paclitaxel my*ev 5ml 6mg/ml paclitaxel mylan spa

Che cosa è paclitaxel my ev 5ml 6mg/ml?

Paclitaxel m.g. soluzione per infusione conc prodotto da mylan spa
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici che appartiene alla fascia H che comprende i farmaci di esclusivo uso ospedaliero, non vendibili ai cittadini presso le farmacie aperte al pubblico, ma utilizzabili o distribuibili solo nell'ambito delle strutture sanitarie pubbliche .
Paclitaxel m.g. risulta disponibile solo nelle farmaice ospedaliere o specialistico

E' utilizzato per la cura di agente citostatico
Contiene i principi attivi: paclitaxel
Composizione Qualitativa e Quantitativa: paclitaxel
Codice AIC: 037771019 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Carcinoma ovarico: nella chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico paclitaxel e' indicato per il trattamento di pazienti con carcinoma dell'ovaio in stadio avanzato o con carcinoma residuo (>1 cm) dopo laparatomia iniziale, in combinazione con cisplatino. Nella chemioterapia di seconda linea del carcinoma ovarico paclitaxel e' indicato per il trattamento del carcinoma metastatizzato dell'ovaio quando la terapia standard, contenente derivati del platino, non sia risultata efficace. Carcinoma della mammella: nella terapia adiuvante, paclitaxel e'indicato nel trattamento di pazienti con carcinoma della mammella conlinfonodi positivi dopo terapia con antraciclina e ciclofosfamide (AC). Il trattamento adiuvante con paclitaxel deve essere considerato come una alternativa alla continuazione della terapia con AC. Il farmaco e' indicato per il trattamento iniziale del carcinoma localmente avanzato o metastatico della mammella in combinazione sia con una antraciclina nelle pazienti per le quali e' adatta la terapia con l'antraciclina,o in combinazione con trastuzumab nelle pazienti con iperespressionedi HER-2 di livello 3+ all'esame immunoistochimico, e per le quali non sia possibile il trattamento con un'antraciclina. In monoterapia, paclitaxel e' indicato per il trattamento del carcinoma metastatizzato della mammella quando la terapia standard, contenente derivati antraciclinici, non sia ritenuta possibile o non sia risultata efficace. Carcinoma del polmone non a piccole cellule in stadio avanzato: paclitaxel,in combinazione con cisplatino, e' indicato per il trattamento del carcinoma del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in pazienti che non possono essere sottoposti ad intervento chirurgico radicale e/o a terapia radiante. Sarcoma di Kaposi correlato all'AIDS: paclitaxel e' indicato per il trattamento di pazienti con sarcoma di Kaposi (KS) correlato all'AIDS avanzato che hanno fallito una terapia precedente con antraciclina liposomiale.

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Posologia

Prima della somministrazione di paclitaxel, tutti i pazienti devono essere premedicati con corticosteroidi, antistaminici ed H 2 antagonisti. Chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico: sebbene siano in corso di sperimentazione altri regimi posologici, si raccomanda un regime di associazione costituito da paclitaxel e cisplatino. In base alla durata dell'infusione sono raccomandate due dosi di paclitaxel: paclitaxel alla dose di 175 mg/m^2, somministrato endovena nell'arco di 3 ore, seguito da cisplatino alla dose di 75 mg/m^2, ogni tre settimane o paclitaxel 135 mg/m^2, somministrato in infusione di 24 ore, seguito da cisplatino alla dose di 75 mg/m^2, con un intervallo di tre settimane tra una somministrazione di tale associazione e la successiva. Chemioterapia di seconda linea del carcinoma ovarico: la dose raccomandata di paclitaxel e' di 175 mg/m^2, somministrata nell'arco di 3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra una somministrazione e la successiva. Chemioterapia adiuvante nel carcinoma della mammella: la dose raccomandata di paclitaxel e' di 175 mg/m^2, somministrata nell'arco di 3ore ogni 3 settimane per quattro cicli, dopo terapia AC. Chemioterapia di prima linea del carcinoma della mammella: quando usato in combinazione con doxorubicina, paclitaxel deve essere somministrato 24 ore dopo la doxorubicina. La dose raccomandata di paclitaxel e' di 220 mg/m^2 somministrata endovena nell'arco di 3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. Quando usato in combinazione con trastuzumab, la dose raccomandata di paclitaxel e' 175 mg/m^2, somministrata endovena nell'arco di 3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. L'infusione di paclitaxel puo' essere iniziata il giorno successivo alla prima dose di trastuzumab o immediatamente dopo le successive, nel casosia stata ben tollerata la precedente dose di trastuzumab. Chemioterapia di seconda linea del carcinoma della mammella: la dose raccomandata di paclitaxel e' 175 mg/m^2, somministrata nell'arco di 3 ore, con un intervallo di 3 settimane tra i cicli. Trattamento del carcinoma delpolmone non a piccole cellule in stadio avanzato: la dose raccomandata di paclitaxel e' 175 mg/m^2, somministrata nell'arco di 3 ore, seguita dalla somministrazione di cisplatino alla dose di 80 mg/m^2, con unintervallo di 3 settimane tra i cicli. Trattamento del Sarcoma di Kaposi correlato (KS) all'AIDS: la dose raccomandata di paclitaxel e' 100mg/m^2, somministrato per infusione endovenosa di 3 ore ogni due settimane. Successive dosi di paclitaxel devono essere somministrate tenendo in considerazione la tollerabilita' individuale al farmaco. E' opportuno non somministrare nuovamente paclitaxel fin quando la conta dei neutrofili non sia >1.500/mm^3 e quella piastrinica >=100.000/mm^3. Incaso di grave neutropenia o di grave neuropatia periferica, la dose, nei successivi cicli di terapia, deve essere ridotta del 20%. Pazienticon disfunzione epatica: non sono disponibili dati adeguati per raccomandare aggiustamenti posologici in pazienti con disfunzione epatica da lieve a moderata. Pazienti con disfunzione epatica grave non devono essere trattati con paclitaxel.

Effetti indesiderati

La frequenza e la gravita' degli eventi avversi sono generalmente simili nei pazienti che ricevono paclitaxel per il trattamento del carcinoma ovarico, della mammella o del polmone non a piccole cellule. Il piu' frequente significativo effetto indesiderato e' stato la mielodepressione. Nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule e nelle pazienti con carcinoma ovarico trattati con paclitaxel in infusione di tre ore seguito da cisplatino, c'e' un incremento evidente nell'incidenza di grave neurotossicita'. Reazioni nel sito di infusione durante la somministrazione endovenosa possono portare ad edema localizzato, dolore, eritema ed indurimento. Effetti indesiderati assiciati alla somministrazione di paclitaxel in monoterapia in infusione di 3 ore,nel trattamento della malattia metastatica. >>Infezioni ed infestazioni. Molto comune: infezione (principalmente infezioni del tratto urinario e delle alte vie respiratorie), con casi riportati ad esito fatale. Non comune: shock settico. Rara: polmonite, peritonite, sepsi. >>Patologie del sistema emolinfopoietico. Molto comune: mielodepressione, neutropenia, anemia, trombocitopenia, leucopenia, sanguinamento. Rara: neutropenia febbrile. Molto rara: leucemia mieloide acuta, sindrome mielodisplastica. >>Disturbi del sistema immunitario. Molto comune: reazioni minori di ipersensibilita'. Non comune: reazioni significative diipersensibilita' che richiedono trattamento. Rara: reazioni anafilattiche. Molto rara: shock anafilattico. >>Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto rara: anoressia. >>Disturbi psichiatrici. Molto rara: stato confusionale. >>Patologie del sistema nervoso. Molto comune: neurotossicita'. Rara: neuropatia motoria. Molto rara: neuropatia del sistema autonomo, attacchi epilettici, convulsioni, encefalopatia, vertigini, cefalea, atassia. >>Patologie dell'occhio. Molto rara: disturbi del nervo ottico e/o disturbi visivi, particolarmente in pazienti che hanno ricevuto dosi superiori a quelle raccomandate. >>Patologie dell'orecchio e del labirinto. Molto rara: ototossicita', perdita dell'udito, tinnito, vertigini. >>Patologie cardiache. Comune: bradicardia.Non comune: cardiomiopatia, tachicardia con bigeminismo, blocco AV e sincope, infarto miocardico. Molto rara: fibrillazione atriale, tachicardia sopraventricolare. >>Patologie vascolari. Molto comune: ipotensione. Non comune: ipertensione, trombosi, tromboflebiti. Molto rara: shock. >>Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Rara: dispnea, versamento pleurico, polmonite interstiziale, fibrosi polmonare, embolia polmonare, insufficienza respiratoria. Molto rara: tosse. >>Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, vomito, diarrea, infiammazione delle mucose. Rara: occlusione intestinale, perforazione intestinale, colite ischemica, pancreatite. Molto rara: trombosi mesenterica, colite pseudomembranosa, esofagite, costipazione, ascite, colite neutropenica. >>Patologie epatobiliari. Molto rara: necrosi epatica, encefalopatia epatica. >>Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.Molto comune: alopecia. Comune: alterazioni transitorie e leggere delle unghie e della cute. Rara: prurito, eruzioni cutanee, eritema. Molto rara: sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, orticaria, onicolisi. >>Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Molto comune: artralgia, milagia. >>Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: reazioni nel sito d'iniezione. Rara: astenia, piressia, disidratazione, edema, malessere. >>Esami diagnostici. Comune: aumento di grado severo delle AST e della fosfatasi alcalina. Non comune: aumento di grado severo della bilirubina. Rare: aumento della creatinina ematica. Pazienti con carcinoma della mammella che hanno ricevuto paclitaxel nella terapia adiuvante dopo trattamento AC, hanno manifestato maggiore tossicita' neurosensoriale, reazioni di ipersensibilita', artralgia/mialgia, anemia, infezione, febbre, nausea/vomito e diarrea, rispetto alle pazienti trattate solo con AC. Somministrato in schema di infusione in tre ore per il trattamento di prima linea del carcinoma ovarico, neurotossicita', artralgia/mialgia e ipersensibilita' sono state riscontrate piu' frequentemente e con caratteristiche di maggiore gravita' nelle pazienti trattate con paclitaxel seguito da cisplatino rispetto a quelle trattate con ciclofosfamide seguita da cisplatino. La mielodepressione e' apparsa meno frequente e meno grave con paclitaxel infuso in tre ore seguito da cisplatino rispetto altrattamento con ciclofosfamide seguita da cisplatino. Quando paclitaxel e' stato somministrato in infusione di 3 ore, 24 ore dopo la doxorubicina nella chemioterapia di prima linea del carcinoma metastatico della mammella, sono stati riportati piu' frequentemente e con maggiore gravita': neutropenia, anemia, neuropatia periferica, artralgia/mialgia, astenia, febbre e diarrea, rispetto alla terapia standard FAC. Durante il trattamento con paclitaxel/doxorubicina, nausea e vomito sono stati riportati con minore frequenza e gravita' rispetto alla terapia standard FAC. Quando paclitaxel e' stato somministrato in infusione di 3 ore in combinazione con trastuzumab per il trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma metastatico della mammella, i seguenti eventi sono stati riportati con piu' frequenza che non con paclitaxel in monoterapia: insufficienza cardiaca, infezioni, brividi, febbre, tosse, eruzioni cutanee, artralgia, tachicardia, diarrea, ipertonia, epistassi, acne, herpes simplex, lesione accidentale, insonnia, rinite, sinusite e reazione nel sito d'iniezione. In alcuni casi le differenze nella frequenza possono essere dovute all'incremento del numero e della durata dei trattamenti con la combinazione paclitaxel/trastuzumab versopaclitaxel in monoterapia. La somministrazione di trastuzumab in combinazione con paclitaxel in pazienti precedentemente trattate con antracicline ha provocato un aumento della frequenza e gravita' della disfunzione cardiaca rispetto a pazienti trattate con paclitaxel in monoterapia. In tutti, tranne che in questi rari casi, le pazienti hanno risposto ad un appropriato trattamento medico. Patologia del sistema emolinfopoietico: la mielosoppressione e' stata la tossicita' dose-limitante piu' importante.

Indicazioni

Carcinoma ovarico: nella chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico paclitaxel e' indicato per il trattamento di pazienti con carcinoma dell'ovaio in stadio avanzato o con carcinoma residuo (>1 cm) dopo laparatomia iniziale, in combinazione con cisplatino. Nella chemioterapia di seconda linea del carcinoma ovarico paclitaxel e' indicato per il trattamento del carcinoma metastatizzato dell'ovaio quando la terapia standard, contenente derivati del platino, non sia risultata efficace. Carcinoma della mammella: nella terapia adiuvante, paclitaxel e'indicato nel trattamento di pazienti con carcinoma della mammella conlinfonodi positivi dopo terapia con antraciclina e ciclofosfamide (AC). Il trattamento adiuvante con paclitaxel deve essere considerato come una alternativa alla continuazione della terapia con AC. Il farmaco e' indicato per il trattamento iniziale del carcinoma localmente avanzato o metastatico della mammella in combinazione sia con una antraciclina nelle pazienti per le quali e' adatta la terapia con l'antraciclina,o in combinazione con trastuzumab nelle pazienti con iperespressionedi HER-2 di livello 3+ all'esame immunoistochimico, e per le quali non sia possibile il trattamento con un'antraciclina. In monoterapia, paclitaxel e' indicato per il trattamento del carcinoma metastatizzato della mammella quando la terapia standard, contenente derivati antraciclinici, non sia ritenuta possibile o non sia risultata efficace. Carcinoma del polmone non a piccole cellule in stadio avanzato: paclitaxel,in combinazione con cisplatino, e' indicato per il trattamento del carcinoma del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in pazienti che non possono essere sottoposti ad intervento chirurgico radicale e/o a terapia radiante. Sarcoma di Kaposi correlato all'AIDS: paclitaxel e' indicato per il trattamento di pazienti con sarcoma di Kaposi (KS) correlato all'AIDS avanzato che hanno fallito una terapia precedente con antraciclina liposomiale.

Controindicazioni ed effetti secondari

Il farmaco e' controindicato in pazienti con grave ipersensibilita' al paclitaxel o ad uno qualsiasi degli eccipienti, in particolare all'olio di ricino poliossietilato. Paclitaxel e' controindicato in gravidanza e durante l' allattamento e non deve essere usato in pazienti con una conta iniziale di neutrofili <1.500/mm^3. Nel sarcoma di Kaposi, paclitaxel e' anche controindicato nei pazienti con infezioni concomitanti, gravi ed incontrollate.

Composizione ed Eccipienti

Macrogolglicerolo ricinoleato (olio di ricino poliossietilato, Cremophor EL), acido citrico anidro, etanolo anidro (395 mg/ml).

Avvertenze

Paclitaxel deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico che abbia acquisito esperienza nell'uso di chemioterapici antitumorali. A causa della possibile evenienza di gravi reazioni di ipersensibilita' al farmaco, e' opportuno avere a disposizione un'adeguata attrezzatura per la terapia di supporto. I pazienti devono essere pretrattati con corticosteroidi, antistaminici ed H 2 antagonisti. Paclitaxel deve essere somministrato precedentemente al cisplatino, quando usato in associazione. Reazioni significative di ipersensibilita', caratterizzate da dispnea ed ipotensione tali da richiedere trattamento, angioedema ed orticaria generalizzata si sono manifestate in <1% dei pazientia seguito del trattamento con paclitaxel, preceduto da adeguata premedicazione. In caso di gravi reazioni di ipersensibilita' e' opportuno sospendere immediatamente paclitaxel, istituire una terapia sintomatica e non somministrare nuovamente il farmaco. Mielodepressione e' la tossicita' limitante la dose. Deve essere istituito un frequente monitoraggio dei parametri ematologici ed il trattamento non deve essere ripreso fin quando il valore dei neutrofili non ritorni >= 1.500/mm^3 e quello delle piastrine >= 100.000/mm^3. Nello studio clinico sul sarcomadi Kaposi, la maggior parte dei pazienti aveva ricevuto il fattore dicrescita granulocitario (G-CSF). Gravi anomalie nella conduzione cardiaca sono state riportate raramente con paclitaxel in monoterapia. Ipotensione, ipertensione e bradicardia sono state osservate in corso di trattamento con paclitaxel. Si raccomanda un frequente controllo dei parametri vitali, in particolare durante la prima ora di infusione di paclitaxel. Eventi cardiovascolari gravi sono stati osservati piu' frequentemente in pazienti con carcinoma del polmone non a piccole celluleche non in pazienti con carcinoma della mammella o ovarico. Nello studio clinico sul sarcoma di Kaposi correlato all'AIDS e' stato osservato un unico caso di insufficienza cardiaca correlata al paclitaxel. Quando paclitaxel viene usato in combinazione con doxorubicina o con trastuzumab per il trattamento iniziale del carcinoma metastatico della mammella, la funzionalita' cardiaca deve essere tenuta sotto attento controllo. I pazienti candidati per il trattamento con paclitaxel in queste combinazioni devono sottostare ad una valutazione cardiaca di base,compresa un'anamnesi, ispezione fisica, ECG, ecocardiogramma e/o angio cardioscintigrafia. Il controllo puo' aiutare ad identificare pazienti che sviluppano disfunzione cardiaca ed i medici curanti, quando prendono decisioni sulla frequenza della funzione ventricolare, devono attentamente valutare la dose cumulativa di antraciclina somministrata. Sebbene la neuropatia periferica sia un evento frequente, lo sviluppo di gravi sintomi e' raro. In casi gravi, si raccomanda una riduzione del 20% della dose per tutti i successivi trattamenti con paclitaxel. Nei pazienti con carcinoma del polmone non a piccole cellule e nelle pazienti con carcinoma ovarico in trattamento di prima linea, la somministrazione di paclitaxel infuso in tre ore in associazione con cisplatino ha determinato una maggiore incidenza di grave neurotossicita' rispetto sia al paclitaxel in monoterapia che alla ciclofosfamide seguita da cisplatino. I pazienti con disfunzione epatica possono essere ad aumentato rischio di tossicita'. Non e' stato dimostrato che la tossicita' del paclitaxel aumenti quando somministrato in tre ore nei pazienticon funzione epatica lievemente alterata. Quando paclitaxel e' somministrato come infusione piu' lenta, nei pazienti con disfunzione epatica da moderata a grave si puo' notare aumento della mielosoppressione. I pazienti con disfunzione epatica grave non devono essere trattati con paclitaxel. Colite pseudomembranosa e' stata riportata raramente, compresi casi in pazienti che non erano contemporaneamente in terapia con antibiotici. Il trattamento con paclitaxel in associazione con terapia radiante del polmone, indipendentemente dalla loro sequenza d'impiego, puo' contribuire allo sviluppo di polmonite interstiziale . In pazienti con sarcoma di Kaposi, la mucosite grave e' rara.

Gravidanza e Allattamento

Gravidanza: paclitaxel ha dimostrato di essere embriotossico e fetotossico nei conigli, e di ridurre la fertilita' nei ratti. Non ci sono informazioni sull'uso del farmaco in donne gravide. Similarmente ad altri agenti citotossici, paclitaxel puo' causare danni al feto, ed e' pertanto controindicato in gravidanza. E' opportuno raccomandare alle pazienti di non intraprendere una gravidanza durante la terapia e di avvertire immediatamente il medico curante, qualora questo evento si verifichi. Allattamento: non e' noto se paclitaxel sia escreto nel latte materno. Paclitaxel e' controindicato durante l'allattamento. Si consiglia di interrompere l'allattamento durante la terapia. Fertilita': donne e uomini in eta' fertile devono usare efficaci metodi contraccettivi durante il trattamento e per alcuni mesi dopo la fine del trattamento.

Interazioni con altri prodotti

La clearance di paclitaxel non e' influenzata dal pretrattamento con cimetidina. Si raccomanda di somministrare paclitaxel prima del cisplatino nella chemioterapia di prima linea del carcinoma ovarico, poiche', in tal caso il profilo di tollerabilita' di paclitaxel e' sovrapponibile a quello tipico dell'uso in monoterapia. Quando paclitaxel e' stato somministrato dopo cisplatino, e' stata osservata, nei pazienti trattati, una mielodepressione piu' spiccata della norma ed una diminuzione di circa il 20% della clearance di paclitaxel. Pazienti trattate con paclitaxel e cisplatino possono essere a maggior rischio di danno renale rispetto a quelle trattate con cisplatino in monoterapia nei carcinomi ginecologici. Poiche' l'eliminazione della doxorubicina e dei suoi metaboliti attivi puo' essere ridotta quando paclitaxel e doxorubicina sono somministrati in tempi ravvicinati, paclitaxel nel trattamento iniziale del carcinoma metastatico della mammella deve essere somministrato 24 ore dopo la doxorubicina. Il metabolismo del paclitaxel e' catalizzato, in parte, dagli isoenzimi CYP2C8 e CYP3A4 del citocromo P450. Studi clinici hanno dimostrato che il metabolismo del paclitaxel mediato dal CYP2C8 in 6alfa-idrossipaclitaxel e' la principale via metabolica nell'uomo. La contemporanea somministrazione di ketoconazolo, un potente inibitore del CYP3A4, non inibisce l'eliminazione nei pazienti del paclitaxel; quindi i due prodotti medicinali possono essere somministrati insieme senza necessita' di aggiustamenti del dosaggio. Ulteriori dati sulle potenziali interazioni farmacologiche tra paclitaxel ed altri substrati/inibitori del CYP3A4 sono limitati. Pertanto, si deve usare cautela nel somministrare paclitaxel in terapia concomitante con medicinali in grado di inibire o indurre sia il CYP2C8 che il 3A4. Studi in pazienti affetti da Sarcoma di Kaposi, che assumevano numerose terapie concomitanti, suggeriscono che la clearance sistemica di paclitaxel era significativamente ridotta in presenza di nelfinavir e ritonavir, ma non con indinavir. Non ci sono informazioni sufficienti sulle interazioni con altri inibitori delle proteasi. Conseguentemente, paclitaxel deve essere somministrato con cautela in pazienti che ricevono inibitori delle proteasi come terapia concomitante.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Non conservare a temperatura superiore ai 25 gradi C. Conservare nella confezione originale per tenerlo al riparo dalla luce. Non refrigerare o congelare.