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Che cosa è quinapril sandoz 10cpr riv10mg?

Quinapril sandoz compresse rivestite prodotto da sandoz spa
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici .
Quinapril sandoz risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di ace inibitori.
Contiene i principi attivi: quinapril cloridrato
Composizione Qualitativa e Quantitativa: quinapril.
Codice AIC: 037404086 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Ipertensione Essenziale: trattamento di tutti i gradi di ipertensioneessenziale. Il medicinale e' efficace sia come monoterapia sia in associazione con diuretici in pazienti affetti da ipertensione. Insufficienza cardiaca congestizia: trattamento dell'insufficienza cardiaca congestizia in associazione con diuretici e/o glicosidi cardiaci. Il trattamento dell'insufficienza cardiaca congestizia con il farmaco deve sempre essere iniziato sotto stretto controllo medico.

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Posologia

Per uso orale. Quinapril e' disponibile in vari dosaggi, adatti ai diversi schemi terapeutici >>Adulti. Ipertensione Essenziale Monoterapia: 10 mg una volta al giorno. A seconda della risposta clinica, il dosaggio del paziente puo' essere titolato (raddoppiando la dose in un periodo di 3-4 settimane per consentire l'aggiustamento del dosaggio) fino ad un dosaggio di mantenimento compreso tra i 20 ed i 40 mg/die somministrati in dose singola o suddivisi in 2 dosi. Nella maggior parte dei pazienti, il controllo a lungo termine e' mantenuto con una dose singola giornaliera. Di solito, la dose massima di mantenimento e' di 40mg/die, comunque pazienti sono stati trattati con dosaggi fino a 80 mg/die. Trattamento contemporaneo con diuretici: all'inizio della terapia con quinapril, puo' manifestarsi ipotensione sintomatica. Tale evento e' piu' probabile in pazienti in trattamento con diuretici. Si raccomanda, pertanto, prudenza, per la possibilita' che in tali pazienti si manifesti una riduzione di volume e/o di sali. Se possibile, il diuretico deve essere sospeso 2-3 giorni prima dell'inizio della terapia con quinapril. Al fine di valutare la possibilita' che si verifichi un'ipotensione eccessiva, in pazienti in trattamento con diuretici la dose iniziale di quinapril raccomandata e' di 2,5 mg. Successivamente il dosaggio deve essere titolato (in un lasso di tempo tale da consentirela regolazione del dosaggio) fino ad ottenere una risposta ottimale. Insufficienza cardiaca congestizia: al fine di controllare attentamente i pazienti per l'insorgenza di ipotensione sintomatica, si raccomanda una dose singola iniziale di 2.5 mg. Successivamente, il dosaggio deve essere titolato (in un periodo di 2-3 settimane necessarie per la regolazione del dosaggio) ad una dose efficace (fino a 40 mg/die) somministrata in 1 o 2 dosi, in associazione al diuretico e/o alla terapia con glicosidi cardiaci. La dose di mantenimento efficace e' solitamente di 10-20 mg/die somministrati in 1 o 2 dosi assieme alla terapia concomitante. La dose massima di 40 mg/die non deve essere superata. I pazienti considerati a maggior rischio devono iniziare il trattamento inambito di ricovero ospedaliero. Anziani: bisogna anche tener presenteche la funzione renale tende a ridursi con l'eta'. Per l'ipertensioneessenziale, una dose iniziale di 2,5 mg e' raccomandata, successivamente titolata fino a risposta ottimale. Compromissione renale: in pazienti con compromessa funzionalita' renale, la dose iniziale di quinapril deve essere ridotta, poiche' la concentrazione plasmatica di quinaprilato aumenta con il ridursi della clearance della creatinina. >>Sono raccomandate le seguenti dosi iniziali. Clcr >60 ml/min: 10 mg; clcr 30-60 ml/min: 5 mg; clcr 10-30 ml/min: 2,5 mg; clcr CONSERVAZIONENon conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Conservare nella confezione originale.AVVERTENZEIpotensione sintomatica: e' osservata raramente in pazienti con ipertensione non complicata. E' piu' probabile che l'ipotensione si manifesti in presenza di riduzione del volume determinata. E' stata osservataipotensione sintomatica in pazienti con insufficienza cardiaca, associata o non associata ad insufficienza renale. L'inizio della terapia ela regolazione della dose devono essere controllati con attenzione. Considerazioni simili valgono per pazienti con ischemia cardiaca o affezioni cerebrovascolari, in cui un calo pressorio eccessivo puo' determinare infarto del miocardio o accidenti cerebrovascolari. In caso di ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, sottoposto ad infusione endovena di soluzione fisiologica. Una risposta ipotensiva transitoria non costituisce controindicazione ad ulteriori dosi, che potranno essere somministrate senza difficolta' quando, dopo l'aumento di volume, la pressione del sangue si sara' alzata. Compromissione della funzionalita' renale inclusa stenosi dell'arteria renale: il dosaggio iniziale di quinapril deve essere regolato in base alla clearance della creatinina del paziente e quindi in funzione della risposta del paziente al trattamento. Per tali pazienti, il regolare controllo di potassio e creatinina rientra nella pratica medica normale. In alcuni pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o in pazienti monorene con stenosi dell'arteria, trattati con ACE-inibitori, e' stato osservato un innalzamento dei livelli di azotemia ecreatininemia, solitamente reversibile con l'interruzione della terapia. Tale evento si manifesta con piu' frequenza in pazienti con insufficienza renale. In presenza anche di ipertensione renovascolare, il rischio di ipotensione grave ed insufficienza renale e' maggiore. In tali pazienti, il trattamento deve essere avviato sotto stretto controllomedico con basse dosi ed attenta titolazione della dose. Poiche' il trattamento con diuretici puo' contribuire a quanto sopra menzionato, essi devono essere interrotti e la funzione renale controllata nel corso delle prime settimane di terapia con quinapril. Alcuni pazienti ipertesi con affezioni renali pre-esistenti non evidenti hanno sviluppato un innalzamento dei livelli di azotemia e creatininemia, di norma lieve e transitorio, soprattutto quando il quinapril e' stato somministrato in concomitanza con un diuretico. Tale evento e' piu' probabile che si verifichi in pazienti con compromissione renale pre-esistente e puo' determinare la necessita' di ridurre il dosaggio od interrompere il diuretico e/o il quinapril. Per quanto riguarda pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina INTERAZIONITetraciclina ed altri medicinali che interagiscono con i sali di magnesio: a causa della presenza di sali di magnesio nella formulazione, quinapril in volontari sani ha determinato una riduzione del 28-37% dell'assorbimento della tetraciclina qualora somministrata contemporaneamente. Si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante di tetraciclina. Terapia diuretica concomitante: pazienti trattati con diuretici possono occasionalmente presentare un'eccessiva riduzione della pressione sanguigna dopo l'inizio della terapia con quinapril. Questo effetto ipotensivo puo' essere efficacemente minimizzato o interrompendo il diuretico, o aumentando l'assunzione di sale prima della dose iniziale di quinapril. Se l'interruzione del diuretico non e' possibile, il paziente deve essere mantenuto sotto supervisione medica fino a dueore dopo la somministrazione della dose iniziale. Agenti che aumentano il potassio sierico: quinapril e' un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina in grado di ridurre i livelli di aldosterone, il che puo' determinare un lieve aumento del potassio sierico. Trattamenti concomitanti con diuretici risparmiatori di potassio, integratoridi potassio o sali di potassio devono essere usati con cautela e predisponendo un adeguato controllo del potassio sierico, particolarmente in pazienti con funzionalita' renale compromessa, poiche' spesso, riducendo la produzione di aldosterone, quinapril determina un aumento delpotassio sierico. Chirurgia/anestesia: benche' non siano disponibili dati che indichino un'interazione tra quinapril ed agenti anestetici che inducono ipotensione, si deve avere cautela quando i pazienti sono sottoposti ad interventi di alta chirurgia o ad anestesia poiche' e' stato dimostrato che gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina sono in grado di bloccare la formazione di angiotensina II conseguente al rilascio compensatorio di renina. Cio' puo' portare ad ipotensione che puo' essere corretta con espansione della volemia. Litio: aumenti dei livelli sierici del litio e sintomi di tossicita' da litio sono stati riportati in pazienti in trattamento concomitante con litio ed ACE-inibitori, a causa dell'effetto iponatremico di questi agenti. Questi medicinali devono essere co-somministrati con cautela e si raccomanda un frequente controllo dei livelli sierici del litio. Se viene usato anche un diuretico, questo puo' aumentare il rischio di tossicita' da litio. Medicinali anti-infiammatori non steroidei compreso acido acetilsalicilico >= 3 g/die: in alcuni pazienti, la somministrazione di un agente anti-infiammatorio non steroideo puo' ridurre l'effetto anti-ipertensivo degli ACE-inibitori. E' stato descritto inoltre, che i FANS e gli ACE-inibitori esercitano un effetto additivo sull'aumento del potassio sierico, mentre la funzionalita' renale puo' diminuire. Questi effetti sono in teoria reversibili e compaiono specialmente in pazienti con funzione renale compromessa. Allopurinolo, agenti citostatici ed immunosoppressori, corticosteroidi sistemici o procainamide: la somministrazione concomitante di ACE-inibitori puo' comportare unmaggior rischio di leucopenia. Alcool, barbiturici o narcotici: puo' comparire potenziamento dell'ipotensione ortostatica. Altri farmaci anti-ipertensivi: beta-bloccanti, metildopa e diuretici possono potenziare l'effetto ipotensivo di quinapril e devono essere usati solo sotto stretto controllo. In uno studio condotto in dose singola, la somministrazione concomitante di propranololo non ha influenzato la farmacocinetica di quinapril. Simpaticomimetici: possono ridurre l'effetto antiipertensivo degli ACE-inibitori. Antiacidi: possono ridurre la biodisponibilita' di quinapril. Medicinali antidiabetici (agenti ipoglicemizzanti orali ed insulina): la somministrazione concomitante di ACE-inibitori e medicinali antidiabetici (insulina, farmaci ipoglicemizzanti orali) puo' potenziare l'effetto di riduzione della glicemia con rischio di ipoglicemia. Tale evento puo' essere piu' probabile che si verifichi durante le prime settimane di trattamento concomitante ed in pazienti con compromissione renale. Puo' essere richiesto un aggiustamento del dosaggio dei medicinali antidiabetici.EFFETTI INDESIDERATII seguenti effetti indesiderati sono stati osservati durante il trattamento con quinapril ed altri ACE-inibitori con le seguenti frequenze:comune (>1/100), non comune (>1/1000, 1/10000, < 1/1000) molto raro (1,25 volte il limite piu' alto della norma) della creatininemia e dell'azotemia sono stati rispettivamente osservati nel 3% e nel 4% dei pazienti in monoterapia. Tali aumenti e' piu' probabile che si verifichino nei pazienti in trattamento concomitante con diuretici rispetto a quelli in monoterapia con il medicinale. Spesso questi aumenti osservati regrediranno nel prosieguo della terapia.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOL'uso di ACE-inibitori non e' raccomandato durante il primo trimestredi gravidanza. L'uso degli ACE-inibitori e' controindicato durante ilsecondo ed terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia consideratoessenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitorideve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che nella donna l'esposizione adACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicita' fetale e tossicita' neonatale. Se dovesse verificarsi un'esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. Ineonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l'ipotensione. Limitati dati di farmacocinetica dimostrano concentrazioni molto basse nel latte materno. Sebbene queste concentrazioni sembrano essere clinicamente irrilevanti, l'uso di quinapril in allattamento non e' raccomandato per i neonati pretermine e nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perche' non vi e' abbastanza esperienza clinica. Nei neonati piu' grandi, se ritenuto necessario per la madre, quinapril puo' essere assunto durante l'allattamento, ma in questo caso il neonato deve essere seguito per la possibile comparsa di effetti avversi.

Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati durante il trattamento con quinapril ed altri ACE-inibitori con le seguenti frequenze:comune (>1/100), non comune (>1/1000, 1/10000, < 1/1000) molto raro (1,25 volte il limite piu' alto della norma) della creatininemia e dell'azotemia sono stati rispettivamente osservati nel 3% e nel 4% dei pazienti in monoterapia. Tali aumenti e' piu' probabile che si verifichino nei pazienti in trattamento concomitante con diuretici rispetto a quelli in monoterapia con il medicinale. Spesso questi aumenti osservati regrediranno nel prosieguo della terapia.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOL'uso di ACE-inibitori non e' raccomandato durante il primo trimestredi gravidanza. L'uso degli ACE-inibitori e' controindicato durante ilsecondo ed terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia consideratoessenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitorideve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che nella donna l'esposizione adACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicita' fetale e tossicita' neonatale. Se dovesse verificarsi un'esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. Ineonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l'ipotensione. Limitati dati di farmacocinetica dimostrano concentrazioni molto basse nel latte materno. Sebbene queste concentrazioni sembrano essere clinicamente irrilevanti, l'uso di quinapril in allattamento non e' raccomandato per i neonati pretermine e nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perche' non vi e' abbastanza esperienza clinica. Nei neonati piu' grandi, se ritenuto necessario per la madre, quinapril puo' essere assunto durante l'allattamento, ma in questo caso il neonato deve essere seguito per la possibile comparsa di effetti avversi.

Indicazioni

Ipertensione Essenziale: trattamento di tutti i gradi di ipertensioneessenziale. Il medicinale e' efficace sia come monoterapia sia in associazione con diuretici in pazienti affetti da ipertensione. Insufficienza cardiaca congestizia: trattamento dell'insufficienza cardiaca congestizia in associazione con diuretici e/o glicosidi cardiaci. Il trattamento dell'insufficienza cardiaca congestizia con il farmaco deve sempre essere iniziato sotto stretto controllo medico.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' a quinapril, ad uno qualsiasi degli eccipienti o a qualunque altro ACE-inibitore; secondo e terzo trimestre di gravidanza;controindicato in pazienti con anamnesi di angioedema correlato a trattamento precedente con ACE-inibitori; controindicato in pazienti con edema angioneurotico ereditario/idiopatico.

Composizione ed Eccipienti

Nucleo delle compresse: lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, magnesio ossido, crospovidone di Tipo A, magnesio stearato. Rivestimento: ipromellosa, macrogol 400, polisorbato 80, ferro ossido giallo(E172), ferro ossido nero (E172), titanio diossido (E171).

Avvertenze

Ipotensione sintomatica: e' osservata raramente in pazienti con ipertensione non complicata. E' piu' probabile che l'ipotensione si manifesti in presenza di riduzione del volume determinata. E' stata osservataipotensione sintomatica in pazienti con insufficienza cardiaca, associata o non associata ad insufficienza renale. L'inizio della terapia ela regolazione della dose devono essere controllati con attenzione. Considerazioni simili valgono per pazienti con ischemia cardiaca o affezioni cerebrovascolari, in cui un calo pressorio eccessivo puo' determinare infarto del miocardio o accidenti cerebrovascolari. In caso di ipotensione, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, sottoposto ad infusione endovena di soluzione fisiologica. Una risposta ipotensiva transitoria non costituisce controindicazione ad ulteriori dosi, che potranno essere somministrate senza difficolta' quando, dopo l'aumento di volume, la pressione del sangue si sara' alzata. Compromissione della funzionalita' renale inclusa stenosi dell'arteria renale: il dosaggio iniziale di quinapril deve essere regolato in base alla clearance della creatinina del paziente e quindi in funzione della risposta del paziente al trattamento. Per tali pazienti, il regolare controllo di potassio e creatinina rientra nella pratica medica normale. In alcuni pazienti con stenosi bilaterale dell'arteria renale o in pazienti monorene con stenosi dell'arteria, trattati con ACE-inibitori, e' stato osservato un innalzamento dei livelli di azotemia ecreatininemia, solitamente reversibile con l'interruzione della terapia. Tale evento si manifesta con piu' frequenza in pazienti con insufficienza renale. In presenza anche di ipertensione renovascolare, il rischio di ipotensione grave ed insufficienza renale e' maggiore. In tali pazienti, il trattamento deve essere avviato sotto stretto controllomedico con basse dosi ed attenta titolazione della dose. Poiche' il trattamento con diuretici puo' contribuire a quanto sopra menzionato, essi devono essere interrotti e la funzione renale controllata nel corso delle prime settimane di terapia con quinapril. Alcuni pazienti ipertesi con affezioni renali pre-esistenti non evidenti hanno sviluppato un innalzamento dei livelli di azotemia e creatininemia, di norma lieve e transitorio, soprattutto quando il quinapril e' stato somministrato in concomitanza con un diuretico. Tale evento e' piu' probabile che si verifichi in pazienti con compromissione renale pre-esistente e puo' determinare la necessita' di ridurre il dosaggio od interrompere il diuretico e/o il quinapril. Per quanto riguarda pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina INTERAZIONITetraciclina ed altri medicinali che interagiscono con i sali di magnesio: a causa della presenza di sali di magnesio nella formulazione, quinapril in volontari sani ha determinato una riduzione del 28-37% dell'assorbimento della tetraciclina qualora somministrata contemporaneamente. Si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante di tetraciclina. Terapia diuretica concomitante: pazienti trattati con diuretici possono occasionalmente presentare un'eccessiva riduzione della pressione sanguigna dopo l'inizio della terapia con quinapril. Questo effetto ipotensivo puo' essere efficacemente minimizzato o interrompendo il diuretico, o aumentando l'assunzione di sale prima della dose iniziale di quinapril. Se l'interruzione del diuretico non e' possibile, il paziente deve essere mantenuto sotto supervisione medica fino a dueore dopo la somministrazione della dose iniziale. Agenti che aumentano il potassio sierico: quinapril e' un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina in grado di ridurre i livelli di aldosterone, il che puo' determinare un lieve aumento del potassio sierico. Trattamenti concomitanti con diuretici risparmiatori di potassio, integratoridi potassio o sali di potassio devono essere usati con cautela e predisponendo un adeguato controllo del potassio sierico, particolarmente in pazienti con funzionalita' renale compromessa, poiche' spesso, riducendo la produzione di aldosterone, quinapril determina un aumento delpotassio sierico. Chirurgia/anestesia: benche' non siano disponibili dati che indichino un'interazione tra quinapril ed agenti anestetici che inducono ipotensione, si deve avere cautela quando i pazienti sono sottoposti ad interventi di alta chirurgia o ad anestesia poiche' e' stato dimostrato che gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina sono in grado di bloccare la formazione di angiotensina II conseguente al rilascio compensatorio di renina. Cio' puo' portare ad ipotensione che puo' essere corretta con espansione della volemia. Litio: aumenti dei livelli sierici del litio e sintomi di tossicita' da litio sono stati riportati in pazienti in trattamento concomitante con litio ed ACE-inibitori, a causa dell'effetto iponatremico di questi agenti. Questi medicinali devono essere co-somministrati con cautela e si raccomanda un frequente controllo dei livelli sierici del litio. Se viene usato anche un diuretico, questo puo' aumentare il rischio di tossicita' da litio. Medicinali anti-infiammatori non steroidei compreso acido acetilsalicilico >= 3 g/die: in alcuni pazienti, la somministrazione di un agente anti-infiammatorio non steroideo puo' ridurre l'effetto anti-ipertensivo degli ACE-inibitori. E' stato descritto inoltre, che i FANS e gli ACE-inibitori esercitano un effetto additivo sull'aumento del potassio sierico, mentre la funzionalita' renale puo' diminuire. Questi effetti sono in teoria reversibili e compaiono specialmente in pazienti con funzione renale compromessa. Allopurinolo, agenti citostatici ed immunosoppressori, corticosteroidi sistemici o procainamide: la somministrazione concomitante di ACE-inibitori puo' comportare unmaggior rischio di leucopenia. Alcool, barbiturici o narcotici: puo' comparire potenziamento dell'ipotensione ortostatica. Altri farmaci anti-ipertensivi: beta-bloccanti, metildopa e diuretici possono potenziare l'effetto ipotensivo di quinapril e devono essere usati solo sotto stretto controllo. In uno studio condotto in dose singola, la somministrazione concomitante di propranololo non ha influenzato la farmacocinetica di quinapril. Simpaticomimetici: possono ridurre l'effetto antiipertensivo degli ACE-inibitori. Antiacidi: possono ridurre la biodisponibilita' di quinapril. Medicinali antidiabetici (agenti ipoglicemizzanti orali ed insulina): la somministrazione concomitante di ACE-inibitori e medicinali antidiabetici (insulina, farmaci ipoglicemizzanti orali) puo' potenziare l'effetto di riduzione della glicemia con rischio di ipoglicemia. Tale evento puo' essere piu' probabile che si verifichi durante le prime settimane di trattamento concomitante ed in pazienti con compromissione renale. Puo' essere richiesto un aggiustamento del dosaggio dei medicinali antidiabetici.EFFETTI INDESIDERATII seguenti effetti indesiderati sono stati osservati durante il trattamento con quinapril ed altri ACE-inibitori con le seguenti frequenze:comune (>1/100), non comune (>1/1000, 1/10000, < 1/1000) molto raro (1,25 volte il limite piu' alto della norma) della creatininemia e dell'azotemia sono stati rispettivamente osservati nel 3% e nel 4% dei pazienti in monoterapia. Tali aumenti e' piu' probabile che si verifichino nei pazienti in trattamento concomitante con diuretici rispetto a quelli in monoterapia con il medicinale. Spesso questi aumenti osservati regrediranno nel prosieguo della terapia.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOL'uso di ACE-inibitori non e' raccomandato durante il primo trimestredi gravidanza. L'uso degli ACE-inibitori e' controindicato durante ilsecondo ed terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia consideratoessenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitorideve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che nella donna l'esposizione adACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicita' fetale e tossicita' neonatale. Se dovesse verificarsi un'esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. Ineonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l'ipotensione. Limitati dati di farmacocinetica dimostrano concentrazioni molto basse nel latte materno. Sebbene queste concentrazioni sembrano essere clinicamente irrilevanti, l'uso di quinapril in allattamento non e' raccomandato per i neonati pretermine e nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perche' non vi e' abbastanza esperienza clinica. Nei neonati piu' grandi, se ritenuto necessario per la madre, quinapril puo' essere assunto durante l'allattamento, ma in questo caso il neonato deve essere seguito per la possibile comparsa di effetti avversi.

Gravidanza e Allattamento

L'uso di ACE-inibitori non e' raccomandato durante il primo trimestredi gravidanza. L'uso degli ACE-inibitori e' controindicato durante ilsecondo ed terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia consideratoessenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitorideve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che nella donna l'esposizione adACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicita' fetale e tossicita' neonatale. Se dovesse verificarsi un'esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. Ineonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l'ipotensione. Limitati dati di farmacocinetica dimostrano concentrazioni molto basse nel latte materno. Sebbene queste concentrazioni sembrano essere clinicamente irrilevanti, l'uso di quinapril in allattamento non e' raccomandato per i neonati pretermine e nelle prime settimane dopo il parto, a causa del rischio ipotetico di effetti cardiovascolari e renali e perche' non vi e' abbastanza esperienza clinica. Nei neonati piu' grandi, se ritenuto necessario per la madre, quinapril puo' essere assunto durante l'allattamento, ma in questo caso il neonato deve essere seguito per la possibile comparsa di effetti avversi.

Interazioni con altri prodotti

Tetraciclina ed altri medicinali che interagiscono con i sali di magnesio: a causa della presenza di sali di magnesio nella formulazione, quinapril in volontari sani ha determinato una riduzione del 28-37% dell'assorbimento della tetraciclina qualora somministrata contemporaneamente. Si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante di tetraciclina. Terapia diuretica concomitante: pazienti trattati con diuretici possono occasionalmente presentare un'eccessiva riduzione della pressione sanguigna dopo l'inizio della terapia con quinapril. Questo effetto ipotensivo puo' essere efficacemente minimizzato o interrompendo il diuretico, o aumentando l'assunzione di sale prima della dose iniziale di quinapril. Se l'interruzione del diuretico non e' possibile, il paziente deve essere mantenuto sotto supervisione medica fino a dueore dopo la somministrazione della dose iniziale. Agenti che aumentano il potassio sierico: quinapril e' un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina in grado di ridurre i livelli di aldosterone, il che puo' determinare un lieve aumento del potassio sierico. Trattamenti concomitanti con diuretici risparmiatori di potassio, integratoridi potassio o sali di potassio devono essere usati con cautela e predisponendo un adeguato controllo del potassio sierico, particolarmente in pazienti con funzionalita' renale compromessa, poiche' spesso, riducendo la produzione di aldosterone, quinapril determina un aumento delpotassio sierico. Chirurgia/anestesia: benche' non siano disponibili dati che indichino un'interazione tra quinapril ed agenti anestetici che inducono ipotensione, si deve avere cautela quando i pazienti sono sottoposti ad interventi di alta chirurgia o ad anestesia poiche' e' stato dimostrato che gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina sono in grado di bloccare la formazione di angiotensina II conseguente al rilascio compensatorio di renina. Cio' puo' portare ad ipotensione che puo' essere corretta con espansione della volemia. Litio: aumenti dei livelli sierici del litio e sintomi di tossicita' da litio sono stati riportati in pazienti in trattamento concomitante con litio ed ACE-inibitori, a causa dell'effetto iponatremico di questi agenti. Questi medicinali devono essere co-somministrati con cautela e si raccomanda un frequente controllo dei livelli sierici del litio. Se viene usato anche un diuretico, questo puo' aumentare il rischio di tossicita' da litio. Medicinali anti-infiammatori non steroidei compreso acido acetilsalicilico >= 3 g/die: in alcuni pazienti, la somministrazione di un agente anti-infiammatorio non steroideo puo' ridurre l'effetto anti-ipertensivo degli ACE-inibitori. E' stato descritto inoltre, che i FANS e gli ACE-inibitori esercitano un effetto additivo sull'aumento del potassio sierico, mentre la funzionalita' renale puo' diminuire. Questi effetti sono in teoria reversibili e compaiono specialmente in pazienti con funzione renale compromessa. Allopurinolo, agenti citostatici ed immunosoppressori, corticosteroidi sistemici o procainamide: la somministrazione concomitante di ACE-inibitori puo' comportare unmaggior rischio di leucopenia. Alcool, barbiturici o narcotici: puo' comparire potenziamento dell'ipotensione ortostatica. Altri farmaci anti-ipertensivi: beta-bloccanti, metildopa e diuretici possono potenziare l'effetto ipotensivo di quinapril e devono essere usati solo sotto stretto controllo. In uno studio condotto in dose singola, la somministrazione concomitante di propranololo non ha influenzato la farmacocinetica di quinapril. Simpaticomimetici: possono ridurre l'effetto antiipertensivo degli ACE-inibitori. Antiacidi: possono ridurre la biodisponibilita' di quinapril. Medicinali antidiabetici (agenti ipoglicemizzanti orali ed insulina): la somministrazione concomitante di ACE-inibitori e medicinali antidiabetici (insulina, farmaci ipoglicemizzanti orali) puo' potenziare l'effetto di riduzione della glicemia con rischio di ipoglicemia. Tale evento puo' essere piu' probabile che si verifichi durante le prime settimane di trattamento concomitante ed in pazienti con compromissione renale. Puo' essere richiesto un aggiustamento del dosaggio dei medicinali antidiabetici.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Conservare nella confezione originale.