carvedilolo rat*28cpr 6,25mg carvedilolo ratiopharm italia srl

Che cosa è carvedilolo rat 28cpr 6,25mg?

Carvedilolo rat compresse prodotto da ratiopharm italia srl
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici che appartiene alla fascia A che comprende tutti i farmaci essenziali e per malattie croniche, che sono gratuiti per il cittadino, su questi farmaci le Regioni sono comunque libere di applicare eventualmente un ticket .
Carvedilolo rat risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di agenti alfa- e beta-bloccanti.
Contiene i principi attivi: carvedilolo
Composizione Qualitativa e Quantitativa: una compressa contiene 6,25 mg o 25 mg di carvedilolo.
Codice AIC: 036369027 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Ipertensione essenziale. Angina pectoris cronica stabile Trattamento integrativo dell'insufficienza cardiaca cronica stabile da moderata a grave.

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Posologia

Ipertensione essenziale. Puo' essere impiegato per il trattamento dell'ipertensione come monoterapia od in associazione con altri antipertensivi, specialmente con i diuretici tiazidici. Si raccomanda la somministrazione una volta al giorno, ma la dose singola massima raccomandata e' di 25 mg e la dose massima giornaliera raccomandata e' di 50 mg. Adulti: la dose iniziale raccomandata e' di 12,5 mg una volta al giorno per i primi due giorni. Successivamente il trattamento viene continuato alla dose di 25 mg/die. Se necessario, la dose puo' essere ulteriormente aumentata gradualmente ad intervalli di due settimane o piu' raramente. Anziani: la dose iniziale raccomandata nell'ipertensione e' di 12,5 mg una volta al giorno, che puo' essere sufficiente anche per un trattamento continuato. Tuttavia, se la risposta terapeutica dovesserisultare inadeguata con questa dose, la dose puo' essere ulteriormente aumentata gradualmente ad intervalli di due settimane o piu' raramente. Angina pectoris cronica stabile: si raccomanda un regime posologico di due volte al giorno. Adulti: la posologia iniziale e' di 12,5 mgdue volte al giorno per i primi due giorni. Successivamente, il trattamento viene continuato alla dose di 25 mg due volte al giorno. Se necessario, la dose puo' essere ulteriormente aumentata gradualmente ad intervalli di due settimane o piu' raramente alla dose massima raccomandata di 100 mg al giorno divisi in due dosi (due volte al giorno). Anziani: la dose iniziale raccomandata e' di 12,5 mg due volte al giorno per due giorni. Successivamente il trattamento viene continuato alla dose di 25 mg due volte al giorno che e' la dose giornaliera massima raccomandata. Insufficienza cardiaca: viene somministrato nell'insufficienza cardiaca da moderata a grave in aggiunta alla terapia di base convenzionale con diuretici, ACE-inibitori, digitale e/o vasodilatatori. Il paziente deve essere clinicamente stabile (nessun cambiamento dellaclasse NYHA, nessuna ospedalizzazione dovuta ad insufficienza cardiaca) e la terapia di base deve essere stabilizzata per almeno 4 settimane prima del trattamento. Inoltre il paziente deve avere una ridotta frazione di eiezione dal ventricolo sinistro e l'insufficienza cardiaca deve essere > 50 bpm e la pressione arteriosa sistolica > 85 mmHg. La dose iniziale e' di 3,125 mg due volte al giorno per due settimane. Sequesta dose e' tollerata, la dose puo' essere lentamente aumentata con intervalli di non meno di due settimane fino a 6,25 mg due volte al giorno, poi fino a 12,5 mg due volte al giorno e, infine, fino a 25 mgdue volte al giorno. La dose deve essere aumentata fino al livello massimo tollerabile. La dose massima raccomandata e' di 25 mg due volte al giorno per pazienti di peso corporeo inferiore a 85 kg e di 50 mg due volte al giorno per pazienti con peso corporeo superiore a 85 kg, purche' l'insufficienza cardiaca non sia grave. Un incremento della dose a 50 mg due volte al giorno deve essere eseguito accuratamente sottorigoroso controllo medico del paziente. Un transitorio peggioramento dei sintomi dell'insufficienza cardiaca puo' verificarsi all'inizio del trattamento od a causa di un aumento della dose, specialmente in pazienti con grave insufficienza cardiaca e/o nel corso di un trattamentodiuretico ad alto dosaggio. Questo di solito non richiede la sospensione del trattamento, ma la dose non deve essere aumentata. Il pazientedeve essere tenuto sotto controllo da un medico/cardiologo per due ore dopo l'inizio del trattamento o dell'aumento della dose. Prima di ciascun incremento della dose, si deve eseguire un esame per accertare potenziali sintomi di peggioramento dell'insufficienza cardiaca o sintomi di eccessiva vasodilatazione. Un peggioramento dell'insufficienza cardiaca o una ritenzione idrica vengono trattati aumentando la dose del diuretico e la dose di carvedilolo non deve essere aumentata fino a quando il paziente non e' stabilizzato. Se compare bradicardia o in presenza di un allungamento del tempo di conduzione AV, deve essere anzitutto monitorato il livello di digossina. Talvolta puo' essere necessario ridurre la dose di carvedilolo o sospendere temporaneamente del tutto il trattamento. Anche in questi casi, spesso si puo' continuare con successo la titolazione della dose di carvedilolo. In caso di diabete mellito non-insulino dipendente (NIDDM) o di diabete mellito insulinodipendente (IDDM), la funzione renale, le piastrine e la glicemia devono essere monitorate regolarmente durante la titolazione della dose. Tuttavia, dopo la titolazione della dose, la frequenza di monitoraggiopuo' essere ridotta. Se carvedilolo e' stato sospeso da piu' di due settimane, la terapia deve essere ripresa con 3,125 mg due volte al giorno ed aumentata gradualmente secondo le raccomandazioni suddette. Insufficienza renale: la posologia deve essere determinata per ciascun paziente caso per caso, ma, secondo i parametri farmacocinetici, non vi sono prove che sia necessario un aggiustamento della dose di carvedilolo in pazienti con insufficienza cardiaca. Moderata disfunzione epatica: puo' essere necessario un aggiustamento della dose. Bambini e adolescenti (< 18 anni). Vi sono dati insufficienti rifuardanti l'efficaciae la sicurezza di carvedilolo. Anziani: i pazienti anziani possono essere piu' sensibili agli effetti di carvedilolo e devono essere controllati piu' accuratamente. Come avviene con i beta-bloccanti e specialmente nei pazienti coronarici, la sospensione di carvedilolo deve essere effettuata gradualmente. Metodi di somministrazione: le compresse devono essere assunte con un'adeguata quantita' di liquido. Le compressenon devono essere prese ai pasti, ma si raccomanda ai pazienti con insufficienza cardiaca di prendere il loro farmaco a base di carvediloloa stomaco pieno, in modo da consentire un assorbimento piu' lento e per poter ridurre il rischio di ipotensione ortostatica.

Effetti indesiderati

Reazioni avverse si verificano principalmente all'inizio del trattamento. Il profilo di reazioni avverse in pazienti con ipertensione e angina e' simile a quello osservato in pazienti con insufficienza cardiaca. Tuttavia, la frequenza di reazioni avverse e' inferiore in pazienticon ipertensione e angina pectoris. Reazioni avverse in pazienti con insufficienza cardiaca segnalate da studi clinici. Le reazioni avverseche si sono verificate in pazienti con insufficienza cardiaca in studi clinici e non sono state osservate comunemente in soggetti che hannoricevuto un placebo sono cosi' elencate. >>Alterazioni del sangue e del sistema linfatico. Frequenti: lieve trombocitopenia. >>Alterazioni del metabolismo e della nutrizione. Molto frequenti: iperglicemia, edemi periferici, ipervolemia, ritenzione idrica. >>Alterazioni del sistema nervoso. Frequenti: capogiri; Rari: sincope. >>Disturbi oculari. Molto frequenti: disturbi visivi. >>Alterazioni cardiache. Molto frequenti: edemi periferici, bradicardia; Rari: blocco atrioventricolare totale, aggravamento della insufficienza cardiaca. >>Alterazioni renali e delle vie urinarie. Rari: peggioramento della funzione renale. >>Alterazioni dell'apparato vascolare. Molto frrequenti: ipotensione ortostatica. >>Alterazioni dell'apparato gastrointestinale. Molto frequenti: nausea, diarrea, vomito; Insoliti: stitichezza. >>Disordini del sistemariproduttivo e della mammella. Molto frequenti: edema genitale. >>Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione. Molto frequenti: edema. L'insufficienza renale acuta e i disturbi della funzionerenale in pazienti con aterosclerosi generalizzata e/o alterata funzione renale erano reazioni avverse raramente osservate. La frequenza delle reazioni avverse non e' dose-dipendente, ad eccezione di capogiri,dei disturbi visivi, della bradicardia e dell'aggravamento dell'insufficienza cardiaca. La contrattilita' cardiaca puo' essere diminuita durante la titolazione della dose, ma e' rara. Reazioni avverse in pazienti con ipertensione ed angina segnalate da studi clinici. >>Alterazioni del sangue e del sistema linfatico. Rare: lieve trombocitopenia, leucopenia. >>Alterazioni del metabolismo e della nutrizione. fraquenti:ipercolesterolemia; Rare: edemi periferici. >>Disturbi psichiatrici. Rare: disturbi del sonno, depressione. >>Alterazioni del sistema nervoso. Molto frequenti: capogiri, cefalea; Rare: parestesie, sincope. >>Disturbi oculari. Molto frequenti: diminuita lacrimazione; Molto rare: disturbi visivi, irritazione oculare. >>Alterazioni cardiache. Molto frequenti: bradicardia. >>Alterazioni del sistema vascolare. Molto frequenti: ipotensione ortostatica; Rare: insufficienza circolatoria periferica. >>Alterazioni dell'apparato respiratorio, toracico e mediastino. Rare: congestione nasale. >>Disturbi gastrointestinali. Frequenti: nausea, dolore addominale, diarrea; Rare: stitichezza, vomito; Molto rare: secchezza delle fauci. >>Alterazioni dell'apparato muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e delle ossa. Molto frequenti: dolore agliarti. >>Alterazioni renali e delle vie urinarie. Rare: peggioramento della funzione renale; Molto rare: difficolta' durante la minzione. >>Disordini del sistema riproduttivo e della mammella. Molto rare: impotenza. >>Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione.Molto frequenti: stanchezza. >>Indagini diagnostiche. Rare: aumento dei livelli di transaminasi nel siero. Le reazioni avverse molto rare comprendono angina, blocco AV ed esacerbazione dei sintomi in pazienti affetti da claudicazione intermittente o fenomeno di Raynaud. >>Alterazioni dell'apparato respiratorio, toracico e del mediastino. In pazienti predisposti e' stata osservata comunemente dispnea asmatica. >>Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo. Diverse reazioni cutanee sono state segnalate raramente (ad esempio esantema allergico, orticaria, prurito e reazione simile al lichen planus). Lesioni cutanee psoriasiche possono verificarsi oppure le lesioni esistenti possono aggravarsi. I beta-bloccanti non-selettivi in particolare possono provocareanche un diabete mellito latente che diviene manifesto e peggiore ed il controllo della glicemia puo' essere disturbato. Lievi disturbi delbilancio del glucosio sono possibili, ma non frequenti anche durante il trattamento con carvedilolo.

Indicazioni

Ipertensione essenziale. Angina pectoris cronica stabile Trattamento integrativo dell'insufficienza cardiaca cronica stabile da moderata a grave.

Controindicazioni ed effetti secondari

Scompenso cardiaco appartenente alla IV Classe secondo la classificazione della NYHA dell'insufficienza cardiaca che richieda un trattamento inotropo per via endovenosa. Pneumopatia ostruttiva cronica con ostruzione bronchiale. Disfunzione epatica clinicamente significativa. Asma bronchiale. Pneumopatia ostruttiva cronica con ostruzione bronchialeBlocco AV di II o III grado. Grave bradicardia (<50 bpm). Sindrome del seno malato (compreso il blocco senoatriale). Shock cardiogeno. Grave ipotensione (pressione arteriosa sistolica al di sotto di 85 mm_Hg).Angina di Prinzmetal. Feocromocitoma non trattato. Ipersensibilita' al carvedilolo o ad uno degli eccipienti. Acidosi metabolica. Gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica. Trattamento concomitante per via endovenoa con verapamil o diltiazem.

Composizione ed Eccipienti

Saccarosio, lattosio monoidrato, povidone K25, silice colloidale anidra, crospovidone, magnesio stearato.

Avvertenze

>>Pazienti con insufficienza cardiaca. Somministrare principalmente in aggiunta a diuretici, ACE-inibitori, digitale e/o vasodilatatori. L'inizio della terapia deve essere effettuato sotto la supervisione di un medico ospedaliero. La terapia deve essere iniziata solo se il paziente e' stabilizzato con la terapia convenzionale di base per almeno 4 settimane. I pazienti con grave insufficienza cardiaca, deplezione di sale e di volume, soggetti anziani o pazienti con bassa pressione arteriosa di base devono essere monitorati per circa 2 ore dopo la prima dose o dopo l'aumento della dose, dato che puo' verificarsi ipotensione. L'ipotensione dovuta ad eccessiva vasodilatazione viene inizialmentetrattata riducendo la dose del diuretico. Se i sintomi ancora persistono, la dose dell'ACE-inhibitore puo' essere ridotta. All'inizio dellaterapia oppure durante la titolazione del carvedilolo verso l'alto possono verificarsi un peggioramento dell'insufficienza cardiaca o ritenzione di liquido. In questi casi, deve essere aumentata la dose di diuretico. Tuttavia, talvolta, sara' necessario ridurre o sospendere carvedilolo. La dose di carvedilolo non deve essere aumentata prima che siano sotto controllo i sintomi dovuti al peggioramento dell'insufficienza cardiaca o l'ipotensione dovuta alla vasodilatazione. Durante la terapia con carvedilolo in pazienti con insufficienza cardiaca con bassapressione arteriosa (pressione sistolica <= 100 mmHg), cardiopatia ischemica ed aterosclerosi generalizzata, e/o insufficienza renale sottostante, e' stato osservato un peggioramento reversibile della funzionerenale. In pazienti con insufficienza cardiaca con questi fattori di rischio, la funzione renale deve essere tenuta sotto controllo durantela titolazione della dose di carvedilolo. Se si verifica un significativo peggioramento della funzione renale, la dose di carvedilolo deve essere ridotta o si deve sospendere la terapia. In pazienti con insufficienza cardiaca cronica trattati con digitale, carvedilolo deve essere somministrato con cautela, dato che la digitale e il carvedilolo allungano entrambi il tempo di conduzione AV. >>Carvedilolo e beta-bloccanti in generale. I pazienti con pneumopatia ostruttiva cronica con tendenza al broncospasmo che non siano trattati con farmaci orali o da inalazione devono ricevere carvedilolo solo se il previsto miglioramentosupera il possibile rischio. I pazienti devono essere attentamente monitorati nella fase iniziale e la titolazione di carvedilolo e la dosedi carvedilolo devono essere ridotti in caso di broncospasmo. Carvedilolo puo' mascherare i segni ed i sintomi di ipoglicemia acuta. Un'alterazione del controllo della glicemia puo' verificarsi occasionalmentein pazienti con diabete con insufficienza cardiaca in relazione all'impiego di carvedilolo. Pertanto, e' necessario un attento monitoraggiodei pazienti diabetici trattati con carvedilolo mediante regolari misurazioni della glicemia, specialmente durante la titolazione della dose ed un aggiustamento dell'antidiabetico se necessario. La glicemia deve essere accuratamente controllata anche dopo un lungo periodo di digiuno. Carvedilolo puo' mascherare i sintomi di tireotossicosi. Puo' provocare bradicardia. Se si verifica una diminuzione della frequenza pulsatoria a meno di 55 battiti al minuto e compaiono sintomi associati a bradicardia, la dose di carvedilolo deve essere ridotta. Quando viene usato in concomitanza con calcio-antagonisti, come verapamil e diltiazem, o con altri antiaritmici, in particolare l'amiodarone, la pressione arteriosa del paziente e l'ECG devono essere monitorati. Si deve evitare la somministrazione endovenosa concomitante. La cimetidina deveessere somministrata in concomitanza con carvedilolo con molta cautela, dato che gli effetti di carvedilolo possono essere potenziati. Bisogna avvisare le persone che portano lenti a contatto di una possibile riduzione della secrezione di liquido lacrimale. Fare attenzione nel somministrare a pazienti con anamnesi di serie reazioni di ipersensibilita' e nei pazienti sottoposti a terapia di desensibilizzazione, dato che i beta-bloccanti possono aumentare sia la sensibilita' agli allergeni sia la serieta' delle reazioni anafilattiche. Esercitare cautela qando si prescrivono beta-bloccanti a pazienti affetti da psoriasi, perche' le reazioni cutanee possono essere aggravate. Usare con cautela in pazienti con vasculopatie periferiche, dato che i beta-bloccanti possono aggravare i sintomi della malattia. Lo stesso vale anche per i pazienti affetti da sindrome di Raynaud, poiche' si possono avere un'esacerbazione od un aggravamento dei sintomi. I pazienti che notoriamentesono cattivi metabolizzatori della debrisochina devono essere tenuti sotto streto controllo durante l'inizio della terapia. Dato che si ha una limitata esperienza clinica, carvedilolo non deve essere somministrato a pazienti con ipertensione labile o secondaria, ortostasi, cardiopatia infiammatoria acuta, ostruzione emodinamica rilevante delle valvole cardiache o del tratto di eflusso, arteriopatia periferica in stadio terminale, o trattamento concomitante con un antagonista dei recettori alfa1 o con un agonista dei recettori alfa2. In pazienti con feocromocitoma, un trattamento iniziale con alfa bloccanti deve essere avviato prima di usare un beta-bloccante. Sebbene carvedilolo eserciti unalfa- e un betablocco, non si hanno sufficienti esperienze con questamalattia, pertanto bisogna usare cautela in questi pazienti. A causa della sua azione dromotropa negativa, carvedilolo deve essere somministrato con cautela a pazienti con blocco cardiaco di I grado. I beta-bloccanti riducono il rischio di aritmia durante l'anestesia, ma il rischio di ipotensione puo' essere anch'esso aumentato. Usare cautela nell'usare certi anestetici. Comunque studi piu' recenti fanno ritenere che si abbia un vantaggio dei betabloccanti nel prevenire la morbilita' cardiaca perioperatoria e una riduzione dell'incidenza di complicanze cardiovascolari. Non deve essere sospeso bruscamente. Cio' vale in particolare per i pazienti affetti da cardiopatia ischemica. La terapia deve essere sospesa gradualmente entro due settimane, ad esempio dimezzando la dose giornaliera ogni tre giorni. Se necessario, nello stesso tempo deve essere iniziata la terapia di sostituzione per impedire l'esacerbazione dell'angina pectoris. Contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, carenza di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo farmaco. Contiene saccarosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, malassorbimento di glucosio-galattosio o insufficienza di saccarasi-isomaltasi non devono assumere questofarmaco.

Gravidanza e Allattamento

L'uso non e' raccomandato durante la gravidanza e l'allattamento. Nonha dimostrato nessun effetto teratogeno in studi di riproduzione nell'animale, ma si hanno prove cliniche insufficienti della sua sicurezzain donne gravide. I beta-bloccanti riducono la perfusione placentare che puo' provocare la morte intrauterina del feto e parti immaturi e prematuri. Inoltre, nel feto e nel neonato possono verificarsi reazioniavverse (specialmente ipoglicemia, bradicardia, depressione respiratoria ed ipotermia). Si ha un maggior rischio di complicanze cardiache epolmonari nel neonato nel periodo postnatale. Deve essere usato in donne gravide solo se il potenziale vantaggio per la madre supera il potenziale rischio per il feto/neonato. Il trattamento deve essere sospeso 2-3 giorni prima della nascita prevista. Se cio' non fosse possibile, il neonato deve essere tenuto sotto controllo per i primi 2-3 giornidi vita. E' lipofilo e, secondo i risultati di studi eseguiti in animali che allattavano, carvedilolo ed i suoi metaboliti vengono escreti nel latte umano e, pertanto, le madri che ricevono carvedilolo non devono allattare.

Interazioni con altri prodotti

Antiaritmici. Sono stati segnalati casi isolati di disturbi di conduzione (raramente emodinamica compromessa), se si soministrano in concomitanza per via orale carvedilolo e diltiazem, verapamil e/o amiodarone. Come avviene con altri beta-bloccanti, l'ECG e la pressione arteriosa devono essere attentamente controllati quando si somministrano in concomitanza calcio-antagonisti del tipo del verapamil e del diltiazem, a causa del rischio di disturbo di conduzione AV o del rischio di insufficienza cardiaca (effetto sinergico). Bisogna effettuare un attento monitoraggio in caso di somministrazione contemporanea di carvedilolo e di terapia (orale) con amiodarone o con anti-aritmici di I classe. Sono stati segnalati bradicardia, arresto cardiaco e fibrillazione ventricolare poco dopo l'inizio del trattamento con un beta-bloccante in pazienti trattati con amiodarone. Si ha un rischio di insufficienza cardiaca nel caso di concomitante terapia endovenosa con antiaritmici di classe Ia o Ic. Il trattamento concomitante con reserpina, guanetidina, metildopa, guanfacina e inibitori della monoamino-ossidasi (anti-MAO) (ad eccezione degli anti-MAO-B) puo' determinare un'ulteriore diminuzione della frequenza cardiaca. Si raccomanda di controllare i segni vitali. Diidropiridine. La somministrazione di diidropiridine e carvedilolo deve essere effettuata sotto attento controllo medico, poiche' sono state segnalate insufficienza cardiaca e grave ipotensione. Nitrati. Aumento degli effetti ipotensivi. Glucosidi cardiaci. Un aumento di circa il 16% dei livelli di digossina allo " stato stazionario" e di circa il 13% dei livelli di digitossina e' stato osservato in relazioneall'impiego concomitante di carvedilolo e digossina nei pazienti ipertesi. Si raccomanda di eseguire il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di digossina quando si inizia, si sospende o si aggiusta iltrattamento con carvedilolo. Altri antipertensivi. Carvedilolo puo' potenziare gli effetti di altri antipertensivi somministrati in concomitanza (ad esempio antagonisti dei recettori alfa1) e di farmaci con effetti collaterali antipertensivi, come i barbiturici, le fenotiazine, gli antidepressivi triciclici, i vasodilatatori e l'alcool. Ciclosporine. I livelli plasmatici delle ciclosporine aumentano quando si somministra in concomitanza carvedilolo. Si raccomanda di controllare accuratamente le concentrazioni plasmatiche delle ciclosporine. Antidiabetici compresa l'insulina. L'effetto ipoglicemizzante dell'insulina e di antidiabetici orali puo' essere potenziato. I sintomi di ipoglicemia posono essere mascherati. Nei pazienti diabetici e' necessario un controllo regolare della glicemia. Clonidina. In caso di sospensione sia di carvedilolo che di clonidina, carvedilolo deve essere sospeso parecchigiorni prima della graduale sospensione della clonidina. Anestetici da inalazione. Si consiglia di usare cautela in caso di anestesia a causa dell'effetto sinergico, inotropo negativo ed ipotensivo del carvedilolo e di certi anestetici. FANS, estrogeni e corticosteroidi. L'effetto antipertensivo di carvedilolo e' diminuito a causa della ritenzionedi acqua e sodio. Farmaci che inducono od inibiscono gli enzimi citocromo P450. I pazienti che ricevono farmaci che inducono (ad esempio rifampicina e barbiturici) od inibiscono (ad esempio cimetidina, ketoconazolo, fluoxetina, aloperidolo, verapamil, eritromicina) gli enzimi citocromo P450 devono essere accuratamente monitorati durante un trattamento concomitante con carvedilolo, poiche' le concentrazioni di carvedilolo nel siero possono essere ridotte dai primi e aumentate dagli inibitori enzimatici. Simpaticomimetici con effetti alfa-mimetici e beta-mimetici. Rischio di ipertensione e di eccessiva bradicardia. Ergotamina. Aumentata vasocostrizione. Bloccanti neuromuscolari. Aumentato blocco neuromuscolare.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Contenitore di HDPE e tappi di PP: tenere nel contenitore originale. Blister (accoppiato di foglio di OPA/Al/PVC-foglio di alluminio): conservare nel blister originale.