carvedilolo my*100cpr 12,5mg carvedilolo mylan spa

Che cosa è carvedilolo my 100cpr 12,5mg?

Carvedilolo mg compresse rivestite prodotto da mylan spa
è un farmaco generico della categoria farmaci preconfezionati prodotti industrialmente - generici .
Carvedilolo mg risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di bloccanti dei recettori alfa e beta adrenergici.
Contiene i principi attivi: carvedilolo
Composizione Qualitativa e Quantitativa: carvedilolo.
Codice AIC: 036453482 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

Ipertensione essenziale, angina pectoris cronica stabile, trattamentoaggiuntivo nell'insufficienza cardiaca stabile, da severa a moderata.

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Posologia

Carvedilolo e' disponibile in 4 dosaggi: 3,125 mg, 6,25mg, 12,5 mg o 25 mg. Ipertensione essenziale: Carvedilolo puo' essere usato come monoterapia, o in combinazione con altri medicinali antiipertensivi, specialmente con i diuretici tiazidici. Si raccomanda l'assunzione di una sola dose al giorno, tuttavia la singola dose massima suggerita e' di 25 mg e la dose massima giornaliera raccomandata e' di 50 mg. Adulti: la dose raccomandata iniziale e' di 12,5 mg una volta al giorno per i primi due giorni. Successivamente si raccomandano 25 mg una volta al giorno. Se necessario la dose puo' essere ulteriormente aumentata gradualmente, ad intervalli di due settimane o maggiori. Anziani: la dose raccomandata iniziale e' di 12,5 mg una volta al giorno che puo' anche essere sufficiente per continuare il trattamento. Tuttavia se la risposta terapeutica e' inadeguata, la dose puo' essere aumentata ulteriormente in modo graduale ad intervalli di due settimane o maggiori. Angina pectoris cronica stabile, adulti: la dose raccomandata iniziale e' di 12,5 mg due volte al giorno per due giorni. La dose usuale e' poi di25 mg due volte al giorno. Se necessario la dose puo' essere aumentata gradualmente, ad intervalli di due settimane o maggiori. La dose giornaliera massima raccomandata e' di 100 mg in dosi suddivise (due volte al giorno). Anziani: la dose raccomandata iniziale e' di 12,5 mg duevolte al giorno per due giorni. Successivamente la dose usuale e' di 25 mg due volte al giorno che e' la dose massima raccomandata Insufficienza cardiaca Trattamento dell'insufficienza cardiaca da severa a moderata in aggiunta alla terapia convenzionale di base con diuretici, ACE-inibitori, digitale e/o vasodilatatori. Il paziente deve essere clinicamente stabile (nessun cambiamento di classe NYHA, nessuna ospedalizzazione dovuta ad insufficienza cardiaca) e la terapia di base deve essere stabile per almeno 4 settimane prima del trattamento. Inoltre il paziente deve avere una frazione di eiezione ventricolare sinistra ridotta, la frequenza cardiaca deve essere >50 b.m. e la pressione sistolica >85 mm Hg. La dose iniziale e' di 3,125 mg due volte a giorno per 2 settimane. Se la dose iniziale e' ben tollerata, la dose di Carvedilolo puo' essere aumentata ad intervalli di due settimane o maggiori, fino a 6,25 mg due volte al giorno, seguita da 12,5 mg due volte al giorno e infine 25 mg due volte al giorno. La dose deve essere aumentata fino alla dose massima tollerata dal paziente. La dose massima raccomandata e' di 25 mg due volte al giorno per pazienti che pesano meno di 85 kg, e 50 mg due volte al giorno per quei pazienti che pesano piu' di 85 kg, sempre che l'insufficienza cardiaca non sia grave. Un aumentodi dose fino a 50 mg due volte al giorno deve essere attuato sotto attenta supervisione medica del paziente. Peggioramenti temporanei dei sintomi dell'insufficienza cardiaca possono avvenire all'inizio della terapia o in seguito ad aumento della dose, specialmente in pazienti con grave insufficienza cardiaca e/o in trattamento con dosi elevate di diuretici. Cio' di solito non richiede l'interruzione del trattamento,ma la dose non deve essere aumentata. Il paziente deve essere monitorato da un medico/cardiologo dopo l'inizio del trattamento con Carvedilolo o dopo l'aumento della dose. Prima di ogni aumento di dose deve essere condotto un esame dei potenziali sintomi di peggioramento dell'insufficienza cardiaca o dei sintomi di eccessiva vasodilatazione. Il peggioramento dell'insufficienza cardiaca o la ritenzione di fluidi vanno trattati aumentando la dose di diuretico, e la dose di Carvedilolo non deve essere aumentata fino a che il paziente non e' stabilizzato. Se compare bradicardia o in caso di allungamento della conduzione AV, il livello di digossina deve essere monitorato. Occasionalmente puo' essere necessario ridurre la dose di Carvedilolo o interrompere temporaneamente il trattamento. Anche in questi casi la titolazione della dosedi Carvedilolo puo' continuare con successo. Se la terapia con Carvedilolo viene interrotta per piu' di 2 settimane, deve ripartire dalla dose di 3,125 mg 2 volte al giorno ed essere aumentata gradualmente secondo le raccomandazioni di cui sopra. Insufficienza renale: il dosaggio deve essere determinato individualmente per ogni paziente, ma secondo i parametri farmacocinetici non c'e' evidenza che l'aggiustamento della dose sia necessario nei pazienti con insufficienza renale. Disfunzione epatica moderata: puo' essere richiesto un aggiustamento della dose. Anziani: i pazienti anziani possono essere piu' suscettibili agli effetti del Carvedilolo e devono essere monitorati piu' attentamente. Come per gli altri beta-bloccanti e specialmente in pazienti con affezioni coronariche, l'interruzione del Carvedilolo deve avvenire gradualmente. Modo di somministrazione: non e' necessario che le compresse vengano assunte ai pasti. Tuttavia si raccomanda che i pazienti con insufficienza cardiaca prendano il farmaco con il cibo, per permettere un assorbimento piu' lento riducendo il rischio di ipotensione ortostatica.

Effetti indesiderati

Reazioni avverse si presentano principalmente all'inizio del trattamento. Reazioni avverse insorte in studi clinici. Le reazioni avverse insorte e non osservate come comuni in pazienti trattati con placebo, sono elencate di seguito. >>Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: trombocitopenia lieve. >>Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: iperglicemia, edema periferico, ipervolemia, ritenzione dei fluidi. >>Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiri. Raro: sincope. >>Patologie dell'occhio. Molto comune: disturbi visivi. >>Patologie cardiache. Molto comune: piedi edematosi, bradicardia. Raro:blocco atrioventricolare totale, aggravamento dell'insufficienza cardiaca. >>Patologie renali e urinarie. Raro: peggioramento della funzione renale. >>Patologie vascolari. Molto comune: ipotensione ortostatica. >>Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, diarrea, vomito. Non comune: stitichezza. >>Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto comune: edema genitale. >>Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: edema.Reazioni avverse rare sono risultate: insufficienza renale acuta e disturbi della funzione renale in pazienti con arterosclerosi generalizzata e/o funzione renale alterata. La frequenza delle reazioni avverse non e' dose dipendente, ad eccezione di capogiri, disturbi visivi, bradicardia ed aggravamento dell'insufficienza cardiaca. La contrattilita' cardiaca puo' diminuire durante la titolazione della dose, ma cio' e' raro. Reazioni avverse in pazienti con ipertensione ed angina riportate in studi clinici. >>Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: lieve trombocitopenia, leucopenia. >>Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: ipercolesterolemia. Raro: edema periferico. >>Disturbi psichitarici. Raro: disturbi del sonno, depressione. >>Patologie del sistema nervoso. Molto comune: capogiri, cefalea. Raro: parestesia, sincope. >>Patologie degli occhi. Molto comune: lacrimazione diminuita. Molto raro: disturbi visivi, irritazione degli occhi. >>Patologie cardiache. Molto comune: ipotensione ortostatica. Raro: insufficienza circolatoria periferica. >>Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: congestione nasale. >>Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, dolore addominale, diarrea. Raro: stitichezza, vomito. Molto raro: secchezza delle fauci. >>Patologie del sistema muscolocheletrico, del tessuto connettivo e delle ossa. Molto comune: dolore agli arti. >>Patologie renali ed urinarie. Raro: peggioramento della funzionalita' renale. Molto raro: difficolta' della minzione. >>Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto raro: impotenza. >>Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: affaticamento. >>Esami diagnostici. Raro: aumento delle transaminasi sieriche. Reazioni molto rare includono angina, blocco AV e riacutizzazione dei sintomi in pazienti con claudicazione intermittente e fenomeno di Raynaud. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: varie reazioni cutanee sono state riportate raramente,. Lesioni cutanee psoriasiche possono comparire o possono aggravarsi lesioni gia' presenti. Beta bloccanti non selettivi possono in particolare rendere manifesto un diabete mellito latente, aggravare un diabete manifestoo disturbare il controllo del glucosio ematico. Lievi alterazioni delbilancio del glucosio sono possibili, ma non comuni, anche durante iltrattamento con carvedilolo.

Indicazioni

Ipertensione essenziale, angina pectoris cronica stabile, trattamentoaggiuntivo nell'insufficienza cardiaca stabile, da severa a moderata.

Controindicazioni ed effetti secondari

Insufficienza cardiaca della classe IV NYHA della classificazione dell'insufficienza cardiaca, che richiede trattamento inotropico endovenoso. Malattia polmonare cronico ostruttiva (COPD) con ostruzione bronchiale; disfunzione epatica clinicamente manifesta; asma bronchiale; blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado; grave bradicardia (<50b.m.); shock cardiogeno; disfunzioni del nodo seno-atriale (compreso blocco seno-atriale); ipotensione grave (pressione sistolica ortostatica <85 mm Hg); ipersensibilita' al carvedilolo o ad uno qualsiasi degli eccipienti acidosi metabolica angina di Prinzmetal feocromocitoma non trattato gravi disturbi circolatori delle arterie periferiche trattamento endovenoso concomitante con verapamil o diltiazem.

Composizione ed Eccipienti

Cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, crospovidone, povidone, silice colloidale anidra diossido, magnesio stearato, idrossipropilmetilcellulosa, titanio diossido (E171), trietilcitrato, macrogol, polidestrosio.

Avvertenze

Avvertenze da considerare particolarmente in pazienti con insufficienza cardiaca. Carvedilolo deve essere somministrato principalmente in aggiunta a diuretici, ACE-inibitori, digitale e/o vasodilatatori. La terapia deve iniziare solo se il paziente e' stabilizzato nella terapia convenzionale di base da almeno 4 settimane. I pazienti scompensati devono essere ri-compensati. I pazienti con grave insufficienza cardiaca, deplezione del volume e di sali, anziani o pazienti con bassa pressione basale devono essere monitorati per circa 2 ore dopo la prima doseo dopo un aumento di dose poiche' puo' manifestarsi ipotensione. L'ipotensione dovuta ad eccessiva vasodilatazione va trattata inizialmenteriducendo la dose di diuretico. Se i sintomi ancora persistono, la dose di qualsiasi ACE inibitore dovrebbe essere ridotta. Se necessario la dose di Carvedilolo puo' essere ulteriormente ridotta o temporaneamente sospesa. La dose di Carvedilolo non deve essere di nuovo aumentataprima che i sintomi dovuti al peggioramento dell'insufficienza cardiaca o alla vasodilatazione siano sotto controllo. Un peggioramento reversibile della funzionalita' renale e' stato osservato durante la terapia con carvedilolo in pazienti con insufficienza cardiaca e bassa pressione (pressione sistolica INTERAZIONIAntiaritmici: a seguito della somministrazione di carvedilolo e diltiazem (orale), verapamil e/o amiodarone sono stati osservati casi isolati di disturbi della conduzione cardiaca, raramente con influenza sull'emodinamica. Pertanto come nel caso di altri beta-bloccanti, durante la contemporanea somministrazione di calcio-antagonisti del tipo del diltiazem e verapamil, bisogna attuare uno stretto monitoraggio sull'ECG e sulla pressione sanguigna, poiche' il rischio di disturbi della conduzione AV o di insufficienza cardiaca e' aumentato (effetto sinergico). Un attento monitoraggio deve essere condotto quando si somministrano Carvedilolo ed antiaritmici di classe I o amiodarone (orale). Bradicardia, arresto cardiaco e fibrillazione ventricolare sono state riportate subito dopo l'inizio di un trattamento con beta-bloccanti in pazienti che ricevono amiodarone. Vi e' il rischio di insufficienza cardiaca in caso di concomitante terapia endovenosa con antiaritmici di classe Ia o Ic. Il trattamento concomitante con reserpina, guanetidina, metildopa, guanfacina ed inibitori delle monoamino-ossidasi (ad eccezione dei MAO-B inibitori) puo' portare ad un ulteriore diminuzione della frequenza cardiaca. E' raccomandato il monitoraggio dei parametri vitali. Di-idropiridine. La somministrazione di di-idropiridine e Carvedilolo deve essere attuata sotto attenta supervisione, poiche' sono statiriportati insufficienza cardiaca e grave ipotensione. Nitrati. Aumentati effetti ipotensivi. Glucosidi cardiaci. Un aumento dei livelli di digossina allo "steady state" di circa il 16% e della digitossina di circa il 13% e' stato osservato in pazienti ipertesi in connessione conl'uso concomitante di Carvedilolo e digossina. Si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di digossina all'inizio, all'interruzione o all'aggiustamento del trattamento con Carvedilolo. Altri farmaci antiipertensivi. Carvedilolo puo' potenziare gli effetti di altri medicinali assunti contemporaneamente che hanno azione antiipertensiva (per esempio antagonisti dei recettori alfa 1 ) o medicinali che includono ipotensione tra gli effetti indesiderati come barbiturati,fenotiazine, antidepressivi triciclici, agenti vasodilatatori ed alcool. Ciclosporina. Il livello plasmatico di ciclosporina aumenta con lasomministrazione concomitante di Carvedilolo. Si raccomanda che la concentrazioni di ciclosporina siano attentamente monitorate. Antidiabetici inclusa l'insulina. L'effetto ipoglicemizzante dell'insulina e deifarmaci antidiabetici orali puo' essere intensificato. I sintomi di ipoglicemia possono essere mascherati. In pazienti diabetici e' necessario un regolare monitoraggio del glucosio ematico. Clonidina. Quando viene interrotto il trattamento concomitante di Carvedilolo e clonidina, il Carvedilolo deve essere sospeso diversi giorni prima della graduale riduzione della dose di clonidina. Anestetici inalatori. Si deve prestare attenzione alle potenziali interazioni inotrope negative ed ipotensive del Carvedilolo e degli anestetici durante l'anestesia. Antinfiammatori non steroidei, estrogeni e corticosteroidi. L'effetto antiipertensivo del Carvedilolo viene ridotto dalla ritenzione di acqua e disodio. Farmaci che inducono o inibiscono gli enzimi del citocromo P450 . I pazienti che ricevono farmaci che inducono (es. rifampicina e barbiturati) o che inibiscono (es. cimetidina, ketoconazolo, fluoxetina,aloperidolo, verapamil, eritromicina) gli enzimi del citocromo P450, devono essere attentamente monitorati durante il trattamento concomitante con Carvedilolo poiche' le concentrazioni sieriche di Carvedilolo possono essere ridotte dagli induttori enzimatici ed aumentate dagli inibitori enzimatici. Simpaticomimetici con effetti alfa-mimetici e beta-mimetici. Rischio di ipotensione e di eccessiva bradicardia. Ergotamina. Aumentata vasocostrizione. Agenti con azione di blocco neuromuscolare. Aumentato blocco neuromuscolare.EFFETTI INDESIDERATIReazioni avverse si presentano principalmente all'inizio del trattamento. Reazioni avverse insorte in studi clinici. Le reazioni avverse insorte e non osservate come comuni in pazienti trattati con placebo, sono elencate di seguito. >>Patologie del sistema emolinfopoietico. Comune: trombocitopenia lieve. >>Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Molto comune: iperglicemia, edema periferico, ipervolemia, ritenzione dei fluidi. >>Patologie del sistema nervoso. Comune: capogiri. Raro: sincope. >>Patologie dell'occhio. Molto comune: disturbi visivi. >>Patologie cardiache. Molto comune: piedi edematosi, bradicardia. Raro:blocco atrioventricolare totale, aggravamento dell'insufficienza cardiaca. >>Patologie renali e urinarie. Raro: peggioramento della funzione renale. >>Patologie vascolari. Molto comune: ipotensione ortostatica. >>Patologie gastrointestinali. Molto comune: nausea, diarrea, vomito. Non comune: stitichezza. >>Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto comune: edema genitale. >>Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: edema.Reazioni avverse rare sono risultate: insufficienza renale acuta e disturbi della funzione renale in pazienti con arterosclerosi generalizzata e/o funzione renale alterata. La frequenza delle reazioni avverse non e' dose dipendente, ad eccezione di capogiri, disturbi visivi, bradicardia ed aggravamento dell'insufficienza cardiaca. La contrattilita' cardiaca puo' diminuire durante la titolazione della dose, ma cio' e' raro. Reazioni avverse in pazienti con ipertensione ed angina riportate in studi clinici. >>Patologie del sistema emolinfopoietico. Raro: lieve trombocitopenia, leucopenia. >>Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Comune: ipercolesterolemia. Raro: edema periferico. >>Disturbi psichitarici. Raro: disturbi del sonno, depressione. >>Patologie del sistema nervoso. Molto comune: capogiri, cefalea. Raro: parestesia, sincope. >>Patologie degli occhi. Molto comune: lacrimazione diminuita. Molto raro: disturbi visivi, irritazione degli occhi. >>Patologie cardiache. Molto comune: ipotensione ortostatica. Raro: insufficienza circolatoria periferica. >>Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: congestione nasale. >>Patologie gastrointestinali. Comune: nausea, dolore addominale, diarrea. Raro: stitichezza, vomito. Molto raro: secchezza delle fauci. >>Patologie del sistema muscolocheletrico, del tessuto connettivo e delle ossa. Molto comune: dolore agli arti. >>Patologie renali ed urinarie. Raro: peggioramento della funzionalita' renale. Molto raro: difficolta' della minzione. >>Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella. Molto raro: impotenza. >>Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Molto comune: affaticamento. >>Esami diagnostici. Raro: aumento delle transaminasi sieriche. Reazioni molto rare includono angina, blocco AV e riacutizzazione dei sintomi in pazienti con claudicazione intermittente e fenomeno di Raynaud. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: varie reazioni cutanee sono state riportate raramente,. Lesioni cutanee psoriasiche possono comparire o possono aggravarsi lesioni gia' presenti. Beta bloccanti non selettivi possono in particolare rendere manifesto un diabete mellito latente, aggravare un diabete manifestoo disturbare il controllo del glucosio ematico. Lievi alterazioni delbilancio del glucosio sono possibili, ma non comuni, anche durante iltrattamento con carvedilolo.GRAVIDANZA E ALLATTAMENTOCarvedilolo non e' raccomandato durante la gravidanza e l'allattamento. Carvedilolo non si e' dimostrato teratogeno in studi su animali ma l'esperienza clinica riguardo la sicurezza in donne in gravidanza e' insufficiente. I beta-bloccanti riducono la perfusione placentare, che puo' portare a morte intrauterina del feto, ritardo dell'accrescimentofetale e nascita prematura. Inoltre nel feto e nel neonato possono manifestarsi effetti avversi (soprattutto ipoglicemia, bradicardia, depressione respiratoria e ipotermia). Nel neonato c'e' un aumentato rischio di complicazioni cardiache e polmonari nel periodo post-natale. Carvedilolo deve essere usato durante la gravidanza solo se il potenzialebeneficio per la madre supera ogni potenziale rischio per il feto/neonato. Il trattamento deve essere interrotto 2-3 giorni prima la data prevista per il parto. Se questo non e' possibile il neonato deve essere monitorato per i primi 2-3 giorni dopo la nascita. Carvedilolo e' una sostanza lipofila e studi negli animali in allattamento hanno mostrato che Carvedilolo e i suoi metaboliti sono accumulati ed escreti nel latte materno, pertanto le madri che ricevono Carvedilolo non devono allattare.

Gravidanza e Allattamento

Carvedilolo non e' raccomandato durante la gravidanza e l'allattamento. Carvedilolo non si e' dimostrato teratogeno in studi su animali ma l'esperienza clinica riguardo la sicurezza in donne in gravidanza e' insufficiente. I beta-bloccanti riducono la perfusione placentare, che puo' portare a morte intrauterina del feto, ritardo dell'accrescimentofetale e nascita prematura. Inoltre nel feto e nel neonato possono manifestarsi effetti avversi (soprattutto ipoglicemia, bradicardia, depressione respiratoria e ipotermia). Nel neonato c'e' un aumentato rischio di complicazioni cardiache e polmonari nel periodo post-natale. Carvedilolo deve essere usato durante la gravidanza solo se il potenzialebeneficio per la madre supera ogni potenziale rischio per il feto/neonato. Il trattamento deve essere interrotto 2-3 giorni prima la data prevista per il parto. Se questo non e' possibile il neonato deve essere monitorato per i primi 2-3 giorni dopo la nascita. Carvedilolo e' una sostanza lipofila e studi negli animali in allattamento hanno mostrato che Carvedilolo e i suoi metaboliti sono accumulati ed escreti nel latte materno, pertanto le madri che ricevono Carvedilolo non devono allattare.

Interazioni con altri prodotti

Antiaritmici: a seguito della somministrazione di carvedilolo e diltiazem (orale), verapamil e/o amiodarone sono stati osservati casi isolati di disturbi della conduzione cardiaca, raramente con influenza sull'emodinamica. Pertanto come nel caso di altri beta-bloccanti, durante la contemporanea somministrazione di calcio-antagonisti del tipo del diltiazem e verapamil, bisogna attuare uno stretto monitoraggio sull'ECG e sulla pressione sanguigna, poiche' il rischio di disturbi della conduzione AV o di insufficienza cardiaca e' aumentato (effetto sinergico). Un attento monitoraggio deve essere condotto quando si somministrano Carvedilolo ed antiaritmici di classe I o amiodarone (orale). Bradicardia, arresto cardiaco e fibrillazione ventricolare sono state riportate subito dopo l'inizio di un trattamento con beta-bloccanti in pazienti che ricevono amiodarone. Vi e' il rischio di insufficienza cardiaca in caso di concomitante terapia endovenosa con antiaritmici di classe Ia o Ic. Il trattamento concomitante con reserpina, guanetidina, metildopa, guanfacina ed inibitori delle monoamino-ossidasi (ad eccezione dei MAO-B inibitori) puo' portare ad un ulteriore diminuzione della frequenza cardiaca. E' raccomandato il monitoraggio dei parametri vitali. Di-idropiridine. La somministrazione di di-idropiridine e Carvedilolo deve essere attuata sotto attenta supervisione, poiche' sono statiriportati insufficienza cardiaca e grave ipotensione. Nitrati. Aumentati effetti ipotensivi. Glucosidi cardiaci. Un aumento dei livelli di digossina allo "steady state" di circa il 16% e della digitossina di circa il 13% e' stato osservato in pazienti ipertesi in connessione conl'uso concomitante di Carvedilolo e digossina. Si raccomanda il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche di digossina all'inizio, all'interruzione o all'aggiustamento del trattamento con Carvedilolo. Altri farmaci antiipertensivi. Carvedilolo puo' potenziare gli effetti di altri medicinali assunti contemporaneamente che hanno azione antiipertensiva (per esempio antagonisti dei recettori alfa 1 ) o medicinali che includono ipotensione tra gli effetti indesiderati come barbiturati,fenotiazine, antidepressivi triciclici, agenti vasodilatatori ed alcool. Ciclosporina. Il livello plasmatico di ciclosporina aumenta con lasomministrazione concomitante di Carvedilolo. Si raccomanda che la concentrazioni di ciclosporina siano attentamente monitorate. Antidiabetici inclusa l'insulina. L'effetto ipoglicemizzante dell'insulina e deifarmaci antidiabetici orali puo' essere intensificato. I sintomi di ipoglicemia possono essere mascherati. In pazienti diabetici e' necessario un regolare monitoraggio del glucosio ematico. Clonidina. Quando viene interrotto il trattamento concomitante di Carvedilolo e clonidina, il Carvedilolo deve essere sospeso diversi giorni prima della graduale riduzione della dose di clonidina. Anestetici inalatori. Si deve prestare attenzione alle potenziali interazioni inotrope negative ed ipotensive del Carvedilolo e degli anestetici durante l'anestesia. Antinfiammatori non steroidei, estrogeni e corticosteroidi. L'effetto antiipertensivo del Carvedilolo viene ridotto dalla ritenzione di acqua e disodio. Farmaci che inducono o inibiscono gli enzimi del citocromo P450 . I pazienti che ricevono farmaci che inducono (es. rifampicina e barbiturati) o che inibiscono (es. cimetidina, ketoconazolo, fluoxetina,aloperidolo, verapamil, eritromicina) gli enzimi del citocromo P450, devono essere attentamente monitorati durante il trattamento concomitante con Carvedilolo poiche' le concentrazioni sieriche di Carvedilolo possono essere ridotte dagli induttori enzimatici ed aumentate dagli inibitori enzimatici. Simpaticomimetici con effetti alfa-mimetici e beta-mimetici. Rischio di ipotensione e di eccessiva bradicardia. Ergotamina. Aumentata vasocostrizione. Agenti con azione di blocco neuromuscolare. Aumentato blocco neuromuscolare.

Forme Farmacologiche


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Conservazione del prodotto

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C.