prilotekal*iniet 10f 5ml20mg/g prilocaina b.braun milano spa

Che cosa è prilotekal iniet 10f 5ml20mg/g?

Prilotekal soluzione iniettabile prodotto da b.braun milano spa
è un farmaco solo uso ospedaliero della categoria specialita' medicinali con prescrizione medica che appartiene alla fascia C che comprende quei farmaci che, non essendo considerati essenziali, sono completamente a carico del cittadino ma richiedono comunque prescrizione .
Prilotekal risulta disponibile solo nelle farmaice ospedaliere o specialistico

E' utilizzato per la cura di anestetici locali.
Contiene i principi attivi: prilocaina cloridrato
Composizione Qualitativa e Quantitativa: prilocaina cloridrato.
Codice AIC: 040712010 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Anestesia spinale.

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Posologia

La posologia va stabilita su base individuale, secondo le caratteristiche del caso specifico. Nel determinare la dose, bisogna prendere in considerazione le condizioni fisiche del paziente e la somministrazione concomitante di altri medicinali. La durata d'azione e' dose-dipendente. Le indicazioni relative alle dosi raccomandate sono valide negli adulti di altezza e peso medi (circa 70 kg) per ottenere un blocco efficace con una singola somministrazione. L'entita' e la durata d'azionesono molto variabili individualmente. L'esperienza dell'anestesista ela conoscenza delle condizioni generali del paziente sono essenziali per stabilire la dose. Per la posologia, si applicano le seguenti linee guida. Estensione del blocco sensitivo richiesto T10: 2-3 ml, 40-60 mg per una durata d'azione di circa 100-130 minuti. Come linea guida generale, la dose massima raccomandata e' di 80 mg di prilocaina cloridrato (= 4 ml di farmaco). Il prodotto non va usato nei bambini e negliadolescenti. E' consigliabile ridurre la dose nei pazienti le cui condizioni generali sono compromesse. Inoltre, e' indicata una dose ridotta nei pazienti con patologie concomitanti accertate (es. occlusione vascolare, arteriosclerosi, polineuropatia diabetica). Nel caso di compromissione della funzione epatica o renale, si raccomanda di utilizzare un intervallo posologico inferiore. Devono essere immediatamente disponibili le attrezzature, i farmaci e il personale in grado di affrontare un'emergenza, cioe' di mantenere la pervieta' delle vie aeree e disomministrare ossigeno, poiche' in rari casi sono state riportate reazioni avverse severe, a volte con esito fatale, in seguito all'uso di anestetici locali, anche in assenza di ipersensibilita' individuale nell'anamnesi del paziente. Modo di somministrazione: iniettare il medicinale per via intratecale negli spazi intervertebrali L2/L3, L3/L4 e L4/L5. Iniettare lentamente l'intera dose e controllare le funzioni vitali del paziente in maniera estremamente cauta, mantenendo sempre un contatto verbale. Se il paziente e' seduto, la soluzione iniettata si diffonde principalmente in direzione caudale (in direzione dell'osso sacro); se il paziente e' sdraiato, l'anestetico si diffonde per gravita', a seconda della posizione del paziente. In generale, vanno presi inconsiderazione i seguenti punti: scegliere la dose piu' bassa possibile; somministrare l'iniezione lentamente, dopo aver aspirato una minima quantita' di liquido cefalorachidiano, per confermare la corretta posizione; non iniettare in aree infette; l'anestesia subaracnoidea e' controindicata nei pazienti che prendono anticoagulanti. Grazie all'eccipiente glucosio, la densita' e' pari a 1,026 g/g a 20 gradi C, che corrisponde a 1,021 g/g a 37 gradi C.

Effetti indesiderati

La frequenza di comparsa degli effetti indesiderati viene classificata come segue: molto comune (>=1/10), comune (>=1/100, =1/1000, =1/10000, GRAVIDANZA E ALLATTAMENTONon vi sono dati adeguati riguardanti l'uso della prilocaina in donnein gravidanza. La prilocaina e' in grado di attraversare la placenta.In seguito a blocco paracervicale o anestesia del nervo pudendo con prilocaina durante l'uso ostetrico, sono stati riportati casi di metemoglobinemia neonatale che hanno richiesto il trattamento. Con altri anestetici locali di tipo ammidico dopo blocco paracervicale, sono comparsi casi di bradicardia fetale con episodi fatali. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva. Quindi, il prodotto puo' essere somministrato solo in presenza di un'indicazione imperativa per il suo impiego. Va evitato l'uso della prilocaina per il blocco paracervicale o per l'anestesia del nervo pudendo. Non e' noto se la prilocaina sia escreta nel latte materno. Se la somministrazionee' necessaria durante la lattazione, l'allattamento puo' essere ripreso all'incirca 24 ore dopo il trattamento.

Indicazioni

Anestesia spinale.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' alla prilocaina cloridrato, agli anestetici locali di tipo ammidico o ad uno qualsiasi degli eccipienti; gravi problemi diconduzione cardiaca, anemia severa; scompenso cardiaco; shock cardiogeno e ipovolemico; metemoglobinemia congenita o acquisita. E' anche necessario prendere in considerazione le controindicazioni generali e specifiche della tecnica di anestesia subaracnoidea.

Composizione ed Eccipienti

Glucosio anidro; idrossido di sodio 1N (per la correzione del pH); acqua per preparazioni iniettabili.

Avvertenze

Grazie al contenuto in glucosio, il farmaco va utilizzato solo per l'anestesia spinale. Esso non e' raccomandato per l'uso in anestesia epidurale. L'anestesia spinale va somministrata solo da (o sotto il controllo di) personale medico specialistico, dotato delle necessarie conoscenze ed esperienze. Il medico preposto e' responsabile delle misure prese per prevenire un'iniezione intravascolare. Inoltre, il medico deve saper riconoscere e trattare gli effetti indesiderati, la tossicita'sistemica e altre complicanze. Se compaiono segnali di tossicita' sistemica acuta o di blocco spinale totale, l'iniezione dell'anestetico totale va immediatamente interrotta. Alcuni pazienti richiedono un'attenzione speciale per ridurre il rischio di gravi effetti indesiderati, anche quando l'anestesia locoregionale costituisce la scelta ideale per l'intervento chirurgico: pazienti con blocco cardiaco completo o parziale, poiche' gli anestetici locali possono sopprimere la conduzione miocardica; pazienti con scompenso cardiaco di grado elevato. Va anchepreso in considerazione il rischio di metemoglobinemia; pazienti con compromissione avanzata del fegato o dei reni; pazienti anziani e pazienti con ridotte condizioni generali; pazienti trattati con agenti antiaritmici di classe III (es. amiodarone). Questi pazienti devono essere sottoposti a un'attenta osservazione ed a monitoraggio ECG, poiche' gli effetti cardiaci potrebbero sommarsi. Nei pazienti con porfiria acuta, il prodotto va somministrato solo in presenza di un'indicazione imperativa per il suo impiego, poiche' puo' potenzialmente precipitare una porfiria. In tutti i pazienti con porfiria vanno prese appropriateprecauzioni. Si raccomanda di accertarsi della presenza di un accessovenoso sicuro. Come per tutti gli anestetici locali, puo' verificarsiuna caduta della pressione arteriosa e un rallentamento della frequenza cardiaca. Nei pazienti a rischio elevato, si raccomanda di migliorare le loro condizioni generali prima dell'intervento. Un effetto indesiderato raro, ma grave, dell'anestesia spinale e' il blocco spinale alto o totale, con conseguente depressione cardiovascolare e respiratoria. La depressione cardiovascolare viene indotta da un blocco esteso del sistema nervoso simpatico, che puo' indurre severa ipotensione e bradicardia, fino all'arresto cardiaco. La depressione respiratoria vieneindotta dal blocco della muscolatura respiratoria e del diaframma. Ilrischio di blocco spinale alto o totale e' aumentato particolarmente nei pazienti anziani e nelle pazienti nel periodo finale della gravidanza: di conseguenza, e' consigliabile ridurre la dose dell'anestetico.Particolarmente nei pazienti anziani, come complicanza dell'anestesiaspinale, puo' verificarsi un'inattesa caduta della pressione arteriosa. Raramente, dopo anestesia spinale puo' comparire un danno neurologico, che si manifesta con parestesie, perdita di sensibilita', debolezza muscolare e paralisi. Occasionalmente, questi sintomi persistono. Non esiste evidenza di un effetto negativo dell'anestesia spinale su disordini neurologici quali sclerosi multipla, emiplegia, paraplegia o disordini neuromuscolari. Cio' nonostante, essa va somministrata con cautela. Prima del trattamento, si raccomanda di effettuare un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose (dose massima uguale a 4 ml), cioe' praticamente "priva di sodio".

Gravidanza e Allattamento

Non vi sono dati adeguati riguardanti l'uso della prilocaina in donnein gravidanza. La prilocaina e' in grado di attraversare la placenta.In seguito a blocco paracervicale o anestesia del nervo pudendo con prilocaina durante l'uso ostetrico, sono stati riportati casi di metemoglobinemia neonatale che hanno richiesto il trattamento. Con altri anestetici locali di tipo ammidico dopo blocco paracervicale, sono comparsi casi di bradicardia fetale con episodi fatali. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva. Quindi, il prodotto puo' essere somministrato solo in presenza di un'indicazione imperativa per il suo impiego. Va evitato l'uso della prilocaina per il blocco paracervicale o per l'anestesia del nervo pudendo. Non e' noto se la prilocaina sia escreta nel latte materno. Se la somministrazionee' necessaria durante la lattazione, l'allattamento puo' essere ripreso all'incirca 24 ore dopo il trattamento.

Interazioni con altri prodotti

La prilocaina puo' potenziare la formazione di metemoglobina provocata da medicinali che inducono notoriamente la metemoglobina (es. sulfonamidi, antimalarici, nitroprussiato sodico e nitroglicerina). Nel casodi uso concomitante di prilocaina e altri anestetici locali o medicinali con struttura simile a quella della prilocaina, come ad esempio determinati antiaritmici quali aprindina, lidocaina, mexiletina e tocainide, gli effetti indesiderati possono sommarsi. Non sono stati condotti studi sulle interazioni tra prilocaina e antiaritmici di classe III (es. amiodarone), ma anche in questo caso bisogna adoperare cautela. L'associazione di vari anestetici locali induce effetti additivi a carico del sistema cardiovascolare e del SNC.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Non refrigerare. Conservare nella confezione originale, per proteggere il medicinale dalla luce.