ceftriaxone hex*10fl 1g+10f ceftriaxone sandoz spa

Che cosa è ceftriaxone hex 10fl 1g+10f?

Ceftriaxone hex preparazione iniettabile prodotto da sandoz spa
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici .
Ceftriaxone hex risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di antibatterici beta-lattamici.
Contiene i principi attivi: ceftriaxone disodico
Composizione Qualitativa e Quantitativa: ceftriaxone (come disodico 3,5 idrato).
Codice AIC: 040211056 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

E' indicato per l'utilizzo contro infezioni gravi, quando e' stato accertato o e' probabile che queste siano dovute a microrganismi sensibili a ceftriaxone che richiedano un trattamento parenterale. Meningite batterica. Polmonite. Infezioni addominali: nella fattispecie peritoniti e infezioni delle vie biliari. Ceftriaxone deve essere usato in combinazione con un altro antibiotico che possa fornire copertura anaerobica. Infezioni complicate della cute e dei tessuti molli. Infezioni delle ossa e delle articolazioni. Pazienti con manifestazioni tardive della malattia di Lyme (fase II e III). Gonorrea. Otite media in bambinie neonati (dopo il fallimento di altri trattamenti o in caso di impossibilita' di eseguire un trattamento per via orale). E' necessario prendere in considerazione le linee guida locali sull'uso appropriato degli agenti antibatterici.

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Posologia

La dose e la via di somministrazione devono essere determinate in base alla gravita' e all'ubicazione dell'infezione, alla sensibilita' deimicrorganismi responsabili e all'eta' e alle condizioni del paziente.La normale durata della terapia dipende dalla risposta del paziente. Come con le terapie antibiotiche in generale, la somministrazione di ceftriaxone deve essere continuata per almeno 48-72 ore dopo che il paziente e' diventato afebbrile o dopo che l'eradicazione batterica e' stata comprovata. >>Adulti e adolescenti di eta' superiore ai 12 anni con peso corporeo >50 kg. La dose abituale e' pari a 1-2 g di ceftriaxone, somministrati una volta al giorno (ogni 24 ore). In caso di infezioni gravi o di infezioni provocate da microrganismi moderatamente sensibili, la dose puo' essere aumentata a 4 g somministrati una volta al giorno. Nel caso di gonorrea senza complicazioni, negli adulti e negli adolescenti sopra i 12 anni di eta' e di peso >=50 kg deve essere somministrata una singola dose da 250 mg di ceftriaxone per via intramuscolare. >>Meningite. Il trattamento inizia con un dosaggio di 100 mg/kg di peso corporeo, somministrati una volta al giorno - senza superare i4 g al giorno. Dopo aver determinato la sensibilita' del patogeno, ladose puo' essere ridotta di conseguenza. Nei neonati di eta' compresatra 0 e 14 giorni la dose non deve superare i 50 mg/kg/24 h. In caso di sospetto clinico di infezione invasiva, come nel caso di purpura fulminans, il dosaggio appropriato deve essere somministrato quando possibile per via endovenosa oppure per via intramuscolare. La dose standard raccomandata negli adulti in questo caso e' di 1-2 g al giorno. Un dose di 50-100 mg/kg senza superare 1 g e' raccomandata ai bambini e ai neonati. >>Malattia di Lyme (fasi II e III). Negli adulti e negli adolescenti sopra i 12 anni di eta' la dose terapeutica e' pari a 50 mg/kg, con un massimo di 2 g di ceftriaxone una volta al giorno per un periodo di 14 giorni. Nei bambini, 50-100 mg/kg di peso corporeo una volta al giorno, fino a una dose massima giornaliera pari a 2 g, per 14 giorni. >>Otite media in bambini e neonati (dopo il fallimento con altri trattamenti o in caso di impossibilita' di eseguire un trattamento per via orale). Dopo fallimento terapeutico, somministrare 50mg/kg/die per 3 giorni. Come alternativa al trattamento orale, somministrare 50 mg/kg in una iniezione singola. >>Anziani. Il dosaggio indicato per gli adulti non richiede alcun aggiustamento, a condizione che le funzioni renali ed epatiche siano soddisfacenti. >>Neonati (eta' 0-14 giorni). Somministrare 20-50 mg per kg di peso corporeo per via endovenosa una volta al giorno (a intervalli di 24 ore). In caso di infezioni gravinon si deve superare una dose giornaliera pari a 50 mg/kg di peso corporeo. >>Bambini di eta' compresa tra 15 giorni e 12 anni con un peso corporeo >Insufficienza renale.Nei pazienti con funzionalita' renale compromessa, non e' necessaria alcuna modifica del dosaggio di ceftriaxone, a condizione che la funzionalita' epatica sia normale. Solo in casi di estrema insufficienza renale (clearance della creatinina >Insufficienza epatica. Il dosaggio non deve essere modificato, a condizione che la funzionalita' renale sia normale. Nel caso di grave insufficienza renale ed epatica coesistenti, le concentrazioni plasmatiche di ceftriaxone devono essere monitorate regolarmente e il dosaggio aggiustato di conseguenza. >>Modo di somministrazione. Il prodotto puo' essere somministrato per iniezione in bolo endovenoso, per infusione endovenosa o per iniezione intramuscolare dopo la ricostituzione della soluzione secondo le indicazioni. Diluenti contenenti calcio(per esempio la soluzione Ringer o la soluzione Hartmann) non devono essere utilizzati per ricostituire i flaconcini di ceftriaxone o per diluire ulteriormente un flaconcino ricostituita per somministrazione e.v., poiche' puo' formarsi un precipitato. La precipitazione del ceftriaxone con il calcio puo' verificarsi anche quando ceftriaxone viene miscelato con soluzioni contenenti calcio nella stessa linea di somministrazione e.v. Pertanto ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio non devono essere miscelate o somministrate contemporaneamente. Non usare soluzioni contenenti lidocaina per ricostituire le fiale di ceftriaxone o per diluire ulteriormente un flaconcino ricostituito per somministrazione e.v.

CONSERVAZIONEQuesto medicinale non richiede alcuna condizione particolare relativamente alla temperatura di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Soluzione ricostituita: la stabilita' chimica e fisica e' stata dimostrata per 24 ore a una temperatura di 2-8 gradi C. Da un punto di vista microbiologico, il prodotto ricostituito deve essere utilizzato immediatamente. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi di conservazione e le condizioni di conservazione sono responsabilita' dell'utilizzatore e normalmente devono superare le 24 ore a una temperatura di 2-8 gradi C.AVVERTENZECome per altre cefalosporine, non puo' essere escluso lo shock anafilattico, anche in presenza di un'accurata anamnesi del paziente. Ogni grammo di contiene 3,6 mmol (o 83 mg) di sodio. Da tenere in considerazione nei pazienti che osservano una dieta a basso contenuto di sodio. Ogniqualvolta ceftriaxone in formulazione parenterale e' indicato il trattamento dell'otite media acuta deve essere preso in considerazion quanto segue. In caso di fallimento di un precedente trattamento convenzionale di 72 ore, definito dalla persistenza, ricomparsa o peggioramento della sintomatologia o dal verificarsi di otorrea, questa situazione necessita di dati batteriologici da campione di paracentesi o otorrea. Oppure, eccezionalmente, in bambini sotto i 30 mesi di eta' puo' essere considerato un trattamento con ceftriaxone i.v. o i.m. specialmente in caso di impossibilita' ad eseguire il trattamento orale o quando si sospetti otite media acuta dovuta a pneumococchi in aree con elevata prevalenza di resistenza dei pneumococchi al trattamento con penicillina. Con l'uso di quasi tutti i agenti antibatterici, compreso il medicinale, e' stata riportata diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD), la cui gravita' puo' variare da una lieve diarrea a una colite fatale. Il trattamento con gli agenti antibatterici altera la normale flora del colon, provocando la crescita eccessiva di C. difficile. C. difficile produce tossine A e B, che contribuiscono allo sviluppo di CDAD. I ceppi di C. difficile produttori di ipertossina provocano unaumento di morbilita' e mortalita', poiche' queste infezioni possono essere refrattarie alla terapia antimicrobica e potrebbero richiedere una colectomia. La CDAD deve essere considerata in tutti i pazienti che sviluppano diarrea dopo l'uso di antibiotici. E' necessaria un'accurata anamnesi medica, poiche' sono stati riportati casi di CDAD verificatisi oltre due mesi dopo la somministrazione di agenti antibatterici.Se la CDAD e' sospettata o confermata, potrebbe essere necessario interrompere l'uso di antibiotici non strettamente specifici per il trattamento delle infezioni dovute a C. difficile. A seconda delle indicazioni cliniche, devono essere istituiti una gestione adeguata dei liquidi e degli elettroliti, l'integrazione di proteine, il trattamento antibiotico di C. difficile e la valutazione chirurgica. Come con altri agenti antibatterici, potrebbero verificarsi superinfezioni con microrganismi non-sensibili. Nelle ecografie della cistifellea sono state individuate ombre che sono state scambiate per calcoli biliari, in genere in seguito alla somministrazione di dosi superiori a quelle standard raccomandate. Queste ombre sono tuttavia precipitati di calcio-ceftriaxone, che scompaiono al termine o con la sospensione della terapia con il prodotto. Raramente questi risultati sono stati associati a sintomi. Nei casi sintomatici si raccomanda una gestione conservativa non chirurgica. Nei casi sintomatici l'interruzione del trattamento con il prodotto deve essere a discrezione del medico. Sono stati descritti casidi reazioni fatali con precipitati di calcio-ceftriaxone nei polmoni e nei reni nei nati prematuri e nei neonati a termine di eta' inferiore a 1 mese. Almeno uno di loro aveva ricevuto ceftriaxone e calcio in tempi diversi e attraverso differenti linee di somministrazione endovenosa. Tra i dati scientifici disponibili non esistono segnalazioni di precipitazioni intravascolari confermate nei pazienti, che non fosseroneonati, trattati con ceftriaxone e soluzioni contenenti calcio o qualsiasi altro prodotto contenente calcio. Gli studi in vitro hanno dimostrato che i neonati presentano un rischio aumentato di precipitazionedi calcio-ceftriaxone rispetto ad altri gruppi di eta'. Nei pazienti di qualsiasi eta' ceftriaxone non deve essere miscelato o somministrato contemporaneamente con qualsiasi soluzione endovenosa contenente calcio, anche attraverso diverse linee di infusione o in differenti siti di infusione. Tuttavia, nei pazienti di eta' superiore a 28 giorni, ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati in sequenza, uno dopo l'altro, purche' vengano utilizzate linee di infusione in siti diversi oppure se, tra un'infusione e l'altra, le linee di infusione vengono sostituite o lavate a fondo con una soluzione fisiologica salina, per evitare precipitazioni. Nei pazienti che richiedono l'infusione continua con soluzioni per TPN contenenti calcio, gli operatori sanitari possono prendere in considerazione l'uso di trattamenti antibatterici alternativi, che non comportano un simile rischiodi precipitazione. Se l'uso di ceftriaxone e' considerato necessario nei pazienti che necessitano di alimentazione continua, le soluzioni per TPN e ceftriaxone possono essere somministrati contemporaneamente, purche' attraverso linee di infusione diverse e in siti differenti. Inalternativa e' possibile interrompere l'infusione di soluzione per TPN per il periodo di infusione di ceftriaxone, osservando l'accorgimento di lavare le linee di infusione tra una somministrazione e l'altra. Nei pazienti trattati con ceftriaxone sono stati raramente osservati casi di pancreatite, forse dovuti a ostruzione biliare. La maggior parte dei pazienti presentava fattori di rischio per stasi biliare e depositi biliari, per esempio prima della terapia principale, di una malattia grave e della nutrizione parenterale totale. Non puo' essere escluso il ruolo scatenate o concomitante della precipitazione biliare correlata a ceftriaxone. Nei casi di insufficienza renale ed epatica grave,il dosaggio deve essere ridotto in base alle raccomandazioni fornite.La sicurezza e l'efficacia di ceftriaxone nei neonati, negli infanti e nei bambini sono state stabilite per i dosaggi descritti. Gli studi clinici hanno dimostrato che ceftriaxone, come alcune altre cefalosporine, puo' rimuovere la bilirubina dall'albumina sierica. Il medicinalenon deve essere usato nei neonati (in particolare quelli prematuri) arischio di sviluppare encefalopatia da bilirubina. Durante il trattamento prolungato deve essere eseguita a intervalli regolari la conta ematica completa. Se lidocaina viene usata come diluente, le soluzioni di ceftriaxone devono essere somministrate solo per iniezione intramuscolare.INTERAZIONIIn seguito alla somministrazione concomitante di dosi elevate di ceftriaxone e di potenti diuretici (per esempio furosemide) non e' stata finora osservata alcuna compromissione della funzionalita' renale. Non vi e' alcuna prova che ceftriaxone aumenti la tossicita' renale degli aminoglicosidi. In seguito all'assunzione di alcol dopo la somministrazione di Ceftriaxone non e' stato dimostrato alcun effetto simile a quello di disulfiram. Ceftriaxone non contiene una porzione di N-metiltiotetrazolo associata a una possibile intolleranza da etanolo e ai problemi di sanguinamento propri di alcune altre cefalosporine. L'eliminazione di ceftriaxone non viene alterata da probenecid. In uno studio invitro con la combinazione di cloramfenicolo e ceftriaxone sono stati osservati effetti antagonisti. Non utilizzare diluenti contenenti calcio, come la soluzione Ringer o la soluzione Hartmann, per ricostituireceftriaxone flaconcini o per diluire ulteriormente un flaconcino ricostituita per somministrazione e.v., poiche' puo' formarsi del precipitato. La precipitazione di calcio-ceftriaxone puo' verificarsi anche quando il prodotto viene miscelato con soluzioni contenenti calcio nellastessa linea di somministrazione e.v. Il prodotto non deve essere somministrato contemporaneamente con soluzioni endovenose contenenti calcio, comprese le infusioni continue contenenti calcio, come quelle usate per la nutrizione parenterale attraverso una linea a Y. Tuttavia, nei pazienti che non siano neonati, il medicinale e le soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati in sequenza, uno dopo l'altro,purche' tra un'infusione e l'altra le linee vengono lavate a fondo con un liquido compatibile. Studi in vitro effettuati con plasma di adulti e plasma di neonati proveniente dal cordone ombelicale hanno dimostrato che i neonati presentano un rischio aumentato di precipitazione di calcio-ceftriaxone. Sulla base dei rapporti presenti in letteratura,ceftriaxone e' incompatibile con amsacrina, vancomicina, fluconazolo e gli aminoglicosidi. In rari casi nei pazienti trattati con ceftriaxone il test di Coombs puo' produrre falsi positivi. Ceftriaxone, come altri antibiotici, puo' causare falsi positivi nei test per la galattosemia. Parimenti, i metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio nelle urine possono produrre risultati falsi positivi. Per questo motivo la determinazione dei livelli di glucosio nelle urine durantela terapia con il farmaco deve essere effettuata in modo enzimatico. Puo' compromettere l'efficacia dei contraccettivi ormonali orali. Durante il trattamento e nel mese successivo al trattamento e' pertanto consigliabile adottare misure contraccettive supplementari (non ormonali).EFFETTI INDESIDERATIGli effetti indesiderati sono generalmente lievi e di breve durata. La seguente terminologia e' stata usata per classificare la frequenza degli effetti indesiderati: molto comuni (>1/10), comuni (da >1/100 a 1/1.000 a 1/10.000 a =80mg/kg/die) o con dosi totali superiori a 10 grammi e che presentavanoelevati fattori di rischio (per esempio restrizioni di liquidi, relegazione a letto ecc). Il rischio di formazione di precipitati aumenta nei pazienti disidratati o immobilizzati. Questo evento puo' essere sintomatico o asintomatico, puo' provocare insufficienza renale e anuria ed e' reversibile con l'interruzione del prodotto. E' stata osservata precipitazione di sali di calcio-ceftriaxone nella cistifellea, in prevalenza nei pazienti trattati con dosi superiori a quella standard raccomandata. Nei bambini gli studi prospettici hanno mostrato un'incidenza variabile di precipitazione con la somministrazione per via endovenosa, che in alcuni studi e' risultata superiore al 30%. L'incidenza sembra essere inferiore con l'infusione lenta (20-30 minuti). Questo effetto e' in genere asintomatico, ma in rari casi le precipitazioni sonostate accompagnate da sintomi clinici, come dolore, nausea e vomito. In questi casi si raccomanda il trattamento sintomatico. Le precipitazioni sono generalmente reversibili dopo la sospensione di ceftriaxone.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOCeftriaxone attraversa la barriera placentare. La sua sicurezza durante la gravidanza umana non e' stata stabilita. Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato alcuna prova di embriotossicita', fetotossicita' o teratogenicita', ne' effetti negativi sulla fertilita' maschile o femminile, sul parto o sullo sviluppo perinatale e postnatale. Nei primati non e' stata osservata embriotossicita' o teratogenicita'. A causa della limitata esperienza, si deve procedere con cautela quando si somministra il medicinale a donne in gravidanza. Ceftriaxone e' escreto nel latte materno a basse concentrazioni. Deve esseresomministrato alle madri che allattano al seno con cautela.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono generalmente lievi e di breve durata. La seguente terminologia e' stata usata per classificare la frequenza degli effetti indesiderati: molto comuni (>1/10), comuni (da >1/100 a 1/1.000 a 1/10.000 a =80mg/kg/die) o con dosi totali superiori a 10 grammi e che presentavanoelevati fattori di rischio (per esempio restrizioni di liquidi, relegazione a letto ecc). Il rischio di formazione di precipitati aumenta nei pazienti disidratati o immobilizzati. Questo evento puo' essere sintomatico o asintomatico, puo' provocare insufficienza renale e anuria ed e' reversibile con l'interruzione del prodotto. E' stata osservata precipitazione di sali di calcio-ceftriaxone nella cistifellea, in prevalenza nei pazienti trattati con dosi superiori a quella standard raccomandata. Nei bambini gli studi prospettici hanno mostrato un'incidenza variabile di precipitazione con la somministrazione per via endovenosa, che in alcuni studi e' risultata superiore al 30%. L'incidenza sembra essere inferiore con l'infusione lenta (20-30 minuti). Questo effetto e' in genere asintomatico, ma in rari casi le precipitazioni sonostate accompagnate da sintomi clinici, come dolore, nausea e vomito. In questi casi si raccomanda il trattamento sintomatico. Le precipitazioni sono generalmente reversibili dopo la sospensione di ceftriaxone.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOCeftriaxone attraversa la barriera placentare. La sua sicurezza durante la gravidanza umana non e' stata stabilita. Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato alcuna prova di embriotossicita', fetotossicita' o teratogenicita', ne' effetti negativi sulla fertilita' maschile o femminile, sul parto o sullo sviluppo perinatale e postnatale. Nei primati non e' stata osservata embriotossicita' o teratogenicita'. A causa della limitata esperienza, si deve procedere con cautela quando si somministra il medicinale a donne in gravidanza. Ceftriaxone e' escreto nel latte materno a basse concentrazioni. Deve esseresomministrato alle madri che allattano al seno con cautela.

Indicazioni

E' indicato per l'utilizzo contro infezioni gravi, quando e' stato accertato o e' probabile che queste siano dovute a microrganismi sensibili a ceftriaxone che richiedano un trattamento parenterale. Meningite batterica. Polmonite. Infezioni addominali: nella fattispecie peritoniti e infezioni delle vie biliari. Ceftriaxone deve essere usato in combinazione con un altro antibiotico che possa fornire copertura anaerobica. Infezioni complicate della cute e dei tessuti molli. Infezioni delle ossa e delle articolazioni. Pazienti con manifestazioni tardive della malattia di Lyme (fase II e III). Gonorrea. Otite media in bambinie neonati (dopo il fallimento di altri trattamenti o in caso di impossibilita' di eseguire un trattamento per via orale). E' necessario prendere in considerazione le linee guida locali sull'uso appropriato degli agenti antibatterici.

Controindicazioni ed effetti secondari

Il medicinale e' controindicato nei pazienti con ipersensibilita' nota agli antibiotici beta-lattamici. Nei pazienti ipersensibili alla penicillina deve essere presa in considerazione la possibilita' di reazioni allergiche crociate. I neonati iperbilirubinemici e i nati pretermine non devono essere trattati con ceftriaxone. Studi in vitro hanno dimostrato che ceftriaxone puo' spostare la bilirubina dal suo legame con l'albumina sierica e puo' determinare in questi pazienti l'insorgeredi encefalopatia da bilirubina. Ceftriaxone e' controindicato nei seguenti casi: neonati prematuri fino a un'eta' corretta di 41 settimane (settimane di gestazione + settimane di vita); neonati a termine (finoa 28 giorni di eta') con ittero o presenza di ipoalbuminemia o acidosi, poiche' si tratta di disturbi nei quali e' probabile che il legame della bilirubina possa risultare compromesso o che necessitano (o si prevede che possano necessitare) di un trattamento di calcio via e.v., o di infusioni contenenti calcio, a causa del rischio di precipitazione di calcio-ceftriaxone. Controindicazioni alla lidocaina devono essere prese in considerazione prima dell'iniezione intramuscolare di ceftriaxone.

Composizione ed Eccipienti

Polvere: Nessuno. Solvente i.m: lidocaina cloridrato, acqua per preparazioni iniettabili, sodio idrogeno carbonato. Solvente e.v.: acqua per preparazioni iniettabili.

Avvertenze

Come per altre cefalosporine, non puo' essere escluso lo shock anafilattico, anche in presenza di un'accurata anamnesi del paziente. Ogni grammo di contiene 3,6 mmol (o 83 mg) di sodio. Da tenere in considerazione nei pazienti che osservano una dieta a basso contenuto di sodio. Ogniqualvolta ceftriaxone in formulazione parenterale e' indicato il trattamento dell'otite media acuta deve essere preso in considerazion quanto segue. In caso di fallimento di un precedente trattamento convenzionale di 72 ore, definito dalla persistenza, ricomparsa o peggioramento della sintomatologia o dal verificarsi di otorrea, questa situazione necessita di dati batteriologici da campione di paracentesi o otorrea. Oppure, eccezionalmente, in bambini sotto i 30 mesi di eta' puo' essere considerato un trattamento con ceftriaxone i.v. o i.m. specialmente in caso di impossibilita' ad eseguire il trattamento orale o quando si sospetti otite media acuta dovuta a pneumococchi in aree con elevata prevalenza di resistenza dei pneumococchi al trattamento con penicillina. Con l'uso di quasi tutti i agenti antibatterici, compreso il medicinale, e' stata riportata diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD), la cui gravita' puo' variare da una lieve diarrea a una colite fatale. Il trattamento con gli agenti antibatterici altera la normale flora del colon, provocando la crescita eccessiva di C. difficile. C. difficile produce tossine A e B, che contribuiscono allo sviluppo di CDAD. I ceppi di C. difficile produttori di ipertossina provocano unaumento di morbilita' e mortalita', poiche' queste infezioni possono essere refrattarie alla terapia antimicrobica e potrebbero richiedere una colectomia. La CDAD deve essere considerata in tutti i pazienti che sviluppano diarrea dopo l'uso di antibiotici. E' necessaria un'accurata anamnesi medica, poiche' sono stati riportati casi di CDAD verificatisi oltre due mesi dopo la somministrazione di agenti antibatterici.Se la CDAD e' sospettata o confermata, potrebbe essere necessario interrompere l'uso di antibiotici non strettamente specifici per il trattamento delle infezioni dovute a C. difficile. A seconda delle indicazioni cliniche, devono essere istituiti una gestione adeguata dei liquidi e degli elettroliti, l'integrazione di proteine, il trattamento antibiotico di C. difficile e la valutazione chirurgica. Come con altri agenti antibatterici, potrebbero verificarsi superinfezioni con microrganismi non-sensibili. Nelle ecografie della cistifellea sono state individuate ombre che sono state scambiate per calcoli biliari, in genere in seguito alla somministrazione di dosi superiori a quelle standard raccomandate. Queste ombre sono tuttavia precipitati di calcio-ceftriaxone, che scompaiono al termine o con la sospensione della terapia con il prodotto. Raramente questi risultati sono stati associati a sintomi. Nei casi sintomatici si raccomanda una gestione conservativa non chirurgica. Nei casi sintomatici l'interruzione del trattamento con il prodotto deve essere a discrezione del medico. Sono stati descritti casidi reazioni fatali con precipitati di calcio-ceftriaxone nei polmoni e nei reni nei nati prematuri e nei neonati a termine di eta' inferiore a 1 mese. Almeno uno di loro aveva ricevuto ceftriaxone e calcio in tempi diversi e attraverso differenti linee di somministrazione endovenosa. Tra i dati scientifici disponibili non esistono segnalazioni di precipitazioni intravascolari confermate nei pazienti, che non fosseroneonati, trattati con ceftriaxone e soluzioni contenenti calcio o qualsiasi altro prodotto contenente calcio. Gli studi in vitro hanno dimostrato che i neonati presentano un rischio aumentato di precipitazionedi calcio-ceftriaxone rispetto ad altri gruppi di eta'. Nei pazienti di qualsiasi eta' ceftriaxone non deve essere miscelato o somministrato contemporaneamente con qualsiasi soluzione endovenosa contenente calcio, anche attraverso diverse linee di infusione o in differenti siti di infusione. Tuttavia, nei pazienti di eta' superiore a 28 giorni, ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati in sequenza, uno dopo l'altro, purche' vengano utilizzate linee di infusione in siti diversi oppure se, tra un'infusione e l'altra, le linee di infusione vengono sostituite o lavate a fondo con una soluzione fisiologica salina, per evitare precipitazioni. Nei pazienti che richiedono l'infusione continua con soluzioni per TPN contenenti calcio, gli operatori sanitari possono prendere in considerazione l'uso di trattamenti antibatterici alternativi, che non comportano un simile rischiodi precipitazione. Se l'uso di ceftriaxone e' considerato necessario nei pazienti che necessitano di alimentazione continua, le soluzioni per TPN e ceftriaxone possono essere somministrati contemporaneamente, purche' attraverso linee di infusione diverse e in siti differenti. Inalternativa e' possibile interrompere l'infusione di soluzione per TPN per il periodo di infusione di ceftriaxone, osservando l'accorgimento di lavare le linee di infusione tra una somministrazione e l'altra. Nei pazienti trattati con ceftriaxone sono stati raramente osservati casi di pancreatite, forse dovuti a ostruzione biliare. La maggior parte dei pazienti presentava fattori di rischio per stasi biliare e depositi biliari, per esempio prima della terapia principale, di una malattia grave e della nutrizione parenterale totale. Non puo' essere escluso il ruolo scatenate o concomitante della precipitazione biliare correlata a ceftriaxone. Nei casi di insufficienza renale ed epatica grave,il dosaggio deve essere ridotto in base alle raccomandazioni fornite.La sicurezza e l'efficacia di ceftriaxone nei neonati, negli infanti e nei bambini sono state stabilite per i dosaggi descritti. Gli studi clinici hanno dimostrato che ceftriaxone, come alcune altre cefalosporine, puo' rimuovere la bilirubina dall'albumina sierica. Il medicinalenon deve essere usato nei neonati (in particolare quelli prematuri) arischio di sviluppare encefalopatia da bilirubina. Durante il trattamento prolungato deve essere eseguita a intervalli regolari la conta ematica completa. Se lidocaina viene usata come diluente, le soluzioni di ceftriaxone devono essere somministrate solo per iniezione intramuscolare.

Gravidanza e Allattamento

Ceftriaxone attraversa la barriera placentare. La sua sicurezza durante la gravidanza umana non e' stata stabilita. Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato alcuna prova di embriotossicita', fetotossicita' o teratogenicita', ne' effetti negativi sulla fertilita' maschile o femminile, sul parto o sullo sviluppo perinatale e postnatale. Nei primati non e' stata osservata embriotossicita' o teratogenicita'. A causa della limitata esperienza, si deve procedere con cautela quando si somministra il medicinale a donne in gravidanza. Ceftriaxone e' escreto nel latte materno a basse concentrazioni. Deve esseresomministrato alle madri che allattano al seno con cautela.

Interazioni con altri prodotti

In seguito alla somministrazione concomitante di dosi elevate di ceftriaxone e di potenti diuretici (per esempio furosemide) non e' stata finora osservata alcuna compromissione della funzionalita' renale. Non vi e' alcuna prova che ceftriaxone aumenti la tossicita' renale degli aminoglicosidi. In seguito all'assunzione di alcol dopo la somministrazione di Ceftriaxone non e' stato dimostrato alcun effetto simile a quello di disulfiram. Ceftriaxone non contiene una porzione di N-metiltiotetrazolo associata a una possibile intolleranza da etanolo e ai problemi di sanguinamento propri di alcune altre cefalosporine. L'eliminazione di ceftriaxone non viene alterata da probenecid. In uno studio invitro con la combinazione di cloramfenicolo e ceftriaxone sono stati osservati effetti antagonisti. Non utilizzare diluenti contenenti calcio, come la soluzione Ringer o la soluzione Hartmann, per ricostituireceftriaxone flaconcini o per diluire ulteriormente un flaconcino ricostituita per somministrazione e.v., poiche' puo' formarsi del precipitato. La precipitazione di calcio-ceftriaxone puo' verificarsi anche quando il prodotto viene miscelato con soluzioni contenenti calcio nellastessa linea di somministrazione e.v. Il prodotto non deve essere somministrato contemporaneamente con soluzioni endovenose contenenti calcio, comprese le infusioni continue contenenti calcio, come quelle usate per la nutrizione parenterale attraverso una linea a Y. Tuttavia, nei pazienti che non siano neonati, il medicinale e le soluzioni contenenti calcio possono essere somministrati in sequenza, uno dopo l'altro,purche' tra un'infusione e l'altra le linee vengono lavate a fondo con un liquido compatibile. Studi in vitro effettuati con plasma di adulti e plasma di neonati proveniente dal cordone ombelicale hanno dimostrato che i neonati presentano un rischio aumentato di precipitazione di calcio-ceftriaxone. Sulla base dei rapporti presenti in letteratura,ceftriaxone e' incompatibile con amsacrina, vancomicina, fluconazolo e gli aminoglicosidi. In rari casi nei pazienti trattati con ceftriaxone il test di Coombs puo' produrre falsi positivi. Ceftriaxone, come altri antibiotici, puo' causare falsi positivi nei test per la galattosemia. Parimenti, i metodi non enzimatici per la determinazione del glucosio nelle urine possono produrre risultati falsi positivi. Per questo motivo la determinazione dei livelli di glucosio nelle urine durantela terapia con il farmaco deve essere effettuata in modo enzimatico. Puo' compromettere l'efficacia dei contraccettivi ormonali orali. Durante il trattamento e nel mese successivo al trattamento e' pertanto consigliabile adottare misure contraccettive supplementari (non ormonali).

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare relativamente alla temperatura di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Soluzione ricostituita: la stabilita' chimica e fisica e' stata dimostrata per 24 ore a una temperatura di 2-8 gradi C. Da un punto di vista microbiologico, il prodotto ricostituito deve essere utilizzato immediatamente. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi di conservazione e le condizioni di conservazione sono responsabilita' dell'utilizzatore e normalmente devono superare le 24 ore a una temperatura di 2-8 gradi C.