losartan id an 28 compresse 50+12,5mg angelini (a.c.r.a.f.) spa

Che cosa è losartan id an 28cpr 50+12,5mg?

Losartan id an compresse rivestite prodotto da angelini (a.c.r.a.f.) spa
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici che appartiene alla fascia A che comprende tutti i farmaci essenziali e per malattie croniche, che sono gratuiti per il cittadino, su questi farmaci le Regioni sono comunque libere di applicare eventualmente un ticket .
Losartan id an risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di antagonisti dell'angiotensina ii, associazioni.
Contiene i principi attivi: losartan potassico/idroclorotiazide
Composizione Qualitativa e Quantitativa: losartan potassico e idroclorotiazide.
Codice AIC: 039155130 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Trattamento dell'ipertensione essenziale in pazienti in cui la pressione arteriosa non e' adeguatamente controllata con l'assunzione di losartan o idroclorotiazide in monoterapia.

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Posologia

Il prodotto puo' essere somministrato con altri farmaci antipertensivi. Le compresse devono essere assunte con un bicchiere di acqua. Il medicinale puo' essere somministrato indipendentemente dai pasti. Ipertensione: losartan associato a idroclorotiazide non e' indicato come terapia iniziale, ma in pazienti in cui la pressione arteriosa non e' adeguatamente controllata con l'assunzione di losartan potassico o con idroclorotiazide in monoterapia. E' raccomandata la titolazione della dose con i singoli principi attivi (losartan e idroclorotiazide). Se ritenuto opportuno dal punto di vista clinico, puo' essere preso in considerazione il passaggio diretto dalla monoterapia all'associazione fissa nei pazienti in cui la pressione arteriosa non e' controllata adeguatamente. Losartan/idroclorotiazide 50 mg/12,5 mg: il dosaggio abitualedi mantenimento e' di una compressa da 50 mg/12,5 mg in monosomministrazione giornaliera. Per i pazienti che non rispondono adeguatamente al farmaco 50 mg/12,5 mg, il dosaggio puo' essere aumentato fino ad un massimo di 2 compresse al giorno da 50 mg/12,5 mg o di una compressa da 100 mg/25 mg (losartan 100 mg /idroclorotiazide 25 mg) una volta al giorno. In generale l'effetto antipertensivo viene raggiunto entro tre-quattro settimane dall'inizio della terapia. Losartan/ idroclorotiazide 100 mg/25 mg: la dose massima e' di una compressa da 100 mg/25 mg in monosomministrazione giornaliera. In generale l'effetto antipertensivo viene raggiunto entro tre-quattro settimane dall'inizio della terapia. Uso in pazienti con compromissione della funzione renale e pazienti emodializzati: non e' necessario alcun aggiustamento del dosaggio. Le compresse non sono raccomandate nei pazienti in emodialisi. Le compresse non devono essere usate in pazienti con compromissione grave della funzione renale (ovvero clearance della creatinina CONSERVAZIONE>>Losartan/idroclorotiazide 50 mg/12,5 mg. Blister: conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C. Flacone: conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C. Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall'umidita'. >>Losartan/idroclorotiazide 100 mg/25 mg. Blister: questo medicinale non richiede alcuna particolare precauzione di conservazione. Flacone: tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall'umidita'.AVVERTENZE>>Losartan. Angioedema: i pazienti con anamnesi di angioedema (gonfiore del volto, delle labbra, della gola, e/o della lingua) devono essere strettamente monitorati. Ipotensione e deplezione del volume intravascolare: puo' verificarsi ipotensione sintomatica, soprattutto dopo laprima somministrazione, in pazienti con deplezione volemica e/o sodioin seguito a forte terapia diuretica, dieta iposodica, diarrea o vomito. Tali disturbi devono essere corretti prima della somministrazione del farmaco. Squilibri elettrolitici: si verificano comunemente in pazienti con compromissione della funzione renale, affetti o meno da diabete, e devono essere tenuti in considerazione. Pertanto, le concentrazioni plasmatiche di potassio e i valori della clearance della creatinina devono essere attentamente monitorati; in particolare, i pazienti con insufficienza cardiaca e clearance della creatinina tra 30-50 ml/min devono essere tenuti sotto attenta osservazione. Non e' raccomandatol'uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio e sostituti del sale contenenti potassio con losartan/idroclorotiazide. Compromissione della funzione epatica: in base a dati di farmacocinetica che dimostrano aumenti significativi delle concentrazioni plasmatiche di losartan nei pazienti cirrotici, il farmaco deveessere usato con cautela in pazienti con anamnesi di lieve o moderatacompromissione della funzione epatica. Non vi e' esperienza terapeutica dell'uso di losartan in pazienti con grave compromissione epatica. Pertanto, la somministrazione del medicinale e' controindicata in pazienti con grave compromissione epatica. Compromissione della funzione renale: sono state segnalate alterazioni della funzione renale, inclusal'insufficienza renale (in particolare, in pazienti la cui funzione renale dipende dal sistema renina-angiotensina-aldosterone, quali quelli con insufficienza cardiaca grave o disfunzione renale preesistente).Sono stati riportati anche aumenti dell'urea ematica e della creatinina sierica in pazienti con stenosi arteriosa renale bilaterale o stenosi arteriosa renale unilaterale; queste alterazioni della funzione renale possono essere reversibili con l'interruzione della terapia. Il losartan deve essere usato con cautela nei pazienti con stenosi arteriosa renale bilaterale o unilaterale. Trapianto renale: non sono disponibili dati sperimentali sull'uso del medicinale in pazienti sottoposti atrapianto renale recente. Iperaldosteronismo primario: i pazienti generalmente non rispondono alle terapie antipertensive che agiscono tramite l'inibizione del sistema renina-angiotensina. Pertanto, l'uso del farmaco non e' raccomandato. Coronaropatie e patologie cerebrovascolari: un abbassamento eccessivo della pressione arteriosa in pazienti conpatologia cardiovascolare e cerebrovascolare ischemica potrebbe provocare infarto miocardico o ictus. Insufficienza cardiaca: in pazienti con insufficienza cardiaca, affetti o meno da compromissione della funzione renale, esiste un rischio di grave ipotensione arteriosa e compromissione renale (spesso acuta). Stenosi della valvola mitralica e aortica, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva: e' indicata particolare cautela nei pazienti che soffrono di stenosi aortica o mitralica o di cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Differenze etniche: il losartan egli altri antagonisti dell'angiotensina sono apparentemente meno efficaci nella riduzione della pressione arteriosa in soggetti di razza nera rispetto a soggetti di razza non nera, presumibilmente a causa di una maggiore prevalenza di livelli di bassa renina nella popolazione nera ipertesa. Gravidanza: la terapia con AIIRA non deve essere iniziatadurante la gravidanza. A meno che il proseguimento della terapia con un AIIRA non sia considerato essenziale, le pazienti che stanno pianificando una gravidanza devono ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con AIIRA deve essere interrotto immediatamente e, se ritenuto appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa. >>Idroclorotiazide. Ipotensione e squilibrio idroelettrolitico: in alcuni pazienti puo' manifestarsi ipotensione sintomatica. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per rilevare i segni clinici di squilibrio idroelettrolitico, quali, ad esempio, deplezione del volume, iponatremia, alcalosi ipocloremica, ipomagnesemia, o ipokaliemia, che possono verificarsi in caso di diarrea o vomito intercorrenti. In questi pazienti deve essereeffettuata la determinazione periodica degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati. Pazienti edematosi possono sviluppare, in condizioni di clima caldo, iponatremia da diluizione. Effetti endocrini e metabolici: la terapia tiazidica puo' alterare la tolleranza al glucosio. Puo' risultare necessario un aggiustamento del dosaggio dei farmaciantidiabetici, inclusa l'insulina. Durante la terapia tiazidica puo' manifestarsi diabete mellito latente. I tiazidici possono ridurre l'escrezione urinaria di calcio e causare un aumento lieve e intermittentedel calcio sierico. Un'ipercalcemia marcata puo' evidenziare un iperparatiroidismo latente. La somministrazione di tiazidici deve essere interrotta prima di effettuare i test della funzione paratiroidea. Aumenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi possono essere associati con la terapia diuretica tiazidica. In alcuni pazienti la terapia tiazidica puo' far precipitare iperuricemia e/o gotta. Riducendo l'acido urico, il losartan in associazione con idroclorotiazide attenua l'iperuricemia indotta da diuretici. Compromissione della funzione epatica: itiazidici devono essere usati con cautela in pazienti con compromissione della funzione epatica o epatopatia progressiva, in quanto possonocausare colestasi intraepatica e alterazioni minori dell'equilibrio idroelettrolitico che possono precipitare in coma epatico. Il medicinale e' controindicato nei pazienti con compromissione epatica grave. Neipazienti trattati con terapia tiazidica, possono verificarsi reazionidi ipersensibilita' con o senza anamnesi di allergia o asma bronchiale. Con l'uso di tiazidici e' stato riportato aggravamento o attivazione di lupus eritematoso sistemico. Test antidoping: idroclorotiazide puo' produrre positivita' nei risultati analitici dei test antidoping. Il prodotto contiene lattosio.INTERAZIONI>>Losartan. E' stato segnalato che la rifampicina e il fluconazolo riducono i livelli del metabolita attivo. Le conseguenze cliniche di queste interazioni non sono state valutate. L'uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio, possono portare ad un aumento del potassio sierico. La co- somministrazione non e' consigliata. L'escrezione di litio puo' essere ridotta. Pertanto, in caso di co-somministrazione di sali di litio e antagonisti del recettore dell'angiotensina II i livelli sierici di litio devono essere attentamente monitorati. Quando gli antagonisti dell'angiotensina II vengono somministrati contemporaneamente a FANS (ovvero inibitori selettivi della Cox-2, acido acetilsalicilico a dosi antinfiammatorie) e FANS non selettivi, puo' verificarsi un'attenuazione dell'effetto antipertensivo. L'uso concomitante di antagonisti dell'angiotensina II o diuretici e FANS puo' portare ad un aumento del rischio di peggioramento della funzione renale, inclusa una possibile insufficienza renale acuta, ed un innalzamento del potassio sierico, soprattutto in pazienti con ridotta funzione renale pre-esistente. Tale associazione deve essere somministrata con cautela, soprattutto negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia di associazione, e in seguito periodicamente. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa trattati con farmaci antinfiammatori non steroidei, inclusi gli inibitori selettividella cicloossigenasi-2, la co-somministrazione di antagonisti del recettore dell'angiotensina II puo' comportare un ulteriore deterioramento della funzione renale. Questi effetti sono di solito reversibili. Altre sostanze che inducono ipotensione, come antidepressivi triciclici, antipsicotici, baclofene, amifostina: l'uso concomitante con questi farmaci ad azione ipotensiva, come effetto principale o indesiderato, puo' aumentare il rischio di ipotensione. >>Idroclorotiazide. Se somministrati in concomitanza, i seguenti farmaci possono interagire con i diuretici tiazidici. Alcol, barbiturici, narcotici o antidepressivi: puo' verificarsi un potenziamento dell'ipotensione ortostatica. Farmaciantidiabetici (per via orale e insulina): il trattamento con un tiazidico puo' alterare la tolleranza al glucosio. Puo' essere necessario un aggiustamento del dosaggio del farmaco antidiabetico. La metformina deve essere usata con cautela a causa del rischio di acidosi lattica indotta da possibile insufficienza renale funzionale correlata all'idroclorotiazide. >>Altri farmaci antipertensivi: effetto additivo. Resinecolestiramina e colestipolo: l'assorbimento di idroclorotiazide e' alterato in presenza di resine a scambio anionico. Singole dosi delle resine colestiramina o colestipolo legano l'idroclorotiazide e ne riducono l'assorbimento da parte del tratto gastrointestinale rispettivamente fino all'85% e al 43%. Corticosteroidi, ACTH: aumento della deplezione elettrolitica, in particolare dell'ipokaliemia. Amine pressorie (ades., adrenalina): l'effetto delle amine pressorie puo' essere diminuito ma non abbastanza da precluderne l'uso. Miorilassanti, non depolarizzanti (ad es., tubocurarina): e' possibile un aumento della risposta ai miorilassanti. Litio: i diuretici riducono la clearance renale del litio e comportano un rischio elevato di tossicita' da litio; l'uso concomitante non e' raccomandato. Medicinali utilizzati nel trattamento della gotta (probenecid, sulfinpirazone e allopurinolo): puo' essere necessario un aggiustamento del dosaggio dei medicinali uricosurici perche' l'idroclorotiazide puo' aumentare i livelli sierici di acido urico. Puo' essere necessario un aumento del dosaggio di probenecid e sulfinpirazone. La co-somministrazione di un tiazidico puo' aumentare l'incidenza di reazioni di ipersensibilita' all'allopurinolo. Agenti anticolinergici (ad es., atropina, biperidina): aumento della biodisponibilita' ai diuretici simil-tiazidici per riduzione della motilita' gastrointestinale e della velocita' di svuotamento gastrico. Agenti citotossici (ad es., ciclofosfamide, metotrexato): i tiazidici possono ridurrel'escrezione renale di medicinali citotossici e potenziare il loro effetto mielosoppressore. Salicilati: in caso di dosaggi elevati di salicilati, l'idroclorotiazide puo' potenziare l'effetto tossico dei salicilati sul sistema nervoso centrale. Metildopa: sono stati riportati casi isolati di anemia emolitica per l'uso concomitante di idroclorotiazide e metildopa. Ciclosporina: il trattamento concomitante con ciclosporina puo' aumentare il rischio di iperuricemia e complicanze tipiche della gotta. Glicosidi digitalici: l'ipokaliemia o l'ipomagnesemia indotta dai tiazidici possono favorire l'insorgenza di aritmie cardiache indotte da digitale. Medicinali influenzati da alterazioni del potassio sierico: si raccomanda il monitoraggio periodico del potassio sierico e dell'ECG in caso di somministrazione di losartan/idroclorotiazide con medicinali influenzati dalle alterazioni del potassio sierico e con i seguenti medicinali che inducono torsione di punta, inclusi alcuniantiaritmici, essendo l'ipokaliemia un fattore predisponente alla torsione di punta: antiaritmici di classe Ia (ad es., chinidina, idrochinidina, disopiramide); antiaritmici di classe III (ad es., amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide); alcuni antipsicotici (ad es., tioridazina, clorpromazina, levomepromazina trifluoperazina, ciamemazina, sulpiride, sultopride, amisulpride, tiapride, pimozide, aloperidolo, droperidolo); altri (ad es., bepridil, cisapride, difemanile, ertiromicina e.v., alofantrina, mizolastina, pentamidina, terfenadina, vincamina e.v.). Sali di calcio: i diuretici tiazidici possono aumentare i livelli sierici di calcio a causa di una ridotta escrezione. Se devono essere prescritti integratori di calcio, i livelli sierici di calcio devono essere monitorati e il dosaggio di calcio deve essere aggiustato di conseguenza. Interazioni con i test di laboratorio: a causa dei loro effetti sul metabolismo del calcio, i tiazidici possono interferire coni test per la funzione paratiroidea. Carbamazepina: rischio di iponatremia sintomatica. E' necessario il monitoraggio clinico e biologico. Mezzi di contrasto iodati: in caso di disidratazione indotta da diuretici, esiste un rischio maggiore di insufficienza renale acuta, soprattutto con dosi elevate di prodotto iodato. I pazienti devono essere reidratati prima della somministrazione. Amfotericina B (per via parenterale), corticosteroidi, ACTH, lassativi stimolanti o glicirrizina (contenuta nella radice di liquirizia): l'idroclorotiazide puo' aumentare lo squilibrio elettrolitico, soprattutto l'ipokaliemia.EFFETTI INDESIDERATILe reazioni avverse di seguito elencate sono raggruppate, ove occorra, in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza, secondo la seguente convenzione: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1,000, = 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota. Negli studi clinici condotti con losartan potassico e idroclorotiazide non sono state osservate reazioni avverse specifiche correlate a questo farmaco di associazione.Le reazioni avverse sono state limitate a quelle gia' riscontrate in precedenza con losartan potassico e/o idroclorotiazide. Negli studi clinici controllati sull'ipertensione essenziale, i capogiri sono stati l'unica reazione avversa riportata come correlata al farmaco, verificatasi con un'incidenza superiore al placebo nell'1% o piu' dei pazientitrattati con losartan e idroclorotiazide. Oltre a questi effetti, dopo l'immissione in commercio del medicinale sono state segnalate le seguenti ulteriori reazioni avverse. Patologie epatobiliari. Raro: epatite. Esami diagnostici. Raro: iperkaliemia, aumento delle ALT. >>Losartan. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: anemia, porporadi Henoch-Schonlein, ecchimosi, emolisi. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni anafilattiche, angioedema, orticaria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia, gotta. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia; non comune: ansia, disturbi legati all'ansia, panico, confusione, depressione, incubi, disturbi del sonno, sonnolenza, alterazione della memoria. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, capogiri; non comune: nervosismo, parestesia, neuropatia periferica, tremore, emicrania, sincope. Patologie dell'occhio. Non comune: visione offuscata, bruciore/irritazione all'occhio, congiuntivite, riduzione dell'acuita' visiva. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: vertigini, tinnito. Patologie cardiache. Non comune: ipotensione, ipotensione ortostatica, sternalgia, angina pectoris, blocco atrioventricolare di grado II, eventi cerebrovascolari, infarto del miocardio, palpitazioni, aritmie (fibrillazione atriale, bradicardia sinusale, tachicardia, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare). Patologie vascolari. Non comune: vasculite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, infezioni del tratto respiratorio superiore, congestione nasale, sinusite, disturbi sinusali; non comune: disturbi faringei, faringite, laringite, dispnea,bronchite, epistassi, rinite, congestione respiratoria. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, nausea, diarrea, dispepsia;non comune: stipsi, dolore dentale, secchezza delle fauci, flatulenza, gastrite, emesi. Patologie epatobiliari. Non nota: anormalita' dellafunzione epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: alopecia, dermatite, cute secca, eritema, arrossamento, fotosensibilita', prurito, rash cutaneo, orticaria, sudorazione. Patologiedel sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: crampi muscolari, dolore alla schiena, dolore alle gambe, mialgia; non comune: dolore alle braccia, gonfiore alle articolazioni, dolore alle ginocchia, dolore muscoloscheletrico, dolore alle spalle, intorpidimento,artralgia, artrite, coxalgia, fibromialgia, debolezza muscolare; non nota: rabdomiolisi. Patologie renali ed urinarie. Non comune: nicturia, aumento della frequenza della minzione, infezione del tratto urinario. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: diminuzione della libido, impotenza. Patologie sistemiche e condizionirelative alla sede di somministrazione. Comune: astenia, affaticamento, dolore al torace; non comune: edema facciale, febbre. Esami diagnostici. Comune: iperkaliemia, lieve riduzione dell'ematocrito e dell'emoglobina. Non comune: lieve aumento dei livelli sierici di urea e creatinina; molto raro: aumento degli enzimi epatici e della bilirubina. >>Idroclorotiazide. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica, leucopenia, porpora, trombocitopenia. Patologie del sistema immunitario. Raro: reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune:anoressia, iperglicemia, iperuricemia, ipokaliemia, iponatriemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalalgia. Patologie dell'occhio. Non comune: offuscamentotransitorio della visione, xantopsia. Patologie vascolari. Non comune: angite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: sindrome da distress respiratorio inclusa polmonite ed edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Non comune: sialoadenite, spasmi, irritazione gastrica, nausea, emesi, diarrea, stipsi. Patologie epatobiliari. Non comune: ittero (colestasi intraepatica), pancreatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: fotosensibilita', orticaria, necrolisi epidermica tossica. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: crampi muscolari. Patologie renali ed urinarie. Non comune: glicosuria, nefrite interstiziale, disfunzione renale, insufficienza renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: febbre, capogiri.GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOL'uso degli Antagonisti del Recettore dell'Angiotensina II (AIIRA) non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. L'uso degli AIIRA e' controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha prodotto risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un aumento minimo del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con AIIRA, un simile rischio puo' esistere anche per questa classe di medicinali. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che il proseguimento della terapia con un AIIRA non sia considerato essenziale. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con AIIRA deve essere immediatamente interrotto e, se ritenuto appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che nella donna l'esposizione alla terapia con AIIRA durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza induce tossicita' fetale e tossicita' neonatale. In caso di esposizione a AIIRA dal secondo trimestre di gravidanza si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto AIIRA devono essere strettamente monitorati per quanto riguarda l'ipotensione. L'esperienza sull'impiego dell'idroclorotiazide in gravidanza, in particolare durante il primo trimestre, e' limitata. Gli studi condotti su animali sono insufficienti. L'idroclorotiazide attraversa la placenta. Considerando il suo meccanismo d'azione farmacologica, l'uso dell'idroclorotiazide durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza puo' compromettere la perfusione feto-placentare e indurre effetti fetali e neonatali quali ittero, alterazioni dell'equilibrio elettrolitico e trombocitopenia. L'idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento di edema gestazionale, ipertensione gestazionale o preeclampsia a causa del rischio di riduzione del volume plasmatico e di ipoperfusione placentare, senza alcun effetto benefico sul decorso della malattia. L'idroclorotiazide non deve essere usata peril trattamento dell'ipertensione essenziale in donne incinte, salvo in quei rari casi in cui non e' possibile ricorrere a trattamenti alternativi. Poiche' non sono disponibili dati relativi all'uso del farmacodurante l'allattamento, l'uso di questo medicinale non e' raccomandato e sono da preferire trattamenti alternativi con medicinali dal comprovato profilo di sicurezza per l'uso durante l'allattamento, specialmente in caso di allattamento di neonati o prematuri. L'idroclorotiazideviene escreta nel latte materno in piccole quantita'. I tiazidici, causando intensa diuresi a dosi elevate, possono inibire la produzione di latte. L'uso del medicinale e' controindicato durante l'allattamento. Se usato durante l'allattamento, le dosi del farmaco devono essere mantenute al livello piu' basso possibile.

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse di seguito elencate sono raggruppate, ove occorra, in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza, secondo la seguente convenzione: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1,000, = 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota. Negli studi clinici condotti con losartan potassico e idroclorotiazide non sono state osservate reazioni avverse specifiche correlate a questo farmaco di associazione.Le reazioni avverse sono state limitate a quelle gia' riscontrate in precedenza con losartan potassico e/o idroclorotiazide. Negli studi clinici controllati sull'ipertensione essenziale, i capogiri sono stati l'unica reazione avversa riportata come correlata al farmaco, verificatasi con un'incidenza superiore al placebo nell'1% o piu' dei pazientitrattati con losartan e idroclorotiazide. Oltre a questi effetti, dopo l'immissione in commercio del medicinale sono state segnalate le seguenti ulteriori reazioni avverse. Patologie epatobiliari. Raro: epatite. Esami diagnostici. Raro: iperkaliemia, aumento delle ALT. >>Losartan. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: anemia, porporadi Henoch-Schonlein, ecchimosi, emolisi. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni anafilattiche, angioedema, orticaria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia, gotta. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia; non comune: ansia, disturbi legati all'ansia, panico, confusione, depressione, incubi, disturbi del sonno, sonnolenza, alterazione della memoria. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, capogiri; non comune: nervosismo, parestesia, neuropatia periferica, tremore, emicrania, sincope. Patologie dell'occhio. Non comune: visione offuscata, bruciore/irritazione all'occhio, congiuntivite, riduzione dell'acuita' visiva. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: vertigini, tinnito. Patologie cardiache. Non comune: ipotensione, ipotensione ortostatica, sternalgia, angina pectoris, blocco atrioventricolare di grado II, eventi cerebrovascolari, infarto del miocardio, palpitazioni, aritmie (fibrillazione atriale, bradicardia sinusale, tachicardia, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare). Patologie vascolari. Non comune: vasculite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, infezioni del tratto respiratorio superiore, congestione nasale, sinusite, disturbi sinusali; non comune: disturbi faringei, faringite, laringite, dispnea,bronchite, epistassi, rinite, congestione respiratoria. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, nausea, diarrea, dispepsia;non comune: stipsi, dolore dentale, secchezza delle fauci, flatulenza, gastrite, emesi. Patologie epatobiliari. Non nota: anormalita' dellafunzione epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: alopecia, dermatite, cute secca, eritema, arrossamento, fotosensibilita', prurito, rash cutaneo, orticaria, sudorazione. Patologiedel sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: crampi muscolari, dolore alla schiena, dolore alle gambe, mialgia; non comune: dolore alle braccia, gonfiore alle articolazioni, dolore alle ginocchia, dolore muscoloscheletrico, dolore alle spalle, intorpidimento,artralgia, artrite, coxalgia, fibromialgia, debolezza muscolare; non nota: rabdomiolisi. Patologie renali ed urinarie. Non comune: nicturia, aumento della frequenza della minzione, infezione del tratto urinario. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: diminuzione della libido, impotenza. Patologie sistemiche e condizionirelative alla sede di somministrazione. Comune: astenia, affaticamento, dolore al torace; non comune: edema facciale, febbre. Esami diagnostici. Comune: iperkaliemia, lieve riduzione dell'ematocrito e dell'emoglobina. Non comune: lieve aumento dei livelli sierici di urea e creatinina; molto raro: aumento degli enzimi epatici e della bilirubina. >>Idroclorotiazide. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica, leucopenia, porpora, trombocitopenia. Patologie del sistema immunitario. Raro: reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune:anoressia, iperglicemia, iperuricemia, ipokaliemia, iponatriemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalalgia. Patologie dell'occhio. Non comune: offuscamentotransitorio della visione, xantopsia. Patologie vascolari. Non comune: angite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: sindrome da distress respiratorio inclusa polmonite ed edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Non comune: sialoadenite, spasmi, irritazione gastrica, nausea, emesi, diarrea, stipsi. Patologie epatobiliari. Non comune: ittero (colestasi intraepatica), pancreatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: fotosensibilita', orticaria, necrolisi epidermica tossica. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: crampi muscolari. Patologie renali ed urinarie. Non comune: glicosuria, nefrite interstiziale, disfunzione renale, insufficienza renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: febbre, capogiri.

Indicazioni

Trattamento dell'ipertensione essenziale in pazienti in cui la pressione arteriosa non e' adeguatamente controllata con l'assunzione di losartan o idroclorotiazide in monoterapia.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' a losartan, ai derivati sulfonamidici (come idroclorotiazide) o ad uno qualsiasi degli eccipienti; ipokaliemia o ipercalcemia resistenti alla terapia; grave compromissione epatica; colestasi eostruzione biliare; iponatremia refrattaria; iperuricemia sintomatica/gotta; secondo e terzo trimestre di gravidanza; grave compromissione renale (ovvero clearance della creatinina POSOLOGIAIl prodotto puo' essere somministrato con altri farmaci antipertensivi. Le compresse devono essere assunte con un bicchiere di acqua. Il medicinale puo' essere somministrato indipendentemente dai pasti. Ipertensione: losartan associato a idroclorotiazide non e' indicato come terapia iniziale, ma in pazienti in cui la pressione arteriosa non e' adeguatamente controllata con l'assunzione di losartan potassico o con idroclorotiazide in monoterapia. E' raccomandata la titolazione della dose con i singoli principi attivi (losartan e idroclorotiazide). Se ritenuto opportuno dal punto di vista clinico, puo' essere preso in considerazione il passaggio diretto dalla monoterapia all'associazione fissa nei pazienti in cui la pressione arteriosa non e' controllata adeguatamente. Losartan/idroclorotiazide 50 mg/12,5 mg: il dosaggio abitualedi mantenimento e' di una compressa da 50 mg/12,5 mg in monosomministrazione giornaliera. Per i pazienti che non rispondono adeguatamente al farmaco 50 mg/12,5 mg, il dosaggio puo' essere aumentato fino ad un massimo di 2 compresse al giorno da 50 mg/12,5 mg o di una compressa da 100 mg/25 mg (losartan 100 mg /idroclorotiazide 25 mg) una volta al giorno. In generale l'effetto antipertensivo viene raggiunto entro tre-quattro settimane dall'inizio della terapia. Losartan/ idroclorotiazide 100 mg/25 mg: la dose massima e' di una compressa da 100 mg/25 mg in monosomministrazione giornaliera. In generale l'effetto antipertensivo viene raggiunto entro tre-quattro settimane dall'inizio della terapia. Uso in pazienti con compromissione della funzione renale e pazienti emodializzati: non e' necessario alcun aggiustamento del dosaggio. Le compresse non sono raccomandate nei pazienti in emodialisi. Le compresse non devono essere usate in pazienti con compromissione grave della funzione renale (ovvero clearance della creatinina CONSERVAZIONE>>Losartan/idroclorotiazide 50 mg/12,5 mg. Blister: conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C. Flacone: conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C. Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall'umidita'. >>Losartan/idroclorotiazide 100 mg/25 mg. Blister: questo medicinale non richiede alcuna particolare precauzione di conservazione. Flacone: tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall'umidita'.AVVERTENZE>>Losartan. Angioedema: i pazienti con anamnesi di angioedema (gonfiore del volto, delle labbra, della gola, e/o della lingua) devono essere strettamente monitorati. Ipotensione e deplezione del volume intravascolare: puo' verificarsi ipotensione sintomatica, soprattutto dopo laprima somministrazione, in pazienti con deplezione volemica e/o sodioin seguito a forte terapia diuretica, dieta iposodica, diarrea o vomito. Tali disturbi devono essere corretti prima della somministrazione del farmaco. Squilibri elettrolitici: si verificano comunemente in pazienti con compromissione della funzione renale, affetti o meno da diabete, e devono essere tenuti in considerazione. Pertanto, le concentrazioni plasmatiche di potassio e i valori della clearance della creatinina devono essere attentamente monitorati; in particolare, i pazienti con insufficienza cardiaca e clearance della creatinina tra 30-50 ml/min devono essere tenuti sotto attenta osservazione. Non e' raccomandatol'uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio e sostituti del sale contenenti potassio con losartan/idroclorotiazide. Compromissione della funzione epatica: in base a dati di farmacocinetica che dimostrano aumenti significativi delle concentrazioni plasmatiche di losartan nei pazienti cirrotici, il farmaco deveessere usato con cautela in pazienti con anamnesi di lieve o moderatacompromissione della funzione epatica. Non vi e' esperienza terapeutica dell'uso di losartan in pazienti con grave compromissione epatica. Pertanto, la somministrazione del medicinale e' controindicata in pazienti con grave compromissione epatica. Compromissione della funzione renale: sono state segnalate alterazioni della funzione renale, inclusal'insufficienza renale (in particolare, in pazienti la cui funzione renale dipende dal sistema renina-angiotensina-aldosterone, quali quelli con insufficienza cardiaca grave o disfunzione renale preesistente).Sono stati riportati anche aumenti dell'urea ematica e della creatinina sierica in pazienti con stenosi arteriosa renale bilaterale o stenosi arteriosa renale unilaterale; queste alterazioni della funzione renale possono essere reversibili con l'interruzione della terapia. Il losartan deve essere usato con cautela nei pazienti con stenosi arteriosa renale bilaterale o unilaterale. Trapianto renale: non sono disponibili dati sperimentali sull'uso del medicinale in pazienti sottoposti atrapianto renale recente. Iperaldosteronismo primario: i pazienti generalmente non rispondono alle terapie antipertensive che agiscono tramite l'inibizione del sistema renina-angiotensina. Pertanto, l'uso del farmaco non e' raccomandato. Coronaropatie e patologie cerebrovascolari: un abbassamento eccessivo della pressione arteriosa in pazienti conpatologia cardiovascolare e cerebrovascolare ischemica potrebbe provocare infarto miocardico o ictus. Insufficienza cardiaca: in pazienti con insufficienza cardiaca, affetti o meno da compromissione della funzione renale, esiste un rischio di grave ipotensione arteriosa e compromissione renale (spesso acuta). Stenosi della valvola mitralica e aortica, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva: e' indicata particolare cautela nei pazienti che soffrono di stenosi aortica o mitralica o di cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Differenze etniche: il losartan egli altri antagonisti dell'angiotensina sono apparentemente meno efficaci nella riduzione della pressione arteriosa in soggetti di razza nera rispetto a soggetti di razza non nera, presumibilmente a causa di una maggiore prevalenza di livelli di bassa renina nella popolazione nera ipertesa. Gravidanza: la terapia con AIIRA non deve essere iniziatadurante la gravidanza. A meno che il proseguimento della terapia con un AIIRA non sia considerato essenziale, le pazienti che stanno pianificando una gravidanza devono ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con AIIRA deve essere interrotto immediatamente e, se ritenuto appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa. >>Idroclorotiazide. Ipotensione e squilibrio idroelettrolitico: in alcuni pazienti puo' manifestarsi ipotensione sintomatica. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per rilevare i segni clinici di squilibrio idroelettrolitico, quali, ad esempio, deplezione del volume, iponatremia, alcalosi ipocloremica, ipomagnesemia, o ipokaliemia, che possono verificarsi in caso di diarrea o vomito intercorrenti. In questi pazienti deve essereeffettuata la determinazione periodica degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati. Pazienti edematosi possono sviluppare, in condizioni di clima caldo, iponatremia da diluizione. Effetti endocrini e metabolici: la terapia tiazidica puo' alterare la tolleranza al glucosio. Puo' risultare necessario un aggiustamento del dosaggio dei farmaciantidiabetici, inclusa l'insulina. Durante la terapia tiazidica puo' manifestarsi diabete mellito latente. I tiazidici possono ridurre l'escrezione urinaria di calcio e causare un aumento lieve e intermittentedel calcio sierico. Un'ipercalcemia marcata puo' evidenziare un iperparatiroidismo latente. La somministrazione di tiazidici deve essere interrotta prima di effettuare i test della funzione paratiroidea. Aumenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi possono essere associati con la terapia diuretica tiazidica. In alcuni pazienti la terapia tiazidica puo' far precipitare iperuricemia e/o gotta. Riducendo l'acido urico, il losartan in associazione con idroclorotiazide attenua l'iperuricemia indotta da diuretici. Compromissione della funzione epatica: itiazidici devono essere usati con cautela in pazienti con compromissione della funzione epatica o epatopatia progressiva, in quanto possonocausare colestasi intraepatica e alterazioni minori dell'equilibrio idroelettrolitico che possono precipitare in coma epatico. Il medicinale e' controindicato nei pazienti con compromissione epatica grave. Neipazienti trattati con terapia tiazidica, possono verificarsi reazionidi ipersensibilita' con o senza anamnesi di allergia o asma bronchiale. Con l'uso di tiazidici e' stato riportato aggravamento o attivazione di lupus eritematoso sistemico. Test antidoping: idroclorotiazide puo' produrre positivita' nei risultati analitici dei test antidoping. Il prodotto contiene lattosio.INTERAZIONI>>Losartan. E' stato segnalato che la rifampicina e il fluconazolo riducono i livelli del metabolita attivo. Le conseguenze cliniche di queste interazioni non sono state valutate. L'uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio, possono portare ad un aumento del potassio sierico. La co- somministrazione non e' consigliata. L'escrezione di litio puo' essere ridotta. Pertanto, in caso di co-somministrazione di sali di litio e antagonisti del recettore dell'angiotensina II i livelli sierici di litio devono essere attentamente monitorati. Quando gli antagonisti dell'angiotensina II vengono somministrati contemporaneamente a FANS (ovvero inibitori selettivi della Cox-2, acido acetilsalicilico a dosi antinfiammatorie) e FANS non selettivi, puo' verificarsi un'attenuazione dell'effetto antipertensivo. L'uso concomitante di antagonisti dell'angiotensina II o diuretici e FANS puo' portare ad un aumento del rischio di peggioramento della funzione renale, inclusa una possibile insufficienza renale acuta, ed un innalzamento del potassio sierico, soprattutto in pazienti con ridotta funzione renale pre-esistente. Tale associazione deve essere somministrata con cautela, soprattutto negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia di associazione, e in seguito periodicamente. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa trattati con farmaci antinfiammatori non steroidei, inclusi gli inibitori selettividella cicloossigenasi-2, la co-somministrazione di antagonisti del recettore dell'angiotensina II puo' comportare un ulteriore deterioramento della funzione renale. Questi effetti sono di solito reversibili. Altre sostanze che inducono ipotensione, come antidepressivi triciclici, antipsicotici, baclofene, amifostina: l'uso concomitante con questi farmaci ad azione ipotensiva, come effetto principale o indesiderato, puo' aumentare il rischio di ipotensione. >>Idroclorotiazide. Se somministrati in concomitanza, i seguenti farmaci possono interagire con i diuretici tiazidici. Alcol, barbiturici, narcotici o antidepressivi: puo' verificarsi un potenziamento dell'ipotensione ortostatica. Farmaciantidiabetici (per via orale e insulina): il trattamento con un tiazidico puo' alterare la tolleranza al glucosio. Puo' essere necessario un aggiustamento del dosaggio del farmaco antidiabetico. La metformina deve essere usata con cautela a causa del rischio di acidosi lattica indotta da possibile insufficienza renale funzionale correlata all'idroclorotiazide. >>Altri farmaci antipertensivi: effetto additivo. Resinecolestiramina e colestipolo: l'assorbimento di idroclorotiazide e' alterato in presenza di resine a scambio anionico. Singole dosi delle resine colestiramina o colestipolo legano l'idroclorotiazide e ne riducono l'assorbimento da parte del tratto gastrointestinale rispettivamente fino all'85% e al 43%. Corticosteroidi, ACTH: aumento della deplezione elettrolitica, in particolare dell'ipokaliemia. Amine pressorie (ades., adrenalina): l'effetto delle amine pressorie puo' essere diminuito ma non abbastanza da precluderne l'uso. Miorilassanti, non depolarizzanti (ad es., tubocurarina): e' possibile un aumento della risposta ai miorilassanti. Litio: i diuretici riducono la clearance renale del litio e comportano un rischio elevato di tossicita' da litio; l'uso concomitante non e' raccomandato. Medicinali utilizzati nel trattamento della gotta (probenecid, sulfinpirazone e allopurinolo): puo' essere necessario un aggiustamento del dosaggio dei medicinali uricosurici perche' l'idroclorotiazide puo' aumentare i livelli sierici di acido urico. Puo' essere necessario un aumento del dosaggio di probenecid e sulfinpirazone. La co-somministrazione di un tiazidico puo' aumentare l'incidenza di reazioni di ipersensibilita' all'allopurinolo. Agenti anticolinergici (ad es., atropina, biperidina): aumento della biodisponibilita' ai diuretici simil-tiazidici per riduzione della motilita' gastrointestinale e della velocita' di svuotamento gastrico. Agenti citotossici (ad es., ciclofosfamide, metotrexato): i tiazidici possono ridurrel'escrezione renale di medicinali citotossici e potenziare il loro effetto mielosoppressore. Salicilati: in caso di dosaggi elevati di salicilati, l'idroclorotiazide puo' potenziare l'effetto tossico dei salicilati sul sistema nervoso centrale. Metildopa: sono stati riportati casi isolati di anemia emolitica per l'uso concomitante di idroclorotiazide e metildopa. Ciclosporina: il trattamento concomitante con ciclosporina puo' aumentare il rischio di iperuricemia e complicanze tipiche della gotta. Glicosidi digitalici: l'ipokaliemia o l'ipomagnesemia indotta dai tiazidici possono favorire l'insorgenza di aritmie cardiache indotte da digitale. Medicinali influenzati da alterazioni del potassio sierico: si raccomanda il monitoraggio periodico del potassio sierico e dell'ECG in caso di somministrazione di losartan/idroclorotiazide con medicinali influenzati dalle alterazioni del potassio sierico e con i seguenti medicinali che inducono torsione di punta, inclusi alcuniantiaritmici, essendo l'ipokaliemia un fattore predisponente alla torsione di punta: antiaritmici di classe Ia (ad es., chinidina, idrochinidina, disopiramide); antiaritmici di classe III (ad es., amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide); alcuni antipsicotici (ad es., tioridazina, clorpromazina, levomepromazina trifluoperazina, ciamemazina, sulpiride, sultopride, amisulpride, tiapride, pimozide, aloperidolo, droperidolo); altri (ad es., bepridil, cisapride, difemanile, ertiromicina e.v., alofantrina, mizolastina, pentamidina, terfenadina, vincamina e.v.). Sali di calcio: i diuretici tiazidici possono aumentare i livelli sierici di calcio a causa di una ridotta escrezione. Se devono essere prescritti integratori di calcio, i livelli sierici di calcio devono essere monitorati e il dosaggio di calcio deve essere aggiustato di conseguenza. Interazioni con i test di laboratorio: a causa dei loro effetti sul metabolismo del calcio, i tiazidici possono interferire coni test per la funzione paratiroidea. Carbamazepina: rischio di iponatremia sintomatica. E' necessario il monitoraggio clinico e biologico. Mezzi di contrasto iodati: in caso di disidratazione indotta da diuretici, esiste un rischio maggiore di insufficienza renale acuta, soprattutto con dosi elevate di prodotto iodato. I pazienti devono essere reidratati prima della somministrazione. Amfotericina B (per via parenterale), corticosteroidi, ACTH, lassativi stimolanti o glicirrizina (contenuta nella radice di liquirizia): l'idroclorotiazide puo' aumentare lo squilibrio elettrolitico, soprattutto l'ipokaliemia.EFFETTI INDESIDERATILe reazioni avverse di seguito elencate sono raggruppate, ove occorra, in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza, secondo la seguente convenzione: molto comune (>= 1/10); comune (>= 1/100, < 1/10); non comune (>= 1/1,000, = 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota. Negli studi clinici condotti con losartan potassico e idroclorotiazide non sono state osservate reazioni avverse specifiche correlate a questo farmaco di associazione.Le reazioni avverse sono state limitate a quelle gia' riscontrate in precedenza con losartan potassico e/o idroclorotiazide. Negli studi clinici controllati sull'ipertensione essenziale, i capogiri sono stati l'unica reazione avversa riportata come correlata al farmaco, verificatasi con un'incidenza superiore al placebo nell'1% o piu' dei pazientitrattati con losartan e idroclorotiazide. Oltre a questi effetti, dopo l'immissione in commercio del medicinale sono state segnalate le seguenti ulteriori reazioni avverse. Patologie epatobiliari. Raro: epatite. Esami diagnostici. Raro: iperkaliemia, aumento delle ALT. >>Losartan. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: anemia, porporadi Henoch-Schonlein, ecchimosi, emolisi. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni anafilattiche, angioedema, orticaria. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: anoressia, gotta. Disturbi psichiatrici. Comune: insonnia; non comune: ansia, disturbi legati all'ansia, panico, confusione, depressione, incubi, disturbi del sonno, sonnolenza, alterazione della memoria. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea, capogiri; non comune: nervosismo, parestesia, neuropatia periferica, tremore, emicrania, sincope. Patologie dell'occhio. Non comune: visione offuscata, bruciore/irritazione all'occhio, congiuntivite, riduzione dell'acuita' visiva. Patologie dell'orecchio e del labirinto. Non comune: vertigini, tinnito. Patologie cardiache. Non comune: ipotensione, ipotensione ortostatica, sternalgia, angina pectoris, blocco atrioventricolare di grado II, eventi cerebrovascolari, infarto del miocardio, palpitazioni, aritmie (fibrillazione atriale, bradicardia sinusale, tachicardia, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare). Patologie vascolari. Non comune: vasculite. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse, infezioni del tratto respiratorio superiore, congestione nasale, sinusite, disturbi sinusali; non comune: disturbi faringei, faringite, laringite, dispnea,bronchite, epistassi, rinite, congestione respiratoria. Patologie gastrointestinali. Comune: dolore addominale, nausea, diarrea, dispepsia;non comune: stipsi, dolore dentale, secchezza delle fauci, flatulenza, gastrite, emesi. Patologie epatobiliari. Non nota: anormalita' dellafunzione epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: alopecia, dermatite, cute secca, eritema, arrossamento, fotosensibilita', prurito, rash cutaneo, orticaria, sudorazione. Patologiedel sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Comune: crampi muscolari, dolore alla schiena, dolore alle gambe, mialgia; non comune: dolore alle braccia, gonfiore alle articolazioni, dolore alle ginocchia, dolore muscoloscheletrico, dolore alle spalle, intorpidimento,artralgia, artrite, coxalgia, fibromialgia, debolezza muscolare; non nota: rabdomiolisi. Patologie renali ed urinarie. Non comune: nicturia, aumento della frequenza della minzione, infezione del tratto urinario. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: diminuzione della libido, impotenza. Patologie sistemiche e condizionirelative alla sede di somministrazione. Comune: astenia, affaticamento, dolore al torace; non comune: edema facciale, febbre. Esami diagnostici. Comune: iperkaliemia, lieve riduzione dell'ematocrito e dell'emoglobina. Non comune: lieve aumento dei livelli sierici di urea e creatinina; molto raro: aumento degli enzimi epatici e della bilirubina. >>Idroclorotiazide. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica, leucopenia, porpora, trombocitopenia. Patologie del sistema immunitario. Raro: reazione anafilattica. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune:anoressia, iperglicemia, iperuricemia, ipokaliemia, iponatriemia. Disturbi psichiatrici. Non comune: insonnia. Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalalgia. Patologie dell'occhio. Non comune: offuscamentotransitorio della visione, xantopsia. Patologie vascolari. Non comune: angite necrotizzante (vasculite, vasculite cutanea). Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: sindrome da distress respiratorio inclusa polmonite ed edema polmonare. Patologie gastrointestinali. Non comune: sialoadenite, spasmi, irritazione gastrica, nausea, emesi, diarrea, stipsi. Patologie epatobiliari. Non comune: ittero (colestasi intraepatica), pancreatite. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: fotosensibilita', orticaria, necrolisi epidermica tossica. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: crampi muscolari. Patologie renali ed urinarie. Non comune: glicosuria, nefrite interstiziale, disfunzione renale, insufficienza renale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comune: febbre, capogiri.GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOL'uso degli Antagonisti del Recettore dell'Angiotensina II (AIIRA) non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. L'uso degli AIIRA e' controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha prodotto risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un aumento minimo del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con AIIRA, un simile rischio puo' esistere anche per questa classe di medicinali. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che il proseguimento della terapia con un AIIRA non sia considerato essenziale. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con AIIRA deve essere immediatamente interrotto e, se ritenuto appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che nella donna l'esposizione alla terapia con AIIRA durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza induce tossicita' fetale e tossicita' neonatale. In caso di esposizione a AIIRA dal secondo trimestre di gravidanza si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto AIIRA devono essere strettamente monitorati per quanto riguarda l'ipotensione. L'esperienza sull'impiego dell'idroclorotiazide in gravidanza, in particolare durante il primo trimestre, e' limitata. Gli studi condotti su animali sono insufficienti. L'idroclorotiazide attraversa la placenta. Considerando il suo meccanismo d'azione farmacologica, l'uso dell'idroclorotiazide durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza puo' compromettere la perfusione feto-placentare e indurre effetti fetali e neonatali quali ittero, alterazioni dell'equilibrio elettrolitico e trombocitopenia. L'idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento di edema gestazionale, ipertensione gestazionale o preeclampsia a causa del rischio di riduzione del volume plasmatico e di ipoperfusione placentare, senza alcun effetto benefico sul decorso della malattia. L'idroclorotiazide non deve essere usata peril trattamento dell'ipertensione essenziale in donne incinte, salvo in quei rari casi in cui non e' possibile ricorrere a trattamenti alternativi. Poiche' non sono disponibili dati relativi all'uso del farmacodurante l'allattamento, l'uso di questo medicinale non e' raccomandato e sono da preferire trattamenti alternativi con medicinali dal comprovato profilo di sicurezza per l'uso durante l'allattamento, specialmente in caso di allattamento di neonati o prematuri. L'idroclorotiazideviene escreta nel latte materno in piccole quantita'. I tiazidici, causando intensa diuresi a dosi elevate, possono inibire la produzione di latte. L'uso del medicinale e' controindicato durante l'allattamento. Se usato durante l'allattamento, le dosi del farmaco devono essere mantenute al livello piu' basso possibile.

Composizione ed Eccipienti

Nucleo della compressa: cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, amido di mais pregelatinizzato, silice colloidale anidra, magnesiostearato. Losartan/idroclorotiazide 50 mg/12.5 mg. Rivestimento dellacompressa: ipromellosa, idrossipropilcellulosa, ferro ossido giallo (E172), titanio diossido (E171). Losartan/idroclorotiazide 100 mg/25 mg. Rivestimento della compressa: ipromellosa, idrossipropilcellulosa, ferro ossido giallo (E172), titanio diossido (E171), macrogol (400), talco.

Avvertenze

>>Losartan. Angioedema: i pazienti con anamnesi di angioedema (gonfiore del volto, delle labbra, della gola, e/o della lingua) devono essere strettamente monitorati. Ipotensione e deplezione del volume intravascolare: puo' verificarsi ipotensione sintomatica, soprattutto dopo laprima somministrazione, in pazienti con deplezione volemica e/o sodioin seguito a forte terapia diuretica, dieta iposodica, diarrea o vomito. Tali disturbi devono essere corretti prima della somministrazione del farmaco. Squilibri elettrolitici: si verificano comunemente in pazienti con compromissione della funzione renale, affetti o meno da diabete, e devono essere tenuti in considerazione. Pertanto, le concentrazioni plasmatiche di potassio e i valori della clearance della creatinina devono essere attentamente monitorati; in particolare, i pazienti con insufficienza cardiaca e clearance della creatinina tra 30-50 ml/min devono essere tenuti sotto attenta osservazione. Non e' raccomandatol'uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio e sostituti del sale contenenti potassio con losartan/idroclorotiazide. Compromissione della funzione epatica: in base a dati di farmacocinetica che dimostrano aumenti significativi delle concentrazioni plasmatiche di losartan nei pazienti cirrotici, il farmaco deveessere usato con cautela in pazienti con anamnesi di lieve o moderatacompromissione della funzione epatica. Non vi e' esperienza terapeutica dell'uso di losartan in pazienti con grave compromissione epatica. Pertanto, la somministrazione del medicinale e' controindicata in pazienti con grave compromissione epatica. Compromissione della funzione renale: sono state segnalate alterazioni della funzione renale, inclusal'insufficienza renale (in particolare, in pazienti la cui funzione renale dipende dal sistema renina-angiotensina-aldosterone, quali quelli con insufficienza cardiaca grave o disfunzione renale preesistente).Sono stati riportati anche aumenti dell'urea ematica e della creatinina sierica in pazienti con stenosi arteriosa renale bilaterale o stenosi arteriosa renale unilaterale; queste alterazioni della funzione renale possono essere reversibili con l'interruzione della terapia. Il losartan deve essere usato con cautela nei pazienti con stenosi arteriosa renale bilaterale o unilaterale. Trapianto renale: non sono disponibili dati sperimentali sull'uso del medicinale in pazienti sottoposti atrapianto renale recente. Iperaldosteronismo primario: i pazienti generalmente non rispondono alle terapie antipertensive che agiscono tramite l'inibizione del sistema renina-angiotensina. Pertanto, l'uso del farmaco non e' raccomandato. Coronaropatie e patologie cerebrovascolari: un abbassamento eccessivo della pressione arteriosa in pazienti conpatologia cardiovascolare e cerebrovascolare ischemica potrebbe provocare infarto miocardico o ictus. Insufficienza cardiaca: in pazienti con insufficienza cardiaca, affetti o meno da compromissione della funzione renale, esiste un rischio di grave ipotensione arteriosa e compromissione renale (spesso acuta). Stenosi della valvola mitralica e aortica, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva: e' indicata particolare cautela nei pazienti che soffrono di stenosi aortica o mitralica o di cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Differenze etniche: il losartan egli altri antagonisti dell'angiotensina sono apparentemente meno efficaci nella riduzione della pressione arteriosa in soggetti di razza nera rispetto a soggetti di razza non nera, presumibilmente a causa di una maggiore prevalenza di livelli di bassa renina nella popolazione nera ipertesa. Gravidanza: la terapia con AIIRA non deve essere iniziatadurante la gravidanza. A meno che il proseguimento della terapia con un AIIRA non sia considerato essenziale, le pazienti che stanno pianificando una gravidanza devono ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con AIIRA deve essere interrotto immediatamente e, se ritenuto appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa. >>Idroclorotiazide. Ipotensione e squilibrio idroelettrolitico: in alcuni pazienti puo' manifestarsi ipotensione sintomatica. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per rilevare i segni clinici di squilibrio idroelettrolitico, quali, ad esempio, deplezione del volume, iponatremia, alcalosi ipocloremica, ipomagnesemia, o ipokaliemia, che possono verificarsi in caso di diarrea o vomito intercorrenti. In questi pazienti deve essereeffettuata la determinazione periodica degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati. Pazienti edematosi possono sviluppare, in condizioni di clima caldo, iponatremia da diluizione. Effetti endocrini e metabolici: la terapia tiazidica puo' alterare la tolleranza al glucosio. Puo' risultare necessario un aggiustamento del dosaggio dei farmaciantidiabetici, inclusa l'insulina. Durante la terapia tiazidica puo' manifestarsi diabete mellito latente. I tiazidici possono ridurre l'escrezione urinaria di calcio e causare un aumento lieve e intermittentedel calcio sierico. Un'ipercalcemia marcata puo' evidenziare un iperparatiroidismo latente. La somministrazione di tiazidici deve essere interrotta prima di effettuare i test della funzione paratiroidea. Aumenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi possono essere associati con la terapia diuretica tiazidica. In alcuni pazienti la terapia tiazidica puo' far precipitare iperuricemia e/o gotta. Riducendo l'acido urico, il losartan in associazione con idroclorotiazide attenua l'iperuricemia indotta da diuretici. Compromissione della funzione epatica: itiazidici devono essere usati con cautela in pazienti con compromissione della funzione epatica o epatopatia progressiva, in quanto possonocausare colestasi intraepatica e alterazioni minori dell'equilibrio idroelettrolitico che possono precipitare in coma epatico. Il medicinale e' controindicato nei pazienti con compromissione epatica grave. Neipazienti trattati con terapia tiazidica, possono verificarsi reazionidi ipersensibilita' con o senza anamnesi di allergia o asma bronchiale. Con l'uso di tiazidici e' stato riportato aggravamento o attivazione di lupus eritematoso sistemico. Test antidoping: idroclorotiazide puo' produrre positivita' nei risultati analitici dei test antidoping. Il prodotto contiene lattosio.

Gravidanza e Allattamento

L'uso degli Antagonisti del Recettore dell'Angiotensina II (AIIRA) non e' raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza. L'uso degli AIIRA e' controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza. L'evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicita' a seguito dell'esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha prodotto risultati conclusivi; tuttavia non puo' essere escluso un aumento minimo del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con AIIRA, un simile rischio puo' esistere anche per questa classe di medicinali. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere ad un trattamento antipertensivo alternativo, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che il proseguimento della terapia con un AIIRA non sia considerato essenziale. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con AIIRA deve essere immediatamente interrotto e, se ritenuto appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. E' noto che nella donna l'esposizione alla terapia con AIIRA durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza induce tossicita' fetale e tossicita' neonatale. In caso di esposizione a AIIRA dal secondo trimestre di gravidanza si raccomanda un controllo ecografico della funzionalita' renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto AIIRA devono essere strettamente monitorati per quanto riguarda l'ipotensione. L'esperienza sull'impiego dell'idroclorotiazide in gravidanza, in particolare durante il primo trimestre, e' limitata. Gli studi condotti su animali sono insufficienti. L'idroclorotiazide attraversa la placenta. Considerando il suo meccanismo d'azione farmacologica, l'uso dell'idroclorotiazide durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza puo' compromettere la perfusione feto-placentare e indurre effetti fetali e neonatali quali ittero, alterazioni dell'equilibrio elettrolitico e trombocitopenia. L'idroclorotiazide non deve essere usata per il trattamento di edema gestazionale, ipertensione gestazionale o preeclampsia a causa del rischio di riduzione del volume plasmatico e di ipoperfusione placentare, senza alcun effetto benefico sul decorso della malattia. L'idroclorotiazide non deve essere usata peril trattamento dell'ipertensione essenziale in donne incinte, salvo in quei rari casi in cui non e' possibile ricorrere a trattamenti alternativi. Poiche' non sono disponibili dati relativi all'uso del farmacodurante l'allattamento, l'uso di questo medicinale non e' raccomandato e sono da preferire trattamenti alternativi con medicinali dal comprovato profilo di sicurezza per l'uso durante l'allattamento, specialmente in caso di allattamento di neonati o prematuri. L'idroclorotiazideviene escreta nel latte materno in piccole quantita'. I tiazidici, causando intensa diuresi a dosi elevate, possono inibire la produzione di latte. L'uso del medicinale e' controindicato durante l'allattamento. Se usato durante l'allattamento, le dosi del farmaco devono essere mantenute al livello piu' basso possibile.

Interazioni con altri prodotti

>>Losartan. E' stato segnalato che la rifampicina e il fluconazolo riducono i livelli del metabolita attivo. Le conseguenze cliniche di queste interazioni non sono state valutate. L'uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio, possono portare ad un aumento del potassio sierico. La co- somministrazione non e' consigliata. L'escrezione di litio puo' essere ridotta. Pertanto, in caso di co-somministrazione di sali di litio e antagonisti del recettore dell'angiotensina II i livelli sierici di litio devono essere attentamente monitorati. Quando gli antagonisti dell'angiotensina II vengono somministrati contemporaneamente a FANS (ovvero inibitori selettivi della Cox-2, acido acetilsalicilico a dosi antinfiammatorie) e FANS non selettivi, puo' verificarsi un'attenuazione dell'effetto antipertensivo. L'uso concomitante di antagonisti dell'angiotensina II o diuretici e FANS puo' portare ad un aumento del rischio di peggioramento della funzione renale, inclusa una possibile insufficienza renale acuta, ed un innalzamento del potassio sierico, soprattutto in pazienti con ridotta funzione renale pre-esistente. Tale associazione deve essere somministrata con cautela, soprattutto negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia di associazione, e in seguito periodicamente. In alcuni pazienti con funzione renale compromessa trattati con farmaci antinfiammatori non steroidei, inclusi gli inibitori selettividella cicloossigenasi-2, la co-somministrazione di antagonisti del recettore dell'angiotensina II puo' comportare un ulteriore deterioramento della funzione renale. Questi effetti sono di solito reversibili. Altre sostanze che inducono ipotensione, come antidepressivi triciclici, antipsicotici, baclofene, amifostina: l'uso concomitante con questi farmaci ad azione ipotensiva, come effetto principale o indesiderato, puo' aumentare il rischio di ipotensione. >>Idroclorotiazide. Se somministrati in concomitanza, i seguenti farmaci possono interagire con i diuretici tiazidici. Alcol, barbiturici, narcotici o antidepressivi: puo' verificarsi un potenziamento dell'ipotensione ortostatica. Farmaciantidiabetici (per via orale e insulina): il trattamento con un tiazidico puo' alterare la tolleranza al glucosio. Puo' essere necessario un aggiustamento del dosaggio del farmaco antidiabetico. La metformina deve essere usata con cautela a causa del rischio di acidosi lattica indotta da possibile insufficienza renale funzionale correlata all'idroclorotiazide. >>Altri farmaci antipertensivi: effetto additivo. Resinecolestiramina e colestipolo: l'assorbimento di idroclorotiazide e' alterato in presenza di resine a scambio anionico. Singole dosi delle resine colestiramina o colestipolo legano l'idroclorotiazide e ne riducono l'assorbimento da parte del tratto gastrointestinale rispettivamente fino all'85% e al 43%. Corticosteroidi, ACTH: aumento della deplezione elettrolitica, in particolare dell'ipokaliemia. Amine pressorie (ades., adrenalina): l'effetto delle amine pressorie puo' essere diminuito ma non abbastanza da precluderne l'uso. Miorilassanti, non depolarizzanti (ad es., tubocurarina): e' possibile un aumento della risposta ai miorilassanti. Litio: i diuretici riducono la clearance renale del litio e comportano un rischio elevato di tossicita' da litio; l'uso concomitante non e' raccomandato. Medicinali utilizzati nel trattamento della gotta (probenecid, sulfinpirazone e allopurinolo): puo' essere necessario un aggiustamento del dosaggio dei medicinali uricosurici perche' l'idroclorotiazide puo' aumentare i livelli sierici di acido urico. Puo' essere necessario un aumento del dosaggio di probenecid e sulfinpirazone. La co-somministrazione di un tiazidico puo' aumentare l'incidenza di reazioni di ipersensibilita' all'allopurinolo. Agenti anticolinergici (ad es., atropina, biperidina): aumento della biodisponibilita' ai diuretici simil-tiazidici per riduzione della motilita' gastrointestinale e della velocita' di svuotamento gastrico. Agenti citotossici (ad es., ciclofosfamide, metotrexato): i tiazidici possono ridurrel'escrezione renale di medicinali citotossici e potenziare il loro effetto mielosoppressore. Salicilati: in caso di dosaggi elevati di salicilati, l'idroclorotiazide puo' potenziare l'effetto tossico dei salicilati sul sistema nervoso centrale. Metildopa: sono stati riportati casi isolati di anemia emolitica per l'uso concomitante di idroclorotiazide e metildopa. Ciclosporina: il trattamento concomitante con ciclosporina puo' aumentare il rischio di iperuricemia e complicanze tipiche della gotta. Glicosidi digitalici: l'ipokaliemia o l'ipomagnesemia indotta dai tiazidici possono favorire l'insorgenza di aritmie cardiache indotte da digitale. Medicinali influenzati da alterazioni del potassio sierico: si raccomanda il monitoraggio periodico del potassio sierico e dell'ECG in caso di somministrazione di losartan/idroclorotiazide con medicinali influenzati dalle alterazioni del potassio sierico e con i seguenti medicinali che inducono torsione di punta, inclusi alcuniantiaritmici, essendo l'ipokaliemia un fattore predisponente alla torsione di punta: antiaritmici di classe Ia (ad es., chinidina, idrochinidina, disopiramide); antiaritmici di classe III (ad es., amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide); alcuni antipsicotici (ad es., tioridazina, clorpromazina, levomepromazina trifluoperazina, ciamemazina, sulpiride, sultopride, amisulpride, tiapride, pimozide, aloperidolo, droperidolo); altri (ad es., bepridil, cisapride, difemanile, ertiromicina e.v., alofantrina, mizolastina, pentamidina, terfenadina, vincamina e.v.). Sali di calcio: i diuretici tiazidici possono aumentare i livelli sierici di calcio a causa di una ridotta escrezione. Se devono essere prescritti integratori di calcio, i livelli sierici di calcio devono essere monitorati e il dosaggio di calcio deve essere aggiustato di conseguenza. Interazioni con i test di laboratorio: a causa dei loro effetti sul metabolismo del calcio, i tiazidici possono interferire coni test per la funzione paratiroidea. Carbamazepina: rischio di iponatremia sintomatica. E' necessario il monitoraggio clinico e biologico. Mezzi di contrasto iodati: in caso di disidratazione indotta da diuretici, esiste un rischio maggiore di insufficienza renale acuta, soprattutto con dosi elevate di prodotto iodato. I pazienti devono essere reidratati prima della somministrazione. Amfotericina B (per via parenterale), corticosteroidi, ACTH, lassativi stimolanti o glicirrizina (contenuta nella radice di liquirizia): l'idroclorotiazide puo' aumentare lo squilibrio elettrolitico, soprattutto l'ipokaliemia.

Equivalenti in base alle liste di trasparenza

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Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

>>Losartan/idroclorotiazide 50 mg/12,5 mg. Blister: conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C. Flacone: conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C. Tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall'umidita'. >>Losartan/idroclorotiazide 100 mg/25 mg. Blister: questo medicinale non richiede alcuna particolare precauzione di conservazione. Flacone: tenere il flacone ben chiuso per proteggere il medicinale dall'umidita'.