ramipril germed 28 compresse 10mg ramipril s.f. group srl

Che cosa è ramipril git 28cpr 10mg?

Ramipril germed compresse prodotto da s.f. group srl
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici che appartiene alla fascia A che comprende tutti i farmaci essenziali e per malattie croniche, che sono gratuiti per il cittadino, su questi farmaci le Regioni sono comunque libere di applicare eventualmente un ticket .
Ramipril germed risulta in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di ace-inibitore, semplice.
Contiene i principi attivi: ramipril
Codice AIC: 037785589 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Ipertensione essenziale lieve o moderata.

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Posologia

Adulti: la dose iniziale raccomandata per pazienti che non siano in trattamento con diuretici e che non soffrano di insufficienza cardiaca congestizia e' da 1,25 mg a 2,5 mg di ramipril una volta al giorno. Senecessario, la dose puo' essere aumentata gradualmente, ad intervallidi 2 o 3 settimane. Una dose di 1,25 mg portera' ad una risposta terapeutica soltanto in pochi pazienti. La normale dose di mantenimento e'da 2,5 mg a 5 mg al giorno. La dose massima giornaliera e' di 10 mg. Se la risposta del paziente non dovesse essere soddisfacente con una dose giornaliera da 5 mg a 10 mg, si raccomanda un'adeguata associazione con altri anti-ipertensivi, come un diuretico risparmiatore di potassio o un calcio-antagonista. E' stata osservata ipotensione sistematica a seguito del trattamento con ACE-inibitori in pazienti ipertesi e contemporaneamente sofferenti di insufficienza cardiaca congestizia, con o senza concomitante insufficienza renale. In questo gruppo di pazienti il trattamento dovrebbe essere iniziato con una dose di 1,25 mg durante il ricovero ospedaliero e sotto frequente controllo medico. Nei pazienti con funzionalita' renale moderatamente ridotta (clearance della creatinina inferiore a 60 ml/min), il dosaggio e' di 1,25 mg di ramipril la mattina. Di regola la dose di mantenimento e' di 2,5 mg di ramipril al giorno. Il dosaggio giornaliero massimo di 5 mg di ramipril non dovrebbe essere superato. Regolazione del dosaggio nella ridotta funzionalita' epatica. Per ridurre il rischio di ipotensione sintomatica in pazienti in terapia con alti dosaggi di diuretici, il dosaggio del diuretico deve essere ridotto prima del trattamento con il ramipril,in alterativa dovrebbe essere presa in considerazione l'interruzione della somministrazione del diuretico per almeno 2 o 3 giorni. Nei pazienti in terapia diuretica il normale dosaggio iniziale e' di 1,25 mg. Si raccomanda di considerare un dosaggio iniziale ridotto di 1,25 mg nei pazienti il cui equilibrio idrosalino non sia adeguatamente ricostituito, in caso di grave ipertensione cosi' come nei pazienti in cui una reazione ipotensiva possa costituire un rischio specifico. Nei pazienti anziani si raccomanda di prestare attenzione all'uso concomitante di diuretici per insufficienza cardiaca congestizia o ridotta funzionalita' renale o epatica. Il dosaggio dovrebbe essere regolato in conformita' alla necessita' di controllo della pressione arteriosa. Non e' raccomandato per la somministrazione nei bambini per mancanza di dati sulla sicurezza e l'efficacia. Le compresse vanno deglutite con sufficiente quantita' di liquido. L'assunzione di cibo non influisce in maniera significativa sull'assorbimento del ramipril. Le compresse possono essere assunte indifferentemente dopo o tra i pasti.

Effetti indesiderati

Frequenze: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100 =1/1.000 =1/10.000 GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOIl farmaco non dovrebbe essere somministrato alle donne incinte. Non e' noto se l'esposizione limitata soltanto al primo trimestre possa danneggiare il feto pertanto non e' raccomandato. Quando la gravidanza e' pianificata o confermata, occorre passare ad una terapia sostitutivail prima possibile. In caso di utilizzo durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza, gli ACE-inibitori possono danneggiare il feto oprovocarne la morte. Quando la gravidanza e' confermata, la terapia con ramipril deve essere interrotta perche' l'esposizione della madre agli ACE-inibitori nel periodo medio o terminale della gravidanza e' stata associata a oligoidramnios ed ipotensione neonatale con anuria o insufficienza renale. In caso di esposizione durante il secondo e terzotrimestre di gravidanza, si raccomanda di effettuare un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. I neonati le cui madri hanno assunto ACE-inibitori durante gravidanza devono essere osservati attentamente per ipotensione, oliguria e iperkaliemia. Il ramipril passa attraverso la placenta ed e' stato rimosso dal circolo neonatalemediante dialisi peritoneale con qualche beneficio clinico e, in teoria, puo' essere rimosso con la trasfusione di scambio. Non e' noto se il ramipril sia escreto nel latte materno. Il ramipril e' escreto nel latte dei topi da laboratorio. L'assunzione del ramipril e' sconsigliata nelle donne che allattano al seno.

Indicazioni

Ipertensione essenziale lieve o moderata.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' verso il ramipril o verso altri ACE-inibitori o verso uno qualunque degli eccipienti. Pazienti con precedenti di angioedema. Pazienti con angioedema ereditario o idiopatico. Pazienti al secondo o terzo mese di gravidanza. Pazienti con stenosi arteriosa renale emodinamicamente rilevante (bilaterale o unilaterale nei pazienti con unsolo rene funzionante). Pazienti ipotesi o emodinamicamente instabili. Pazienti con stenosi rilevante della valvola aortica o mitralica emodinamicamente rilevante o con ostruzione circolatoria.

Avvertenze

L'ipotensione sintomatica si osserva raramente nei pazienti ipertesi senza complicazioni e in pazienti con insufficienza cardiaca, con o senza insufficienza renale associata. E' osservato raramente agranulocitosi e depressione del midollo osseo, nonche' riduzione degli eritrociti, dell'emoglobina e del numero dei trombociti. Ipotensione nell'infarto del miocardio acuto:la terapia non deve essere iniziata. La dose deve essere ridotta se la pressione arteriosa sistolica e' 265 micromol/l oraddoppiamento del valore prima della terapia) allora il medico dovrebbe valutarne la sospensione. I pazienti affetti da iperaldosteronismoprimario solitamente non rispondono agli antiipertensivi che agisconoattraverso linibizione del sistema renina-angiotensina. Non ci sono dati sulla somministrazione del ramipril ai pazienti sottoposti di recente a trapianto renale. Il trattamento non e' raccomandato. Durante l'emodialisi o l'emofiltrazione e' stata segnalata una reazione anafilattica di ipersensibilita', con pericolo per la vita del paziente, che avolte puo' dar luogo a shock anafilattico: reazioni analoghe sono state osservate nell'aferesi delle lipoproteine a bassa densita' (LDL) e la terapia di desensibilizzazione. La comparsa di angioedema durante la terapia necessita l'immediata sospensione del farmaco. E' stato segnalato angioedema che coinvolge testa, estremita', labbra, lingua, glottide e/o laringe. Il trattamento acuto dell'angioedema con pericolo divita per il paziente comprende la somministrazione immediata di adrenalina. Molto raramente sono stati segnalati esiti mortali dovuti a angioedema associato ad edema laringeo o edema linguale. Angioedema intestinale: e' stato segnalato nei pazienti durante la terapia. Questi pazienti presentano dolore addominale; in alcuni casi si e' manifestato anche angioedema del viso. I sintomi sono scomparsi dopo la sospensionedella terapia. Occorre particolare cautela nel trattamento dei pazienti con iperstimolazione del sistema renina-angiotensina in quanto sonoa rischio di un calo pronunciato e acuto della pressione arteriosa e di un peggioramento della funzionalita' renale dovuto alla inibizione dell'ACE, specialmente quando un ACE-inibitore o un diuretico concomitante sono somministrati per la prima volta o se ne viene aumentato perla prima volta il loro dosaggio. Si puo' prevedere un'attivazione significativa del sistema renina angiotensina: nei pazienti con ipertensione grave o in particolare con ipertensione maligna; nei pazienti con insufficienza cardiaca, particolarmente se grave o se trattati con altre sostanze con potenziale azione antiipertensiva; nei pazienti pretrattati con diuretici; nei pazienti con deplezione idro-salina, o in quelli in cui quest'ultima possa verificarsi. Malattie epatiche: nei pazienti con una ridotta funzionalita' del fegato, la risposta al trattamento con il ramipril puo' essere sia aumentata che ridotta. Insufficienza epatica:il meccanismo di questa sindrome non e' conosciuto. I pazienti in terapia che sviluppano l'itterizia o un incremento elevato degli enzimi epatici devono sospendere la terapia e devono ricevere adeguato controllo medico. I pazienti con ridotta funzionalita' epatica potrebbero avere problemi nel formare il metabolita attivo ramiprilato. Non ci sono ancora sufficienti esperienze per dare delle raccomandazionidefinitive sul dosaggio. Il ramipril potrebbe essere meno efficace nel ridurre la pressione arteriosa nei pazienti di razza nera forse a causa di una maggior prevalenza di condizioni di casi con ridotti livelli di renina nella popolazione ipertesa nera. E' stata segnalata la comparsa di tosse durante la terapia. Nei pazienti sottoposti ad intervento di chirurgia maggiore o durante l'anestesia con sostanze che provocano l'ipotensione, il ramipril puo' bloccare la formazione dell'angiotensina II conseguente al rilascio compensativo della renina. Iperkaliemia: sono stati osservati incrementi del potassio sierico in alcuni pazienti trattati. Nei pazienti diabetici e' raccomandato il monitoraggio periodico. L'associazione con il litio non deve essere fatta. Un numero limitato di pazienti anziani potrebbe rispondere piu' intensamentealla terapia con ACE-inibitori. Si consiglia di non usare il ramiprilnei bambini poiche' non e' stato studiato adeguatamente in questo gruppo di pazienti. Il medicinale contiene lattosio monoidrato.

Gravidanza e Allattamento

Il farmaco non dovrebbe essere somministrato alle donne incinte. Non e' noto se l'esposizione limitata soltanto al primo trimestre possa danneggiare il feto pertanto non e' raccomandato. Quando la gravidanza e' pianificata o confermata, occorre passare ad una terapia sostitutivail prima possibile. In caso di utilizzo durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza, gli ACE-inibitori possono danneggiare il feto oprovocarne la morte. Quando la gravidanza e' confermata, la terapia con ramipril deve essere interrotta perche' l'esposizione della madre agli ACE-inibitori nel periodo medio o terminale della gravidanza e' stata associata a oligoidramnios ed ipotensione neonatale con anuria o insufficienza renale. In caso di esposizione durante il secondo e terzotrimestre di gravidanza, si raccomanda di effettuare un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. I neonati le cui madri hanno assunto ACE-inibitori durante gravidanza devono essere osservati attentamente per ipotensione, oliguria e iperkaliemia. Il ramipril passa attraverso la placenta ed e' stato rimosso dal circolo neonatalemediante dialisi peritoneale con qualche beneficio clinico e, in teoria, puo' essere rimosso con la trasfusione di scambio. Non e' noto se il ramipril sia escreto nel latte materno. Il ramipril e' escreto nel latte dei topi da laboratorio. L'assunzione del ramipril e' sconsigliata nelle donne che allattano al seno.

Interazioni con altri prodotti

Quando il ramipril e' somministrato contemporaneamente ad altri farmaci o sostanze, devono essere prese in considerazione le seguenti interazioni. Si puo' prevedere un effetto additivo sull'aumento del potassio. Il trattamento concomitante con diuretici risparmiatori di potassioo sali di potassio richiede un attento monitoraggio del potassio sierico. Si raccomanda di prendere alcune precauzioni e regolare il dosaggio in caso di assunzione concomitante dei seguenti prodotti: Antiipertensivi (ad esempio diuretici) e altre sostanze con potenziale azione antiipertensiva (ad esempio: nitrati, antidepressivi triciclici, anestetici) possono causare un'ulteriore diminuzione della pressione arteriosa. Si raccomanda un regolare monitoraggio durante il trattamento concomitante con diuretici. Si puo' ridurre l'effetto ipotensivo con la sospensione della terapia diuretica, con l'aumento del volume o con l'assunzione di sale, o incominciando il trattamento con basse dosi di ramipril. L'assunzione contemporanea di nitroglicerina e di altri nitratio altri vasodilatatori puo' incrementare gli effetti ipotensivi degliACE-inibitori. Allopurinolo, immunosoppressori, corticosteroidi, procainamide, citostatici ed altre sostanze che possono alterare il quadroematico. Maggiore probabilita' di reazioni ematiche. Durante la somministrazione contemporanea di litio e ACE-inibitori sono stati osservati aumenti reversibili delle concentrazioni di litio sierico e della sua tossicita'. La somministrazione contemporanea di diuretici tiazidicipuo' aumentare il rischio di tossicita' da litio e incrementare il rischio gia' presente di tossicita' da litio dovuto agli ACE-inibitori. Si raccomanda di non somministrare contemporaneamente il litio e il ramipril, ma se l'associazione e' necessaria, occorre monitorare attentamente i livelli sierici del litio. La somministrazione cronica dei FANS puo' ridurre l'effetto antiipertensivo degli ACE-inibitori. I FANS egli ACE-inibitori hanno un effetto additivo sull'aumento del potassiosierico, e possono provocare un deterioramento della funzionalita' renale. Solitamente questi effetti sono reversibili. L'insufficienza renale acuta puo' manifestarsi raramente, specialmente nei pazienti con ridotta funzionalita' renale, come gli anziani o i pazienti disidratati. Il legame alle proteine e' approssimativamente del 73% per il ramipril e del 56% per il ramiprilato. Gli ACE-inibitori possono ridurre la resistenza all'insulina. In casi isolati una tale riduzione puo' provocare reazioni ipoglicemiche nei pazienti trattati contemporaneamente con antidiabetici. Si raccomanda pertanto di misurare frequentemente illivello di glucosio nel sangue nella fase iniziale del trattamento concomitante. La somministrazione contemporanea di ACE-inibitori e trimetoprim aumenta il rischio di iperkaliemia. Il ramipril puo' amplificare l'effetto dell'alcool. Un aumento nell'assunzione del sale puo' attenuare l'effetto ipotensivo del ramipril. Terapia di desensibilizzazione: la probabilita' e la gravita' delle reazioni anafilattiche ed anafilattoidi al veleno di insetti aumenta in presenza di ACE-inibizione.

Equivalenti in base alle liste di trasparenza

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Forme Farmacologiche


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