ariclaim*28cps gastrores 40mg duloxetina eli lilly italia spa

Che cosa è ariclaim 28cps gastrores 40mg?

Ariclaim capsule rigide gastrores prodotto da eli lilly italia spa
è un farmaco etico della categoria specialita' medicinali con prescrizione medica che appartiene alla fascia C che comprende quei farmaci che, non essendo considerati essenziali, sono completamente a carico del cittadino ma richiedono comunque prescrizione .
Ariclaim risulta non in commercio nelle farmacie italiane

E' utilizzato per la cura di altro antidepressivo.
Contiene i principi attivi: duloxetina cloridrato
Codice AIC: 036586016 Codice EAN: 0

Informazioni e Indicazioni, a cosa serve?

E' indicato nelle donne per il trattamento dell'Incontinenza Urinariada Sforzo (SUI) di entita' da moderata a grave.

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Posologia

Il dosaggio raccomandato e' 40 mg due volte al giorno da assumere indipendentemente dai pasti. Dopo 2-4 settimane di trattamento, le pazienti devono essere rivalutate al fine di stabilire il beneficio e la tollerabilita' della terapia. Alcune pazienti possono trarre beneficio daun trattamento iniziale con un dosaggio di 20 mg due volte al giorno per due settimane prima di aumentare al dosaggio raccomandato di 40 mgdue volte al giorno. Questa modulazione del dosaggio puo' diminuire, ma non eliminare, il rischio di comparsa di nausea e capogiro. Tuttavia, i dati disponibili che supportano l'efficacia di Ariclaim 20 mg duevolte al giorno sono limitati. E' disponibile anche una capsula da 20mg. In studi controllati con placebo l'efficacia di ARICLAIM non e' stata valutata per periodi di tempo superiori a 3 mesi. Il beneficio del trattamento deve essere valutato nuovamente ad intervalli di tempo regolari. L'associazione con un programma di esercizio della muscolatura del pavimento pelvico (PFMT) puo' risultare piu' efficace di ciascuntrattamento da solo. Si raccomanda di prendere in considerazione il contemporaneo esercizio della muscolatura del pavimento pelvico. Insufficienza epatica: non deve essere usato nelle donne con epatopatia che comporta alterazione della funzionalita' epatica. Insufficienza renale: nelle pazienti con lieve o moderata disfunzione renale (clearance della creatinina da 30 a 80 ml/min) non e' necessario un aggiustamento del dosaggio. Pazienti anziane: si deve osservare cautela nel trattamento delle pazienti anziane. Bambine e adolescenti: la sicurezza e l'efficacia di duloxetina non sono state studiate in soggetti appartenenti a questi gruppi di eta'. Pertanto, non e' raccomandata la somministrazione a bambine e adolescenti. Sospensione del trattamento: la sospensione brusca deve essere evitata. Quando si interrompe il trattamento con il farmaco la dose deve essere gradualmente ridotta in un periodo dialmeno una-due settimane allo scopo di ridurre il rischio di comparsadi reazioni da sospensione. Se a seguito di una riduzione della dose o per una sospensione del trattamento si presentano sintomi intollerabili, e' da considerare la possibilita' di riprendere il trattamento con la dose precedentemente prescritta. Successivamente, il medico puo' continuare a ridurre la dose, ma in maniera piu' graduale.

Effetti indesiderati

Nelle pazienti trattate studi clinici sulla SUI e in altre alterazioni del tratto urinario inferiore, le reazioni avverse piu' comunemente riportate sono state nausea, secchezza delle fauci, affaticamento, insonnia, capogiro, cefalea e stipsi. L'analisi dei dati di 4 studi clinici della durata di 12 settimane, controllati con placebo e condotti inpazienti con SUI, di cui 958 trattate con duloxetina e 955 trattate con placebo, indico' che l'inizio delle reazioni avverse riportate si manifestava tipicamente durante la prima settimana di terapia. Comunque, la maggior parte delle reazioni avverse piu' frequenti si sono presentate da lievi a moderate e si sono risolte entro 30 giorni dalla comparsa (ad es., la nausea). Reazioni avverse: molto comune (>=10%), comune (>=1% e < 10%), non comune (>=0,1% e < 1%), raro (>=0,01% e < 0,1%), molto raro (<0,01%), frequenza sconosciuta (dati relativi a segnalazioni spontanee). Alterazioni del sistema immunitario: frequenza sconosciuta: reazione anafilattica. Alterazioni del metabolismo e della nutrizione: comune: diminuzione dell'appetito; non comune: disidratazione;frequenza sconosciuta: iposodiemia, SIADH. Disturbi psichiatrici: molto comune: insonnia (11,1%); comune: disturbi del sonno, ansia, diminuzione della libido, anorgasmia, non comune: agitazione, bruxismo, disorientamento; frequenza sconosciuta: allucinazione. Alterazioni del sistema nervoso: molto comune: cefalea (10,6%), capogiro (10,7%); comune:tremore, nervosismo, letargia, sonnolenza; non comune: disgeusia; frequenza sconosciuta: sindrome serotoninergica, sintomi extrapiramidali,convulsioni, acatisia, irrequietezza psicomotoria. Disturbi oculari: comune: visione offuscata; non comune: midriasi, disturbi della visione; frequenza sconosciuta: glaucoma. Alterazioni dell'apparato uditivo e vestibolare: comune: vertigini. Alterazioni cardiache: comune: palpitazioni; non comune: tachicardia. Alterazioni del sistema vascolare: comune: vampate di calore; non comune: vampata, aumento della pressionesanguigna, estremita' fredde; frequenza sconosciuta: ipotensione ortostatica, sincope, ipertensione. Alterazioni dell'apparato respiratorio, del torace e del mediastino: non comune: sbadiglio. Alterazioni dell'apparato gastrointestinale: molto comune: nausea (23,7%), secchezza delle fauci (12,8%), stipsi (10,5%); comune: diarrea, vomito, dispepsia; non comune: eruttazione, gastroenterite, stomatite. Alterazioni del sistema epatobiliare: comune: enzimi epatici elevati (ALT, AST, fosfatasi alcalina); non comune: epatite, danno epatico acuto; frequenza nonnota: ittero. Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo: comune: aumentata sudorazione; non comune: sudorazioni notturne, reazioni di fotosensibilita'; frequenza sconosciuta: edema angioneurotico, sindrome di Stevens-Johnson, orticaria, eruzione cutanea. Alterazioni dell'apparato muscoloscheletrico e tessuto connettivo: non comune. rigidita' muscolare, spasmi muscolari. Alterazioni renali e delle vie urinarie: non comuni: nicturia, difficolta' ad iniziare la minzione; frequenza sconosciuta: ritenzione urinaria. Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione: molto comune: affaticamento (11,5%); comune: prurito, debolezza, brividi generalizzati, sensazione di non benessere; non comune: sensazione caldo/freddo, malessere, sete; frequenza non nota: dolore toracico. Indagini diagnostiche: non comune: aumento di peso, riduzione di peso, aumento della creatinina fosfochinasi. La sospensione della terapia con duloxetina (specialmente quando avviene in maniera brusca) porta comunemente alla comparsa di sintomi da sospensione. Le reazioni piu' comunemente riportate sono capogiro, disturbidel sensorio (compresa la parestesia), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore e cefalea. Generalmente, per gli SSRI e gli SNRI, questi eventi sonodi entita' da lieve a moderata ed autolimitanti, tuttavia, in alcune pazienti possono essere gravi e/o prolungati. Pertanto, quando il trattamento con duloxetina non e' piu' necessario, si consiglia di effettuare una sospensione graduale della terapia mediante una progressiva riduzione della dose. Negli studi clinici della durata di 12 settimane sono stati ottenuti elettrocardiogrammi da 755 pazienti con SUI trattate con duloxetina e da 779 pazienti trattate con placebo. Nelle pazienti trattate con duloxetina l'intervallo QT corretto per la frequenza cardiaca non e' diverso da quello osservato nelle pazienti trattate con placebo. In tre studi clinici di fase acuta della durata di 12 settimane con duloxetina, su pazienti con dolore neuropatico diabetico, e' stato osservato un aumento della glicemia a digiuno di lieve entita' ma statisticamente significativo nei pazienti trattati con duloxetina. Ilvalore di HbA1c risulto' stabile sia nei pazienti trattati con duloxetina che in quelli trattati con placebo. Nella fase di estensione di questi studi, che duro' fino a 52 settimane, ci fu un aumento del valore di HbA1c in entrambi i gruppi di pazienti trattati con duloxetina e con trattamento di routine, ma l'aumento medio fu maggiore dello 0,3% nel gruppo trattato con duloxetina. Ci fu anche un piccolo aumento della glicemia a digiuno e del colesterolo totale nei pazienti trattati con duloxetina mentre i test di laboratorio mostrarono una lieve diminuzione nel gruppo sottoposto a trattamento di routine.

Indicazioni

E' indicato nelle donne per il trattamento dell'Incontinenza Urinariada Sforzo (SUI) di entita' da moderata a grave.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Epatopatia che comporta alterazione della funzionalita' epatica. Gravidanza ed allattamento. Non deve essere utilizzato in combinazionecon gli Inibitori della Monoamino Ossidasi non selettivi ed irreversibili-IMAO. Non deve essere usato in associazione con inibitori del CYP1A2, come fluvoxamina, ciprofloxacina o enoxacina poiche' l'associazione determina concentrazioni plasmatiche elevate di duloxetina.

Avvertenze

Mania e Convulsioni: deve essere usato con cautela nelle pazienti conuna storia di mania o una diagnosi di disturbo bipolare, e/o convulsioni. Impiego con antidepressivi: l'uso in associazione con antidepressivi (specialmente con SSRI, SNRI e IMAO reversibili) non e' raccomandato. Midriasi: la midriasi e' stata riportata in associazione con duloxetina, percio' deve essere usata cautela quando duloxetina viene prescritta alle pazienti con aumentata pressione intraoculare, o a quelle arischio di glaucoma acuto ad angolo chiuso. Pressione sanguigna e frequenza cardiaca: in alcune pazienti duloxetina si associa con un aumento della pressione sanguigna. Questo puo' essere dovuto all'effetto noradrenergico di duloxetina. Nelle pazienti con accertata ipertensione e/o altra patologia cardiaca, si raccomanda un monitoraggio della pressione sanguigna, specialmente all'inizio del trattamento. Duloxetina deve essere usata con cautela nelle pazienti le cui condizioni potrebbero risultare compromesse da un'aumentata frequenza cardiaca o per un aumento della pressione sanguigna. Alterazione della funzionalita' renale: nelle pazienti con grave alterazione della funzionalita' renale inemodialisi (clearance della creatinina < 30 ml/min) le concentrazioniplasmatiche di duloxetina risultano aumentate. E' improbabile che le pazienti con grave alterazione della funzionalita' renale siano interessate dalla SUI. Saccarosio: le capsule rigide gastroresistenti del farmaco contegono saccarosio. Le pazienti con rari problemi ereditari diintolleranza al fruttosio, di malassorbimento di glucosio-galattosio o di insufficienza di saccarosio-isomaltasi non devono assumere questomedicinale. Emorragia: con l'assunzione di Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (SSRI) e di Inibitori della Ricaptazionedella Serotonina/Noradrenalina (SNRI) sono state segnalate manifestazioni emorragiche, come ecchimosi, porpora ed emorragia gastrointestinale. Si consiglia cautela nelle pazienti che stanno assumendo anticoagulanti e/o prodotti medicinali noti per avere effetti sulla funzione piastrinica, e nelle pazienti con predisposizione accertata al sanguinamento. Sospensione del trattamento: i sintomi da sospensione sono comuni quando il trattamento viene interrotto, specialmente se l'interruzione avviene in maniera brusca. In uno studio clinico eventi avversi osservati alla sospensione brusca del trattamento si verificarono in circa il 44% delle pazienti trattate con il farmaco e nel 24% delle pazienti trattate con placebo. Il rischio di sintomi da sospensione osservati con gli SSRI e gli SNRI possono dipendere da parecchi fattori, inclusi la durata e la dose della terapia e la velocita' di riduzione delladose. Generalmente i sintomi sono di intensita' variabile da lieve a moderata, tuttavia in alcune pazienti possono essere di intensita' grave. Abitualmente questi sintomi si manifestano entro i primi giorni dalla sospensione del trattamento, ma ci sono state segnalazioni molto rare di tali sintomi nelle pazienti che hanno involontariamente dimenticato di prendere una dose. Generalmente questi sintomi sono auto-limitanti ed abitualmente si risolvono entro 2 settimane, anche se in alcuni soggetti possono essere prolungati (2-3 mesi o piu'). Si consiglia pertanto che la duloxetina venga gradualmente ridotta in un periodo noninferiore alle 2 settimane prima della sospensione del trattamento, secondo le necessita' della paziente. Iposodiemia: durante la somministrazione e' stata riportata raramente iposodiemia, prevalentemente nel soggetto anziano. Si richiede cautela nelle pazienti ad aumentato rischio di iposodiemia, cosi' come nelle pazienti anziane, cirrotiche o disidratate, o nelle pazienti trattate con diuretici. L'iposodiemia puo'essere dovuta ad una sindrome da inappropriata secrezione dell'ormoneantidiuretico (SIADH). Depressione, ideazione e comportamento suicida: Sebbene non sia indicato per il trattamento della depressione, il suo principio attivo (duloxetina) esiste anche come farmaco antidepressivo. Durante la terapia con duloxetina od entro poco tempo dall'interruzione del trattamento sono stati riportati casi isolati di ideazione ecomportamenti suicidari. I medici devono incoraggiare le pazienti a riferire in qualsiasi momento ogni pensiero o senso di angoscia o sintomi depressivi. Se durante la terapia, la paziente presenta agitazione o sintomi depressivi, deve essere chiesto il parere di uno specialista, poiche' la depressione e' una patologia seria. Se viene presa la decisione di iniziare una terapia farmacologica antidepressiva, si raccomanda una sospensione graduale del trattamento con il farmaco. Uso nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta': nessuno studio clinico e' stato effettuato con duloxetina nei pazienti pediatrici. Non deve essere usato nel trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di eta'. Comportamenti correlati al suicidio (tentativi di suicidio e pensieri suicidari) ed atteggiamento ostile (soprattutto comportamento aggressivo, oppositivo e ira) sono stati osservati piu' frequentemente in studi clinici su bambini ed adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Nei bambini e negli adolescenti non ci sono dati sulla sicurezza a lungo termine relativi alla crescita, alla maturita' ed allo sviluppo cognitivoe comportamentale. Prodotti medicinali contenenti duloxetina: duloxetina viene usata con diversi nomi commerciali per differenti indicazioni (trattamento del dolore neuropatico diabetico, episodi di depressione maggiore cosi' come incontinenza urinaria da sforzo). L'uso contemporaneo di piu' di uno di questi prodotti deve essere evitato. Epatite/aumentati valori degli enzimi epatici: con duloxetina sono stati riportati casi di danno epatico, comprendenti marcati aumenti dei valori degli enzimi epatici (> 10 volte il limite normale superiore), epatite edittero. La maggior parte di essi si verifico' durante i primi mesi ditrattamento. Il tipo di danno epatico fu essenzialmente epatocellulare. Duloxetina deve essere usata con cautela nelle pazienti trattate con altri farmaci che si associano ad un danno epatico. Acatisia/Irrequietezza psicomotoria: l'uso di duloxetina e' stato associato con lo sviluppo di acatisia, caratterizzata da un'irrequietezza soggettivamente spiacevole o penosa e dal bisogno di muoversi spesso accompagnato da un'incapacita' a stare seduta o immobile. Questo e' piu' probabile che si verifichi entro le prime settimane di trattamento. Nelle pazienti che sviluppano questi sintomi, l'aumento della dose puo' essere dannosoe puo' essere necessario riconsiderare l'uso di duloxetina.

Gravidanza e Allattamento

Gravidanza: non vi sono dati sull'uso di duloxetina in donne in gravidanza. Studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicita' riproduttiva per l'esposizione a concentrazioni sistemiche (AUC) di duloxetina piu' basse rispetto all'esposizione clinica massimale. Il rischiopotenziale per l'uomo non e' noto. Sintomi da sospensione possono verificarsi nel neonato dopo l'uso materno di duloxetina in prossimita' del parto. E' controindicato in gravidanza. Allattamento: duloxetina viene eliminata nel latte delle donne durante l'allattamento. Calcolata in mg/kg, la dose infantile giornaliera stimata corrisponde circa allo0,14% della dose materna. Effetti comportamentali avversi sono stati osservati nella prole in uno studio sulla tossicita' peri- e postnatale effettuato su ratti. Poiche' la sicurezza di duloxetina nei neonati non e' nota, e' controindicato durante l'allattamento al seno.

Interazioni con altri prodotti

Inibitori della Monoamino Ossidasi (IMAO): a causa del rischio di comparsa della sindrome serotoninergica, non deve essere usato in associazione con gli inibitori della monoamino ossidasi non selettivi ed irreversibili (IMAO), o almeno entro i 14 giorni immediatamente successivialla sospensione del trattamento con un IMAO. In base all'emivita di duloxetina, si devono attendere almeno 5 giorni dopo la sospensione prima di iniziare un trattamento con IMAO. Sindrome serotoninergica: in rari casi, nelle pazienti che assumono SSRI in concomitanza a farmaci serotoninergici e' stata riportata sindrome serotoninergica. L'uso in associazione con antidepressivi serotoninergici come gli SSRI, triciclici come clomipramina o amitriptilina, venlafaxina, o triptani, tramadolo e triptofano non e' raccomandato. Farmaci per il SNC: si consigliacautela quando viene assunto in associazione con altri farmaci o con altre sostanze che agiscono a livello centrale, inclusi l'alcool ed i farmaci sedativi (benzodiazepine, morfinomimetici, antipsicotici, fenobarbitale, antistaminici sedativi). Effetti di duloxetina su altri farmaci: farmaci metabolizzati dal CYP1A2: in uno studio clinico, la farmacocinetica della teofillina, un substrato del CYP1A2, non e' risultata significativamente alterata dalla somministrazione contemporanea conduloxetina (60 mg due volte al giorno). Lo studio e' stato condotto su soggetti maschi e non si puo' escludere che le femmine, avendo una piu' bassa attivita' del CYP1A2 e concentrazioni plasmatiche piu' alte di duloxetina, possono presentare un'interazione con un substrato del CYP1A2. Farmaci metabolizzati dal CYP2D6: la somministrazione contemporanea di duloxetina (40 mg due volte al giorno) aumenta l'AUC allo steady state di tolterodina (2 mg due volte al giorno) del 71% ma non influenza le cinetiche del suo metabolita attivo 5-idrossilato, e non si raccomanda un aggiustamento del dosaggio. Si consiglia cautela se duloxetina e' somministrata contemporaneamente con medicinali che sono prevalentemente metabolizzati dal CYP2D6 e se hanno un indice terapeuticoristretto (cosi' come flecainide, propafenone e metoprololo). Contraccettivi orali ed altri farmaci steroidei: i risultati di studi in vitro dimostrano che duloxetina non induce l'attivita' catalitica del CYP3A. Non sono stati effettuati studi specifici sull'interazione del farmaco in vivo. Effetti di altri farmaci su duloxetina: antiacidi ed antagonisti dei recettori H2: la somministrazione contemporanea con antiacidi contenenti alluminio e magnesio o con famotidina non ha avuto un effetto significativo sulla percentuale o dimensione dell'assorbimento di duloxetina dopo somministrazione di una dose orale di 40 mg. Inibitori del CYP1A2: poiche' il CYP1A2 e' coinvolto nel metabolismo di duloxetina, e' probabile che l'uso concomitante con potenti inibitori del CYP1A2 determini concentrazioni piu' alte di duloxetina. La fluvoxamina (100 mg una volta al giorno), un potente inibitore del CYP1A2, ha diminuito la clearance plasmatica apparente di duloxetina di circa il 77% ed ha aumentato di 6 volte l'AUC0-t. Pertanto non deve essere somministrato in associazione con inibitori potenti del CYP1A2 come la fluvoxamina. Warfarin e INR: sono stati riferiti aumenti in INR quando duloxetina e' stata somministrata in associazione a warfarin.

Forme Farmacologiche


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