claritromicina hex*20cpr 250mg claritromicina sandoz spa

Che cosa è claritromicina hex 20cpr 250mg?

Claritromicina hex compresse rivestite divisibili prodotto da sandoz spa
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici .
Claritromicina hex risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di macrolidi.
Contiene i principi attivi: claritromicina
Composizione Qualitativa e Quantitativa: claritromicina.
Codice AIC: 037833086 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Il medicinale e' indicato nel trattamento delle seguenti infezioni batteriche acute e croniche, causate da patogeni sensibili alla claritromicina: Infezioni delle vie respiratorie inferiori, quali riacutizzazioni di bronchiti croniche e polmoniti batteriche. Infezioni delle vie respiratorie superiori, quali sinusiti e faringiti. Infezioni della pelle e dei tessuti molli di gravita' da lieve a moderata. Nei pazienti affetti da ulcera associata a Helicobacter pylori la claritromicina e'inoltre indicata nell'eradicazione dell'Helicobacter pylori quando somministrata in associazione ad appropriati regimi terapeutici antibatterici e a farmaci anti-ulcera. Devono essere inoltre prese in considerazione le linee guida ufficiali sull'uso appropriato di farmaci antibatterici.

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Posologia

La dose raccomandata di claritromicina dipende dalle condizioni cliniche del paziente e deve comunque essere stabilita dal medico. Adulti eadolescenti: la dose abituale e' pari a 250 mg due volte al giorno. Nei casi di infezioni gravi il dosaggio puo' essere aumentato fino a 500 mg due volte al giorno. Bambini: non somministrare ai bambini di eta' inferiore ai 12 anni e con peso inferiore ai 30 kg. Per questi pazienti sono disponibili altre forme farmaceutiche. Anziani: come per gli adulti Eradicazione dell'Helicobacter pylori negli adulti. Nei pazienti affetti da ulcera gastrica duodenale causata da Helicobacter pylori,la claritromicina puo' essere somministrata alla dose di 500 mg due volte al giorno nella fase di eradicazione della malattia in associazione con amoxicillina 1000 mg due volte al giorno e omeprazolo 20 mg duevolte al giorno. Posologia nei pazienti con compromissione renale: generalmente non sono necessari aggiustamenti di dose, salvo casi di pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina CONSERVAZIONEQuesto medicinale non richiede speciali condizioni di conservazione.AVVERTENZELa claritromicina viene escreta principalmente a livello epatico. Pertanto va posta particolare cautela nella somministrazione di claritromicina a pazienti con funzionalita' epatica compromessa. Come per altriantibiotici in presenza di ridotta funzionalita' renale, la dose di claritromicina deve essere ridotta in modo appropriato in funzione della gravita' della compromissione. Nei pazienti anziani dovra' essere tenuta in considerazione la possibile presenza di disfunzioni renali. Laclaritromicina usata per il trattamento dell'Helicobacter pylori potrebbe far insorgere organismi resistenti al farmaco. I pazienti con ipersensibilita' alla lincomicina o alla clindamicina potrebbero risultare sensibili anche alla claritromicina. E' pertanto opportuno prestare cautela quanto la claritromicina viene prescritta a questi pazienti. L'uso prolungato o ripetuto di claritromicina puo' provocare l'insorgenza di superinfezioni da batteri resistenti. In tal caso l'assunzione di claritromicina deve essere interrotta. Con l'uso di antibiotici ad ampio spettro e' stata segnalata colite pseudomembranosa . Pertanto e' importante considerare la sua diagnosi nei pazienti con grave diarrea durante o successivamente al trattamento con claritromicina. La claritromicina puo' provocare prolungamento dell'intervallo QT e pertanto deve essere usata con cautela in pazienti con malattia coronarica, anamnesi di aritmia ventricolare, insufficienza cardiaca grave, ipokaliemianon compensata e/o ipomagnesiemia, bradicardia (<50 bpm) o quando viene somministrata in associazione ad altri farmaci che influiscono sul prolungamento dell'intervallo QT. La claritromicina non deve essere prescritta a pazienti con prolungamento dell'intervallo QT congenito o acquisito. La claritromicina deve essere usata con cautela quando e' indicata in pazienti che stanno assumendo farmaci induttori del CYP3A4. La claritromicina e' un induttore del CYP3A4, quindi l'uso concomitante con altri farmaci metabolizzati ampiamente da questo enzima deve essere riservato a situazioni in cui risulta chiaramente indicato. La claritromicina inibisce il metabolismo di alcuni inibitori dell'HMG-CoA reduttasi che porta a un aumento della concentrazione plasmatica di questi farmaci. Questo farmaco non deve essere assunto da pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, di deficit di Lapp-lattasi o di malassorbimento al glucosio-galattosio.INTERAZIONILa concomitante somministrazione di claritromicina con terfenadina, cisapride, pimozide e alcaloidi della segale cornuta e' controindicata.Effetti di altri medicinali sulla claritromicina: forti inibitori dell'enzima CYP3A4 possono inibire il metabolismo della claritromicina e provocare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di claritromicina. Non e' necessario alcun aggiustamento delle dosi. Puo' verificarsi un incremento delle concentrazioni plasmatiche di claritromicina quando viene assunta in concomitanza a farmaci antiacidi o alla ranitidina:non e' necessario alcun aggiustamento del dosaggio. E' stato osservato che il metabolismo della claritromicina (500 mg b.i.d.) viene inibito dal ritonavir (200 mg 3 volte al giorno) quando sono assunti contemporaneamente, aumentando la C max del 31%, la C min del 182% e l'AUC del 77%. E' stata notata una completa inibizione della formazione del metabolita attivo 14-OH-idrossi. Nei pazienti con funzionalita' renale normale non dovrebbero essere necessarie riduzioni di dose, tuttavia ladose giornaliera non deve superare 1 g. Considerare una riduzione della dose nei pazienti con compromissione renale. Nei pazienti con clearance della creatinina da 30 a 60 ml/min ridurre la dose di claritromicina del 50% mentre nei pazienti con clearance della creatinina EFFETTI INDESIDERATIIn questo paragrafo gli effetti indesiderati sono suddivisi nel seguente modo: molto comuni (>1/10), comuni (>1/100, 1/1000, 1/10.000, GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOGravidanza: dati sull'uso di claritromicina durante il primo trimestre su piu' di 200 gravidanze di non hanno evidenziato effetti teratogeni o eventi avversi o effetti sulla salute del neonato. I dati provenienti da un numero limitato di donne gravide esposte durante il primo trimestre indicano un possibile aumento del rischio di aborti. Ad oggi non sono disponibili altri dati epidemiologici di rilievo. Dati provenienti da studi su animali hanno dimostrato tossicita' riproduttiva. None' noto il rischio nel genere umano. La claritromicina deve essere somministrata alle donne gravide solo dopo attenta valutazione beneficio/rischio. Allattamento La claritromicina e il suo metabolita attivo sono escreti nel latte materno. Pertanto, nel neonato allattato al seno si possono verificare diarrea o infezioni da funghi delle membrane mucose possono essere trasmesse, e cio' potrebbe richiedere la sospensione dell'allattamento. Si deve tenere presente la possibilita' di sensibilizzazione. Deve essere valutato il beneficio del trattamento per la madre contro il potenziale rischio per il bambino.

Effetti indesiderati

In questo paragrafo gli effetti indesiderati sono suddivisi nel seguente modo: molto comuni (>1/10), comuni (>1/100, 1/1000, 1/10.000, GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOGravidanza: dati sull'uso di claritromicina durante il primo trimestre su piu' di 200 gravidanze di non hanno evidenziato effetti teratogeni o eventi avversi o effetti sulla salute del neonato. I dati provenienti da un numero limitato di donne gravide esposte durante il primo trimestre indicano un possibile aumento del rischio di aborti. Ad oggi non sono disponibili altri dati epidemiologici di rilievo. Dati provenienti da studi su animali hanno dimostrato tossicita' riproduttiva. None' noto il rischio nel genere umano. La claritromicina deve essere somministrata alle donne gravide solo dopo attenta valutazione beneficio/rischio. Allattamento La claritromicina e il suo metabolita attivo sono escreti nel latte materno. Pertanto, nel neonato allattato al seno si possono verificare diarrea o infezioni da funghi delle membrane mucose possono essere trasmesse, e cio' potrebbe richiedere la sospensione dell'allattamento. Si deve tenere presente la possibilita' di sensibilizzazione. Deve essere valutato il beneficio del trattamento per la madre contro il potenziale rischio per il bambino.

Indicazioni

Il medicinale e' indicato nel trattamento delle seguenti infezioni batteriche acute e croniche, causate da patogeni sensibili alla claritromicina: Infezioni delle vie respiratorie inferiori, quali riacutizzazioni di bronchiti croniche e polmoniti batteriche. Infezioni delle vie respiratorie superiori, quali sinusiti e faringiti. Infezioni della pelle e dei tessuti molli di gravita' da lieve a moderata. Nei pazienti affetti da ulcera associata a Helicobacter pylori la claritromicina e'inoltre indicata nell'eradicazione dell'Helicobacter pylori quando somministrata in associazione ad appropriati regimi terapeutici antibatterici e a farmaci anti-ulcera. Devono essere inoltre prese in considerazione le linee guida ufficiali sull'uso appropriato di farmaci antibatterici.

Controindicazioni ed effetti secondari

La claritromicina e' controindicata nei pazienti con ipersensibilita'accertata al principio attivo claritromicina, ad altri macrolidi o a uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nelle compresse. La claritromicina ed i derivati della segale cornuta non devono essere somministrati in associazione. L'assunzione concomitante di claritromicina e di uno qualsiasi dei seguenti principi attivi e' controindicata: cisapride, pimozide e terfenadina. Un aumento nei livelli di cisapride, pimozide e terfenadina e' stato riportato nei pazienti che hanno assunto uno di questi principi attivi e claritromicina contemporaneamente. Tale assunzione simultanea potrebbe provocare prolungamento dell'intervallo QT e aritmie cardiache, incluse tachicardia ventricolare, fibrillazioneventricolare e torsioni di punta. Effetti simili sono stati riscontrati in caso di assunzione contemporanea di astemizolo e altri macrolidi. La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti affetti da ipokaliemia (rischio di prolungamento dell'intervallo QT).

Composizione ed Eccipienti

Nucleo: cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, magnesio stearato, cellulosa polvere, silice colloidale anidra Rivestimento (OPADRY bianco OY-L-28900): ipromellosa, lattosio monoidrato, titanio diossido (E 171), macrogol 4000.

Avvertenze

La claritromicina viene escreta principalmente a livello epatico. Pertanto va posta particolare cautela nella somministrazione di claritromicina a pazienti con funzionalita' epatica compromessa. Come per altriantibiotici in presenza di ridotta funzionalita' renale, la dose di claritromicina deve essere ridotta in modo appropriato in funzione della gravita' della compromissione. Nei pazienti anziani dovra' essere tenuta in considerazione la possibile presenza di disfunzioni renali. Laclaritromicina usata per il trattamento dell'Helicobacter pylori potrebbe far insorgere organismi resistenti al farmaco. I pazienti con ipersensibilita' alla lincomicina o alla clindamicina potrebbero risultare sensibili anche alla claritromicina. E' pertanto opportuno prestare cautela quanto la claritromicina viene prescritta a questi pazienti. L'uso prolungato o ripetuto di claritromicina puo' provocare l'insorgenza di superinfezioni da batteri resistenti. In tal caso l'assunzione di claritromicina deve essere interrotta. Con l'uso di antibiotici ad ampio spettro e' stata segnalata colite pseudomembranosa . Pertanto e' importante considerare la sua diagnosi nei pazienti con grave diarrea durante o successivamente al trattamento con claritromicina. La claritromicina puo' provocare prolungamento dell'intervallo QT e pertanto deve essere usata con cautela in pazienti con malattia coronarica, anamnesi di aritmia ventricolare, insufficienza cardiaca grave, ipokaliemianon compensata e/o ipomagnesiemia, bradicardia (<50 bpm) o quando viene somministrata in associazione ad altri farmaci che influiscono sul prolungamento dell'intervallo QT. La claritromicina non deve essere prescritta a pazienti con prolungamento dell'intervallo QT congenito o acquisito. La claritromicina deve essere usata con cautela quando e' indicata in pazienti che stanno assumendo farmaci induttori del CYP3A4. La claritromicina e' un induttore del CYP3A4, quindi l'uso concomitante con altri farmaci metabolizzati ampiamente da questo enzima deve essere riservato a situazioni in cui risulta chiaramente indicato. La claritromicina inibisce il metabolismo di alcuni inibitori dell'HMG-CoA reduttasi che porta a un aumento della concentrazione plasmatica di questi farmaci. Questo farmaco non deve essere assunto da pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, di deficit di Lapp-lattasi o di malassorbimento al glucosio-galattosio.

Gravidanza e Allattamento

Gravidanza: dati sull'uso di claritromicina durante il primo trimestre su piu' di 200 gravidanze di non hanno evidenziato effetti teratogeni o eventi avversi o effetti sulla salute del neonato. I dati provenienti da un numero limitato di donne gravide esposte durante il primo trimestre indicano un possibile aumento del rischio di aborti. Ad oggi non sono disponibili altri dati epidemiologici di rilievo. Dati provenienti da studi su animali hanno dimostrato tossicita' riproduttiva. None' noto il rischio nel genere umano. La claritromicina deve essere somministrata alle donne gravide solo dopo attenta valutazione beneficio/rischio. Allattamento La claritromicina e il suo metabolita attivo sono escreti nel latte materno. Pertanto, nel neonato allattato al seno si possono verificare diarrea o infezioni da funghi delle membrane mucose possono essere trasmesse, e cio' potrebbe richiedere la sospensione dell'allattamento. Si deve tenere presente la possibilita' di sensibilizzazione. Deve essere valutato il beneficio del trattamento per la madre contro il potenziale rischio per il bambino.

Interazioni con altri prodotti

La concomitante somministrazione di claritromicina con terfenadina, cisapride, pimozide e alcaloidi della segale cornuta e' controindicata.Effetti di altri medicinali sulla claritromicina: forti inibitori dell'enzima CYP3A4 possono inibire il metabolismo della claritromicina e provocare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di claritromicina. Non e' necessario alcun aggiustamento delle dosi. Puo' verificarsi un incremento delle concentrazioni plasmatiche di claritromicina quando viene assunta in concomitanza a farmaci antiacidi o alla ranitidina:non e' necessario alcun aggiustamento del dosaggio. E' stato osservato che il metabolismo della claritromicina (500 mg b.i.d.) viene inibito dal ritonavir (200 mg 3 volte al giorno) quando sono assunti contemporaneamente, aumentando la C max del 31%, la C min del 182% e l'AUC del 77%. E' stata notata una completa inibizione della formazione del metabolita attivo 14-OH-idrossi. Nei pazienti con funzionalita' renale normale non dovrebbero essere necessarie riduzioni di dose, tuttavia ladose giornaliera non deve superare 1 g. Considerare una riduzione della dose nei pazienti con compromissione renale. Nei pazienti con clearance della creatinina da 30 a 60 ml/min ridurre la dose di claritromicina del 50% mentre nei pazienti con clearance della creatinina EFFETTI INDESIDERATIIn questo paragrafo gli effetti indesiderati sono suddivisi nel seguente modo: molto comuni (>1/10), comuni (>1/100, 1/1000, 1/10.000, GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOGravidanza: dati sull'uso di claritromicina durante il primo trimestre su piu' di 200 gravidanze di non hanno evidenziato effetti teratogeni o eventi avversi o effetti sulla salute del neonato. I dati provenienti da un numero limitato di donne gravide esposte durante il primo trimestre indicano un possibile aumento del rischio di aborti. Ad oggi non sono disponibili altri dati epidemiologici di rilievo. Dati provenienti da studi su animali hanno dimostrato tossicita' riproduttiva. None' noto il rischio nel genere umano. La claritromicina deve essere somministrata alle donne gravide solo dopo attenta valutazione beneficio/rischio. Allattamento La claritromicina e il suo metabolita attivo sono escreti nel latte materno. Pertanto, nel neonato allattato al seno si possono verificare diarrea o infezioni da funghi delle membrane mucose possono essere trasmesse, e cio' potrebbe richiedere la sospensione dell'allattamento. Si deve tenere presente la possibilita' di sensibilizzazione. Deve essere valutato il beneficio del trattamento per la madre contro il potenziale rischio per il bambino.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Questo medicinale non richiede speciali condizioni di conservazione.