initiss plus 14 compresse 5mg+12,5mg teofarma srl

Che cosa è initiss plus 14cpr 5mg+12,5mg?

Initiss plus compresse rivestite prodotto da teofarma srl
è un farmaco etico della categoria specialita' medicinali con prescrizione medica che appartiene alla fascia A che comprende tutti i farmaci essenziali e per malattie croniche, che sono gratuiti per il cittadino, su questi farmaci le Regioni sono comunque libere di applicare eventualmente un ticket .
Initiss plus risulta in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di ace inibitori, associazioni.
Contiene i principi attivi: cilazapril monoidrato/idroclorotiazide
Composizione Qualitativa e Quantitativa: cilazapril.
Codice AIC: 029116011 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Trattamento dell'ipertensione in pazienti adulti la cui pressione arteriosa non e' adeguatamente controllata da cilazapril in monoterapia.

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Posologia

La dose del farmaco e' di una compressa (5,0 mg di cilazapril e 12,5 mg di idroclorotiazide) una volta al giorno. Poiche' l'assunzione di alimenti non influisce significativamente sull'assorbimento, il farmacopuo' essere somministrato prima o dopo i pasti. La dose deve essere sempre assunta approssimativamente alla stessa ora del giorno. La compressa non deve essere masticata o rotta e deve essere sempre ingerita con un sorso d'acqua. Pazienti con funzione renale alterata: quando e' necessaria una terapia diuretica concomitante nei pazienti con grave compromissione della funzionalita' renale, e' preferibile associare al cilazapril un diuretico dell'ansa anziche' un diuretico tiazidico. Pertanto, il medicinale non e' raccomandato per i pazienti con compromissione grave della funzionalita' renale. Pazienti con cirrosi epatica: nei pazienti trattati con dosi standard di ACE inibitori puo' svilupparsi ipotensione significativa, e' necessaria un'attenta titolazione della dose di ogni singolo componente qualora questi pazienti dovessero richiedere il trattamento con cilazapril e idroclorotiazide. Anziani: l'efficacia e la tollerabilita' di cilazapril e idroclorotiazide somministrati in concomitanza sono risultate simili nei pazienti ipertesi anziani e piu' giovani, sebbene i dati di farmacocinetica dimostrino chela clerarance di entrambi i componenti e' ridotta nei pazienti anziani. Popolazione pediatrica: non sono state accertate la sicurezza d'impiego e l'efficacia nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta'. Pertanto, la somministrazione non e' raccomandata in questa popolazione.

Effetti indesiderati

Le classi di frequenza sono: molto comune >=1/10; comune >=1/100 e >Reazioni avverse al cilazapril. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: neutropenia, agranulocitosi, trombocitopenia, anemia. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: angioedema (puo' colpire il viso, le labbra, la lingua, la laringe o il tratto gastrointestinale), anafilassi, sindrome lupus simile (i sintomi possono comprendere vasculite, mialgia, artralgia/artrite, anticorpi antinucleo positivi, aumento della velocita' di eritrosedimentazione, eosinofilia e leucocitosi). Patologie del sistema nervoso. Comune: cefalea; non comune: disgeusia, ischemia cerebrale, attacco ischemico transitorio, ictus ischemico, neuropatia periferica. Patologie cardiache. Non comune: ischemia miocardica, angina pectoris, tachicardia, palpitazioni, infarto miocardico, aritmia. Patologie vascolari. Comune: capogiri; non comune: ipotensione, ipotensione posturale. I sintomi di ipotensione possono comprendere sincope, debolezza, capogiri e disturbi della vista. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Comune: tosse; non comune: dispnea, broncospasmo, rinite, malattia polmonare interstiziale, bronchite, sinusite. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea; non comune: secchezza delle fauci, stomatite aftosa, diminuzione dell'appetito, diarrea, vomito, glossite, pancreatite. Patologie epatobiliari. Non comune: alterazione dei valori della funzionalita' epatica (comprendenti transaminasi, bilirubina, fosfatasi alcalina,gamma GT), epatite colestatica con o senza necrosi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: rash, rash maculopapulare,dermatite psoriasiforme, psoriasi (esacerbazione), lichen planus, dermatite esfoliativa, orticaria, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, pemfigoide bolloso, pemfigo, sarcoma di Kaposi, vasculite/porpora, reazioni di fotosensibilita', alopecia, onicolisi. Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: crampi muscolari, mialgia, artralgia. Patologie renali e urinarie. Non comune: compromissione della funzionalita' renale, insufficienza renale acuta, aumento della creatininemia, aumento dell'uremia, iperpotassiemia, iponatriemia, proteinuria, sindromenefrosica, nefrite. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: disfunzione sessuale, ginecomastia. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento; non comune: sudorazione eccessiva, rossore, astenia, disturbi del sonno. >>Reazioni avverse all'idroclorotiazide. Patologie del sistema emolinfopoietico. Non comune: trombocitopenia, anemia emolitica, insufficienza del midollo osseo, neutropenia. Disturbi del sistema immunitario. Non comune: ipersensibilita' (angioedema, anafilassi), sindrome lupus-simile. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: ipopotassiemia, iponatriemia, ipocloremia, ipomagnesiemia, ipercalcemia, ipocalciuria, ipovolemia/disidratazione, alcalosi metabolica, iperglicemia, iperuricemia, gotta, ipercolesterolemia (aumento del colesterolo totale, LDL e VLDL) e ipertrigliceridemia. Disturbi psichiatrici. Non comuni: disturbi del sonno, depressione. Patologie del sistema nervoso. Comuni: capogiri. Non comuni: stato confusionale. Patologie dell'occhio. Non comune: riduzione della lacrimazione, compromissione della vista, xantopsia. Patologie cardiache. Non comune: aritmie. Patologie vascolari. Non comune: ipotensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: polmonite interstiziale, edema polmonare acuto. Patologie gastrointestinali. Comune: nausea; non comune: secchezza delle fauci, sialoadenite, perdita di appetito, pancreatite. Patologie epatobiliari. Non comune: ittero colestatico. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: rash, fotosensibilita', pseudoporfiria, vasculite cutanea. Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo. Non comune: crampi muscolari. Patologie renali e urinarie. Non comune: nefrite interstiziale, funzione renale compromessa. Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Non comune: disfunzione sessuale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento. L'ipotensione e l'ipotensione posturale si possono presentare all'iniziodel trattamento o all'aumento della dose, in particolare nei pazientia rischio. La compromissione della funzionalita' renale e l'insufficienza renale acuta sono piu' probabili in pazienti affetti da grave insufficienza cardiaca, stenosi arteriosa renale, disturbi renali preesistenti o deplezione di volume. Gli eventi di ischemia cerebrale, attacco ischemico transitorio e ictus ischemico segnalati raramente in associazione con gli ACE inibitori possono essere correlati a ipotensione in pazienti con malattia cerebrovascolare sottostante. Analogamente, l'ischemia miocardica puo' essere correlata a ipotensione in pazienti con cardiopatia ischemica sottostante. Nei pazienti trattati con il farmaco puo' svilupparsi ipopotassiemia, sebbene con frequenza inferiore rispetto ai pazienti trattati con tiazidi in monoterapia. Il rischio diiponatriemia e' maggiore nelle donne, nei pazienti con ipopotassiemiao basso apporto di sodio/soluti e negli anziani. Gli elettroliti e lafunzionalita' renale devono essere monitorati in tutti i pazienti trattati con il medicinale. La cefalea e' un evento avverso riferito comunemente, sebbene l'incidenza di cefalea sia maggiore in pazienti trattati con placebo rispetto a quelli trattati con cilazapril + idroclorotiazide. La frequenza di reazioni avverse imputabili a cilazapril, che si verificano nei pazienti sottoposti a terapia di associazione (cilazapril + idroclorotiazide), puo' differire rispetto a quella rilevata nei pazienti trattati con cilazapril in monoterapia. Le ragioni possonocomprendere: differenze tra le popolazioni-target trattate con il farmaco e INITISS, differenze nella dose di cilazapril e effetti specifici della terapia di associazione.

Indicazioni

Trattamento dell'ipertensione in pazienti adulti la cui pressione arteriosa non e' adeguatamente controllata da cilazapril in monoterapia.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' al cilazapril, ad altri ACE inibitori, all'idroclorotiazide, ad altri diuretici tiazidici, alle sulfonamidi o a uno qualsiasi degli eccipienti; anamnesi di angioedema associato a terapia precedente con ACE inibitori; angioedema ereditario o idiopatico; compromissione della funzionalita' renale (clearance della creatinina < 30 ml/min/1,73 m^2) o anuria; secondo e terzo trimestre di gravidanza.

Composizione ed Eccipienti

Lattosio, amido di mais, metilidrossipropilcellulosa, talco, sodio stearilfumarato, titanio diossido E172.

Avvertenze

Non iniziare la terapia con ACE inibitori in gravidanza. Sottoporre le pazienti che pianificano una gravidanza a trattamenti antipertensivialternativi. Una volta accertata la gravidanza, interrompere il trattamento. L'esperienza con idroclorotiazide in gravidanza e' limitata. Non usare l'idroclorotiazide per trattare l'ipertensione essenziale in donne gravide, salvo nelle rare situazioni in cui non si possa utilizzare alcuna terapia alternativa. Gli ACE inibitori possono causare grave ipotensione, in particolare all'inizio del trattamento. La maggiore probabilita' di ipotensione dopo la prima dose si ha nei pazienti in cui e' attivato il sistema reninaangiotensina- aldosterone, come nel caso dell'ipertensione renovascolare. Una volta ripristinato il volume ematico del paziente, e' possibile continuare il trattamento con cilazapril, ma a dose ridotta; se l'ipotensione persiste occorre sospendere il farmaco. I pazienti a rischio devono iniziare il trattamento ad unabassa dose iniziale. Se possibile, sospendere temporaneamente la terapia diuretica. Adottare precauzioni simili per i pazienti affetti da angina pectoris o malattia cerebrovascolare, in cui l'ipotensione puo' causare ischemia miocardica o cerebrale. Il farmaco e' controindicato nei pazienti con clearance della creatinina < 30 ml/min/1,73 m^2. Nei pazienti con lieve compromissione della funzionalita' renale, correggere il dosaggio in funzione della clearance della creatinina. Per i pazienti con compromissione della funzionalita' renale istituire un monitoraggio di routine del potassio e della creatinina. Gli ACE inibitori hanno effetti renoprotettivi noti, ma possono causare una compromissione reversibile della funzionalita' renale in caso di perfusione renaleridotta, sia che sia dovuta a stenosi bilaterale dell'arteria renale,grave insufficienza cardiaca congestizia, deplezione di volume, iponatriemia o dosaggi elevati di diuretici, e durante il trattamento con FANS. Interrompere e sospendere temporaneamente i diuretici, e usare dosi molto basse di ACE inibitori all'inizio della terapia e un'attenta titolazione della dose. Nei pazienti con stenosi dell'arteria renale, l'attivazione del sistema renina-angiotensina- aldosterone contribuisce a mantenere la perfusione renale in quanto causa costrizione dell'arteriola efferente. Di conseguenza, il blocco della formazione di angiotensina II, e forse anche un aumento della formazione di bradichinina,causano una vasodilatazione dell'arteriola efferente che produce una riduzione della pressione di filtrazione glomerulare. L'ipotensione contribuisce ulteriormente alla riduzione della perfusione renale. E' presente un aumento del rischio di insufficienza renale, inclusa l'insufficienza renale acuta, quando i pazienti affetti da stenosi dell'arteria renale sono trattati con cilazapril. Occorre dunque cautela in questi pazienti. Se si manifesta un'insufficienza renale, interrompere il trattamento. L'angioedema indotto dagli ACE inibitori puo' manifestarsi sotto forma di episodi ricorrenti di gonfiore del viso, che si risolvono con la sospensione del trattamento, o come edema orofaringeo acuto con occlusione delle vie respiratorie, che richiede un trattamento di emergenza e puo' essere potenzialmente letale. Una variante e' l'angioedema dell'intestino, che tende a manifestarsi nelle prime 24-48 oredi trattamento. Si sono verificati casi di anafilassi in pazienti dializzati con membrane ad alto flusso trattati con ACE inibitori. Nei pazienti trattati con ACE inibitori durante l'aferesi delle LDL con destran solfato, si sono osservati casi potenzialmente letali di anafilassi; necessario sospendere temporaneamente la terapia prima di ogni aferesi. Nei pazienti sottoposti a terapia di desensibilizzazione con veleno di vespa o di ape durante il trattamento con ACE inibitori, si possono sviluppare reazioni anafilattiche. Interrompere cilazapril prima dell'inizio della terapia e non sostituire con un beta-bloccante. Sono stati segnalati casi isolati di disturbi della funzionalita' epatica. Sospender il farmaco in pazienti che sviluppano ittero o aumenti marcati degli enzimi epatici. Nei pazienti affetti da cirrosi epatica (ma senza ascite), che richiedano una terapia antipertensiva, iniziare cilazapril a una bassa dose e con grande cautela perche' potrebbe svilupparsi una ipotensione significativa. Nei pazienti che presentano asciti,cilazapril non e' raccomandato. L'uso di tiazidi in pazienti con cirrosi puo' precipitare l'encefalopatia epatica a causa di lievi alterazioni dell'equilibrio idrico ed elettrolitico. Raramente, neutropenia e agranulocitosi sono state associate sia alle tiazidi che agli ACE inibitori, in particolare nei pazienti con insufficienza renale o malattiadel collagene vascolare e in quelli sottoposti a terapia immunosoppressiva. Si raccomanda il monitoraggio periodico della conta leucocitaria. Monitorare gli elettroliti e la funzionalita' renale. Gli ACE inibitori possono causare iperpotassiemia perche' inibiscono il rilascio dialdosterone. L'effetto in genere non e' significativo nei pazienti con una funzionalita' renale normale. Puo' svilupparsi ipopotassiemia inpazienti trattati con il farmaco, sebbene in misura inferiore a quella osservata in pazienti trattati con tiazidi in monoterapia. Le tiazidi possono causare anche iponatriemia e disidratazione; il rischio e' maggiore nelle donne, nei pazienti con ipopotassiemia o basso apporto di sodio/soluti e negli anziani. Le tiazidi possono ridurre l'escrezione urinaria di calcio e determinare un aumento dei livelli sierici di calcio; sospenderle prima di eseguire esami della funzionalita' paratiroidea. La somministrazione di ACE inibitori a pazienti diabetici puo' potenziare l'effetto ipoglicemizzante degli ipoglicemizzanti orali o dell'insulina, in particolare nei pazienti con compromissione della funzionalita' renale. Le tiazidi possono contrastare l'effetto ipoglicemizzante degli ipoglicemizzanti orali o dell'insulina e possono accelerare il diabete nei pazienti a rischio. Monitorare i livelli glicemici all'inizio del trattamento con ciascun componente del medicinale. Le tiazidi possono aumentare i livelli sierici di acido urico e possono scatenare attacchi di gotta acuta. Somministrare con cautela ai pazienti affetti da porfiria. Gli anestetici con effetti ipotensivi possono causare ipotensione nei pazienti trattati con ACE inibitori. In questo contesto, l'ipotensione puo' essere trattata con l'espansione del volumeematico. Somministrare gli ACE inibitori con cautela nei pazienti affetti da disturbi cardiaci ostruttivi poiche' la gittata cardiaca non puo' aumentare per compensare la vasodilatazione sistemica ed esiste ilrischio di ipotensione grave. Il prodotto contiene lattosio; e un principio attivo che puo' dare effetti positivi ai test anti-doping.

Gravidanza e Allattamento

L'uso di ACE inibitori quali il cilazapril non e' consigliato duranteil primo trimestre di gravidanza. L'uso di ACE inibitori quali il cilazapril e' controindicato durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza. Le evidenze epidemiologiche emerse sul rischio teratogeno conseguente a esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non sono state conclusive; tuttavia non puo' essere escluso un modesto aumento del rischio. A meno che la continuazione della terapia sia considerata essenziale, le pazienti che stanno pianificandouna gravidanza devono essere sottoposte a trattamenti antipertensivi alternativi che possiedano un profilo di sicurezza definito per l'uso in gravidanza. Quando viene accertata la gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa. E' noto che l'esposizione a una terapia con ACE inibitori durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza induce nell'uomo fetotossicita' e tossicita' neonatale. In caso di esposizione agli ACE inibitori a partire dal secondotrimestre di gravidanza, si raccomanda un esame ecografico della funzionalita' renale e del cranio. I neonati le cui madri hanno assunto ACE inibitori devono essere sottoposti ad attenta osservazione per individuare segni di ipotensione. L'esperienza con l'idroclorotiazide in gravidanza e' limitata. Le tiazidi attraversano la placenta e possono essere associate a ittero neonatale, trombocitopenia e alterazioni elettrolitiche. Inoltre, le riduzioni del volume ematico della madre possono influire negativamente sulla perfusione placentare. L'idroclorotiazide non deve essere utilizzata per trattare l'edema gestazionale, l'ipertensione gestazionale o la preeclampsia in considerazione del rischiodi riduzione del volume plasmatico e di ipoperfusione placentare, senza un reale effetto benefico sul decorso della malattia. L'idroclorotiazide non deve essere usata per trattare l'ipertensione essenziale in donne gravide, salvo nelle rare situazioni in cui non si possa utilizzare alcuna terapia alternativa. Poiche' non sono disponibili informazioni sull'uso del farmaco durante l'allattamento, il farmaco non e' consigliato ed e' preferibile un trattamento alternativo che possieda un profilo di sicurezza meglio definito per l'allattamento, specialmente in caso di neonati o prematuri. Non sono stati condotti studi preclinici relativi all'effetto sulla fertilita' con la combinazione fissa di cilazapril e idroclorotiazide.

Interazioni con altri prodotti

>>Interazioni correlate principalmente a cilazapril. Sono stati segnalati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche e della tossicita' del litio durante la somministrazione concomitante di litio e ACE inibitori. L'uso concomitante di diuretici tiazidici puo' aumentare ilrischio di tossicita' del litio e incrementare il rischio di tossicita' del litio gia' aumentato con gli ACE inibitori. L'uso di cilazaprilcon il litio non e' raccomandato, ma se l'associazione si conferma necessaria, deve essere effettuato un attento monitoraggio delle concentrazioni sieriche di litio. Si puo' osservare un effetto aggiuntivo quando il farmaco viene somministrato in associazione ad altri antipertensivi. Sebbene il potassio sierico si mantenga entro i limiti di normalita', in alcuni pazienti trattati con cilazapril si puo' verificare una iperpotassiemia. I diuretici risparmiatori di potassio (ad es. spironolattone, triamterene o amiloride), gli integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio possono provocare aumenti significativi del potassio sierico. L'associazione di cilazapril con questi farmaci non e' quindi raccomandata. Se l'uso concomitante e' indicato a causa di ipopotassiemia conclamata, questi farmaci devono essere impiegati con cautela, monitorando frequentemente la potassiemia. Il trattamento precedente con diuretici a dose elevata puo' determinare deplezione di volume e rischio di ipotensione quando si inizia la terapia con cilazapril. Gli effetti ipotensivi possono essere ridotti dalla sospensione del diuretico, dall'aumento di volume o dell'assunzione di sale o iniziando la terapia con una bassa dose di cilazapril. L'impiego concomitante di alcuni anestetici, di antidepressivi triciclici e di antipsicotici con ACE inibitori puo' determinare un'ulteriore riduzionedella pressione arteriosa. Quando si somministrano ACE inibitori contemporaneamente a farmaci antinfiammatori non steroidei (come l'acido acetilsalicilico a regimi posologici antinfiammatori, inibitori di COX-2 e FANS non selettivi), si puo' verificare un'attenuazione dell'effetto antipertensivo. L'uso concomitante di ACE inibitori e FANS puo' determinare un aumento del rischio di peggioramento della funzionalita' renale, inclusa una possibile insufficienza renale acuta, e un aumento della potassiemia, specialmente nei pazienti gia' caratterizzati da una scarsa funzionalita' renale. L'associazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. Dopo l'avvio della terapia concomitante, e successivamente a cadenza periodica, i pazientidevono essere idratati adeguatamente e si deve considerare il monitoraggio della funzionalita' renale. I farmaci simpaticomimetici possono ridurre l'effetto antipertensivo degli ACE inibitori. La co-somministrazione di ACE inibitori e di farmaci antidiabetici (insulina, ipoglicemizzanti orali) puo' causare un effetto piu' marcato di riduzione della glicemia, con rischio di ipoglicemia. Questo fenomeno sembrava piu' probabile durante le prime settimane di trattamento di associazione e nei pazienti con insufficienza renale. Sono state segnalate raramente reazioni nitritoidi (con sintomi quali arrossamento del viso, nausea, vomito e ipotensione) in pazienti in terapia con oro iniettabile (sodio aurotiomalato) e concomitante terapia con ACE inibitori. Non si sonoosservate interazioni clinicamente significative con la co-somministrazione di cilazapril e digossina, nitrati, anticoagulanti cumarinici ebloccanti i recettori H2. >>Interazioni correlate principalmente a idroclorotiazide. Poiche' durante la terapia con il medicinale potrebbe verificarsi una ipopotassiemia indotta dalle tiazidi, che puo' aumentare il rischio di aritmia associato alla terapia con digossina, si raccomanda il monitoraggio dei livelli plasmatici di potassio. A causa delrischio di ipopotassiemia, l'idroclorotiazide deve essere somministrata con cautela nei pazienti trattati contemporaneamente con farmaci che potrebbero indurre la "Sindrome del QT lungo". Non bisogna co-somministrare rilassanti muscolari non depolarizzanti, in quanto possono intensificare e prolungare l'effetto rilassante muscolare. La co- somministrazione di idroclorotiazide e vitamina D o di altri sali di calcio puo' potenziare l'aumento della calcemia. La colestiramina e il colestipolo riducono l'assorbimento di idroclorotiazide. L'uso concomitante di anticolinergici (ad es. atropina, biperidene) puo' aumentare la biodisponibilita' di idroclorotiazide a causa della diminuzione della mobilita' gastrointestinale e del diminuito svuotamento gastrico. La co-somministrazione di amantidina e idroclorotiazide puo' aumentare i possibili effetti avversi dell'amantidina. La somministrazione contemporanea di idroclorotiazide e farmaci citotossici puo' ridurre l'eliminazione dei farmaci citotossici e, di conseguenza, aumentare il rischio di sviluppare mielodepressione. In caso di disidratazione dovuta ad idroclorotiazide, aumenta il rischio di insufficienza renale acuta, specialmente quando vengono somministrati mezzi di contrasto contenenti dosi molto elevate di iodio. La co-somministrazione di ciclosporina e idroclorotiazide puo' aumentare il rischio di iperuricemia e complicanze tipo gotta.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Conservare a temperatura non superiore ai 30 gradi C.