claritromicina sa*50cpr 500mg claritromicina sandoz spa

Che cosa è claritromicina sa 50cpr 500mg?

Claritromicina sa compresse rivestite prodotto da sandoz spa
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici .
Claritromicina sa risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di macrolidi, lincosamidi e streptogramine.
Contiene i principi attivi: claritromicina
Codice AIC: 037720277 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Trattamento delle seguenti infezioni batteriche acute e croniche, se causate da batteri sensibili: infezioni delle vie respiratorie inferiori, ad esempio bronchite acuta e cronica e polmonite; infezioni delle vie respiratorie superiori, ad esempio sinusite e faringite; terapia iniziale delle infezioni respiratorie acquisite in comunita'; infezionidella pelle e dei tessuti molli di lieve-moderata gravita'; in appropriata associazione con regimi terapeutici antibatterici e un appropriato agente anti-ulcera per l'eradicazione dell'H. pylori nei pazienti adulti con ulcera associata a H. pylori. Devono essere tenute in considerazione le direttive ufficiali sull'uso appropriato degli agenti antibatterici.

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Posologia

Adolescenti di eta' superiore ai 12 anni e adulti: la dose abituale e' di 250 mg due volte al giorno. Trattamento ad alte dosi (infezioni gravi): la dose abituale puo' essere aumentata fino a 500 mg due volte al giorno. Nei pazienti con ulcera gastroduodenale dovuta a infezione da H. pylori, puo' essere usata una dose di 500 mg due volte al giorno, durante la terapia di eradicazione, in associazione con amoxicillina1000 mg due volte al giorno e omeprazolo 20 mg due volte al giorno. In caso di compromissione della funzionalita' renale: la dose massima raccomandata deve essere ridotta proporzionalmente al grado stesso di compromissione. Con una clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min., la dose deve essere dimezzata a 250 mg al giorno o, nelle infezioni piu' gravi, a 250 mg due volte al giorno. In questi pazienti la duratata del trattamento non deve superare i 14 giorni. La durata della terapia, che dipende dalle condizioni cliniche del paziente, abitualmente e' compresa tra 6 e 14 giorni. Nelle infezioni da Streptococcus pyogenes (in quanto infezione da streptococco beta emolitico) la sua durata deve essere di almeno 10 giorni. La terapia in associazione per l'eradicazione dell'infezione da H. pylori, ad es. claritromicina 500 mg (due compresse da 250 mg o una compressa da 500 mg) due volte al giorno, associata ad amoxicillina 1000 mg due volte al giorno e omeprazolo 20 mg due volte al giorno, deve essere continuata per 7 giorni. Il medicinale puo' essere somministrato indipendentemente dall'assunzione dicibo poiche' questo non influisce sul grado della biodisponibilita', ma ne ritarda solo leggermente l'inizio dell'assorbimento e la formazione del metabolita 14-idrossi.

Effetti indesiderati

Piu' frequentemente sono stati segnalati (negli adulti): diarrea, nausea, alterazione del gusto, dispepsia, dolori/fastidi addominali e cefalea. Frequenze: molto comuni (>1/10); comuni (>1/100 1/1000 1/10.000 GRAVIDANZA E ALLATTAMENTODeve essere usata solo dopo un'attenta valutazione del rischio/beneficio. Dati sull'uso durante il primo trimestre non mostrano chiara evidenza di effetti teratogeni o di effetti collaterali sulla salute del neonato. I dati limitati di donne in gravidanza esposte al farmaco durante il primo trimestre indicano un possibile incremento del rischio diaborto. Non sono disponibili ulteriori dati epidemiologici al riguardo. Dati provenienti da studi sugli animali hanno dimostrato tossicita'riproduttiva. Il rischio nell'uomo non e' noto. Claritromicina e il suo metabolita attivo vengono escreti nel latte materno. Quindi nel neonato allattato al seno si possono manifestare diarrea e infezioni fungine delle mucose. Potrebbe essere necessario interrompere l'allattamento. Deve essere tenuta in considerazione la possibilita' di sensibilizzazione. Il beneficio del trattamento della madre deve essere valutatorispetto al potenziale rischio per il bambino.

Indicazioni

Trattamento delle seguenti infezioni batteriche acute e croniche, se causate da batteri sensibili: infezioni delle vie respiratorie inferiori, ad esempio bronchite acuta e cronica e polmonite; infezioni delle vie respiratorie superiori, ad esempio sinusite e faringite; terapia iniziale delle infezioni respiratorie acquisite in comunita'; infezionidella pelle e dei tessuti molli di lieve-moderata gravita'; in appropriata associazione con regimi terapeutici antibatterici e un appropriato agente anti-ulcera per l'eradicazione dell'H. pylori nei pazienti adulti con ulcera associata a H. pylori. Devono essere tenute in considerazione le direttive ufficiali sull'uso appropriato degli agenti antibatterici.

Controindicazioni ed effetti secondari

Non deve essere usata in pazienti con ipersensibilita' nota alla claritromicina, ad altri macrolidi o a uno qualsiasi degli eccipienti della compressa. Non deve essere somministrata congiuntamente a derivati della segale cornuta. E' controindicata la somministrazione concomitante con cisapride, pimozide e terfenadina in quanto sono stati osservati, a seguito co-somministrazione, livelli elevati di questi farmaci. Cio' puo' provocare un prolungamento del QT e aritmie cardiache, inclusetachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta. Effetti simili sono stati osservati con la somministrazione concomitante di astemizolo e altri macrolidi. Non deve essere somministrataa pazienti affetti da ipokaliemia.Cio' puo' provocare un prolungamento del QT e aritmie cardiache, incluse tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni dipunta. Effetti simili sono stati osservati con la somministrazione concomitante di astemizolo e altri macrolidi. Non deve essere somministrata a pazienti affetti da ipokaliemia.

Avvertenze

A causa del potenziale aumento del QT, deve essere usata con cautela nei pazienti con storia di aritmie ventricolari, grave insufficienza cardiaca, ipokaliemia e/o ipomagnesiemia non compensate, bradicardia (<50 bpm) o in caso di somministrazione concomitante con altri medicinali che causano un prolungamento del QT. Non deve essere usata nei pazienti con prolungamento del QT congenito o acquisito documentato. E' escreta principalmente per via epatica e renale e, pertanto, va somministrata con cautela a pazienti con funzionalita' epatica o renale compromessa. La dose deve essere opportunamente ridotta a seconda del grado di compromissione renale. Nei pazienti anziani deve essere considerata la possibilita' di compromissione della funzione renale. Gli organismiH. pylori possono sviluppare resistenza al medicinale. I pazienti conipersensibilita' alla lincomicina o alla clindamicina potrebbero essere ipersensibili anche alla claritromicina e pertanto, in tali casi, e' richiesta cautela. L'uso prolungato o ripetuto del farmaco puo' provocare l'insorgenza di superinfezioni da batteri o funghi resistenti. Nell' eventualita' cio' si dovesse verificare, la somministrazione del medicinale deve essere sospesa ed istituita una terapia appropriata. E' stata segnalata colite pseudomembranosa con l'uso di antibiotici ad ampio spettro. Pertanto, e' importante considerarne la diagnosi nei pazienti che sviluppano diarrea grave durante o dopo la terapia con claritromicina. Si puo' verificare esacerbazione o peggioramento della miastenia grave.

Gravidanza e Allattamento

Deve essere usata solo dopo un'attenta valutazione del rischio/beneficio. Dati sull'uso durante il primo trimestre non mostrano chiara evidenza di effetti teratogeni o di effetti collaterali sulla salute del neonato. I dati limitati di donne in gravidanza esposte al farmaco durante il primo trimestre indicano un possibile incremento del rischio diaborto. Non sono disponibili ulteriori dati epidemiologici al riguardo. Dati provenienti da studi sugli animali hanno dimostrato tossicita'riproduttiva. Il rischio nell'uomo non e' noto. Claritromicina e il suo metabolita attivo vengono escreti nel latte materno. Quindi nel neonato allattato al seno si possono manifestare diarrea e infezioni fungine delle mucose. Potrebbe essere necessario interrompere l'allattamento. Deve essere tenuta in considerazione la possibilita' di sensibilizzazione. Il beneficio del trattamento della madre deve essere valutatorispetto al potenziale rischio per il bambino.

Interazioni con altri prodotti

Come per gli altri antibiotici macrolidi, l'uso nei pazienti che assumono contemporaneamente farmaci metabolizzati dal sistema del citocromo P450 (ad es. terfenadina, astemizolo, alprazolam, triazolam, midazolam, carbamazepina, fenitoina, esobarbital, pimozide, disopiramide, chinidina, alcaloidi della segale cornuta, sildenafil, lovastatina, simvastatina, ciclosporina, tacrolimus, metilprednisolone, alfentanil, omeprazolo, cisapride, warfarin, rifabutina, vinblastina) puo' essere associato a un aumento dei livelli plasmatici di questi altri farmaci. E' stato segnalato che i macrolidi, alterando il metabolismo di cisapride, terfenadina, astemizolo e pimozide, ne determinano un conseguente aumento. Cio' puo' provocare un prolungamento del QT e aritmie cardiache, incluse tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta. E' stata segnalata rabdomiolisi coincidente con la contemporanea somministrazione di claritromicina e inibitori dll'HMG-CoA reduttasi quali: atorvastatina, cerivastatina, lovastatina e simvastatina. Il trattamento deve essere interrotto se si sospetta clinicamente tossicita' muscolare (dolori, indolenzimento o debolezza muscolare) o se la creatinfosfochinasi risulta marcatamente elevata o aumenta progressivamente. L'uso in pazienti che assumono warfarin puo' causarne un poenziamento degli effetti. Il tempo di protrombina deve essere monitorato frequentemente. Interazione nelle terapie per l'eradicazione del H. pylori: sebbene le concentrazioni plasmatiche di claritromicina e omeprazolo possano aumentare quando vengono somministrati in concomitanza, non e' necessario un aggiustamento di dosaggio. Non vi e' un'interazzione clinicamente significativa, alle dosi raccomandate, con lansoprazolo. Inoltre, un aumento delle concentrazioni plasmatiche del farmacosi puo' verificare se somministrata congiuntamente ad antiacidi o ranitidina. Non e' necessario un aggiustamento del dosaggio. Non vi sono interazioni farmacocinetiche con gli antibiotici abitualmente utilizzati per l'eradicazione di H. pylori. La co-somministrazione con zidovudina in pazienti adulti con infezioni da HIV puo' comportare una riduzione dei livelli dell'antivirale allo stato stazionario. Cio' puo' essere in larga misura evitato sfalsando le somministrazioni di 1-2 ore. Tale reazione non e' stata segnalata nei bambini. Ritonavir, in caso disomministrazione concomitante, ne aumenta l'area sotto la curva (AUC), la Cmax e la Cmin. Non dovrebbe essere necessaria una riduzione della dose in pazienti con funzionalita' renale normale. Tuttavia, per i pazienti con compromissione renale, si deve considerare il seguente aggiustamento della posologia: per pazienti con CLCR da 30 a 60 ml/min, la dose deve essere ridotta del 50%; per pazienti con CLCR EFFETTI INDESIDERATIPiu' frequentemente sono stati segnalati (negli adulti): diarrea, nausea, alterazione del gusto, dispepsia, dolori/fastidi addominali e cefalea. Frequenze: molto comuni (>1/10); comuni (>1/100 1/1000 1/10.000 GRAVIDANZA E ALLATTAMENTODeve essere usata solo dopo un'attenta valutazione del rischio/beneficio. Dati sull'uso durante il primo trimestre non mostrano chiara evidenza di effetti teratogeni o di effetti collaterali sulla salute del neonato. I dati limitati di donne in gravidanza esposte al farmaco durante il primo trimestre indicano un possibile incremento del rischio diaborto. Non sono disponibili ulteriori dati epidemiologici al riguardo. Dati provenienti da studi sugli animali hanno dimostrato tossicita'riproduttiva. Il rischio nell'uomo non e' noto. Claritromicina e il suo metabolita attivo vengono escreti nel latte materno. Quindi nel neonato allattato al seno si possono manifestare diarrea e infezioni fungine delle mucose. Potrebbe essere necessario interrompere l'allattamento. Deve essere tenuta in considerazione la possibilita' di sensibilizzazione. Il beneficio del trattamento della madre deve essere valutatorispetto al potenziale rischio per il bambino.

Forme Farmacologiche


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