetti indesiderati sonostati osservati in relazione alla terapia con gli ACE-inibitori, ramipril o idroclorotiazide. Ipotensione grave si e' verificata dopo l'inizio della terapia o con l'aumento della dose. Cio' si e' verificato soprattutto in alcuni gruppi di pazienti a rischio. Possono verificarsi sintomi quali: capogiri, debolezza generalizzata, visione offuscata, raramente con alterazione della coscienza (sincope). Durante la terapiacon gli ACE-inibitori, in associazione con ipotensione, sono stati segnalati singoli casi di tachicardia, palpitazioni, aritmie, angina pectoris, infarto del miocardio, ipotensione grave accompagnata da shock,attacchi ischemici transitori, emorragia cerebrale ed ischemia cerebrale. >>Patologie cardiache. Raro: sincope; Molto raro: angina pectoris, infarto del miocardio, aritmie, palpitazioni, tachicardia. >>Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: riduzione dei valori dell'emoglobina e dell'ematocrito, leucopenia, trombocitopenia; Molto raro: agranulocitosi, pancitopenia, eosinofilia, anemia emolitica in pazienti con deficit di G6PDH. >>Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiri,affaticamento, cefalea, debolezza; Non comune: sonnolenza; Raro: irrequietezza, alterazioni olfattive, disturbi dell'equilibrio, parestesia. >>Patologie dell'occhio. Non comune: congiuntivite, blefarite; Raro:miopia transitoria, visione offuscata. >>Patologie dell'orecchio e del labirinto. Raro: tinnito. >>Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, bronchite; Raro: dispnea, sinusite, rinite, faringite, broncospasmo, polmonite interstiziale allergica; Molto raro: edema angioneurotico con ostruzione fatale delle vie aeree, edema polmonare dovuto ad ipersensibilita' all'idroclorotiazide. >>Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, dolore addominale, vomito, indigestione; Non comune: crampi in sede epigastrica, sete, costipazione, diarrea, perdita di appetito; Raro: secchezza delle fauci, alterazioni del gusto, secchezza delle fauci, infiammazione delle membrane mucose di bocca e lingua, sialoadenite, glossite; Molto raro: ileo, pancreatite (emorragica). >>Patologie renali e urinarie. Non comune: proteinuria; Raro: deterioramento della funzionalita' renale, incremento dell'azoto ureico ematico (BUN) e della creatinina sierica, disidratazione; Moltoraro: insufficienza renale (acuta), sindrome nefrosica, nefrite interstiziale, oliguria. >>Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Comune: reazione allergica simile a un'eruzione cutanea. Non comune: fotosensibilita', prurito, orticaria. Raro: vampate, diaforesi, edema angioneurotico. Molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi tossica epidermica, reazioni cutanee psoriasiformi e pemfigoidi, lupus eritematoso, alopecia, peggioramento della psoriasi,onicolisi. >>Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Raro: crampi muscolari, mialgia, artralgia, debolezza muscolare, artrite; Molto raro: paralisi. >>Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: ipokaliemia, iperuricemia con incremento dell'urea ematica e della creatinina, Iperglicemia, Gotta; Non comune: iperkaliemia, iponatriemia, ipomagnesiemia, ipercloremia, ipercalcemia; Raro: disturbi dell'equilibrio idrico ed elettrolitico (soprattutto nei pazienti con malattia renale preesistente), Ipocloremia, Alcalosi metabolica; Molto raro: aumento dei trigliceridi, ipercolesterolemia, aumento dell'amilasi, peggioramento del diabete. >>Patologie vascolari. Comune: ipotensione; Non comune: edema delle caviglie (non angioneurotico); Raro: tromboembolia; Molto raro: attacchi ischemici transitori, emorragia cerebrale, peggioramento della sindrome di Raynaud, vasculite, disturbi alle vene, trombosi, emboli. >>Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto raro: razioni anafilattiche, edema angioneurotico. >>Patologie epatobiliari. Raro: aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina; Molto raro: ittero colestatico, epatite, ittero, colecistite (in caso di colelitiasi pre-esistente), Necrosi epatica. >>Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: riduzione della libido; Raro: impotenza. >>Disturbi psichiatrici. Non comune: apatia, nervosismo; Raro: paure, confusione depressione, disturbi del sonno. E' stata riportata una sintomatologia complessa, comprendente una o piu' delle seguenti manifestazioni: febbre, vasculite, mialgia, artralgia/artrite, positivita' degli anticorpi nucleari (ANA), incremento della velocita' di eritrosedimentazione(ESR) degli eritrociti, eosinofilia e leucocitosi, eruzioni cutanee, fotosensibilita' o altre manifestazioni dermatologiche.GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOL'uso di ACE inibitori non e' raccomandato durante il primo trimestredi gravidanza. L'uso di ACE inibitori e' controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza. Evidenze epidemiologiche riguardanti il rischio di teratogenicita' conseguenti all'esposizione a ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non sono state conclusive; comunque un lieve aumento nel rischio non puo' essere escluso.A meno che la continuazione della terapia con ACE inibitori non sia considerata essenziale, pazienti che hanno programmato una gravidanza devono passare a trattamenti anti-ipertensivi alternativi che hanno un profilo di sicurezza comprovato nell'utilizzo in gravidanza. Quando viene rilevata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto, e se necessario deve essere iniziata una terapia alternativa. E' noto che l'esposizione ad una terapia con ACE inibitori/AIIRAs durante il secondo e il terzo trimestre puo' indurre fetotossicita' (disfunzione renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale (disfunzione renale, ipotensione, ipercaliemia). Nel caso in cui l'esposizione ad ACE inibitori avvenisse dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzione renale e del cranio. I lattanti le cuimadri hanno assunto ACE inibitori devono essere strettamente monitorati per ipotensione. In caso di uso prolungato durante il terzo trimestre di gravidanza, l'idroclorotiazide puo' provocare ischemia della placenta/del feto ed un rischio di ritardo della crescita. Inoltre, in caso di esposizione in prossimita' della data del parto, sono stati riportati rari casi di ipoglicemia e trombocitopenia neonatale. L'idroclorotiazide puo' ridurre il volume plasmatico e la perfusione ematica utero/placentare. Allattamento. Sia il ramipril che l'idroclorotiazide sono entrambi escreti nel latte materno. L'assunzione di tiazidi durantel'allattamento ha portato ad una diminuzione e, talvolta, alla soppressione della produzione di latte. Inoltre, possono verificarsi ipersensibilita' ai derivati sulfonamidici, ipokaliemia e ittero nucleare. Dato che non sono disponibili sufficienti informazioni riguardo l'uso diramipril durante l'allattamento, l'utilizzo durante la gravidanza none' raccomandato, sono preferibili trattamenti alternativi con migliori profili di sicurezza comprovati durante la gravidanza, specialmente se il bambino e' appena nato o e' nato prematuro.

Composizione ed Eccipienti

Ipromellosa, cellulosa microcristallina, amido di mais pregelatinizzato, sodio bicarbonato, sodio stearil fumarato.

Avvertenze

RAMIPRIL. Ipotensione sintomatica: e' stata osservata raramente nei pazienti con ipertensione non complicata. Ipotensione sintomatica e' stata osservata anche nei pazienti con insufficienza cardiaca, associatao meno ad insufficienza renale. Nei pazienti a rischio elevato di ipotensione sintomatica, vanno attentamente monitorati l'inizio della terapia e gli aggiustamenti della dose. Le medesime considerazioni valgono per i pazienti con cardiopatia ischemica o malattia cerebrovascolarenei quali una eccessiva riduzione della pressione sanguigna puo' portare all'insorgenza di infarto miocardico o ictus cerebrovascolare. Stenosi aortica e della valvola mitrale/cardiomiopatia ipertrofica: somministrare con cautela a pazienti con stenosi della valvola mitrale e ostruzione nell'efflusso del ventricolo sinistro, come nei casi di stenosi aortica o cardiomiopatia ipertrofica. Nei casi rilevanti dal punto di vista emodinamico, l'associazione fissa di ramipril ed idroclorotiazide non deve essere somministrata. Aldosteronismo primario: i pazienti con aldosteronismo primario non rispondono al trattamento con antiipertensivi che agiscono inibendo il sistema renina-angiotensina. In alcuni pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o con stenosi arteriosa dell'unico rene, precedentemente sottoposti a terapia con ACE-inibitori, e' stato osservato un incremento dell'urea ematica e della creatinina sierica, solitamente reversibile dopo sospensione della terapia. Pazienti sottoposti a trapianto di rene: non esistono esperienze circa l'assunzione di ramipril da parte di pazienti che abbiano subito un recente trapianto di rene. Ipersensibilita'/Angioedema: in pazienti trattati con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina, compreso il ramipril, sono stati raramente riportati casi di angioedema con interessamento del viso, delle estremita', delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe. Molto raramente sono stati riportati casi fatali dovuti ad angioedema associato a edema della lingua o della laringe. I pazienti con angioedema con interessamento della lingua, della glottide o della laringe, soprattutto quelli con precedenti interventi chirurgici alle vie aeree, e' piu' probabile che manifestino ostruzione delle vie aeree. Reazioni anafilattoidi in pazienti sottoposti a emodialisi: sono state riferite reazioni anafilattoidinei pazienti sottoposti a dialisi con membrane ad elevato flusso e trattati contemporaneamente con un ACE inibitore. Reazioni anafilattoididurante aferesi di lipoproteine a bassa densita' (LDL): raramente pazienti in trattamento con ACE-inibitori, durante aferesi delle lipoproteine a bassa densita' (LDL) mediante destrano solfato, hanno manifestato reazioni anafilattodi potenzialmente letali. Desensibilizzazione: pazienti in trattamento con ACE-inibitori in corso di terapia desensibilizzante hanno riportato reazioni anafilattoidi. Insufficienza epatica: molto raramente, l'uso di ACE-inibitori e' stato associato ad una sindrome che inizia con ittero colestatico o epatite e prosegue con necrosi epatica fulminante ed, alcune volte, porta alla morte. Neutropenia/agranulocitosi: sono state riportate da pazienti in trattamento con ACE-inibitori. Tosse: durante il trattamento con ACE-inibitori e' statariportata tosse. Chirurgia/Anestesia: in pazienti sottoposti ad intervento di chirurgia maggiore o che siano sotto anestesia con agenti cheprovocano ipotensione, il ramipril puo' inibire la formazione di angiotensina II secondaria al rilascio compensatorio di renina. Iperkaliemia: elevazione del potassio sierico e' stata osservata in alcuni pazienti trattati con ACE-inibitori, incluso il ramipril. Pazienti diabetici: durante il primo mese di trattamento con un ACE-inibitore, ai pazienti diabetici in trattamento con agenti antidiabetici orali o insulina, deve essere attentamente monitorato il livello di glicemia. Litio: generalmente l'associazione di litio e ramipril non e' raccomandata. Supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostitutidel sale contenenti potassio: sebbene nel corso delle sperimentazionicliniche con ACE-inibitori i livelli di potassio sierico erano solitamente entro i limiti normali, in alcuni pazienti si e' verificata l'iperkaliemia. L'uso contemporaneo di supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio, soprattutto da parte di pazienti con funzionalita' renale compromessa, puo' determinare un significativo incremento dei livelli di potassio sierico. Se il ramipril viene assunto in associazione ad un diuretico che causa perdita di potassio, puo' migliorare l'ipokaliemia indotta daldiuretico. Idroclorotiazide. Alterazione della funzionalita' renale: nei pazienti con nefropatia, i diuretici tiazidici possono precipitarel'azotemia. Compromissione della funzionalita' epatica: le tiazidi devono essere somministrate con cautela nei pazienti con funzionalita' epatica compromessa o con malattia epatica progressiva, in quanto minime alterazioni del bilancio idro-elettrolitico possono indurre un coma epatico. Effetti metabolici ed endocrini: la terapia a base di diuretici tiazidici puo' ridurre la tolleranza al glucosio. Gotta: la terapiaa base di tiazidi, in alcuni pazienti, puo' provocare iperuricemia e/o gotta. Squilibrio elettrolitico: le tiazidi, possono causare alterazioni dei fluidi o del bilancio elettrolitico. Segnali di allarme di squilibrio idrico o elettrolitico sono secchezza delle fauci, sete, debolezza, letargia, sonnolenza, irrequietezza, mialgia o crampi muscolari, affaticamento muscolare, ipotensione, oliguria, tachicardia e disturbi gastrointestinali, come nausea o vomito. Sebbene a seguito di assunzione di diuretici tiazidici possa svilupparsi ipokaliemia, la terapiaconcomitante con ramipril puo' ridurre il rischio di ipokaliemia indotta dal diuretico. I diuretici tiazidici possono ridurre l'escrezione urinaria di calcio e provocare un'intermittente e leggera elevazione del calcio sierico in assenza di disturbi noti del metabolismo del calcio. Una marcata ipercalcemia puo' essere sintomo di iperparatiroidismoocculto. Prima di effettuare degli esami sulla funzionalita' paratiroidea, si deve interrompere l'assunzione di diuretici tiazidici. Tali farmaci hanno mostrato di incrementare l'escrezione urinaria di magnesio, il che puo' provocare ipomagnesiemia. Neutropenia/Agranulocitosi: l'associazione a dosaggio fisso di ramipril e idroclorotiazide deve essere interrotta in presenza di neutropenia manifesta o sospetta. Test anti-doping: l'idroclorotiazide presente in tale farmaco puo' produrre risultati positivi al test anti-doping.

Gravidanza e Allattamento

L'uso di ACE inibitori non e' raccomandato durante il primo trimestredi gravidanza. L'uso di ACE inibitori e' controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza. Evidenze epidemiologiche riguardanti il rischio di teratogenicita' conseguenti all'esposizione a ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non sono state conclusive; comunque un lieve aumento nel rischio non puo' essere escluso.A meno che la continuazione della terapia con ACE inibitori non sia considerata essenziale, pazienti che hanno programmato una gravidanza devono passare a trattamenti anti-ipertensivi alternativi che hanno un profilo di sicurezza comprovato nell'utilizzo in gravidanza. Quando viene rilevata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto, e se necessario deve essere iniziata una terapia alternativa. E' noto che l'esposizione ad una terapia con ACE inibitori/AIIRAs durante il secondo e il terzo trimestre puo' indurre fetotossicita' (disfunzione renale, oligoidramnios, ritardo nell'ossificazione del cranio) e tossicita' neonatale (disfunzione renale, ipotensione, ipercaliemia). Nel caso in cui l'esposizione ad ACE inibitori avvenisse dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzione renale e del cranio. I lattanti le cuimadri hanno assunto ACE inibitori devono essere strettamente monitorati per ipotensione. In caso di uso prolungato durante il terzo trimestre di gravidanza, l'idroclorotiazide puo' provocare ischemia della placenta/del feto ed un rischio di ritardo della crescita. Inoltre, in caso di esposizione in prossimita' della data del parto, sono stati riportati rari casi di ipoglicemia e trombocitopenia neonatale. L'idroclorotiazide puo' ridurre il volume plasmatico e la perfusione ematica utero/placentare. Allattamento. Sia il ramipril che l'idroclorotiazide sono entrambi escreti nel latte materno. L'assunzione di tiazidi durantel'allattamento ha portato ad una diminuzione e, talvolta, alla soppressione della produzione di latte. Inoltre, possono verificarsi ipersensibilita' ai derivati sulfonamidici, ipokaliemia e ittero nucleare. Dato che non sono disponibili sufficienti informazioni riguardo l'uso diramipril durante l'allattamento, l'utilizzo durante la gravidanza none' raccomandato, sono preferibili trattamenti alternativi con migliori profili di sicurezza comprovati durante la gravidanza, specialmente se il bambino e' appena nato o e' nato prematuro.

Interazioni con altri prodotti

Sono state riportate le seguenti interazioni tra Ramipril/Idroclorotiazide compresse, altri ACE-inibitori o prodotti contenenti idroclorotiazide. RAMIPRIL. Diuretici. In caso di aggiunta di un diuretico alla terapia con ramipril, solitamente si verifica un effetto antiipertensivo aggiuntivo. I pazienti gia' in terapia con diuretici e soprattutto ipazienti per i quali sia stata istituita recentemente una terapia a base di diuretici, in caso di aggiunta di ramipril, possono manifestareoccasionalmente un eccessivo abbassamento della pressione sanguigna. Il possibile verificarsi di ipotensione sintomatica, in caso di assunzione di ramipril, puo' essere minimizzato interrompendo il diuretico prima di iniziare il trattamento con ramipril. FANS, incluso l'acido acetilsalicilico >= 3g/di': La somministrazione cronica di FANS puo' determinare una riduzione dell'efficacia antiipertensiva degli ACE-inibitori. I FANS e gli ACE-inibitori esercitano un effetto additivo sull'aumento del potassio sierico, e possono provocare un peggioramento dellafunzionalita' renale. Si tratta di effetti generalmente reversibili. Raramente, possono verificarsi insufficienza renale acuta, soprattuttoin pazienti con funzionalita' renale compromessa quali gli anziani o i pazienti disidratati. Altri farmaci antiipertensivi: l'assunzione contemporanea di questi farmaci puo' aumentare l'effetto ipotensivo del ramipril. L'uso concomitante di nitroglicerina e di altri nitrati, o di altri vasodilatatori, puo' determinare un ulteriore abbassamento della pressione sanguigna. Antidepressivi triciclici/Antipsicotici/Anestetici: l'assunzione contemporanea di ACE-inibitori e di taluni anestetici, antidepressivi triciclici e antipsicotici, puo' determinare un ulteriore abbassamento della pressione sanguigna. Farmaci adrenergici: i farmaci adrenergici possono ridurre l'effetto ipotensivo degli ACE-inibitori; pertanto, i pazienti vanno attentamente monitorati. Antidiabetici: gli studi epidemiologici condotti hanno dimostrato che la contemporanea assunzione di ACE-inibitori e farmaci antidiabetici puo' potenziare l'efficacia nel ridurre il glucosio presente nel sangue, con conseguente rischio di ipoglicemia. Questo fenomeno e' piu' probabile che si verifichi nel corso delle prime settimane di terapia combinata e incaso di pazienti con insufficienza renale. Nitrati, acido acetilsalicilico, trombolitici e/o beta bloccanti: il ramipril puo' essere assunto in associazione all'acido acetilsalicilico, a trombolitici, a beta bloccanti e/o a nitrati. Allopurinolo: la somministrazione contemporanea di ACE-inibitori ed allopurinolo aumenta il rischio di insufficienzarenale e puo' portare ad un aumento del rischio di leucopenia. Ciclosporina: l'assunzione contemporanea di ACE-inibitori e ciclosporina aumenta il rischio di insufficienza renale ed iperkaliemia. Lovastatina: la somministrazione concomitante di ACE-inibitori e lovastatina aumenta il rischio di iperkaliemia. Procainamide/farmaci citostatici o immunosoppressori: l'assunzione contemporanea di ACE-inibitori puo' portaread un aumento del rischio di leucopenia. Emodialisi: l'associazione di ramipril/idroclorotiazide e' controindicata nei pazienti in dialisi,a causa dell'elevata incidenza di reazioni anafilattoidi riportate dapazienti sottoposti a dialisi con membrane ad elevato flusso, e trattati in concomitanza con ACE-inibitori. Pertanto, tale associazione deve essere evitata. IDROCLOROTIAZIDE. Amfotericina B, carbenoxolone, corticosteroidi, corticotropina (ACTH) o lassativi stimolanti: l'idroclorotiazide puo' causare squilibrio elettrolitico, soprattutto ipokaliemia. Sali di calcio: quando somministrati in associazione a diuretici tiazidici, puo' verificarsi incremento dei livelli di calcio sierico, dovuto alla diminuita escrezione. Glucosidi cardioattivi: aumentato rischio di intossicazione da digitale, associata ad ipokaliemia indotta dalla tiazide. Resina colestiraminica e colestipolo: tali farmaci possono ridurre o rallentare l'assorbimento di idroclorotiazide. Pertanto, idiuretici sulfonamidici vanno somministrati almeno un'ora prima o da quattro a sei ore dopo l'assunzione di resine. Miorilassanti non depolarizzanti: l'idroclorotiazide puo' potenziare gli effetti di tali farmaci. Farmaci associati a torsioni di punta-tachicardia: a causa del rischio di ipokaliemia, deve essere prestata cautela quando l'idroclorotiazide e' somministrata in concomitanza a farmaci associati a torsionidi punta, quali alcuni antipsicotici ed altri farmaci noti per indurre torsioni di punta. Sotalolo: l'ipokaliemia indotta dal tiazidico puo' incrementare il rischio di aritmie indotte da sotalolo. Ramipril/idroclorotiazide: supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio: sebbene nel corso delle sperimentazioni cliniche con ACE-inibitori i livelli di potassio sierico sono solitamente rimasti entro i limiti normali, in alcuni pazienti si e' verificata l'iperkaliemia. I fattori di rischio per lo sviluppo di iperkaliemia, includono l'insufficienza renale, il diabete mellito ed l'uso contemporaneo di diuretici risparmiatori di potassio (quali spironolattone, triamterene o amiloride), i supplementi di potassio od i sostituti del sale contenenti potassio. L'uso contemporaneo di supplementi di potassio, diuretici risparmiatori di potassio o sostitutidel sale contenenti potassio, soprattutto da parte di pazienti con funzionalita' renale compromessa, puo' determinare un significativo incremento dei livelli di potassio sierico. Se il ramipril viene assunto in associazione ad un diuretico che causa perdita di potassio, puo' migliorare l'ipocaliemia indotta dal diuretico. Litio: in caso di assunzione contemporanea di litio e di ACE-inibitori, sono stati riportati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e tossicita'.L'uso contemporaneo di diuretici tiazidici puo' incrementare il rischio di tossicita' del litio, oltre a potenziarne la gia' aumentata tossicita', derivante dall'assunzione di ACE-inibitori. Per questo motivo,l'assunzione contemporanea di ramipril e litio non e' raccomandata e,nel caso in cui tale associazione sia necessaria, devono essere attentamente monitorati i livelli di litio sierico. Trimetoprim: la somministrazione concomitante di ACE-inibitori e tiazidi con trimetoprim incrementa il rischio di iperkaliemia. Antidiabetici orali (ad esempio sulfaniluree/biguanidi quali la metformina), insulina L'idroclorotiazide puo' ridurre l'effetto dei farmaci antidiabetici o il loro effetto ipoglicemico puo' essere potenziato dal ramipril. Sodio cloruro: riduzione dell'efficacia anti-ipertensiva dell'associazione fissa di ramipril ed idroclorotiazide . Trattamento con alte dosi di salicilati (>3 g/die): l'idroclorotiazide puo' potenziare l'effetto tossico dei salicilati sul SNC.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.