prent*30cpr riv 400mg acebutololo bayer spa

Che cosa è prent 30cpr riv 400mg?

Prent compresse rivestite prodotto da bayer spa
è un farmaco etico della categoria specialita' medicinali con prescrizione medica che appartiene alla fascia A che comprende tutti i farmaci essenziali e per malattie croniche, che sono gratuiti per il cittadino, su questi farmaci le Regioni sono comunque libere di applicare eventualmente un ticket .
Prent risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di beta-bloccante selettivo, non associato.
Contiene i principi attivi: acebutololo cloridrato
Codice AIC: 024255034 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Ipertensione arteriosa. Coronaropatie: angina pectoris dovuta a insufficienza coronarica cronica o postinfartuale. Disturbi del ritmo cardiaco: tachicardia, extrasistoli ventricolari e sopraventricolari, fibrillazione atriale, flutter atriale.

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Posologia

Le compresse vanno deglutite con poco liquido, preferibilmente prima dei pasti. La dose e la durata del trattamento vanno stabilite individualmente in base all'entita' dell'effetto terapeutico e alla frequenzacardiaca. Come per tutti i beta-bloccanti, e' buona norma non interrompere bruscamente la somministrazione, ma ridurre gradualmente la dose, perche' dopo una brusca interruzione puo' verificarsi una esacerbazione dei sintomi. Salvo diversa prescrizione medica, si suggeriscono leseguenti dosi orientative: ipertensione arteriosa: inizialmente 200 mg al di' a colazione (1 compressa da 200 mg o mezza compressa da 400 mg). Se l'effetto di riduzione della pressione arteriosa e' insufficiente, la dose giornaliera puo' essere aumentata, dopo una settimana, a 400 mg (2 compresse da 200 mg o 1 compressa da 400 mg). In genere questa dose si rivela sufficiente anche quale dose di mantenimento. L'intera dose giornaliera puo' essere assunta come dose singola al mattino o frazionata al mattino e alla sera. Se la risposta al trattamento e' insufficiente, la dose giornaliera puo' essere aumentata, dopo circa 2 settimane, a 600 mg (3 compresse da 200 mg o 1 compressa e mezzo da 400mg) o ad 800 mg di acebutololo (4 compresse da 200 mg o 2 compresse da 400 mg). In casi particolari, e' possibile incrementare la dose totale giornaliera a 1200 mg (6 compresse da 200 mg o 3 compresse da 400 mg), da assumere frazionata la mattina e la sera. Coronaropatia: inizialmente 400 mg al di' (2 compresse da 200 mg o 1 compressa da 400 mg) come dose singola al mattino oppure frazionata la mattina e la sera. Ingenere questa dose si rivela sufficiente anche quale dose di mantenimento. In casi particolari e' possibile incrementare la dose totale giornaliera a 1200 mg, da assumere frazionata in 3 dosi, ad uguali intervalli nel corso della giornata. Se la terapia viene interrotta, la sospensione non dev'essere brusca ma graduale, allo scopo di evitare un peggioramento del quadro clinico. Alterazioni del ritmo cardiaco: la dose media richiesta nei disturbi del ritmo cardiaco di lieve entita' e' di 400-600 mg/die (2-3 x 1 cpr da 200 mg o 2-3 x 1/2 cpr da 400 mg al giorno); se necessario, la dose puo' essere aumentata a 800 mg/die. Inpresenza di alterata funzionalita' renale ed epatica il dosaggio va stabilito con attenzione.

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse piu' comuni, basate sulle sperimentazioni cliniche con acebutololo e classificate per frequenza ed apparato sono: frequenza d'incidenza >1% <10%: sistema nervoso: vertigine. Frequenza d'incidenza >0,1% <1%: organismo nel suo complesso: dolore addominale, brividi; sistema nervoso: depressione, nervosismo. Frequenza d'incidenza >0,01% <0,1%: organismo nel suo complesso: edema; apparato cardiovascolare: aritmia; apparato digerente: anoressia; disordini metabolico/nutrizionali: ipokaliemia; apparato respiratorio: peggioramento dell'asma,disturbi respiratori. Le reazioni avverse piu' comuni, basate sulle segnalazioni spontanee e classificate per frequenza ed apparato sono: frequenza d'incidenza <1% >=0,1%: organismo nel suo complesso: astenia,cefalea; apparato cardiovascolare: blocco AV, bradicardia, peggioramento dell'insufficienza cardiaca, ipotensione, palpitazioni, disturbi vascolari periferici (estremita' fredde), sincope; apparato digerente: disturbi gastrointestinali (costipazione, diarrea, nausea, vomito); sistema nervoso: attivita' onirica anormale, stato depressivo, capogiro,allucinazioni, parestesia, disturbi del sonno, sonnolenza; cute ed annessi: reazioni cutanee (allergiche) (prurito, rash), sudorazione. Frequenza d'incidenza <0,1% >=0,01%: apparato digerente: secchezza della bocca; disordini metabolico/nutrizionali: diabete mellito (precipitatoo aggravato); apparato muscolo-scheletrico: miastenia (debolezza muscolare), crampi muscolari; organi di senso: congiuntivite, disturbi oculari (riduzione della lacrimazione: significativa per i portatori di lenti a contatto). Frequenza d'incidenza <0,01%: apparato cardiovascolare: peggioramento dell'angina pectoris. E' stata anche osservata un'intensificazione delle segnalazioni di sintomi in pazienti con malattia vascolare periferica (compresa la sindrome di Raynaud). Una transitoria intensificazione dei sintomi puo' anche manifestarsi inizialmente inpazienti con claudicatio intermittens; apparato digerente: alterazioni della funzionalita' epatica (aumento della fosfatasi alcalina, iperbilirubinemia, aumento di SGOT e SGPT): i parametri epatici devono percio' essere controllati ad intervalli regolari; sistema emo-linfatico: anticorpi antinucleo (ANA) sono stati evidenziati durante trattamento con acebutololo. In una piccola parte di questi pazienti puo' manifestarsi una sindrome lupus-eritematoso-simile (attacchi di febbre, alterazioni tipo lupus della cute e delle membrane mucose, rigonfiamento e dolore articolare), queste reazioni regrediscono spontaneamente dopo lasospensione di acebutololo. Un regolare controllo clinico e' percio' indicato se compaiono ANA; disordini metabolico/nutrizionali: iperlipidemia (ipertrigliceridemia); mentre il colesterolo totale rimane nell'intervallo della norma si puo' verificare una riduzione del colesterolo HDL. Dopo digiuno prolungato o strenuo esercizio fisico il trattamento simultaneo con acebutololo puo' condurre ad una reazione ipoglicemica. I segni rivelatori di ipoglicemia (in particolare tachicardia e tremore) possono essere mascherati; apparato respiratorio: reazioni allergiche (reazione di ipersensibilita' del polmone), versamento pleurico. A causa della possibilita' di aumento della resistenza delle vie aeree, in pazienti con tendenza al broncospasmo (particolarmente nelle pneumopatie ostruttive), si puo' verificare dispnea (difficolta' respiratoria), fino ai disturbi ostruttivi della ventilazione; cute e annessi: psoriasi, aggravamento della psoriasi, rash psoriasi forme; organi di senso: visione alterata; apparato urogenitale: impotenza, riduzione della libido.

Indicazioni

Ipertensione arteriosa. Coronaropatie: angina pectoris dovuta a insufficienza coronarica cronica o postinfartuale. Disturbi del ritmo cardiaco: tachicardia, extrasistoli ventricolari e sopraventricolari, fibrillazione atriale, flutter atriale.

Controindicazioni ed effetti secondari

Non va somministrato nei seguenti casi: ipersensibilita' al principioattivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; ipersensibilita' ad altribeta-bloccanti; shock, ipotensione; infarto miocardico acuto; insufficienza cardiaca congestizia, insufficienza NYHA III e IV; blocco AV di2 e 3 grado; sick-sinus syndrome; blocco seno-atriale; bradicardia pronunciata (f.c. a riposo prima del trattamento inferiore a 50 battiti/min.)grave insufficienza renale o epatica; disturbi circolatori periferici in stadio avanzato; malattie ostruttive delle vie aeree, iperreattivita' bronchiale (ad es. nell'asma bronchiale); acidosi; lupus eritematoso sistemico; contemporanea somministrazione di inibitori delle MAO (eccetto gli inibitori delle MAO-B); allattamento. La somministrazione endovenosa di calcio-antagonisti del tipo del verapamil e del diltiazem o di altri antiaritmici (come la disopiramide) e' controindicata nei pazienti trattati con Prent (tranne in terapia intensiva).

Avvertenze

Il trattamento con acebutololo richiede una regolare supervisione medica. Questa dev'essere particolarmente accurata in caso di: blocco atrio-ventricolare di 1 grado; diabetici con forti oscillazioni della glicemia, digiuno stretto e strenuo esercizio fisico, a causa della possibilita' di gravi stati ipoglicemici. Segni di ridotta glicemia (particolarmente la tachicardia) possono essere mascherati durante il trattamento con acebutololo; pazienti con feocromocitoma (tumore della midollare del surrene) (puo' essere somministrato solo dopo alfa-bloccaggio); pazienti con compromissione della funzione epatica o renale. Nei pazienti con storia personale o familiare di psoriasi, i beta-bloccanti (ad es. Prent) devono essere prescritti solo dopo un'accurata valutazione dei rischi e dei benefici. I beta-bloccanti possono aumentare la sensibilita' agli allergeni e la severita' delle reazioni anafilattiche,e devono percio' essere usati solo quando strettamente indicato nei pazienti con una storia di gravi reazioni di ipersensibilita' e in quelli in trattamento desensibilizzante (attenzione, esagerate reazioni anafilattiche). Nei gravi disturbi della funzione renale e' stato riferito, in casi isolati, durante il trattamento con beta-bloccanti, un peggioramento della funzione renale. Deve essere usato con una appropriata supervisione della funzione renale. A causa della comparsa di porpora trombocitopenica e non-trombocitopenica durante il trattamento con altri beta-bloccanti, si deve prestare attenzione ai segni di tali condizioni durante il trattamento con il farmaco. Nei portatori di lenti acontatto, deve essere posta attenzione alla possibilita' di ridotto flusso lacrimale durante il trattamento con acebutololo. Nei pazienti con coronaropatia, il trattamento dev'essere interrotto gradualmente, per evitare un deterioramento del quadro clinico.

Gravidanza e Allattamento

Durante la gravidanza puo' essere usato solo dopo un'accurata valutazione del rapporto rischio-beneficio. A causa del prolungamento della gestazione e della ridotta produzione di latte osservata negli studi nell'animale, si raccomanda, per ragioni di sicurezza, di non usare il farmaco durante il primo trimestre di gravidanza e di sospenderlo gradualmente, circa 4 settimane prima del parto, se e' stato usato durante le ultime fasi della gravidanza. Il prodotto non va somministrato durante l'allattamento. Se il trattamento con il farmaco deve essere continuato perche' ne sussistono le indicazioni mediche, esso deve essere interrotto non piu' tardi di 48-72 ore prima di quando e' attesa la nascita, perche' altrimenti c'e' la possibilita' di bradicardia, ipotensione, ipoglicemia e depressione respiratoria (asfissia neonatale) nel neonato. Se il trattamento con il farmaco non puo' essere interrotto prima della nascita, il neonato deve essere accuratamente monitorato durante le prime 48-72 ore di vita.

Interazioni con altri prodotti

La simultanea somministrazione del prodotto e insulina o antidiabetici orali puo' potenziare o prolungare l'azione di questi ultimi. I segni rivelatori di ipoglicemia, in particolare la tachicardia e il tremore, possono essere mascherati o ridotti. Dovranno quindi effettuarsi regolari controlli della glicemia. L'uso contemporaneo del farmaco e antidepressivi triciclici, barbiturici, fenotiazine, diuretici, vasodilatatori, ed altri agenti antiipertensivi puo' condurre ad una aumentata caduta della pressione ematica. L'uso concomitante del prodotto e calcio-antagonisti del tipo della nifedipina puo' pure causare una maggiore caduta pressoria e, occasionalmente, comparsa di insufficienza cardiaca. Gli effetti cardiodepressivi del farmaco e degli antiaritmici possono essere additivi. Un'accurata supervisione del paziente e' necessaria in caso di somministrazione contemporanea del prodotto e calcioantagonisti tipo verapamil e diltiazem o altri farmaci antiaritmici (comela disopiramide), in quanto potrebbero verificarsi bradicardia o altri disturbi del ritmo cardiaco. La somministrazione endovenosa di calcio-antagonisti del tipo del verapamil e del diltiazem o di altri antiaritmici (come la disopiramide) e' controindicata nei pazienti trattati con il farmaco, tranne in terapia intensiva. Il trattamento concomitante con il farmaco e glicosidi cardiaci, reserpina, alfa-metildopa, clonidina, guanetidina e guanfenacina, puo' condurre a una severa riduzione della frequenza cardiaca o a ritardi nella conduzione. Una brusca sospensione della clonidina durante trattamento con il farmaco puo' causare un eccessivo aumento della pressione ematica. Qualora si debba interrompere un trattamento contemporaneo con clonidina, una graduale sospensione del prodotto dovra' precedere di alcuni giorni la sospensione pure graduale di clonidina. Un dannoso aumento della pressione ematica e' possibile durante la simultanea somministrazione di noradrenalina o adrenalina. Gli inibitori delle monoaminoossidasi (MAO) non devonoessere usati insieme al farmaco, a causa della possibilita' di ipertensione eccessiva. L'indometacina puo' ridurre l'azione antiipertensivadel farmaco. In caso di uso concomitante del farmaco e cimetidina, l'effetto del prodotto puo' risultare potenziato. L'uso concomitante delfarmaco e di narcotici puo' causare un'aumentata caduta della pressione ematica. L'azione inotropo-negativa del prodotto e dei narcotici puo' essere additiva. Il blocco neuromuscolare dei rilassanti muscolari periferici (ad es. sali di suxametonio, tubocurarina) puo' essere potenziato dall'antagonismo sui beta-recettori dovuto al farmaco. Se il prodotto non puo' essere sospeso prima di interventi in anestesia generale o prima dell'uso di rilassanti muscolari periferici, l'anestesista deve essere informato del trattamento con il farmaco.

Forme Farmacologiche


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