nebivololo ranbaxy 28 compresse 5mg sun pharma italia srl

Che cosa è nebivololo sun 28cpr 5mg?

Nebivololo ranbaxy compresse divisibili prodotto da sun pharma italia srl
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici che appartiene alla fascia A che comprende tutti i farmaci essenziali e per malattie croniche, che sono gratuiti per il cittadino, su questi farmaci le Regioni sono comunque libere di applicare eventualmente un ticket .
Nebivololo ranbaxy risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di agenti beta bloccanti, selettivi.
Contiene i principi attivi: nebivololo cloridrato
Composizione Qualitativa e Quantitativa: ogni compressa contiene 5 mg di nebivololo equivalenti a 5,45 mg di nebivololo cloridrato.
Codice AIC: 038525059 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Trattamento dell'ipertensione essenziale. Trattamento dell'insufficienza cardiaca stabile, lieve e moderata in aggiunta a terapie standard in pazienti anziani di 70 anni o piu'.

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Posologia

La compressa o sue parti deve essere deglutita con una sufficiente quantita' di liquido con o senza cibo. >>Ipertensione. Adulti: una compressa (5 mg) al giorno, preferibilmente alla stessa ora della giornata.L'effetto di diminuzione della pressione sanguigna risulta evidente dopo 1-2 settimane di trattamento. Occasionalmente, l'effetto ottimale si raggiunge solo dopo 4 settimane. I beta-bloccanti possono essere usati da soli o contemporaneamente ad altri agenti antiipertensivi. Ad oggi, e' stato osservato un effetto antiipertensivo aggiuntivo solo quando il farmaco e' associato con idroclorotiazide 12,5-25 mg. In pazienti con insufficienza renale, la dose iniziale e' 2,5 mg al giorno. Se necessario, la dose puo' essere aumentata a 5 mg. I dati in pazienti con insufficienza epatica o con funzionalita' epatica compromessa sono limitati. Quindi l'uso e' controindicato in questi pazienti. Anziani oltre 65 anni: 2,5 mg al giorno. Se necessario, la dose puo' essere aumentata a 5 mg. Tuttavia, vista la limitata esperienza in pazienti con oltre 75 anni, deve essere usata cautela e questi pazienti devono essere strettamente monitorati. Non sono stati effettuati studi in bambinie adolescenti. Pertanto l'uso non e' raccomandato. >>Insufficienza cardiaca cronica. I pazienti devono avere insufficienza cardiaca stabilesenza insufficienza acuta durante le ultime sei settimane. Per quei pazienti che ricevono una terapia farmacologica cardiovascolare che include diuretici e/o digossina e/o ACE inibitori e/o antagonisti dell'angiotensina II, il dosaggio di questi farmaci deve essere stabilizzato durante le ultime due settimane prima dell'inizio del trattamento. La titolazione iniziale deve essere fatta a intervalli di 1-2 settimane: 1,25 mg di nebivololo da aumentare a 2,5 mg di nebivololo una volta algiorno, poi a 5 mg una volta al giorno e poi a 10 mg una volta al giorno. La dose massima raccomandata e' 10 mg una volta al giorno. L'inizio della terapia e ogni aumento di dose devono essere fatti sotto la supervisione di un medico esperto per un periodo di minimo 2 ore per assicurare che lo stato clinico rimanga stabile. Se necessario, la dose raggiunta puo' essere ridotta gradualmente e ristabilita come appropriato. Durante la fase di titolazione, in caso di peggioramento dell'insufficienza cardiaca o intolleranza, si raccomanda prima di ridurre la dose di nebivololo, o interromperla immediatamente se necessario. Il trattamento dell'insufficienza cardiaca cronica con il nebivololo e' generalmente un trattamento a lungo termine. Si raccomanda di non interrompere bruscamente il trattamento. Se l'interruzione e' necessaria, ladose deve essere diminuita gradualmente, dimezzandola settimanalmente. Non e' richiesto alcun aggiustamento della dose nell'insufficienza renale da lieve a moderata. Non c'e' alcuna esperienza in pazienti con insufficienza renale grave. Di conseguenza, non e' raccomandato l'uso di nebivololo in questi pazienti. I dati nei pazienti con insufficienza epatica sono limitati. Quindi il farmaco e' controindicato in questipazienti. Anziani: non e' richiesto alcun aggiustamento di dose. Non sono stati effettuati studi in bambini e adolescenti. Pertanto l'uso in bambini e adolescenti non e' raccomandato.

Effetti indesiderati

>>Reazioni avverse nei pazienti con ipertensione. Disturbi del sistema immunitario. Non nota: edema angioneurotico, ipersensibilita'. Disturbi psichiatrici. Non comune da >= 1/1000 a < 1/100: incubi, depressione. Patologie del sistema nervoso. Comune da >= 1/100 a < 1/10: cefalea, capogiri, parestesia; molto raro <= 1/10000: svenimento/sincope. Patologie dell'occhio. Non comune: visione compromessa. Patologie cardiache. Non comune: bradicardia, insufficienzaz cardiaca, rallentata conduzione/blocco-AV. Patologie vascolari. Non comune: ipotensione, claudicatio intermittens. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche.Comune: dispnea; non comune: broncospasmo. Patologie gastrointestinali. Comune: costipazione, nausea, diarrea; non comune: dispepsia, flatulenza, vomito. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: prurito, rash eritematoso; molto raro: psoriasi aggravata. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: impotenza. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento, edema. Le seguenti reazioni avverse sonostate riportate anche con alcuni antagonisti beta-adrenergici: allucinazioni, psicosi, confusione, estremita' fredde/cianotiche, fenomeno di Raynaud, occhi secchi e tossicita' oculo-mucocutanea practololo-simile. I beta-bloccanti possono causare diminuzione della lacrimazione. >>Reazioni avverse nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica: le piu' comunemente riportate erano bradicardia e vertigini; aggravamentodell'insufficienza cardiaca; ipotensione posturale; intolleranza al farmaco; blocco atrio- ventricolare di primo grado; edema degli arti inferiori.

Indicazioni

Trattamento dell'ipertensione essenziale. Trattamento dell'insufficienza cardiaca stabile, lieve e moderata in aggiunta a terapie standard in pazienti anziani di 70 anni o piu'.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Insufficienza epatica o compromissione della funzionalita' epatica. Insufficienza cardiaca acuta, shock cardiogeno o episodi di scompenso cardiaco che richiedono terapia inotropica infusionale. Inoltre, e'controindicato in presenza di: sindrome del nodo del seno, incluso blocco seno-atriale; blocco cardiaco di secondo e terzo grado (senza pacemaker); anamnesi di broncospasmo e asma; grave patologia polmonare ostruttiva cronica; feocromocitoma non trattato; acidosi metabolica; bradicardia; ipotensione; gravi disturbi circolatori periferici; combinazione di floctafenina e sultopride.

Composizione ed Eccipienti

Lattosio monoidrato, crospovidone tipo A, polossamero 188, povidone K30, cellulosa microcristallina, magnesio Stearato.

Avvertenze

Anestesia: il prolungamento del beta blocco riduce il rischio di aritmie durante l'induzione e l'intubazione. Qualora in previsione di un intervento chirurgico, si interrompa il beta blocco, la terapia con antagonisti beta adrenergici deve essere interrotta da almeno 24 ore. Particolare attenzione deve essere osservata nell'uso di certi farmaci anestetici che possono causare depressione del miocardio. Il paziente puo' essere protetto contro le reazioni vagali con somministrazione endovenosa di atropina. Gli antagonisti beta-adrenergici non devono essereusati in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia non trattata, a meno che la loro condizione non si sia stabilizzata. In pazienti con patologia cardiaca ischemica, il trattamento con gli antagonisti beta-adrenergici deve essere interrotto gradualmente. Se necessario, allo stesso tempo deve essere instaurata una terapia sostitutiva per prevenire un'esacerbazione dell'angina pectoris. Gli antagonisti beta-adrenergici possono indurre bradicardia: ridurre la dose. Gli antagonisti beta-adrenergici devono essere usati con cautela: in pazienti con patologie circolatorie periferiche, poiche' potrebbe verificarsi un peggioramento di questi disturbi; in pazienti con blocco cardiaco di primo grado a causa dell'effetto negativo dei beta-bloccanti sul tempo di conduzione; pazienti con angina di Prinzmetal a causa della incontrastatavasocostrizione arteriosa coronarica mediata dai recettori alfa: gli antagonisti beta adrenergici possono aumentare il numero e la durata degli attacchi di angina. La combinazione di nebivololo con antagonistidei canali del calcio del tipo di verapamil e diltiazem, con farmaci antiaritmici di classe I, e con farmaci antiipertensivi che agiscono alivello centrale, non e' raccomandata. Nei pazienti diabetici il nebivololo, non influisce sui livelli di glucosio. Tuttavia va usato con cautela nei pazienti diabetici in quanto il nebivololo puo' mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia. Gli agenti bloccanti beta-adrenergici possono mascherare i sintomi di tachicardia in corso di ipertiroidismo.La brusca sospensione del trattamento puo' intensificare questi sintomi. Nei pazienti con patologie polmonari ostruttive croniche, gli antagonisti beta-adrenergici devono essere usati con cautela. I pazienti con storia di psoriasi devono assumere gli antagonisti beta-adrenergicisolo dopo attenta valutazione. Gli antagonisti beta-adrenergici possono aumentare la sensibilita' verso gli allergeni e la gravita' delle reazioni anafilattiche. I beta-bloccanti possono causare riduzione della lacrimazione. L'inizio del trattamento dell'Insufficienza Cardiaca Cronica con nebivololo necessita di regolare monitoraggio. L'interruzione del trattamento non deve avvenire bruscamente. Contiene lattosio.

Gravidanza e Allattamento

Il nebivololo possiede effetti farmacologici che possono causare effetti dannosi in gravidanza e/o per il feto/neonato. Il nebivololo non deve essere usato durante la gravidanza se non chiaramente necessario. Se il trattamento con il nebivololo e' considerato necessario, il flusso sanguigno uteroplacentale e la crescita fetale devono essere monitorati. In caso di effetti dannosi sulla gravidanza o sul feto deve essere considerato un trattamento alternativo. Il bambino neonato deve essere strettamente monitorato. I sintomi di ipoglicemia e bradicardia sono generalmente previsti entro i primi 3 giorni. Non si sa se questo farmaco e' escreto nel latte umano. Quindi, l'allattamento al seno non e' raccomandato durante la somministrazione del nebivololo.

Interazioni con altri prodotti

>>Combinazioni controindicate. I beta bloccanti possono impedire la reazione compensatoria cardiovascolare associata all'ipotensione o shock che possono essere indotti dalla floctafenina. Nebivololo non deve essere somministrato contemporaneamente a sultopride poiche' c'e' un aumentato rischio di aritmia ventricolare. >>Combinazioni non raccomandate. Antiaritmici di classe I: puo' essere potenziato l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare ed aumentato l'effetto inotropo negativo. Antagonisti dei canali del calcio del tipo verapamil/diazepam:influenza negativa sulla contrattilita' e la conduzione atrio-ventricolare. La somministrazione endovenosa di verapamil in pazienti con trattamento beta-bloccante puo' portare a profonda ipotensione e blocco atrio-ventricolare. L'uso contemporaneo di farmaci antiipertensivi che agiscono a livello centrale puo' peggiorare l'insufficienza cardiaca attraverso una diminuzione del tono centrale simpatico. Una improvvisa astensione puo' aumentare il rischio di "ipertensione di rimbalzo". >>Combinazioni da usare con cautela: Farmaci antiaritmici di classe III:l'effetto sul tempo di conduzione atrio-ventricolare puo' essere potenziato. L'uso contemporaneo di antagonisti beta-adrenergici e anestetici puo' attenuare la tachicardia riflessa e aumentare il rischio di ipotensione: evitare l'improvvisa astensione del trattamento con beta-bloccanti. L'anestesista deve essere informato quando il paziente assumeil medicinale. Insulina e farmaci antidiabetici orali: l'uso contemporaneo puo' mascherare alcuni sintomi di ipoglicemia. Baclofen, amifostina: l'uso contemporaneo con antiipertensivi e' probabile che aumenti la caduta della pressione sanguigna, quindi il dosaggio di medicinale antiipertensivo deve essere aggiustato di conseguenza. Meflochina: teoricamente la co-somministrazione di agenti bloccanti beta-adrenergici potrebbe contribuire al prolungamento dell'intervallo QTc. >>Combinazioni da prendere in considerazione. Glucosidi digitatici: l'uso contemporaneo puo' aumentare il tempo di conduzione atrio-ventricolare. Il nebivololo non influenza la cinetica della digossina. Calcio antagonistidel tipo diidropiridina: l'uso contemporaneo puo' aumentare il rischio di ipotensione, e non puo' essere escluso un aumento del rischio di un ulteriore deterioramento della funzionalita' della pompa ventricolare nei pazienti con insufficienza cardiaca. Antipsicotici, antidepressivi, nitrati organici come anche altri agenti antiipertensivi: l'uso contemporaneo puo' aumentare l'effetto ipotensivo dei beta-bloccanti. Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): nessuna conseguenza sull'effetto di riduzione della pressione del sangue del nebivololo. Piccole dosi antitrombotiche giornaliere di acido acetilsalicilico possono essere usate senza pericolo con il farmaco. Agenti simpaticomimetici: l'uso contemporaneo puo' contrapporsi all'effetto degli antagonisti beta-adrenergici. Gli agenti beta-adrenergici possono indurre un'attivita' alfa-adrenergica incontrastata degli agenti simpaticomimetici con effetti sia alfa- sia beta-adrenergici. >>Interazioni farmacocinetiche. Il metabolismo del nebivololo coinvolge l'isoenzima CYP2D6: la co-somministrazione di sostanze che inibiscono questo enzima puo' portare all'aumento dei livelli plasmatici di nebivololo associato ad un aumentato rischio di bradicardia eccessiva ed eventi avversi. La co-somministrazione di cimetidina aumenta i livelli plasmatici di nebivololo, senzamodificare l'effetto clinico. La co-somministrazione della ranitidinanon influisce sulla farmacocinetica del nebivololo. I due trattamentipossono essere prescritti insieme, a condizione che nebivololo venga preso con il pasto, e un antiacido fra i pasti. La combinazione di nebivololo e nicardipina aumenta lievemente i livelli plasmatici di entrambi i farmaci, senza modificare l'effetto clinico. La co-somministrazione di alcol, furosemide o idroclorotiazide non influisce sulla farmacocinetica del nebivololo. Il nebivololo non influisce sulla farmacocinetica e sulla farmacodinamica del warfarin.

Equivalenti in base alle liste di trasparenza

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Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.